RENAGEL 800 mg
- Ciascuna compressa contiene 800 mg di sevelamer.
Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Compresse rivestite con film. Il codice Renagel 800 è impresso su un lato delle compresse biancastre, di forma ovale.
Renagel è indicato per il controllo dell’iperfosfatemia in pazienti adulti emodializzati.
Somministrare Renagel come terapia combinata associando integratori del calcio, 1,25.diidrossi- vitamina D3 o uno dei suoi analoghi, per controllare lo sviluppo della malattia ossea renale.
Bambini: La sicurezza e l’efficacia di
questo prodotto nei
pazienti
di età inferiore a 18 anni non sono state accertate. Adulti e anziani
(> 65 anni): Per i pazienti che non assumono
chelanti del fosfato la
posologia è stabilita individualmente
in base alla concentrazione di
fosfato nel siero,
come elencato nella seguente
tabella: Livello del fosfato sierico in
pazienti che non assumonochelanti
del fosfato
Dose iniziale di Renagel 800
mgcompresse
| 1,94 – 2,42 mmol/l (6-7,5 mg/dl) | 1 compresse x 3 volte al giorno |
| > 2,42 mmol/l (>7,5 mg/dl) | 2 compresse x 3 volte al giorno |
Se Renagel è prescritto come
chelante alternativo
del fosfato, esso deve essere somministrato
indosi equivalenti
in peso in mg, rispetto al chelante
del fosfato a base di calcio
precedentemente
utilizzato.
I livelli del fosfato
sierico devono essere monitorati
attentamente, e il dosaggio diRenagel deve essere regolato di
conseguenza, al fine di diminuire
tali livelli ad un valore uguale od
inferiore a 1,94 mmol/l (6 mg/dl).
Il livello di fosfato sierico deve
essere controllato ogni 2-3 settimane,
fino ad ottenere un valore stabile,
ed in seguito ad intervalli
regolari. Il dosaggio può variare da 1 a 5
compresse da 800 mg per pasto.
In uno
studio clinico della duratadi un anno, nella fase cronica si è usata una dose media
giornaliera effettiva di 7 grammi
di sevelamer. I pazienti devono
assumere Renagel durante i pasti ed
osservare la dieta prescritta.
Ingerire le compresse
intere.
Non masticare.
Ipofosfatemia od occlusione intestinale. Ipersensibilità al sevelamer o ad uno qualsiasi degli eccipienti del prodotto.
L’efficacia e la sicurezza di Renagel non sono state studiate nei bambini, nei pazienti pre-dialisi o nei pazienti sottoposti a dialisi peritoneale.
Non sono stati condotti studi sull’efficacia e la sicurezza di Renagel in pazienti affetti da disturbi della deglutizione, paresi gastrica non trattata o grave, e ritenzione del contenuto gastrico.
In questi pazienti Renagel deve essere usato solo in seguito ad un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi.
L’efficacia e la sicurezza di Renagel non sono state studiate in pazienti con sindrome del colon irritabile in fase attiva, disturbi della motilità gastrointestinale, anormalità od irregolarità dell’alvo e in pazienti che hanno subito un’estesa chirurgia gastrointestinale.
Di conseguenza, è consigliabile somministrare Renagel con cautela a questi pazienti.
In rarissimi casi si sono osservati occlusione intestinale e ileo/subileo nei pazienti in trattamento con Renagel.
La stipsi potrebbe rappresentare un prodromo.
Durante il trattamento con Renagel, controllare attentamente i pazienti che soffrono di stipsi.
Rivalutare il trattamento con Renagel nei pazienti che sviluppano stipsi severa.
Renagel da solo non è indicato per controllare l’iperparatiroidismo.
Nei pazienti affetti da iperparatiroidismo secondario, somministrare Renagel come terapia combinata associando integratori del calcio, 1,25.diidrossi-vitamina D3 o uno dei suoi analoghi, per abbassare i livelli dell'ormone paratiroideo intatto (iPTH).
Nei pazienti con insufficienza renale si potrebbero sviluppare ipocalcemia o ipercalcemia.
Renagel non contiene calcio.
Monitorare i livelli del calcio sierico come consueto per il follow-up di pazienti dializzati.
In caso di ipocalcemia, somministrare calcio elementare come integratore.
A seconda della dieta, e della natura dell’insufficienza renale terminale, i pazienti dializzati potrebbero manifestare una carenza delle vitamine A, D, E e K.
Pertanto nei pazienti che non assumono queste vitamine si consiglia di controllare i livelli delle vitamine A, D ed E, e di valutare il livello di vitamina K mediante la misurazione del tempo di tromboplastina, somministrando un supplemento di tali vitamine se necessario.
Non vi sono attualmente dati sufficienti per escludere la possibilità della carenza di folato durante una terapia a lungo termine a base di Renagel.
Il livello del cloruro nel siero può aumentare durante la terapia con Renagel poiché il cloruro può essere scambiato con il fosforo nel lume intestinale.
Benché non sia stato osservato alcun aumento clinicamente significativo del livello del cloruro sierico, tale livello dovrà essere monitorato come di consueto per il follow-up di pazienti dializzati.
Un grammo di Renagel contiene circa 180 mg (5,1 mEq) di cloruro.
I pazienti affetti da insufficienza renale cronica sono predisposti a sviluppare acidosi metabolica.
È stato riferito un peggioramento dell’acidosi dopo il passaggio da altri leganti del fosfato a sevelamer in vari studi in cui si sono osservati livelli inferiori di bicarbonato in pazienti trattati con sevelamer rispetto a quelli trattati con leganti a base di calcio.
Si consiglia pertanto un attento controllo dei livelli di bicarbonato sierico.
Sono stati riportati casi molti rari di ipotiroidismo in pazienti trattati contemporaneamente con Renagel e Levotiroxina.
Pertanto si consiglia un monitoraggio attento dei livelli di TSH nei pazienti che assumono entrambi i farmaci.
Poiché i dati sull’uso cronico del sevelamer per oltre un anno non sono ancora disponibili, non è possibile escludere l’assorbimento e l’accumulo potenziali di sevelamer durante il trattamento a lungo termine (vedere sezione 5.2 Farmacocinetica).
Non sono stati condotti studi di interazione nei pazienti emodializzati.
In studi di interazione condotti su volontari sani, Renagel non ha avuto alcun effetto sulla biodisponibilità di digossina, warfarin, enalapril o metoprololo.
Tuttavia, la biodisponibilità di ciprofloxacina è calata di circa il 50% con la somministrazione contemporanea di Renagel, nell’ambito di uno studio monodose.
Di conseguenza, Renagel non deve essere assunto simultaneamente alla ciprofloxacina.
Sevelamer può influenzare la biodisponibilità di altri farmaci.
Nei pazienti sottoposti a trapianto e con somministrazione concomitante di Renagel sono stati riferiti ridotti livelli di ciclosporina e micofenolato mofetil senza alcuna conseguenza clinica (per esempio il rigetto del trapianto).
Non essendo possibile escludere la possibilità di un’interazione dovrebbe essere effettuato un attento monitoraggio dei livelli ematici di ciclosporina e micofenolato mofetil durante l’uso dell’associazione e dopo la sua sospensione.
Al momento di somministrare qualsiasi farmaco, laddove un eventuale calo della biodisponibilità possa avere un effetto clinicamente significativo sulla sicurezza o sull’efficacia, procedere alla somministrazione di tale farmaco almeno un’ora prima oppure almeno tre ore dopo l’assunzione di Renagel.
In alternativa, il medico dovrebbe considerare il controllo dei livelli ematici di tale medicinale.
In studi condotti su animali, la somministrazione concomitante di una singola dose di Renagel con verapamil, chinidina, calcitriolo, tetraciclina, warfarin, acido valproico, digossina, propranololo, estrone e tiroxina-L non ha alterato le concentrazioni sieriche massime né l’area al di sotto della curva relativa alle concentrazioni sieriche di questi farmaci.
Non è ancora stata stabilita la sicurezza di Renagel durante la gravidanza o l’allattamento.
Negli studi sugli animali non sono state trovate prove di tossicità embrionale o fetale indotta dal sevelamer.
Renagel deve essere somministrato durante la gravidanza o l’allattamento solo se strettamente necessario e solo dopo un’attenta analisi del rapporto beneficio/rischio sia per la madre sia per il feto o bambino (Vedi 5.3.
Dati preclinici di sicurezza).
Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
In uno studio condotto in parallelo su 202 pazienti con una durata del trattamento di 52 settimane, gli effetti indesiderati possibilmente o probabilmente correlati a Renagel che si sono verificati più di frequente (≥5% dei pazienti) riguardavano tutti disturbi della classe sistemica organica “alterazioni dell’apparato gastrointestinale”.
I dati possibilmente o probabilmente correlati a Renagel provenienti da questo studio e dagli studi clinici non controllati condotti su 384 pazienti sono elencati in ordine di frequenza nella tabella sottostante.
A seconda della frequenza di riferimento gli effetti sono classificati come molto comuni (>1/10), comuni (>1/100,
<1/10), non comuni (>1/1.000, <1/100), rari (>1/10.000, <1/1.000), molto rari (<1/10.000) compresi i casi isolati.
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale:
Molto comuni:
nausea, vomito, dolori addominali, stitichezza, diarrea, dispepsia Comuni:
flatulenza Alterazioni del sistema nervoso:
Molto comuni:
cefalea.
Alterazioni del sistema vascolare:
Molto comuni:
ipotensione, ipertensione.
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione:
Molto comuni:
dolore.
Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
Molto comuni:
prurito.
Comuni:
eritema Infezioni e infestazioni:
Comuni:
faringite.
Molti di questi eventi si osservano comunemente in pazienti affetti da malattia renale cronica allo stadio 5 e non sono necessariamente attribuibili a Renagel.
Esperienza successiva all’immissione in commercio:
In rarissimi casi si sono osservati occlusione intestinale e ileo/subileo nei pazienti in trattamento con Renagel.
Non sono stati riportati casi di sovradosaggio. Sono stati somministrati a volontari sani fino a 14 grammi di Renagel, equivalenti a trentacinque capsule da 403 mg (pari a diciassette compresse da 800 mg) al giorno per otto giorni, senza l’insorgenza di alcun effetto indesiderato.
Trattamento dell’iperfosfatemia.
Codice ATC:
V03A E02.
Renagel contiene sevelamer, (poliallilamina idrocloruro), un polimero non assorbibile, chelante del fosfato, privo di metallo o calcio.
Esso contiene ammine multiple separate attraverso un carbonio dalla struttura centrale del polimero.
Le ammine in questione diventano parzialmente protonate nell’intestino ed interagiscono con le molecole di fosfato tramite legame ionico ed ad idrogeno.
Grazie alla sua azione chelante del fosfato nel tratto digestivo, il sevelamer riduce la concentrazione di fosfato nel siero.
Il sevelamer riduce l'incidenza di episodi di ipercalcemia, rispetto ai pazienti cui sono somministrati chelanti del fosfato a base di calcio, probabilmente perché il prodotto stesso non contiene calcio.
Si è dimostrato il mantenimento degli effetti su fosfato e calcio per tutta la durata di uno studio con followup di un anno.
Studi condotti su modelli sperimentali animali hanno rilevato che il sevelamer lega gli acidi biliari in vitro ed in vivo.
Il legame degli acidi biliari da parte di resine a scambio ionico è un metodo che si è dimostrato efficace nel ridurre il livello di colesterolo nel sangue.
In studi clinici il colesterolo totale e il colesterolo LDL medi sono scesi del 15.31%.
Questo effetto è stato osservato dopo due settimane e viene mantenuto con il trattamento a lungo termine.
I trigliceridi, il colesterolo HDL e l’albumina non hanno subito variazioni.
In studi clinici su pazienti emodializzati, il sevelamer da solo non ha avuto un effetto costante e clinicamente significativo sui livelli sierici di ormone paratiroideo intatto (iPTH).
Nei pazienti affetti da iperparatiroidismo secondario, somministrare Renagel come terapia combinata associando integratori del calcio, 1,25.diidrossi-vitamina D3 o uno dei suoi analoghi, al fine di abbassare i livelli dell'ormone paratiroideo intatto (iPTH).
Non sono disponibili dati sull’effetto del trattamento con Renagel sulle ossa.
Pertanto, si è concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio purché si conduca un ulteriore studio comparativo per chiarire questo aspetto.
Secondo uno studio farmacocinetico monodose, condotto su volontari sani, Renagel non è assorbito dal tratto gastrointestinale.
Non sono stati condotti studi di farmacocinetica in pazienti con insufficienza renale (vedere sezione 4.4 Avvertenze e precauzioni speciali per l’uso).
In studi preclinici su ratti e cani, Renagel, ad una dose 10 volte superiore rispetto alla dose massima umana, ha ridotto l’assorbimento delle vitamine liposolubili D, E e K e dell’acido folico.
In uno studio sui ratti è stato rilevato un aumento del rame sierico con la somministrazione di sevelamer a dosi 15.30 volte superiori alla dose usata nell’uomo.
Ciò non è stato tuttavia confermato in uno studio sui cani e negli studi clinici.
Attualmente non sono disponibili dati formali sulla carcinogenicità.
Tuttavia, studi in vitro e in vivo hanno indicato che Renagel non ha potenziale genotossico.
Inoltre, il prodotto medicinale non viene assorbito nel tratto gastrointestinale.
Gli studi sulla riproduzione non hanno evidenziato alcun legame tra sevelamer ed embrioletalità, fetotossicità o teratogenesi ai dosaggi testati (fino a 1 g/kg/giorno nei conigli e fino a 4,5 g/kg/giorno nei ratti).
Sono stati osservati deficit dell’ossificazione scheletrica in varie localizzazioni nei feti di ratti femmina cui è stata somministrata una dose pari ad 8.20 volte la dose massima umana di 200mg/kg.
Gli effetti potrebbero essere legati alla deplezione della vitamina D e/o della vitamina K a queste alte dosi.
Ciascuna compressa contiene: silice anidra colloidale e acido stearico. Il rivestimento della compressa contiene ipromellosa e monogliceridi diacetilati. L’inchiostro di stampa contiene ossido di ferro nero (E172), propilenglicole e ipromellosa.
Non applicabile.
2 anni.
Conservare a temperature non superiori ai 25°C.
Tenere il contenitore ben chiuso.
Flaconi di polietilene ad alta densità, dotati di un coperchio di sicurezza per bambini realizzato in polipropilene e di una chiusura interna ad induzione. Sono disponibili le seguenti confezioni: 800 mg compresse 1 x 100 compresse 1 x 180 compresse 2 x 180 compresse 3 x 180 compresse
Nessuna istruzione particolare.
Genzyme Europe B.V., Gooimeer 10, 1411 DD Naarden, Olanda
EU/1/99/123/008 A.I.C.
N.
034676080 EU/1/99/123/009 A.I.C.
N.
034676092 EU/1/99/123/010 A.I.C.
N.
034676104
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23/04/2001
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01/09/2005
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