Pegasys 135 microgrammi soluzione iniettabile
peginterferone alfa-2a*……………………………………………………..135 microgrammi
Ciascun flaconcino da 1 ml di soluzione contiene 135 microgrammi di peginterferone alfa-2a*.
Il
dosaggio indica la quantità di interferone alfa-2a, porzione del peginterferone alfa-2a senza
considerare la pegilazione.
*Il principio attivo, il peginterferone alfa-2a, è un coniugato covalente della proteina interferone alfa-
2a prodotta attraverso la tecnica del DNA ricombinante nell’Escherichia coli e coniugata con bis-
[monometossi polietilenglicole].
La potenza di questo prodotto non deve essere confrontata con quella di un’altra proteina pegilata o
non-pegilata della stessa classe terapeutica.
Per ulteriori informazioni, vedere paragrafo 5.1.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Eccipiente:
Alcool benzilico (10 mg/1 ml).
Soluzione iniettabile.
La soluzione è limpida, da incolore a giallo tenue.
Epatite cronica B: Pegasys è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da epatite cronica B HBeAg-positiva o HBeAg-negativa, con malattia epatica compensata ed evidenza di replicazione virale, livelli di ALT aumentati e infiammazione e/o fibrosi epatica istologicamente provata (vedere paragrafi 4.4 e 5.1).
Epatite cronica C: Pegasys è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da epatite cronica C e positivi per HCVRNA sierico, inclusi i pazienti con cirrosi compensata e/o coinfettati dal virus HIV clinicamente stabile (vedere paragrafo 4.4).
Il trattamento ottimale con Pegasys nei pazienti con epatite cronica C è in combinazione con ribavirina.
Questa combinazione è indicata nei pazienti non trattati precedentemente e nei pazienti che abbiano precedentemente risposto alla terapia con interferone alfa ma che abbiano successivamente recidivato dopo interruzione del trattamento.
La monoterapia è indicata principalmente in caso di intolleranza o controindicazione alla ribavirina.
Il trattamento deve essere
iniziato solo da un medico con esperienza nel trattamento dei pazienti con
epatite B o C.
Quando Pegasys deve essere
utilizzato in associazione con ribavirina occorre fare riferimento anche al
riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) della ribavirina.
Dose da somministrare e
durata del trattamento Epatite cronica B:
Il dosaggio e la durata di
Pegasys raccomandati per il trattamento dell’epatite cronica B, sia
HBeAgpositiva che HBeAg-negativa, è 180 microgrammi una volta alla settimana
per 48 settimane mediante somministrazione sottocutanea nell’addome o nella
coscia.
Epatite cronica C:
Il dosaggio raccomandato di
Pegasys è 180 microgrammi una volta alla settimana mediante somministrazione
sottocutanea nell’addome o nella coscia, sia in combinazione con ribavirina
orale sia come monoterapia.
La dose di ribavirina da
usare in associazione con Pegasys è riportata nella Tabella 1.
La dose di
ribavirina deve essere somministrata a stomaco pieno.
Durata del trattamento
La durata
della terapia di combinazione con ribavirina per l’epatite cronica C dipende dal
genotipo
virale.
I pazienti infettati dall’HCV con genotipo 1 che hanno HCV RNA rilevabile alla
settimana 4,
indipendentemente dalla carica virale pre-trattamento, devono essere trattati
per 48 settimane.
Il trattamento per 24 settimane può essere preso in considerazione per i
pazienti con infezione
-da genotipo 1 e bassa carica virale (LVL) (≤ 800.000 UI/ml)
al basale o -da genotipo 4 che diventano HCV RNA negativi alla settimana 4
di trattamento e rimangono HCV RNA negativi alla settimana 24.
Tuttavia, il
trattamento della durata complessiva di 24 settimane può essere associato ad un
più alto rischio di ricaduta rispetto ad un trattamento della durata di 48
settimane (vedere paragrafo 5.1).
In questi pazienti, la tollerabilità alla
terapia di combinazione e fattori prognostici aggiuntivi, come il grado di
fibrosi, devono essere presi in considerazione quando si decide la durata del
trattamento.
Una riduzione della durata del trattamento in pazienti con
infezione da genotipo 1 e alta carica virale (HVL) (> 800.000 UI/ml) al basale,
che diventano HCV RNA negativi alla settimana 4 di trattamento e rimangono HCV
RNA negativi alla settimana 24, deve essere presa in considerazione con molta
cautela dal momento che i limitati dati disponibili suggeriscono che questo può
avere un impatto significativamente negativo sulla risposta virologica
sostenuta.
I pazienti infettati dall’HCV con genotipo 2/3, indipendentemente
dalla carica virale pre-trattamento, devono essere trattati per 24 settimane
(vedere Tabella 1).
I dati disponibili per i pazienti infettati con genotipo 5 o
6 sono limitati; pertanto è raccomandata una terapia di combinazione con
1000/1200 mg di ribavirina per 48 settimane.
Tabella 1: Dosi raccomandate
per la terapia di combinazione per pazienti con HCV
| Genotipo | Dose di Pegasys | Dose di ribavirina | Durata |
| Genotipo 1 LVL con RVR* | 180 microgrammi | <75 kg = 1000 mg ≥75 kg = 1200 mg | 24 settimane o 48 settimane |
| Genotipo 1 HVL con RVR* | 180 microgrammi | <75 kg = 1000 mg ≥75 kg = 1200 mg | 48 settimane |
| Genotipo 4 con RVR* | 180 microgrammi | <75 kg = 1000 mg ≥75 kg = 1200 mg | 24 settimane o 48 settimane |
| Genotipo 1 o 4 senza RVR* | 180 microgrammi | <75 kg = 1000 mg ≥75 kg = 1200 mg | 48 settimane |
*RVR = risposta virologica
rapida (HCV RNA non rilevabile) alla settimana 4 e HCV RNA non rilevabile alla
settimana 24; LVL = ≤ 800.000 UI/ml; HVL = > 800.000 UI/ml La durata raccomandata di
trattamento con Pegasys in monoterapia è di 48 settimane.
Coinfezione da HIV-HCV Il dosaggio raccomandato di
Pegasys, in monoterapia o in combinazione con 800 milligrammi di ribavirina, è
di 180 microgrammi per via sottocutanea una volta alla settimana per 48
settimane, indipendentemente dal genotipo.
La sicurezza e l’efficacia del
trattamento combinato con dosi di ribavirina superiori a 800 milligrammi al
giorno o per un periodo di tempo inferiore a 48 settimane non sono state
studiate.
Predittività di risposta e di non risposta E’stato dimostrato che una
risposta virologica precoce entro la settimana 12, definita come una diminuzione
della carica virale di 2 log o livelli non rilevabili di HCV-RNA, è predittiva
di una risposta sostenuta (vedere Tabelle 2 e 6).
Tabella 2: Valore predittivo
della risposta virologica alla settimana 12 al regime posologico raccomandato
durante la terapia di combinazione con Pegasys
| Genotipo | Negativo | Positivo | ||
| Nessuna risposta entro la settimana 12 Nessuna risposta sostenuta Valore predittivo | Risposta entro la settimana 12 | Risposta sostenuta | Valore predittivo | |
| Genotipo 1 (N="5"69) | 102 97 95% (97/102) | 467 | 271 | 58% (271/467) |
| Genotipo 2 e 3 (N=96) | 3 3 100% (3/3) | 93 | 81 | 87% (81/93) |
Il valore predittivo
negativo della risposta sostenuta nei pazienti trattati con Pegasys in
monoterapia
era pari al 98%.
Un valore predittivo negativo simile si è osservato in pazienti con coinfezione
da HIV-HCV trattati
con Pegasys in monoterapia o in combinazione con ribavirina (rispettivamente
100% (130/130) o 98%
(83/85)).
In pazienti con coinfezione da HIV-HCV con genotipo 1 e genotipo 2/3
trattati con terapia di
combinazione sono stati osservati valori predittivi positivi del 45% (50/110) e
del 70% (59/84)
rispettivamente.
Aggiustamento posologico a
seguito di reazioni avverse Generali
Qualora sia richiesto un
aggiustamento della dose a seguito di reazioni avverse di grado da moderato a
severo (clinico e/o di laboratorio), è generalmente indicata una riduzione
iniziale della dose a 135 microgrammi.
Comunque, in alcuni casi, è necessaria
una riduzione della dose fino a 90 microgrammi o 45 microgrammi.
Quando la
reazione avversa diminuisce, si può considerare un aumento della dose fino al
raggiungimento della dose di partenza (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
Ematologiche (vedere anche Tabella 3) Si raccomanda
una riduzione della dose se la conta dei neutrofili è < 750/mm3.
Per pazienti con valori della conta assoluta dei neutrofili (CAN) < 500/mm3 il
trattamento deve essere sospeso fino a quando i valori di CAN non siano
ritornati a > 1000/mm3.
La terapia deve inizialmente essere ripresa con 90 microgrammi di Pegasys e la
conta dei neutrofili monitorata.
Si raccomanda una riduzione
della dose a 90 microgrammi se la conta delle piastrine è < 50.000/mm3.
Si raccomanda l’interruzione della terapia quando la conta delle piastrine
diminuisce a livelli < 25.000/mm3.
Specifiche raccomandazioni
per la gestione dell’anemia correlata al trattamento sono le seguenti: la
ribavirina deve essere ridotta a 600 milligrammi/die (200 milligrammi al mattino
e 400 milligrammi alla sera) se si verificano le seguenti condizioni: (1) un
calo dell’emoglobina compreso tra < 10 g/dl e ≥ 8,5 g/dl in un paziente senza
significativa malattia cardiovascolare, o (2) un calo dell’emoglobina ≥ 2 g/dl
in un periodo di 4 settimane di trattamento in un paziente con malattia
cardiovascolare stabile.
Non è raccomandato un ritorno alla dose iniziale.
La
ribavirina deve essere interrotta se si verificano le seguente condizioni: (1)
paziente senza significativa malattia cardiovascolare che presenti un calo
dell’emoglobina < 8,5 g/dl; (2) paziente con malattia cardiovascolare stabile
che mantiene valori di emoglobina < 12 g/dl nonostante 4 settimane con dose
ridotta.
Se l’anomalia si risolve, la ribavirina può essere ripresa alla dose di
600 milligrammi/die e ulteriormente aumentata a 800 milligrammi/die a
discrezione del medico curante.
Si raccomanda di non ritornare alla dose
originaria.
Tabella 3: Aggiustamento
posologico a seguito di reazioni avverse (per ulteriori informazioni vedere
anche il testo precedente)
| Ridurre la ribavirina a 600 mg | Sospendere la ribavirina | Ridurre Pegasys a 135/90/45 microgrammi | Sospendere Pegasys | Interrompere la combinazione | |
| Conta assoluta dei neutrofili | < 750/mm3 | < 500/mm3 | |||
| Conta delle piastrine | < 50.000/mm3 > 25.000/mm3 | < 25.000/mm3 | |||
| Emoglobina -assenza di malattia cardiaca Emoglobina -malattia cardiaca stabile | < 10 g/dl e ≥ 8,5 g/dl diminuzione ≥ 2 g/dl in un periodo di 4 settimane | < 8,5 g/dl < 12 g/dl nonostante 4 settimane a dose ridotta |
In caso di
intolleranza alla ribavirina, continuare il trattamento con Pegasys in
monoterapia.
Funzionalità epatica Le fluttuazioni nelle
anormalità dei test di funzionalità epatica sono comuni nei pazienti con epatite
cronica C.
Come con altri interferoni alfa, sono stati osservati aumenti nei
livelli delle ALT sopra i livelli basali in pazienti trattati con Pegasys,
inclusi i pazienti con una risposta virologica.
Negli studi clinici sull’epatite
cronica C, casi isolati di incremento delle ALT (≥ 10 volte il limite superiore
della norma o ≥ 2 volte il limite basale nei pazienti con ALT al basale ≥ 10
volte il limite superiore della norma), che si sono risolti senza modificazioni
della dose, sono stati osservati in 8 su 451 pazienti trattati con la terapia di
combinazione.
Se l’aumento delle ALT è progressivo o persistente, la dose deve
essere ridotta inizialmente a 135 microgrammi.
Quando l’aumento dei livelli
delle ALT è progressivo nonostante la riduzione della dose, o è accompagnato da
aumento della bilirubina o evidenza di scompenso epatico, la terapia deve essere
interrotta (vedere paragrafo 4.4).
Nei pazienti affetti da
epatite cronica B, incrementi transitori delle ALT talvolta maggiori di 10 volte
il limite superiore della norma non sono rari e possono riflettere
l’eliminazione da parte del sistema immunitario.
Il trattamento non deve
normalmente essere iniziato in caso di ALT > 10 volte il limite superiore della
norma.
Deve essere presa in considerazione la continuazione del trattamento con
un monitoraggio più frequente della funzionalità epatica durante i picchi di
ALT.
In caso di riduzione o sospensione della dose di Pegasys, la terapia può
essere ripresa una volta che il picco si sia abbassato (vedere paragrafo 4.4).
Particolari tipi di pazienti
Anziani
In caso di terapia con
Pegasys nei pazienti anziani non sono necessari aggiustamenti della dose
raccomandata di 180 microgrammi una volta alla settimana (vedere paragrafo 5.2).
Pazienti
di età inferiore a 18 anni La sicurezza e l’efficacia
di Pegasys non sono state determinate in questa popolazione.
Pegasys è
controindicato nei neonati e nei bambini fino a 3 anni per la presenza di alcool
benzilico come eccipiente (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Pazienti
con insufficienza renale Nei pazienti con malattia
renale allo stadio terminale, deve essere utilizzata una dose inizale di 135
microgrammi (vedere paragrafo 5.2).
Indipendentemente dalla dose iniziale o dal
grado dell’insufficienza renale, i pazienti devono essere monitorati e deve
essere effettuata un’appropriata riduzione della dose di Pegasys durante il
trattamento se si verificano reazioni avverse.
Pazienti
con insufficienza epatica Nei pazienti con cirrosi
compensata (ad es.
Child Pugh A), Pegasys si è dimostrato efficace e sicuro.
Pegasys non è stato valutato in pazienti con cirrosi scompensata (ad es.
Child
Pugh B o C o varici esofagee sanguinanti) (vedere paragrafo 4.3).
La classificazione Child Pugh
divide i pazienti nei gruppi A, B e C, o “Lieve”, “Moderata” e “Grave”
corrispondenti rispettivamente ai punteggi 5-6, 7-9 e 10-15.
Valutazione modificata
| Parametri clinici | Grado di anormalità | Punteggio |
| Encefalopatia | Assente Grado 1–2 Grado 3-4* | 1 2 3 |
| Ascite | Assente Lieve Moderata | 1 2 3 |
| Bilirubina (mg/dl) (Unità SI = µmol/l) | <2 2,0-3 >3 <34 34-51 >51 | 1 2 3 1 2 3 |
| Albumina (g/dl) | >3,5 3,5-2,8 <2,8 | 1 2 3 |
| INR | <1,7 1,7-2,3 >2,3 | 1 2 3 |
* Gradazione secondo Trey, Burns e Saunders (1966)
Ipersensibilità al principio attivo, agli interferoni alfa o ad uno qualsiasi degli eccipienti Epatite autoimmune Disfunzione epatica severa o cirrosi epatica scompensata Neonati e bambini fino a 3 anni, per la presenza di alcool benzilico come eccipiente (vedere paragrafo 4.4 per l’alcool benzilico) Ananmesi di pregressa malattia cardiaca severa, compresa malattia cardiaca instabile o non controllata nei sei mesi precedenti (vedere paragrafo 4.4) L’inizio del trattamento con Pegasys è controindicato in pazienti con HIV-HCV che presentino cirrosi e punteggio di Child-Pugh ≥ 6 Per le controindicazioni relative alla ribavirina, quando Pegasys deve essere utilizzato in associazione con ribavirina, occorre fare riferimento anche al riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) della ribavirina.
Sistema Nervoso Centrale (SNC) e sintomatologia psichiatrica: durante il trattamento con Pegasys ed anche nel periodo di follow-up di 6 mesi dopo il termine del trattamento, in alcuni pazienti sono stati osservati eventi avversi gravi a carico del SNC, in particolare depressione, manie suicide e tentativo di suicidio.
Altri eventi avversi a carico del SNC, tra cui comportamento aggressivo (talvolta diretto verso altre persone), confusione e alterazioni dello stato mentale, sono stati osservati con gli interferoni alfa.
I pazienti devono essere monitorati attentamente in caso di qualsiasi segno o sintomo di disturbi psichiatrici.
Se tali sintomi si presentano, deve essere tenuta in considerazione da parte del medico la potenziale gravità di questi effetti indesiderati e deve essere considerata la necessità di un’adeguata gestione terapeutica.
Se i sintomi psichiatrici persistono o peggiorano, o si manifestano manie suicide, si raccomanda di interrompere la terapia con Pegasys e di monitorare il paziente con un adeguato intervento di tipo psichiatrico.
Pazienti con presenza o storia di gravi affezioni psichiatriche: qualora il trattamento con Pegasys sia ritenuto necessario in pazienti che presentino o abbiano avuto una storia di gravi affezioni psichiatriche, esso deve essere iniziato soltanto a seguito di una adeguata diagnosi individuale e del trattamento dell’affezione psichiatrica in questione.
Quando Pegasys deve essere utilizzato in associazione con ribavirina, occorre fare riferimento anche al riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) della ribavirina.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti a biopsia epatica prima di essere inclusi negli studi sull’epatite cronica C, ma in alcuni casi (in particolare pazienti con genotipo 2 o 3) il trattamento può essere possibile senza una conferma istologica.
Occorre consultare le attuali linee guida sul trattamento per decidere se è necessaria una biopsia epatica prima di iniziare la terapia.
Nei pazienti con livelli delle ALT nella norma, la progressione verso la fibrosi avviene in media più lentamente rispetto ai pazienti con livelli elevati delle ALT.
Questo deve essere tenuto in considerazione insieme ad altri fattori che influenzano la decisione di trattare o meno il paziente, come il genotipo HCV, l’età, la presenza di manifestazioni extraepatiche, il rischio di trasmissione, ecc.
Eccipiente: alcool benzilico.
Pegasys è controindicato nei neonati o bambini di età inferiore a 3 anni per la presenza di alcool benzilico come eccipiente.
Test di laboratorio prima e durante il trattamento Prima di iniziare la terapia con Pegasys, è raccomandata per tutti i pazienti l’esecuzione di test di laboratorio standard ematologici e biochimici.
Per iniziare il trattamento possono essere considerati come valori basali i seguenti: - Conta piastrinica ≥ 90.000/mm3 - Conta assoluta dei neutrofili ≥ 1500/mm3 - Funzionalità tiroidea adeguatamente controllata (TSH e T4).
I test ematologici devono essere ripetuti dopo 2 e 4 settimane e quelli biochimici devono essere effettuati dopo 4 settimane.
Ulteriori test devono essere effettuati periodicamente durante la terapia.
Negli studi clinici il trattamento con Pegasys è stato associato ad una diminuzione sia dei globuli bianchi totali (WBC) sia della conta assoluta dei neutrofili (CAN), che inizia di solito entro le prime 2 settimane di trattamento (vedere paragrafo 4.8).
Dopo 8 settimane di terapia ulteriori diminuzioni si sono verificate raramente.
La diminuzione della CAN è risultata reversibile dopo la riduzione della dose o l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.2), raggiungendo valori normali entro 8 settimane nella maggior parte dei pazienti e ritornando a valori basali in tutti i pazienti dopo circa 16 settimane.
Il trattamento con Pegasys è stato associato a diminuzioni nella conta piastrinica, che è ritornata a livelli pre-trattamento nel periodo di osservazione successivo al trattamento (vedere paragrafo 4.8).
In alcuni casi, può essere necessaria una modificazione della dose (vedere paragrafo 4.2).
La comparsa di anemia (emoglobina
<10 g/dl) è stata osservata fino al 15% dei pazienti affetti da epatite cronica C in studi clinici sul trattamento di combinazione con Pegasys e ribavirina.
La frequenza dipende dalla durata del trattamento e dalla dose di ribavirina (vedere paragrafo 4.8).
Il rischio di sviluppare anemia è maggiore nella popolazione femminile.
Come con gli altri interferoni, deve essere usata cautela quando si somministra Pegasys in associazione con altri farmaci potenzialmente mielosoppressivi.
Sistema endocrino Sono stati riportati con l’uso di interferoni alfa, compreso Pegasys, anormalità della funzionalità tiroidea o peggioramento dei disturbi tiroidei preesistenti.
Prima di iniziare la terapia con Pegasys, si devono valutare i livelli di TSH e T4.
Il trattamento con Pegasys può essere iniziato o continuato nei casi in cui i livelli di TSH possono essere mantenuti nell’intervallo di normalità mediante trattamento farmacologico.
Si devono determinare i livelli di TSH durante il periodo di trattamento se un paziente sviluppa sintomi clinici compatibili con una possibile disfunzione tiroidea (vedere paragrafo 4.8).
Come con altri interferoni, con Pegasys si sono osservati ipoglicemia, iperglicemia e diabete mellito (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti, che presentano tali condizioni cliniche e non possono essere adeguatamente monitorati, non devono iniziare Pegasys in monoterapia o in combinazione con ribavirina.
Se tali manifestazioni emergono in corso di trattamento e non possono essere adeguatamente monitorate, i pazienti devono interrompere la terapia con Pegasys o con Pegasys/ribavirina.
Sistema cardiovascolare Ipertensione, aritmie sopraventricolari, scompenso cardiaco congestizio, dolore toracico e infarto miocardico sono stati associati alle terapie con interferone alfa, incluso Pegasys.
Nei pazienti con preesistenti anormalità cardiache si raccomanda un controllo elettrocardiografico prima dell’inizio del trattamento con Pegasys.
In caso di peggioramento della malattia cardiovascolare, la terapia deve essere sospesa o interrotta.
In pazienti con malattia cardiovascolare, l’anemia può rendere necessaria una riduzione della dose o l’interruzione del trattamento con ribavirina (vedere paragrafo 4.2).
Funzionalità epatica In pazienti che sviluppano evidenza di scompenso epatico durante il trattamento, Pegasys deve essere interrotto.
Come con altri interferoni alfa, si è osservato nei pazienti trattati con Pegasys, inclusi quelli con una risposta virale, un aumento dei livelli delle ALT al di sopra del basale.
Quando l’aumento dei livelli delle ALT è progressivo e clinicamente significativo, nonostante la riduzione della dose, o è accompagnato da aumento della bilirubina diretta, la terapia deve essere interrotta (vedere paragrafi 4.2 e 4.8).
Nell’epatite cronica B, al contrario dell’epatite cronica C, esacerbazioni della malattia durante la terapia non sono rare e sono caratterizzate da transitori e potenzialmente significativi incrementi dei livelli sierici di ALT.
Negli studi clinici con Pegasys nell’epatite B, marcati picchi di transaminasi sono stati accompagnati da lievi modificazioni in altre misurazioni della funzionalità epatica e senza evidenza di decompensazione epatica.
In circa la metà dei casi di incrementi maggiori di 10 volte il limite superiore della norma, il dosaggio di Pegasys è stato ridotto o sospeso finchè tali innalzamenti di transaminasi non si fossero abbassati, mentre il resto della terapia è continuato immodificato.
Un monitoraggio più frequente della funzionalità epatica è stato raccomandato in tutti i casi.
Ipersensibilità Durante la terapia con interferone alfa sono state raramente osservate reazioni di ipersensibilità acute e serie (ad es.
orticaria, angioedema, broncocostrizione, anafilassi).
In questo caso, la terapia deve essere interrotta e deve essere istituita immediatamente una terapia medica appropriata.
Episodi di rash transitori non necessitano di interruzione del trattamento. Malattia autoimmune Durante il trattamento con interferoni alfa è stato segnalato lo sviluppo di autoanticorpi e di disturbi autoimmuni.
I pazienti predisposti allo sviluppo di disturbi autoimmuni possono essere esposti a un rischio maggiore.
I pazienti che presentano segni o sintomi compatibili con i disturbi autoimmuni devono esssere valutati con cautela e deve essere rivalutato il rapporto rischio-beneficio della terapia continuata con interferone (vedere anche Sistema endocrino paragrafi 4.4 e 4.8).
Febbre/Infezioni Mentre la febbre può essere associata alla sindrome simil-influenzale comunemente riportata durante la terapia con interferone, altre cause di febbre persistente, in particolare infezioni gravi (di origine batterica, virale o micotica), devono essere escluse, in particolare in pazienti con neutropenia.
Infezioni gravi (batteriche, virali, fungine) sono state descritte durante il trattamento con alfainterferoni, tra cui Pegasys.
In questi casi deve essere iniziata immediatamente una terapia antiinfettiva appropriata e deve essere presa in considerazione la sospensione della terapia.
Disturbi oculari Come con altri interferoni, con Pegasys sono stati segnalati rari casi di retinopatia, che comprendevano emorragia retinica, essudati cotonosi, papilledema, neuropatia ottica e ostruzione della vena o dell’arteria retinica, che possono portare a perdita dell’acuità visiva.
Tutti i pazienti devono essere sottoposti a visita oculistica basale.
Ogni paziente con diminuzione o perdita dell’acuità visiva deve sottoporsi ad un esame oftalmologico immediato e completo.
I pazienti con disturbi oftalmologici preesistenti (ad es.
retinopatia diabetica o ipertensiva) devono essere sottoposti ad esami oftalmologici periodici durante la terapia con Pegasys.
Il trattamento con Pegasys deve essere interrotto in pazienti che sviluppano nuovi disturbi oftalmici o loro peggioramenti.
Disturbi polmonari Come con altri interferoni alfa, durante la terapia con Pegasys sono stati riportati sintomi polmonari, inclusi dispnea, infiltrati polmonari e polmonite.
In caso di persistenti o anomali infiltrati polmonari o danno della funzionalità polmonare, il trattamento deve essere interrotto.
Alterazioni della cute L’uso di interferoni alfa è stato associato a esacerbazione o scatenamento di psoriasi e sarcoidosi.
Pegasys deve essere usato con cautela in pazienti con psoriasi e nei casi di comparsa o peggioramento di lesioni psoriasiche deve essere considerata l’interruzione della terapia.
Trapianto La sicurezza e l’efficacia del trattamento con Pegasys non sono state determinate in pazienti sottoposti a trapianto di fegato.
Pazienti con coinfezione da HIV-HCV Fare riferimento al riassunto delle caratteristiche del prodotto dei singoli farmaci antiretrovirali che devono essere assunti contemporaneamente alla terapia HCV per la conoscenza e il trattamento delle tossicità specifiche di ciascun prodotto e per la possibilità che vi siano tossicità sovrapponibili con Pegasys con o senza ribavirina.
Nello studio NR15961, nei pazienti trattati contemporaneamente con stavudina e interferone con o senza ribavirina, l’incidenza di pancreatite e/o acidosi lattica è stata del 3% (12/398).
I pazienti coinfetti con HIV e trattati con terapia HAART presentano un aumentato rischio di sviluppare acidosi lattica.
Pertanto si deve esercitare cautela quando si aggiungono Pegasys e ribavirina alla terapia HAART (vedere l’RCP della ribavirina).
I pazienti coinfetti con un grado avanzato di cirrosi e trattati con terapia HAART presentano anche un aumentato rischio di scompenso epatico ed eventualmente morte quando trattati con ribavirina in combinazione con interferoni, compreso Pegasys.
Le variabili al basale che possono essere associate a scompenso epatico in pazienti cirrotici coinfettati comprendono: aumento della bilirubina sierica, diminuzione dell’emoglobina, aumento della fosfatasi alcalina o diminuzione della conta piastrinica e trattamento con didanosina (ddI).
I pazienti coinfetti devono essere attentamente monitorati al fine di determinare il loro punteggio di Child Pugh durante il trattamento che deve essere interrotto immediatamente nel caso di progressione del punteggio di Child Pugh a valori ≥7.
Nei pazienti coinfettati con HIV-HCV, sono disponibili dati limitati relativi all’efficacia e alla sicurezza (N = 51) in soggetti con conte CD4 inferiori a 200 cellule/µl.
I pazienti con basse conte CD4 devono quindi essere trattati con cautela.
Disordini dentali e periodontali Disordini dentali e periodontali, che possono portare alla perdita dei denti, sono stati riportati in pazienti trattati con Pegasys e ribavirina in combinazione.
Inoltre, la xerostomia può indurre un effetto dannoso sui denti e sulle membrane mucose della bocca, durante schemi terapeutici prolungati con la combinazione di Pegasys e ribavirina.
I pazienti devono lavare i propri denti energicamente due volte al giorno e sottoporsi a regolari visite di controllo dentali.
Inoltre, alcuni pazienti potrebbero avere esperienze emetiche.
In tal caso, essi devono essere consigliati ad un ulteriore igiene dentale dopo il vomito.
Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.
La somministrazione di Pegasys 180 microgrammi una volta alla settimana per 4 settimane in soggetti maschi sani non ha evidenziato alcun effetto sui profili farmacocinetici di mefentoina, dapsone, debrisochina e tolbutamide; ciò suggerisce che Pegasys non ha effetti sull’attività metabolica in vivo degli isoenzimi 3A4, 2C9, 2C19 e 2D6 del citocromo P450.
Nello stesso studio, è stato osservato un aumento del 25% nell’AUC della teofillina (marker dell’attività del citocromo P450 1A2) e questo dimostra che Pegasys è un inibitore dell’attività del citocromo P450 1A2.
Le concentrazioni sieriche di teofillina devono essere monitorate e occorre prevedere un appropriato aggiustamento della dose di teofillina in pazienti che assumono contemporaneamente teofillina e Pegasys.
L’interazione tra teofillina e Pegasys è probabilmente massima dopo più di 4 settimane di terapia con Pegasys.
I risultati di sottostudi di farmacocinetica di studi pivotal di fase III non hanno dimostrato interazioni farmacocinetiche tra Pegasys e lamivudina in pazienti affetti da HBV o tra Pegasys e ribavirina in pazienti affetti da HCV.
In uno studio di farmacocinetica su 24 pazienti con infezione da HCV che ricevevano in concomitanza una terapia di mantenimento con metadone (dose mediana 95 mg; range 30 mg-150 mg), il trattamento con Pegasys 180 microgrammi s.c.
una volta alla settimana per 4 settimane era associato a livelli medi di metadone che erano dal 10 al 15% più elevati rispetto al basale.
Il significato clinico di questa condizione è sconosciuto; tuttavia i pazienti devono essere monitorati per la comparsa di segni e sintomi di tossicità da metadone.
Specialmente in pazienti ad alte dosi di metadone, si deve considerare il rischio di un allungamento dell’intervallo QT.
Pazienti con coinfezione da HIV-HCV Non è stata osservata alcuna prova apparente di interazioni farmacologiche in 47 pazienti con coinfezione da HIV-HCV che hanno completato un sottostudio farmacocinetico della durata di 12 settimane allo scopo di esaminare l’effetto della ribavirina sulla fosforilazione intracellulare di alcuni inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (lamivudina e zidovudina o stavudina).
Tuttavia, dato l’elevato grado di variabilità, gli intervalli di confidenza risultavano piuttosto ampi.
L’esposizione plasmatica della ribavirina non sembrava influenzata dalla somministrazione concomitante degli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI).
La somministrazione concomitante di ribavirina e didanosina non è raccomandata.
L’esposizione a didanosina o al suo metabolita attivo (dideossiadenosina 5’-trifosfato) aumenta in vitro in caso di somministrazione concomitante di ribavirina.
In seguito all’uso di ribavirina, sono stati segnalati casi di insufficienza epatica fatale e di neuropatia periferica, pancreatite ed iperlattacidemia sintomatica/acidosi lattica.
Non esistono dati sufficienti sull’uso del peginterferone alfa-2a nelle donne in gravidanza.
Studi condotti con interferone alfa-2a negli animali hanno evidenziato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3) e il rischio potenziale nell’uomo non è noto.
Pegasys deve essere utilizzato durante la gravidanza solo se il possibile beneficio giustifica il rischio potenziale per il feto.
Non è noto se i costituenti di questo medicinale vengano escreti nel latte materno.
A causa di potenziali reazioni avverse nei neonati in fase di allattamento, l’allattamento deve essere interrotto prima dell’inizio del trattamento.
Uso con ribavirina Sono stati dimostrati significativi effetti teratogenici e/o embriocidi in tutte le specie animali esposte a ribavirina.
La terapia con ribavirina è controindicata nella donne in stato di gravidanza.
Deve essere prestata estrema cautela per evitare gravidanze nelle pazienti o nelle compagne di pazienti maschi che assumono Pegasys in combinazione con ribavirina.
Le pazienti di sesso femminile in età fertile e i loro partner devono usare entrambi un contraccettivo efficace durante il trattamento e per 4 mesi dopo aver portato a termine il trattamento.
I pazienti di sesso maschile e le loro partner devono usare entrambi un contraccettivo efficace durante il trattamento e per 7 mesi dopo aver portato a termine il trattamento.
Fare riferimento all’RCP della ribavirina.
Pegasys altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.
I pazienti che sviluppano capogiri, confusione, sonnolenza o astenia devono essere avvertiti di astenersi dalla guida o dall’uso di macchinari.
Dati disponibili dagli studi
clinici
Epatite cronica C
La frequenza e la gravità
delle reazioni avverse più comunemente segnalate con Pegasys sono simili a
quelle segnalate con interferone alfa-2a (vedere Tabella 4).
Le reazioni avverse
più frequentemente segnalate con Pegasys 180 microgrammi erano per la maggior
parte di gravità da lieve a moderata ed erano trattabili senza dover modificare
le dosi o sospendere la terapia.
Epatite cronica B:
In studi clinici di 48
settimane di trattamento e 24 settimane di follow-up, il profilo di
tollerabilità per Pegasys nell’epatite cronica B è stato simile a quello
osservato nell’epatite cronica C.
Fatta eccezione per la febbre, la frequenza
della maggior parte delle reazioni avverse riportate è stata notevolmente
inferiore nei pazienti affetti da epatite cronica B trattati con Pegasys in
monoterapia rispetto ai pazienti affetti da HCV trattati con Pegasys in
monoterapia (vedere Tabella 4).
L’88% dei pazienti trattati con Pegasys ha avuto
esperienza di reazioni avverse, rispetto al 53% dei pazienti del gruppo di
confronto con lamivudina, mentre il 6% dei pazienti trattati con Pegasys e il 4%
dei pazienti trattati con lamivudina hanno avuto esperienza di eventi avversi
seri durante gli studi.
Il 5% dei pazienti ha abbandonato la terapia con Pegasys
a causa di eventi avversi o anomalie di laboratorio, mentre meno dell’1% dei
pazienti ha cessato il trattamento con lamivudina per le stesse ragioni.
Il
tasso di abbandono per i pazienti con cirrosi è stato simile a quello della
popolazione generale in ciascun gruppo di trattamento.
Coinfezione epatite cronica
C e virus dell’immunodeficienza umana: In pazienti con coinfezione
da HIV-HCV, i profili clinici degli eventi avversi riportati in seguito al
trattamento con Pegasys, in monoterapia o in combinazione con ribavirina, erano
simili a quelli osservati in pazienti monoinfettati da HCV.
Nei pazienti affetti
da HIV-HCV trattati con Pegasys in combinazione con ribavirina altri effetti
indesiderati sono stati riportati in ≥ 1% fino a ≤ 2% dei pazienti:
iperlattacidemia/acidosi lattica, influenza, polmonite, labilità emotiva,
apatia, tinnito, dolore faringolaringeo, cheilite, lipodistrofia acquisita e
cromaturia.
Il trattamento con Pegasys è stato associato ad una diminuzione
della conta assoluta delle cellule CD4+ nelle prime 4 settimane, non
accompagnata da una riduzione della percentuale di cellule CD4+.
La diminuzione
della conta delle cellule CD4+ era reversibile a seguito della riduzione della
dose o della sospensione della terapia.
L’impiego di Pegasys non ha avuto alcun
impatto negativo osservabile sul controllo della viremia dell’HIV sia durante la
terapia che al follow-up.
Dati limitati sulla sicurezza (N= 51) sono disponibili
per quanto riguarda i pazienti coinfetti con conta delle cellule CD4+ <200/µl.
La Tabella 4 riassume gli
effetti indesiderati segnalati con Pegasys in monoterapia in pazienti affetti da
epatite cronica B o epatite cronica C e con Pegasys in combinazione con
ribavirina per pazienti con epatite cronica C.
Tabella 4: Effetti
indesiderati riportati con Pegasys in monoterapia per HBV o HCV o in
combinazione con ribavirina per pazienti con HCV
| Classificazione Sistemica Organica | Molto comuni ≥ 1/10 | Comuni ≥ 1/100 - < 1/10 | Non comuni ≥ 1/1000 < 1/100 | Rari ≥ 1/10000 - < 1/1000 | Molto rari < 1/10000 |
| Infezioni ed infestazioni | infezione delle vie aeree superiori, bronchite, candidosi orale, herpes simplex | polmonite, infezione cutanea | endocardite | otite esterna | |
| Tumori benigni e maligni | tumore epatico | ||||
| Patologie del sistema emolinfopoietico | trombocitopeni a, anemia, linfodenopatia | pancitopenia | anemia aplastica | ||
| Disturbi del sistema immunitario | lupus eritematoso sistemico, sarcoidosi, tiroidite | anafilassi, porpora trombocitop enica idiopatica o trombotica, artrite reumatoide | |||
| Patologie endocrine | ipotiroidismo, ipertiroidismo | diabete | chetoacidosi diabetica |
| Classificazione Sistemica Organica | Molto comuni ≥ 1/10 | Comuni ≥ 1/100 - < 1/10 | Non comuni ≥ 1/1000 < 1/100 | Rari ≥ 1/10000 - < 1/1000 | Molto rari < 1/10000 |
| Disturbi del | anoressia | ||||
| metabolismo e | |||||
| della nutrizione | |||||
| Disturbi psichiatrici | depressione*, ansia, insonnia* | disturbi emozionali, alterazione dell’umore aggressività, nervosismo, diminuzione del desiderio sessuale | ideazione suicidaria | suicidio, disturbi psicotici, allucinazioni | |
| Patologie del sistema nervoso | cefalea, capogiri*, riduzione della concentrazion e | diminuzione della memoria, sincope, debolezza, emicrania, ipoestesia, iperestesia, parestesia, tremore, disturbi del gusto, incubi notturni, sonnolenza | convulsioni, neuropatia periferica, paralisi facciale | coma | |
| Patologie dell’occhio | visione offuscata, dolore oculare, infiammazione oculare, xeroftalmia | neuropatia ottica, emorragia retinica, retinopatia vascolare, retinopatia | perdita della vista, papilledema, ulcera corneale | ||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | vertigini, otalgia | perdita dell’udito | |||
| Patologie cardiache | tachicardia, palpitazioni, edema periferico | infarto del miocardio, scompenso cardiaco congestizio, angina, aritmia, fibrillazione atriale, pericardite | tachicardia sopraventric olare | ||
| Patologie | vampate | emorragia | |||
| vascolari | cerebrale, | ||||
| ipertensione |
| Classificazione Sistemica Organica | Molto comuni ≥ 1/10 | Comuni ≥ 1/100 - < 1/10 | Non comuni ≥ 1/1000 < 1/100 | Rari ≥ 1/10000 - < 1/1000 | Molto rari < 1/10000 |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | dispnea, tosse | dispnea da sforzo, epistassi, nasofaringite, congestione dei seni nasali e paranasali, congestione nasale, rinite, mal di gola | polmonite interstiziale con esito letale, embolia polmonare, sibili | ||
| Patologie gastrointestinali | diarrea*, nausea*, dolore addominale* | vomito, dispepsia, disfagia, ulcerazioni della bocca, emorragia gengivale, glossite, stomatite, flatulenza secchezza delle fauci | emorragia gastrointestinal e | ulcera peptica, pancreatite | |
| Patologie epatobiliari | disfunzione epatica | insufficienza epatica, colangite | steatosi | ||
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | alopecia, dermatite, prurito, secchezza cutanea | rash, aumento della sudorazione, psoriasi, orticaria, eczema, disturbi cutanei, reazione di fotosensibilità, sudori notturni | angioedema | necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, angioedema, eritema mulltiforme | |
| Patologie del sistema muscoloscheletric o, del tessuto connettivo e delle ossa | mialgia, artralgia | mal di schiena, artrite, debolezza muscolare, dolore osseo, male al collo, dolore muscoloscheletrico, crampi muscolari | miosite | ||
| Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella | impotenza |
| Classificazione Sistemica Organica | Molto comuni ≥ 1/10 | Comuni ≥ 1/100 - < 1/10 | Non comuni ≥ 1/1000 < 1/100 | Rari ≥ 1/10000 - < 1/1000 | Molto rari < 1/10000 |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | febbre, brividi*, dolore*, astenia, affaticamento, reazione al sito di iniezione*, irritabilità* | dolore toracico, malattia similinfluenzale, malessere, letargia, vampate, sete | |||
| Esami diagnostici | Perdita di peso | ||||
| Traumatismo e avvelenamento | sovradosaggio di sostanza |
* Queste reazioni avverse
sono state comuni ( ≥ 1/100 - < 1/10) nei pazienti affetti da epatite cronica B
trattati con Pegasys in monoterapia Valori di
laboratorio Il trattamento con Pegasys è
risultato associato con anomalie dei valori di laboratorio: aumento delle ALT,
aumento della bilirubina, disturbi elettrolitici (ipopotassiemia, ipocalcemia,
ipofosfatemia), iperglicemia, ipoglicemia e aumento dei trigliceridi (vedere
paragrafo 4.4).
Fino al 2% dei pazienti, sia con Pegasys in monoterapia sia con
trattamento di combinazione con ribavirina, ha segnalato un aumento dei livelli
delle ALT che ha portato a una modificazione della dose o alla sospensione del
trattamento.
Il trattamento con Pegasys è
risultato associato con diminuzioni dei valori ematologici (leucopenia,
neutropenia, linfopenia, trombocitopenia ed emoglobina), che generalmente
migliorano con la modificazione della dose, e ritornano ai valori
pre-trattamento entro 4-8 settimane dal termine del trattamento (vedere
paragrafi 4.2 e 4.4).
Neutropenia moderata (CAN:
0,749 - 0,5 x 109/l)
e severa (CAN: < 0,5 x 109/l)
è stata osservata rispettivamente nel 24% (216/887) e nel 5% (41/887) dei
pazienti che hanno ricevuto Pegasys 180 microgrammi e ribavirina 1000/1200
milligrammi per 48 settimane.
Anticorpi
anti-interferone L’1-5% dei pazienti trattati
con Pegasys ha sviluppato anticorpi neutralizzanti anti-interferone.
Come con
altri interferoni, si è osservata una maggiore incidenza di anticorpi
neutralizzanti nell’epatite cronica B.
Tuttavia in nessuna delle due patologie
vi è stata correlazione con una mancata risposta terapeutica.
Funzionalità tiroidea Il trattamento con Pegasys è
stato associato ad anormalità clinicamente significative nei valori di
funzionalità tiroidea che hanno richiesto un intervento clinico (vedere
paragrafo 4.4).
La frequenza osservata (4,9%) in pazienti trattati con Pegasys e
ribavirina (NV15801) è simile a quella osservata con altri interferoni.
Valori di
laboratorio in pazienti con coinfezione da HIV-HCV Sebbene tossicità
ematologiche dovute a neutropenia, trombocitopenia ed anemia si siano verificate
con maggior frequenza in pazienti con HIV-HCV, la maggior parte di esse è stata
trattata mediante la modificazione della dose e l’impiego di fattori della
crescita e solo di rado ha richiesto la sospensione anticipata del trattamento.
La diminuzione dei livelli di CAN al di sotto di 500 cellule/mm3 è
stata osservata rispettivamente nel 13% e nell’11% dei pazienti che ricevevano
Pegasys in monoterapia e in terapia di combinazione.
È stata osservata una
diminuzione delle piastrine al di sotto di 50.000/mm3
rispettivamente nel 10% e nell’8% dei pazienti che ricevevano
Pegasys in monoterapia e in terapia di combinazione.
Rispettivamente nel 7% e
nel 14% dei pazienti trattati con Pegasys in monoterapia o in terapia di
combinazione è stata segnalata anemia (emoglobina < 10 g/dl).
Sono stati riportati sovradosaggi da due iniezioni in giorni consecutivi (senza un intervallo settimanale) fino ad una iniezione al giorno per 1 settimana (cioè 1260 microgrammi a settimana).
Nessuno di questi pazienti ha sviluppato eventi insoliti, gravi o che limitano il trattamento.
Sono state somministrate dosi settimanali fino a 540 e 630 microgrammi in studi clinici con pazienti affetti da carcinoma renale e leucemia mieloide cronica, rispettivamente.
La tossicità dose-limitante era dovuta ad astenia, aumento degli enzimi epatici, neutropenia e piastrinopenia, in linea con la terapia con interferone.
Categoria
farmacoterapeutica: sostanza ad azione immunostimolante/citochina, codice ATC:
L03AB11 La coniugazione di PEG
(bis-monometossi polietilenglicole) all’interferone alfa-2a forma un interferone
alfa-2a pegilato (Pegasys).
Pegasys possiede in vitro le attività
antivirale e antiproliferativa caratteristiche dell’interferone alfa-2a.
L’interferone alfa-2a è
coniugato con bis-[monometossi polietilenglicole] con un grado di sostituzione
di una mole di polimero/mole di proteina.
La massa molecolare media è di circa
60000, di cui la porzione proteica costituisce circa 20000.
Nei pazienti responders
affetti da epatite C che hanno ricevuto un trattamento con Pegasys 180
microgrammi i livelli di HCV-RNA si riducono con un andamento bifasico.
La prima
fase della caduta si verifica da 24 a 36 ore dopo la somministrazione della
prima dose di Pegasys, ed è seguita dalla seconda fase della caduta che continua
successivamente tra la 4a e la 16a settimana nei pazienti con risposta
sostenuta.
Nei pazienti trattati con la combinazione di ribavirina e interferone
alfa-2a pegilato o interferone alfa, la ribavirina non ha un effetto
significativo sulla cinetica virale iniziale delle prime 4-6 settimane.
Epatite cronica B:
Risultati degli studi clinici Tutti gli studi clinici
hanno reclutato pazienti con epatite cronica B che avevano replicazione virale
attiva misurata con HBV DNA, elevati livelli di ALT e biopsia epatica coerente
con epatite cronica.
Lo studio WV16240 ha reclutato pazienti positivi per HBeAg,
mentre lo studio WV16241 ha reclutato pazienti negativi per HBeAg e positivi per
anti-HBe.
In entrambi gli studi la durata del trattamento è stata di 48
settimane, con 24 settimane di follow-up senza trattamento.
Entrambi gli studi
hanno confrontato Pegasys più placebo verso Pegasys più lamivudina verso
lamivudina da sola.
Nessun paziente coinfetto HBV-HIV è stato incluso in questi
studi clinici.
I tassi di risposta al
termine del follow-up per i due studi sono riportati in Tabella 5.
Nello studio
WV16240, gli endpoints primari di efficacia sono stati la seroconversione HBeAg
e l’HBV-DNA al di sotto di 105 copie/ml.
Nello studio WV16241, gli endpoints primari di efficacia sono stati la
normalizzazione dei livelli di ALT e l’HBV-DNA al di sotto di 2 x 104 copie/ml.
L’HBV DNA è stato misurato con COBAS AMPLICORTM HBV
MONITOR Assay (limite di rilevazione 200 copie/ml).
Un totale di 283 pazienti su
1351 (21%) aveva fibrosi o cirrosi avanzata , 85 su 1351 (6%) aveva cirrosi.
Non
si è avuta alcuna differenza nel tasso di risposta tra questi pazienti e quelli
senza fibrosi o cirrosi avanzata.
Tabella 5: Risposte sierologica, virologica e
biochimica nell’epatite cronica B
| HBeAg positivi Studio WV16240 | HBeAg negativi / anti-HBe positivi Studio WV16241 | |||||
| Parametro di risposta | Pegasys 180 mcg e Placebo (N="2"71) | Pegasys 180 mcg e Lamivudin a 100 mg (N="2"71) | Lamivudin a 100 mg (N="2"72) | Pegasys 180 mcg e Placebo (N=177) | Pegasys 180 mcg e Lamivudin a 100 mg (N=179) | Lamivudin a 100 mg (N=181) |
| Seroconversione HBeAg | 32% # | 27% | 19% | N/A | N/A | N/A |
| Risposta* dell’HBV DNA | 32% # | 34% | 22% | 43% # | 44% | 29% |
| Normalizzazion e ALT | 41% # | 39% | 28% | 59% # | 60% | 44% |
| Seroconversione HBsAg | 3% # | 3% | 0% | 3% | 2% | 0% |
*Per pazienti
HBeAg-positivi: HBV DNA <105 copie/ml
Per pazienti HBeAg-negativi / anti-HBe-positivi: HBV DNA < 2 x 104 copie/ml
# p-value (verso lamivudina)
≤ 0,01 (test di Cochran-Mantel-Haenszel stratificato) La risposta istologica era
simile nei tre gruppi di trattamento di ciascun studio; tuttavia, i pazienti con
una risposta sostenuta dopo 24 settimane dalla fine del trattamento avevano una
probabilità significativamente maggiore di mostrare anche un miglioramento
istologico.
Tutti i pazienti che avevano
completato gli studi di fase III erano idonei ad entrare in uno studio di
follow-up a lungo termine (WV16866).
Tra i pazienti provenienti dallo studio
WV16240, che avevano ricevuto Pegasys in monoterapia ed erano entrati nello
studio di follow-up a lungo termine, la percentuale di seroconversione HBeAg
sostenuta 12 mesi dopo il termine della terapia era del 48% (73/153).
Nei
pazienti che avevano ricevuto Pegasys in monoterapia nello studio WV16241, le
percentuali di risposta HBV-DNA e di normalizzazione dei livelli di ALT 12 mesi
dopo il termine della terapia erano del 42% (41/97) e del 59% (58/99),
rispettivamente.
Epatite cronica C:
Predittività di risposta Fare riferimento al
paragrafo 4.2, nella Tabella 2.
Dose-risposta in monoterapia In un confronto diretto con
la dose di 90 microgrammi, la dose di 180 microgrammi è risultata associata ad
una superiore risposta virologica sostenuta in pazienti con cirrosi, ma in uno
studio nei pazienti non cirrotici risultati sostanzialmente simili sono stati
ottenuti con le dosi di 135 microgrammi e 180 microgrammi.
Studi
clinici di conferma Tutti gli studi clinici
hanno reclutato pazienti naïve all’interferone con epatite cronica C confermata
da livelli rilevabili di HCV-RNA nel siero, livelli elevati delle ALT (eccetto
lo studio NR16071) e una biopsia epatica coerente con un’epatite cronica.
Lo
studio NV15495 ha specificamente reclutato pazienti con diagnosi istologica di
cirrosi (circa l’80%) o transizione a cirrosi (circa il 20%).
Nello studio
clinico NR15961 sono stati inclusi soltanto pazienti con coinfezione da HIV/HCV
(vedere Tabella 10).
Questi pazienti avevano una malattia da HIV stabile e la
conta media delle cellule T CD4 era pari a circa 500 cellule/µl.
Studi clinici
nei pazienti non responder e relapser sono attualmente in corso.
Per i pazienti monoinfetti
da HCV e i pazienti con coinfezione da HIV-HCV, vedere le Tabelle 6, 7, 8 e la
Tabella 10, rispettivamente, per i regimi di trattamento, la durata della
terapia e i risultati degli studi.
La risposta virologica è stata definita come
HCV-RNA non quantificabile misurato con il test Cobas Amplicor™ HCV, versione
2.0 (limite di sensibilità di 100 copie/ml equivalenti a 50 Unità
Internazionali/ml) e la risposta sostenuta come un campione negativo a circa 6
mesi dalla conclusione della terapia.
Tabella 6: Risposta
virologica in pazienti con HCV
| Pegasys monoterapia | Pegasys terapia di combinazione | ||||||
| Non cirrotici e cirrotici | cirrotici | Non cirrotici e cirrotici | |||||
| Studi NV15496 + NV15497 + NV15801 | Studio NV15495 | Studio NV15942 | Studio NV15801 | ||||
| Pegasys 180 mcg (N=701) 48 settiman e | Interferone alfa-2a 6 MUI/3 MUI e 3 MUI (N="4"78) 48 settimane | Pegasys 180 mcg (N=87) 48 settiman e | Interferon e alfa-2a 3 MUI (N=88) 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg (N="4"36) 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg (N="4"53) 48 settimane | Interferon e alfa-2b 3 MUI e ribavirina 1000/1200 mg (N="4"44) 48 settimane | |
| Risposta fine trattament o | 55 -69% | 22 - 28% | 44% | 14% | 68% | 69% | 52% |
| Risposta sostenuta | 28 -39% | 11 - 19% | 30%* | 8%* | 63% | 54%** | 45%** |
* 95% CI per differenze: da
11% a 33% valore di p = 0,001 (test di Cochran-Mantel-Haenszel
stratificato)
** 95% CI per differenze: da 3% a 16% valore di p = 0,003 (test di
Cochran-Mantel-Haenszel
stratificato)
Le risposte
virologiche nei pazienti HCV monoinfetti trattati con Pegasys in monoterapia e
con Pegasys e ribavirina in terapia di combinazione in relazione al genotipo e
alla carica virale pretrattamento e in relazione al genotipo, alla carica
virale pre-trattamento e alla risposta virologica rapida alla settimana 4 sono
riassunte rispettivamente nella Tabella 7 e nella Tabella 8.
I risultati dello
studio NV15942 forniscono il razionale per raccomandare il regime di trattamento
in base al genotipo, alla carica virale al basale e alla risposta virologica
alla settimana 4 (vedere Tabelle 1, 7 e 8).
In generale, la differenza tra i
regimi di trattamento non era influenzata dalla presenza/assenza di cirrosi;
pertanto, le raccomandazioni terapeutiche per il genotipo 1, 2 o 3 sono
indipendenti da questa caratteristica basale.
Tabella 7: Risposta
virologica sostenuta in base al genotipo e alla carica virale pre-trattamento
dopo Pegasys in terapia di combinazione con ribavirina in pazienti con HCV
| Studio NV15942 | Studio NV15801 | |||||
| Pegasys 180 mcg e ribavirina 800 mg 24 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 m g 24 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 800 mg 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 m g 48 settimane | Interferone alfa-2b 3 MUI e ribavirina 1000/1200 m g 48 settimane | |
| Genotipo 1 Carica virale bassa Carica virale alta | 29% (29/101) 41% (21/51) 16% (8/50) | 42% (49/118)* 52% (37/71) 26% (12/47) | 41% (102/250)* 55% (33/60) 36% (69/190) | 52% (142/271)* 65% (55/85) 47% (87/186) | 45% (134/298) 53% (61/115) 40% (73/182) | 36% (103/285) 44% (41/94) 33% (62/189) |
| Genotipo 2/3 Carica virale bassa Carica virale alta | 84% (81/96) 85% (29/34) 84% (52/62) | 81% (117/144) 83% (39/47) 80% (78/97) | 79% (78/99) 88% (29/33) 74% (49/66) | 80% (123/153) 77% (37/48) 82% (86/105) | 71% (100/140) 76% (28/37) 70% (72/103) | 61% (88/145) 65% (34/52) 58% (54/93) |
| Genotipo 4 | (0/5) | (8/12) | (5/8) | (9/11) | (10/13) | (5/11) |
Carica virale
bassa = ≤ 800.000 UI/ml; carica virale alta = > 800.000 UI/ml * Pegasys 180 mcg ribavirina 1000/1200 mg, 48 settimane
contro Pegasys 180 mcg ribavirina 800 mg, 48 settimane: Odds Ratio (95% CI) = 1,52 (da 1,07 a 2,17) valore di p =
0,020 (test di Cochran-Mantel-Haenszel stratificato) * Pegasys 180 mcg ribavirina 1000/1200 mg, 48 settimane
contro Pegasys 180 mcg ribavirina 1000/1200 mg, 24 settimane: Odds Ratio (95% CI) =
2,12 (da 1,30 a 3,46) valore di p = 0,002 (test di Cochran-Mantel-Haenszel
stratificato) La possibilità di ridurre la
durata del trattamento a 24 settimane nei pazienti con genotipo 1 e 4 è stata
studiata sulla base di una risposta virologica rapida sostenuta osservata in
pazienti con risposta virologica rapida alla settimana 4 negli studi NV15942 e
ML17131 (vedere Tabella 8).
Tabella 8: Risposta
virologica sostenuta in base alla risposta virologica rapida alla settimana 4
per il genotipo 1 e 4 dopo Pegasys in terapia di combinazione con ribavirina in
pazienti con HCV.
| Studio NV15942 | Studio ML17131 | ||
| Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 24 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 24 settimane | |
| Genotipo 1 RVR Carica virale bassa Carica virale alta | 90% (28/31) 93% (25/27) 75% (3/4) | 92% (47/51) 96% (26/27) 88% (21/24) | 77% (59/77) 80% (52/65) 58% (7/12) |
| Genotipo 1 non RVR Carica virale bassa Carica virale alta | 24% (21/87) 27% (12/44) 21% (9/43) | 43% (95/220) 50% (31/62) 41% (64/158) | --- |
| Genotipo 4 RVR | (5/6) | (5/5) | 92% (22/24) |
| Genotipo 4 non RVR | (3/6) | (4/6) | - |
Carica virale bassa ≤
800.000 UI/ml; carica virale alta > 800.000 UI/ml RVR = risposta virale rapida
(HCV RNA non rilevabile) alla settimana 4 e HCV RNA non rilevabile alla
settimana 24 Sebbene limitati, i dati
indicano che una riduzione della durata del trattamento a 24 settimane può
essere associata ad un più alto rischio di ricaduta (vedere Tabella 9).
Tabella 9: Ricaduta della
risposta virologica al termine del trattamento per pazienti con risposta
virologica rapida
| Studio NV15942 | Studio NV15801 | ||
| Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 24 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 1000/1200 mg 48 settimane | |
| Genotipo 1 RVR Carica virale bassa Carica virale alta | 6,7% (2/30) 3,8% (1/26) 25% (1/4) | 4,3% (2/47) 0% (0/25) 9,1% (2/22) | 0% (0/24) 0% (0/17) 0% (0/7) |
| Genotipo 4 RVR | (0/5) | (0/5) | 0% (0/4) |
La superiore efficacia di
Pegasys rispetto all’interferone alfa-2a è stata dimostrata anche in termini di
risposta istologica, inclusi i pazienti con cirrosi e/o coinfezione da HIV-HCV.
Pazienti
con coinfezione da HIV-HCV Le risposte virologiche dei
pazienti trattati con Pegasys in monoterapia e con Pegasys e ribavirina in
terapia di combinazione in relazione al genotipo e alla carica virale
pre-trattamento per pazienti con coinfezione da HIV-HCV sono riassunte sotto
nella Tabella 10.
Tabella
10: Risposta virologica sostenuta in base al genotipo e alla carica virale
pre-trattamento dopo Pegasys in terapia di combinazione con ribavirina in
pazienti con coinfezione da HIV-HCV
| Studio NR15961 | |||||
| Interferone alfa-2a 3 MUI e ribavirina 800 mg 48 settimane | Pegasys 180 mcg e placebo 48 settimane | Pegasys 180 mcg e ribavirina 800 mg 48 settimane | |||
| Tutti i pazienti | 12% (33/285)* | 20% (58/286)* | 40% (116/289)* | ||
| Genotipo 1 Carica virale bassa Carica virale alta | 7% (12/171) 19% (8/42) 3% (4/129) | 14% (24/175)38% (17/45) 5% (7/130) | 29% (51/176) 61% (28/46) 18% (23/130) | ||
| Genotipo 2-3 Carica virale bassa Carica virale alta | 20% (18/89) 27% (8/30) 17% (10/59) | 36% (32/90) 38% (9/24) 35% (23/66) | 62% (59/95) 61% (17/28) 63% (42/67) | ||
Carica virale
bassa ≤ 800.000 UI/ml; carica virale alta > 800.000 UI/ml * Pegasys 180 mcg ribavirina 800 mg contro Interferone alfa-2a
3 MUI ribavirina 800 mg: Odds Ratio (95% CI) = 5,40 (da 3,42 a 8,54), valore di
P = < 0,0001 (test di Cochran-Mantel-Haenszel stratificato) * Pegasys 180 mcg ribavirina 800 mg contro Pegasys 180 mcg:
Odds Ratio (95% CI) = 2,89 (da 1,93 a 4,32), valore di P = < 0,0001 (test di
Cochran-Mantel-Haenszel stratificato) * Interferone alfa-2a 3 MUI ribavirina 800 mg contro Pegasys
180 mcg: Odds Ratio (95% CI) = 0,53 (da 0,33 a 0,85), valore di P = < 0,0084
(test di Cochran-Mantel-Haenszel stratificato) Pazienti
affetti da HCV con livelli delle ALT nella norma Nello studio NR16071,
pazienti affetti da HCV con valori delle ALT nella norma sono stati randomizzati
a ricevere Pegasys 180 microgrammi a settimana e ribavirina 800 milligrammi al
giorno per 24 o 48 settimane seguite da un periodo di follow-up senza
trattamento di 24 settimane oppure a ricevere nessun trattamento per 72
settimane.
Le risposte virologiche sostenute riportate nei bracci di trattamento
di questo studio sono risultate simili a quelle dei corrispondenti bracci di
trattamento dello studio NV15942.
A seguito di una singola iniezione sottocutanea di Pegasys 180 microgrammi in soggetti sani, le concentrazioni sieriche di peginterferone alfa-2a sono misurabili entro 3-6 ore.
Circa l’80% della concentrazione sierica di picco viene raggiunta entro 24 ore.
L’assorbimento di Pegasys risulta sostenuto, con un picco di concentrazione sierica raggiunto da 72 a 96 ore dopo la dose.
La biodisponibilità assoluta di Pegasys è pari all’84% ed è simile a quella osservata con l’interferone alfa2a.
Il peginterferone alfa-2a si ritrova principalmente nel circolo sanguigno e nel liquido extracellulare come dimostrato dal volume di distribuzione allo stato stazionario (Vd) pari a 6-14 litri negli uomini dopo somministrazione endovenosa.
Dagli studi condotti nei ratti sul bilancio corporeo, sulla distribuzione tissutale e sulla autoradioluminosità corporea totale, il peginterferone alfa-2a si distribuisce nel fegato, nel rene e nel midollo osseo, oltre che concentrarsi in maniera elevata nel sangue.
Il metabolismo di Pegasys non è stato completamente chiarito; tuttavia studi nel ratto indicano che il rene è il maggior organo deputato per l’escrezione di materiale radiomarcato.
Nell’uomo, la clearance sistemica del peginterferone alfa-2a è circa 100 volte più bassa di quella dell’interferone alfa-2a.
Dopo somministrazione endovenosa, l’emivita terminale del peginterferone alfa-2a in soggetti sani è approssimativamente da 60 a 80 ore in confronto alle 3-4 ore dell’interferone standard.
L’emivita terminale dopo somministrazione sottocutanea in pazienti è più lunga con un valore medio di 160 ore (da 84 a 353 ore).
L’emivita terminale può non soltanto riflettere la fase di eliminazione del prodotto, ma può anche riflettere l’assorbimento sostenuto di Pegasys.
Incrementi proporzionali alla dose nell’esposizione a Pegasys sono stati osservati nei soggetti sani e in pazienti con epatite cronica B o C dopo somministrazione una volta alla settimana.
Nei pazienti con epatite cronica B o C, le concentrazioni sieriche del peginterferone alfa-2a aumentano da 2 a 3 volte dopo 6-8 settimane in uno schema di dosaggio una volta alla settimana in confronto ai valori ottenuti dopo singola dose.
Non c’è stato un ulteriore accumulo dopo 8 settimane di somministrazione della dose una volta alla settimana.
Il rapporto picco/valle dopo 48 settimane di trattamento è circa tra 1,5 e 2.
Concentrazioni sieriche di peginterferone alfa-2a si sono mantenute per un’intera settimana (168 ore).
Pazienti con alterazione della funzionalità renale L’insufficienza renale è associata ad una lieve diminuzione della clearance e ad un prolungamento dell’emivita.
Nei pazienti (n="3") con CLcrea tra 20 e 40 ml/min, la clearance media è ridotta del 25% in confronto ai pazienti con funzionalità renale normale.
In pazienti con malattia renale terminale sottoposti a dialisi si verifica una riduzione della clearance compresa tra il 25% e il 45% e dosi di 135 microgrammi determinano un’esposizione simile a quella con dosi di 180 microgrammi nei pazienti con funzionalità renale normale (vedere paragrafo 4.2).
Sesso La farmacocinetica di Pegasys dopo singola iniezione sottocutanea è risultata confrontabile tra soggetti sani maschi e femmine. Anziani in soggetti di età superiore a 62 anni, l’assorbimento di Pegasys dopo una singola iniezione sottocutanea di 180 microgrammi è risultato ritardato ma ancora sostenuto rispetto ai soggetti giovani sani (tmax di 115 ore contro 82 ore, pazienti di età superiore a 62 anni contro pazienti più giovani rispettivamente).
L’AUC è risultata leggermente aumentata (1.663 contro 1.295 ng·h/ml) ma la concentrazione di picco è risultata simile nei soggetti di età superiore a 62 anni (9,1 contro 10,3 ng/ml).
Sulla base dell’esposizione al farmaco, dei parametri farmacodinamici e della tollerabilità, non è necessario nel paziente geriatrico ridurre la dose di Pegasys (vedere paragrafo 4.2).
Danno epatico La farmacocinetica di Pegasys è risultata simile nei soggetti sani e nei pazienti con epatite B o C.
Nei pazienti cirrotici (Child Pugh di grado A) e non cirrotici sono stati evidenziati profili di esposizione e farmacocinetici comparabili.
Sito di somministrazione La somministrazione sottocutanea di Pegasys deve essere limitata all’addome e alla coscia, poichè il grado di assorbimento, sulla base dell’AUC, è risultato più alto del 20%-30% circa a seguito di iniezione nell’addome e nella coscia.
L’esposizione a Pegasys è risultata diminuita in studi con la somministrazione di Pegasys nel braccio rispetto alla somministrazione nell’addome e nella coscia.
Gli studi non-clinici di tossicità condotti con Pegasys sono limitati a causa della specificità delle specie di interferoni.
Gli studi di tossicità acuta e cronica sono stati condotti in scimmie cynomolgus e i risultati osservati negli animali trattati con peginterferone sono stati simili a quelli prodotti dall’interferone alfa-2a.
Non sono stati condotti con Pegasys studi di tossicità riproduttiva.
Come con altri interferoni alfa, è stato osservato un prolungamento del ciclo mestruale a seguito di somministrazione di peginterferone alfa-2a in scimmie femmine.
Il trattamento con interferone alfa-2a ha determinato un incremento statisticamente significativo dell’attività abortiva nelle scimmie rhesus.
Sebbene non si siano verificati effetti teratogeni nella prole a termine, eventi avversi di questo tipo non possono essere esclusi nell’uomo.
Pegasys più ribavirina Quando somministrato in combinazione con ribavirina, Pegasys non ha causato nelle scimmie effetti che non si siano osservati in precedenza con entrambe le sostanze attive somministrate singolarmente.
Il maggiore effetto correlato al trattamento è stato un’anemia reversibile da lieve a moderata, la cui severità è risultata maggiore di quella provocata da entrambe le sostanze attive somministrate singolarmente.
sodio cloruro polisorbato 80 alcool benzilico (10 mg/ 1 ml) sodio acetato acido acetico acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di incompatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti.
3 anni
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Non congelare.
Conservare il flaconcino nell’imballaggio esterno per tenerlo al riparo dalla luce.
1 ml di soluzione iniettabile in flaconcino (vetro siliconato di tipo I) con tappo (gomma butilica).
Disponibile in confezioni da 1 o 4.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
La soluzione iniettabile è da utilizzare una sola volta.
Prima della somministrazione deve essere ispezionata visivamente per verificare l’assenza di particelle in sospensione e di scolorimento.
Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Roche Registration Limited 6 Falcon Way Shire Park Welwyn Garden City AL7 1TW Regno Unito
EU/1/02/221/001 EU/1/02/221/002
20 giugno 2002
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