PENTOTHAL SODIUM
- [Vedi Indice] PENTOTHAL SODIUM 0,5 g Ogni flacone contiene: Pentothal Sodium Sterile g 0,5 PENTOTHAL SODIUM 1,0 g Ogni flacone contiene: Pentothal Sodium Sterile g 1,0 PENTOTHAL SODIUM 5,0 g Ogni flacone contiene: Pentothal Sodium Sterile g 5,0
Polvere sterile.
Anestetico per via endovenosa.
SOLUZIONI DI PENTOTHAL ConcentrazioneIl Pentothal viene usato in concentrazioni
varianti da 0,1% a 10%.
Comunque
per uso generale, si raccomanda di
usare delle soluzioni con concentrazioni
non inferiori al 2,0%, nè superiori
al 3,3%. CALCOLI PER LE VARIE SOLUZIONI Concentrazioni
Desiderata Quantità
da usare Per cento
mg/ml
Pentothal mg Solvente
ml
| 2,0 | 20 | 20,0 | 1000 |
| 1,0 | 50 | ||
| 2,5 | 25 | 1,0 | 40 |
| 25,0 | 1000 |
| 3,0 | 30 | 1,0 | 33 1/3 |
| 15,0 | 500 | ||
| 4,0 | 40 | 1,0 | 25 |
| 20,0 | 500 | ||
| 5,0 | 50 | 1,0 | 20 |
| 25,0 | 500 |
| 0,2 | 2 | 1,0 | 500 |
| 0,4 | 4 | 2,0 | 500 |
Preparazione
della soluzione Tre sono i solventi comunemente
usati per il Pentothal: acqua
distillata, soluzione fisiologica, odestrosio, al 5% in acqua (le soluzioni
al 10% di destrosio, zucchero invertito o fruttosio non sono consigliabili a
causa della loro maggiore acidità
titolabile). Se si desidera una concentrazione di
Pentothal inferiore al 2%, la soluzione deve essere fatta con soluzione
fisiologica o destrosio per evitare
ipotonicità. Le soluzioni di Pentothal devono essere
preparate asetticamente e non si devono sterilizzare mediante
calore.
Quando si usa spesso il Pentothal, è consigliabile preparare una
quantità di soluzione sufficiente per 24-48 ore.
La precipitazione - indice che la soluzione non si può usare - viene ritardata dalla refrigerazione,
accellerata dall'esposizione
all'aria, ed in genere si verifica
prima nelle soluzioni di destrosio
che non in quelle saline o in acqua
distillata. PREPARAZIONE
PREOPERATORIA PremedicazioneMoltissimi anestesisti raccomandano di
somministrare
un derivato della belladonna ogni qual voltasta per essere indotta l'anestesia
generale, e considerano ciò come
una saggia precauzione anche quando si deve usare soltanto il Pentothal in quanto
si riducono le possibilità del laringospasmo
inibendo la salivazione e diminuendo
la sensibilità della laringe. Quando durante la premedicazione
di un paziente, si desidera somministrare
un barbiturico o un oppiaceo (o entrambi),
è importante somministrarli
in modo che il loro
massimo
effetto si esplichi poco prima
della induzione. Attrezzatura
per la rianimazione Il primo
effetto potenzialmente
pericoloso di una sopradose di Pentothal somministratainavvertitamente è la depressione
respiratoria.
Se il paziente può sopportare tale depressione senza arrivare alla ipossiemia, non ci dovrebbero essere conseguenze.
prima
di somministrare qualsiasi quantità
di Pentothal è quindi essenziale
che si facciano tutte le
preparazioni necessarie adassicurare una adatta ossigenazione
durante e dopo l'induzione. E' importante
avere pronto per l'uso immediato
qualche agente supplementare
e tenere a portata di mano
l'attrezzatura
necessaria all'anestesia per inalazione.
E' necessaria
una apparecchiatura
per l'anestesia dotata di ossigeno e
protossido di azoto o di qualche
altro agente per inalazione; come
alternativa può essere
utile
anche qualche altro
mezzo per somministrare
l'ossigeno (o l'aria) sotto
pressione controllata.
La maggior parte degli anestesisti
ritiene utile avere
a portata di mano un apparecchio per
aspirazione, un laringoscopio e
delle cannule endotracheali di dimensioni
diverse. Per proteggere le vie respiratorie L'anestesia
ottenuta con il Pentothal richiede
la stessa attenzione alle vie respiratorie come
se fossestata prodotta da un agente anestetico per inalazione. E' di principale importanza - come
del resto è importante
la solita preparazione
e l'esame
delpaziente
e della sua storia
clinica - accertarsi
che le vie respiratorie possano
essere protette per tuttoil periodo dello stato di incoscienza.
SOMMINISTRAZIONE Venipuntura L'azione
anestetica può essere raggiunta iniettando
il Pentothal
attraverso qualsiasi vena
accessibile.Comunque
si debbono scartare le vene varicose
perchè in esse il flusso è lento. In un considerevole numero di pazienti si trovano arterie superficiali
aberranti che richiedono determinate
precauzioni da seguire regolarmente per evitare di iniettare inavvertitamente
ilpreparato per via endo-arteriosa
con la possibilità di una conseguente
necrosi dell'area interessata.
Prima
di applicare il laccio emostatico,
una attenta palpazione farà scoprire
la pulsazione diqualsiasi arteria contigua
alla vena.
Se il laccio emostatico
viene tenuto
stretto fino a che il polsonon scompare,
e poi rilasciato lentamente finchè il polso non ricompare, le vene
si riempiranno finoal
massimo della capacità, e
quindi la palpazione permetterà di
distinguere una vena da un'arteria. Una prova finale e decisiva consiste
nel prelevare una piccola quantità di sangue dal vaso ed osservare il colore e se sgorga a fiotti.Una dose di prova
- La sensibilità dei pazienti al
Pentothal è molto varia ed imprevedibile
- per es.:nella quantità richiesta per portarli
ad un dato livello di anestesia.
Per
questa ragione si raccomanda che
tutte le somministrazioni
di pentothal siano precedute da una
dose di prova da 25 a 75 mg, e di
aspettare quindi almeno 60 secondi
per osservarne l'effetto sul
paziente. Segni da osservare durante l'induzione - I sintomi
descritti sotto si possono manifestare
nella maggior parte dei
pazienti
quando non è stata somministrata
alcuna premedicazione eccetto derivati
della belladonna,
e quando il Pentothal
viene somministrato
ad intermittenza in dosi
moderate. Occhi.
In un primo
momento
le pupille possono dilatarsi,
ma poi si contraggono: generalmente
non perdono la sensibilità alla luce finchè non si è raggiunto un livello anestetico abbastanza profondoda permettere
l'intervento.
Il nistagmo
e lo strabismo divergente sono
caratteristici durante i primi stadi;
la fissità centrale si ha quando si raggiunge
l'anestesia chirurgica.
Durante l'anestesia
chirurgica i riflessi corneali e congiuntivali sono assenti. Polso.
La pulsazione rimane normale, o torna
subito normale dopo un leggero aumento. Pressione
del sangue.
E' tipica una moderata ma transitoria
caduta. Tono muscolare.
Un rilassamento moderato segue in
genere allo stato di incoscienza dopo un intervento di circa 30 secondi.
Il tono dei muscoli della
mandibola è un indice sul quale ci si
può basare abbastanza
sicuramente. Respirazione.
Poco dopo la perdita della coscienza
vi è una diminuzione nell'ampiezza
del respiro.In
molti pazienti questa diminuzione
è preceduta da parecchie inspirazioni
molto più
profonde
seguite da una pausa momentanea.
Proseguendo nell'induzione
dell'anestesia, l'ampiezza
della respirazione continua a diminuire,
mentre minore
è la diminuzione
nella frequenza degli attirespiratori. Se le vie respiratorie sono pervie
e se al paziente viene fatta
respirare una adeguata miscela
di ossigeno, questa depressione
respiratoria non si accompagna
ad insufficiente ossigenazione. Il colorito
rimane normale;
la pelle calda, rosea e secca.
Induzione moderatamente lentaCon questo metodo
la somministrazione viene regolata
secondo la reazione del paziente, somministrando il Pentothal
ad intermittenza
in dosi abbastanza piccole
da portare il paziente allivello desiderato
di anestesia
senza che si verifichi una notevole depressione respiratoria.
In
media negli adulti si può raggiungere
ciò iniettando generalmente da 2 a 3
ml di una soluzione al 2,5% (da50 a 75
mg) ad intervalli di 30-60 secondi. E' particolarmente
importante
evitare lo stimolo fino a che il
paziente non sia in uno stato di incoscienza abbastanza profondo da poterlo sopportare.
L'assenza di reazione alla prova delpizzicotto indica
una certa sicurezza che è stata somministrata
una quantità sufficiente di Pentothal.
Molti raccomandano
di usare dapprima
questo metodo d'induzione
poichè riduce al minimo
la probabilità di un superdosaggio dovuto ad una valutazione inesatta della
tollerabilità. Induzione
moderatamente rapidaCon questo metodo
si cerca di stabilire la quantità di
Pentothal necessaria a portare il paziente allivello di anestesia desiderato,
somministrando questa quantità in due o quattro dosi
frazionate.
Con questo
metodo è necessario tenere
presente l'eventualità
che
paziente
si possa trovaretemporaneamente
sotto l'azione di un sopraddose e
che quindi si renda immediatamente necessaria un'ossigenazione
polmonare controllata. Questo
metodo d'induzione
è raccomandato da alcuni anestesisti
come il
metodo con cui più facilmente
si evita il laringospasmo.
Altri invece sono di opinione
diversa in quanto affermano chela percentuale dei casi di
laringospasmo può essere tenuta ugualmente
bassa con il metodo più lento, che essi
preferiscono poichè vi è minor
probabilità che causi una
marcata depressione respiratoria
o circolatoria. Sintomi
da osservare durante il mantenimento quando il Pentothal è usato come
principale agente. Respirazione
- La profondità
del respiro è generalmente
considerata come stimolo
che accompagna più da vicino il
livello di anestesia raggiunto.
Ma se
si vuole tenere la profondità della respirazione come
guida per la somministrazione del
Pentothal, è necessaria un'attenta
osservazione e sapere
interpretare tutte le altre cause che possono
modificare la respirazione. Reazione
muscolare -
Altro segno che può costituire una utile
guida per l'anestesista è il tono
muscolare, ma anche questo si può tenere in conto soltanto quando
siano state eliminate le altre
possibili cause di cambiamento. Responso allo stimolo chirurgico
- Si è generalmente
d'accordo nel ritenere
che i risultati siano
più soddisfacenti se i pazienti
pentothalizzati
possono essere tenuti ad un livello
di anestesia che non cancella del tutto le reazioni agli stimoli più intensi del
procedimento
chirurgico.
Comunque,
se perla natura dell'intervento
i movimenti
del paziente diventano un pericolo,
si può evitare ciò approfondendo l'anestesia
e permettendo un breve intervallo affinchè il paziente si sistemi
prima di sottoporlo ad uno stimolo
intenso. Un
principio
cardinale L'impossibilità
di controllare il paziente
con dosi moderate di Pentothal indica
la necessità
diaggiungere un agente anestetico supplementare
o di ricorrere ad un altro metodo. Spingere il Pentothal in tali casi può portare ad un
eccessivo prolungamento del tempo
necessario al risveglio.
Controindicazioni assolute:
1.
assenza di vene adatte per la somministrazione endovenosa; 2.
ipersensibilità (allergia) ai barbiturici; 3.
stato asmatico; 4.
porfiria latente o conclamata; 5.
in pazienti con gravi difficoltà respiratorie; 6.
negli stati infiammatori della bocca, della mandibola e del collo.
Controindicazioni relative:
1.
malattia cardiovascolare grave; 2.
ipotensione o shock; 3.
condizioni in cui l'effetto ipnotico può risultare prolungato o potenziato:
eccessiva premedicazione, morbo di Adison, disfunzioni epatiche o renali, mixedema, azotemia elevata, grave anemia; 4.
aumento della pressione endocranica, asma o miastenia grave.
Per quanto i metodi di applicazione possano variare grandemente, la maggior parte di coloro che usano il Pentothal raccomandano di seguire quattro regole generali:
1.
Il Pentothal (con aria o ossigeno) può essere considerato adatto soltanto quando si può ottenere un controllo soddisfacente del paziente con dosi moderate.
2.
Se si pensa che l'intervento debba durare più di 15 minuti è quasi sempre meglio usare Pentothal e O2 piuttosto che Pentothal e aria.
3.
Se è richiesto un rilassamento più che moderato della muscolatura scheletrica è meglio fare respirare al paziente pentothalizzato una miscela di protossido d'azoto e ossigeno.
4.
Se è necessario ottenere il rilassamento della muscolatura addominale è meglio aggiungere un agente supplementare di maggiore potenza (p.
es:
curaro o etere).
Per raggiungere con il Pentothal dei risultati veramente soddisfacenti, nelle varie associazioni e procedimenti in cui oggi viene applicato, è necessario essere preparati a trattare qualsiasi problema che possa sorgere non appena viene indotto nel paziente lo stato di incoscienza.
I risultati favorevoli dipendono non solo dalle caratteristiche del Pentohtal, ma anche dalla precisione della somministrazione e dal competente trattamento dell'ammalato.
La maggior parte delle condizioni e dei procedimenti chirurgici elencati nel passato come non adatti all'uso del Pentothal, oggi vengono considerati come controindicazioni relative nel senso che presentano degli speciali problemi da trattare per cui l'uso del Pentothal è possibile solo a quei medici o chirurghi che abbiano una grandissima esperienza ed abilità nell'uso di questo preparato.
Il criterio finale che deve essere seguito per determinare se la condizione del paziente o la natura del procedimento non precludono l'uso del Pentothal in un determinato caso, è la possibilità di avere del personale preparato a trattare il paziente in maniera tale da poter raggiungere il livello di anestesia desiderato senza che si verifichino anossiemia e ipercapnia.
Quando sta per essere utilizzato il tiopentale sodico i.v.
deve essere sempre disponibile un anestesista e le attrezzature necessarie per assistere la respirazione e la circolazione.
Somministrare con cuatela in pazienti con preesistente ipotensione ed in quelle condizioni in cui l'effetto ipnotico possa essere prolungato o intensificato come nei casi di malattia epatica o renale.
Il tiopentale sodico ha dimostrato interazioni con i seguenti farmaci: Farmaco Azione Sulfisoxazolo Riduzione del dosaggio richiesto di tiopentale sodico Probenecide Prolungamento azione del tiopentale Diazoxide Ipotensione Zimelidine Antagonista del tiopentale Analgesici oppiacei Diminuzione dell'azione antinoceptina Aminofillina Antagonista del tiopentale Midazolam Sinergismo
Il tiopentale sodico supera la barriera placentare e piccole quantità possono apparire nel latte delle donne durante l'allattamento specie a seguito di somministrazione del farmaco ad alte dosi.
Come tutti i barbiturici, il tiopentale sodico non deve essere somministrato a persone che attendono ad attività che richiedono la massima attenzione nella guida e nell'uso di macchine.
Comprendono la depressione della respirazione e del miocardio, le aritmie cardiache, il prolungamento della sonnolenza e del periodo di risveglio, lo starnutamento, il singulto, la tosse, il broncospasmo, il laringospasmo ed i brividi, orticaria, vasodilatazione ed edema.
Somministrazione di dose eccessiva In genere la depressione respiratoria o l'arresto della respirazione dovuti ad una dose eccessiva di Pentothal sono facilmente trattabili se non esiste un concomitante ostacolo alla respirazione.
Se le vie respiratorie sono libere, qualsiasi metodo di ventilazione dei polmoni che impedisca l'ipossiemia dovrebbe riuscire a mantenere le altre attività vitali.
Il trattamento generalmente raccomandato come il più efficace è la somministrazione di ossigeno per mezzo della pressione intermittente della sacca respiratoria, con una pausa di tanto in tanto per osservare il ritorno della respirazione spontanea.
Ostruzioni delle vie respiratorie L'ostruzione è generalmente accompagnata da un'attività diaframmatica eccessiva con un diminuito scambio dell'aria respiratoria ed un aumento nella frequenza del polso.
Se l'ostruzione è nel tratto respiratorio inferiore (sotto la laringe), l'espirazione è attiva; se è nel tratto superiore la fase inspiratoria è prolungata ed accompagnata da retrazione della parete toracica superior-anteriore.
La depressione dell'attività respiratoria è una delle azioni caratteristiche del Pentothal ed in presenza di ostruzione gli sforzi respiratori saranno di brevissima durata e non saranno mai troppo pronunciati.
Per questa ragione è importante osservare attentamente la respirazione.
In caso di laringospasmo L'adduzione moderata delle corde vocali si fa riconoscere durante la respirazione per un sibilo acuto.
Se si lascia progredire questa condizione sino a giungere ad un grave laringospasmo, le corde possono aderire così strettamente da impedire completamente l'inspirazione, e la respirazione può cessare con il torace in posizione di espirazione.
La percentuale di laringospasmo sotto Pentothal è generalmente bassa quando si usano tecniche che impediscono lo stimolo nello stadio di anestesia leggera e tendono ad evitare l'ipossiemia.
Come con qualsiasi anestetico generale, il laringospasmo può essere causato in tre diverse maniere:
(1) per stimolazione diretta delle corde vocali dovuta a muco, sangue, vapore irritante o polvere proveniente dal recipiente della calce sodata; (2) per riflesso sollecitato da stimolo di una qualunque parte del corpo, come dall'inserzione di una cannula nella faringe, dilatazione dello sfintere anale, compressione del prepuzio, lavaggio della pelle con un liquido freddo, ecc.; o (3) per spasmo anossiemico dei muscoli faringei che, con l'aumentare dell'anossiemia, oltre alla azione non coordinata dei muscoli dell'adduzione e dell'abduzione può causare la chiusura completa delle corde vocali.
Il pronto riconoscimento ed il pronto trattamento di queste cause di stridore o sibilo impediscono generalmente lo sviluppo di un grave o reale laringospasmo.
In questi casi spesso basta un'accurata aspirazione per togliere qualsiasi traccia di muco o di altre sostanze che stimolino le corde vocali.
Se lo spasmo è di origine riflessa, lo stimolo che lo causa deve essere subito represso e l'anestesia attentamente approfondita, facendo nel contempo ogni sforzo per tenere i polmoni ben ventilati con ossigeno.
Se lo spasmo è anossiemico, qualunque ne sia la natura, generalmente è meglio non approfondire l'anestesia fino a che la causa non sia stata eliminata e l'anossiemia corretta.
Per superare un grave laringospasmo alcuni anestesisti hanno trovato utile somministrare atropina per via endovenosa.
Una pratica raccomandata è quella di dare un preparato che provochi il rilassamento muscolare.
Ciò si raccomanda comunque soltanto quando si è perfettamente al corrente dell'azione di questi preparati per il rilassamento muscolare e quando si è attrezzati per l'inserzione di un tubo endotracheale e pronti a provvedere, se necessario, alla respirazione artificiale.
Altri raccomandano, qualora la eliminazione della causa, dello spasmo e la somministrazione di ossigeno sotto pressione non siano sufficienti, che venga forzato tra le corde un tubo endotracheale:
e se anche questo non può essere fatto si deve eseguire senza indugio la tracheotomia.
Deposito perivenoso del Pentothal Non tutti gli anestesisti sono d'accordo che lo stravaso di Pentothal richieda un trattamento.
Anche, senza trattamento, la reazione nella maggior parte dei casi non è grave, per quanto in qualche paziente si siano notati indurimento e dolorabilità della zona interessata della durata di qualche ora a parecchie settimane.
Comunque alcuni anestesisti raccomandano il trattamento immediato al fine di alleviare il dolore ed evitare la possibilità di ulcerazione e di escara.
Si raccomanda l'iniezione di procaina allo 0,5% o di una soluzione fisiologica o applicazioni caldo-umide nella parte interessata.
Si è anche consigliata come misura efficace un'iniezione di jaluronidasi.
Iniezione intra-arteriosa inavvertita L'iniezione di Pentothal in un'arteria in genere causa uno spasmo arterioso che si manifesta con un impallidimento della pelle relativo alla distribuzione dei vasi e delle diramazioni vasali distalmente al punto dell'iniezione; ciò può essere accompagnato o seguito da trombosi dei vasi più grandi.
Se il paziente è conscio, si lamenterà subito di una sensazione di bruciore seguita da forte dolore che si irradia al di sotto del punto dell'iniezione.
Appena ci si accorge di ciò, l'iniezione di Pentothal deve essere subito interrotta ed effettuato immediatamente il trattamento adatto.
Il trattamento consigliato consiste nel sollievo immediato dello spasmo - mediante blocco del plesso radiale o una iniezione intra-arteriosa di procaina - ed un'immediata terapia anticoagulante.
In caso si dovesse verificare un collasso cardiocircolatorio, il trattamento deve essere diretto verso il controllo della pressione sanguigna ed all'utilizzo di plasma expander e/o farmaci vasopressori.
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PENTOTHAL SODIUM 0,5 g Carbonato di sodio anidro PENTOTHAL SODIUM 1,0 g Carbonato di sodio anidro PENTOTHAL SODIUM 5,0 g Carbonato di sodio anidro
Non sono note particolari incompatibilità tra il tiopentale sodico ed altri farmaci. Vedi punto 5.6 per le interazioni.
36 mesi a confezionamento integro
Conservare al riparo dalla luce.
Flacone da 0,5 g Flacone da 1,0 g Flacone da 5,0 g
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ABBOTT SpA, Campoverde di Aprilia (Latina).
Flacone da o,5 g AIC n.
002347019 Flacone da 1,0 g AIC n.
002347021 Flacone da 5,0 g AIC n.
002347033
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Pentothal Sodium 0,5 g 07/09/1949 Pentothal Sodium 1,0 g 07/09/1949 Pentothal Sodium 5,0 g 07/09/1949
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A
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