- [Vedi Indice] OCTEGRA
Una compressa film-rivestita contiene:moxifloxacina cloridrato 436,8 mg, equivalenti a moxifloxacina 400 mg.
Compresse film-rivestite
Octegra 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle seguenti infezioni batteriche:- Riacutizzazione di bronchite cronica- Polmonite acquisita in comunità, con l’esclusione delle forme gravi- Sinusite acuta batterica (adeguatamente diagnosticata)Octegra 400 mg compresse film-rivestite è indicato per il trattamento delle infezioni di cui sopra, qualora siano sostenute da batteri sensibili alla moxifloxacina.Nel prescrivere una terapia antibiotica si dovrebbe fare riferimento alle linee guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.
PosologiaUna compressa film-rivestita da 400 mg una volta al giorno.Non sono necessari aggiustamenti di dosaggio negli anziani, nei pazienti con basso peso corporeo o nei pazienti con insufficienza renale lieve o moderata (con clearance della creatinina superiore a 30 ml/min/1,73 m2) (cfr.
paragrafo 5.2 per maggiori dettagli).Non vi sono dati per supportare l’uso della moxifloxacina nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73 m2 oppure in dialisi renale e i dati nei pazienti con ridotta funzionalità epatica sono insufficienti (cfr.
paragrafo 4.3).Modo di somministrazione La compressa film-rivestita deve essere deglutita intera con una sufficiente quantità di liquido e può essere assunta indipendentemente dai pasti.Durata della somministrazioneOctegra 400 mg compresse deve essere assunto per i seguenti periodi di trattamento:- Riacutizzazione di bronchite cronica 5-10 giorni- Polmonite acquisita in comunità 10 giorni- Sinusite acuta 7 giorniOctegra 400 mg compresse film-rivestite è stato studiato, in fase di sperimentazione clinica, per periodi di trattamento della durata massima di 14 giorni.Si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato (400 mg una volta al giorno), né la durata della terapia per la specifica indicazione.
- Ipersensibilità alla moxifloxacina, ad altri chinoloni o ad uno qualsiasi degli eccipienti.- Gravidanza e allattamento (cfr.
paragrafo 4.6).- Bambini e adolescenti in fase di crescita.- Pazienti con un’anamnesi di malattia/disturbo dei tendini correlata al trattamento con chinoloni.Sia nelle sperimentazioni precliniche che nell’uomo, in seguito ad esposizione alla moxifloxacina sono state osservate modificazioni nell’elettrofisiologia cardiaca, sotto forma di prolungamento dell’intervallo QT.
Per ragioni di sicurezza, Octegra è pertanto controindicato nei pazienti con:Documentato prolungamento del QT congenito o acquisitoAlterazioni elettrolitiche, in particolare ipokaliemia non correttaBradicardia clinicamente rilevanteInsufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione ventricolare sinistra, clinicamente rilevanteAnamnesi di aritmie sintomaticheOctegra non deve essere impiegato contemporaneamente ad altri farmaci che prolungano l’intervallo QT (cfr.
anche paragrafo 4.5).Per insufficienza di dati Octegra è controindicato anche nei pazienti con ridotta funzionalità epatica (Child Pugh C) e nei pazienti con incremento delle transaminasi
> 5 x il limite superiore di normalità, come pure nei pazienti con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min/1,73 m2 (creatinina sierica
> 265 μmol/l) o sottoposti a dialisi renale.
È noto che i chinoloni possono provocare convulsioni.
Il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti con disturbi del SNC che possono predisporre alle convulsioni o abbassare la soglia convulsiva.Se si constata un indebolimento della vista o qualsiasi altro effetto a carico degli occhi, consultare immediatamente un oculista.In corso di terapia con chinoloni possono verificarsi infiammazione e rottura dei tendini, in particolare nei pazienti anziani e in quelli in trattamento concomitante con corticosteroidi.
Al primo segno di dolore o infiammazione i pazienti devono interrompere il trattamento con Octegra e mettere a riposo l’arto o gli arti interessati.In alcuni pazienti la moxifloxacina ha determinato un prolungamento dell’intervallo QTc dell’elettrocardiogramma.
Nell’analisi degli ECG ottenuti nel programma di sperimentazione clinica, il prolungamento del QTc con moxifloxacina è stato pari a 6 msec, ± 26 msec, 1,4% rispetto al valore basale.Nei pazienti che ricevono moxifloxacina, i farmaci in grado di ridurre i livelli di potassio devono essere impiegati con cautela.A causa della limitata esperienza clinica, la moxifloxacina dovrebbe essere usata con cautela nei pazienti con condizioni in atto che possono favorire lo sviluppo di aritmie, quali l’ischemia acuta del miocardio.Il prolungamento del QT può aumentare il rischio di aritmie ventricolari, compresa la torsione di punta.
L’entità del prolungamento del QT può aumentare con l’aumento delle concentrazioni del farmaco.
Pertanto, si raccomanda di non superare il dosaggio consigliato.Il beneficio di un trattamento con moxifloxacina, specialmente nel caso di infezioni non particolarmente gravi, dovrebbe essere valutato in rapporto alle informazioni contenute nel paragrafo “Avvertenze e precauzioni”.Qualora si manifestino segni di aritmia cardiaca durante il trattamento con Octegra, interrompere il trattamento ed eseguire un ECG.Qualora vi siano indicazioni di disfunzione epatica, si dovranno eseguire prove/indagini di funzionalità epatica.Sono stati segnalati casi di colite pseudomembranosa associati all’impiego di antibiotici ad ampio spettro; pertanto, è importante che questa diagnosi venga presa in considerazione nei pazienti che sviluppino grave diarrea durante o dopo l’uso di Octegra.
In tale situazione sono controindicati i farmaci che inibiscono la peristalsi.I pazienti con anamnesi familiare di deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, o che presentino essi stessi tale difetto, possono andare incontro a reazioni emolitiche se trattati con chinoloni.
Pertanto, Octegra dovrebbe essere usato con cautela in questi pazienti.I chinoloni hanno mostrato di provocare reazioni di fotosensibilità nei pazienti.
Tuttavia, dagli studi è emerso che la moxifloxacina presenta un rischio inferiore di indurre fotosensibilità.
Nonostante ciò, è opportuno consigliare ai pazienti di evitare, durante il trattamento con moxifloxacina, l’esposizione ai raggi UV e quella intensa e/o prolungata alla luce solare.Molto raramente sono state segnalate reazioni allergiche e di ipersensibilità, anche dopo la prima somministrazione.
Le reazioni anafilattiche, in casi molto rari, talvolta in seguito alla prima somministrazione, possono progredire fino allo shock, che può mettere il paziente in pericolo di vita.
In questi casi è necessario interrompere la terapia con moxifloxacina ed istituire un adeguato trattamento (ad es.
il trattamento dello shock).
Interazioni con specialità medicinali Per i seguenti farmaci, non è possibile escludere un effetto additivo con la moxifloxacina sul prolungamento dell’intervallo QT: antiaritmici di classe IA (ad es.
chinidina, idrochinidina, disopiramide), antiaritmici di classe III (ad es.
amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), neurolettici (ad es.
fenotiazine, pimozide, sertindolo, aloperidolo, sultopride), antidepressivi triciclici, alcuni antimicrobici (sparfloxacina, eritromicina e.v., pentamidina, antimalarici, in particolare alofantrina) alcuni antistaminici (terfenadina, astemizolo, mizolastina), altri (cisapride, vincamina e.v., bepridile, difemanile).
Questo effetto può determinare un incremento del rischio di aritmie ventricolari, in particolare torsioni di punta.
La moxifloxacina è pertanto controindicata nei pazienti trattati con questi farmaci (cfr.
anche paragrafo 4.3).Dovrebbe trascorrere un intervallo di circa 6 ore fra la somministrazione di preparati contenenti cationi bivalenti o trivalenti (ad es.
antiacidi contenenti magnesio o alluminio, didanosina compresse, sucralfato e preparati contenenti ferro o zinco) e la somministrazione di Octegra.Dopo somministrazione ripetuta in volontari sani, la moxifloxacina ha provocato un incremento della Cmax della digossina pari a circa il 30%, senza influenzarne l’AUC o le concentrazioni di valle.
Non è necessaria alcuna precauzione per l’impiego con digossina.Negli studi condotti in volontari diabetici, la somministrazione concomitante di Octegra e glibenclamide ha ridotto le concentrazioni plasmatiche di picco di glibenclamide del 21% circa.
L’associazione di glibenclamide e moxifloxacina potrebbe teoricamente dare luogo a lieve e transitoria iperglicemia.
Tuttavia, le modificazioni osservate nella farmacocinetica della glibenclamide non hanno determinato modificazioni dei parametri farmacodinamici (glicemia, insulinemia).
Pertanto non si è osservata un’interazione clinicamente rilevante tra moxifloxacina e glibenclamide.Alterazioni dell’INRSono stati segnalati numerosi casi d’incremento dell’attività degli anticoagulanti orali in pazienti che ricevevano antibiotici, in particolare fluorochinoloni, macrolidi, tetracicline, cotrimoxazolo ed alcune cefalosporine.
Lo stato infettivo ed infiammatorio, nonché l’età e le condizioni generali del paziente, sembrano costituire dei fattori di rischio.
In tali circostanze risulta difficile valutare se il disordine dell’INR (rapporto standardizzato internazionale) sia provocato dall’infezione o dalla terapia antibiotica.
Una misura precauzionale è rappresentata da un monitoraggio più frequente dell’INR.
Se necessario, il dosaggio dell’anticoagulante orale dovrebbe essere opportunamente adattato.
Sebbene uno studio d’interazione tra moxifloxacina e warfarin in volontari sani abbia dato risultati negativi, le misure precauzionali sopra citate valgono per warfarin, come per gli altri anticoagulanti.Non si sono verificate interazioni in seguito a somministrazione concomitante di moxifloxacina e: ranitidina, probenecid, contraccettivi orali o teofillina.Gli studi in vitro con enzimi del citocromo P-450 umani supportano questi dati.
Alla luce di questi risultati, un’interazione metabolica mediata dagli enzimi del citocromo P-450 è improbabile.Nota: Lo studio di interazione con teofillina è stato eseguito con un dosaggio di moxifloxacina di 2 x 200 mg.Interazione con il cibo La moxifloxacina non dà luogo a interazioni clinicamente rilevanti con il cibo, compresi latte e derivati.
La sicurezza d’impiego della moxifloxacina in gravidanza non è stata valutata nell’uomo.
Gli studi sulla riproduzione condotti nei ratti e nelle scimmie non hanno fornito alcuna evidenza di teratogenicità o di compromissione della fertilità.
Tuttavia, come per altri chinoloni, è stato dimostrato che la moxifloxacina provoca lesioni nella cartilagine delle articolazioni portanti degli animali in accrescimento.
I dati preclinici indicano che la moxifloxacina passa nel latte.
L’uso della moxifloxacina in gravidanza e durante l’allattamento è controindicato.
I fluorochinoloni possono provocare una compromissione della capacità del paziente di guidare o azionare macchinari, a causa delle reazioni a carico del SNC (ad es.
stordimento).
Dovrebbe essere consigliato ai pazienti di osservare le loro reazioni alla moxifloxacina prima di guidare o azionare macchinari.
In seguito al trattamento con Octegra sono stati segnalati i seguenti effetti indesiderati.Le frequenze sono riportate sotto:Comune: da
>1 a <10%Non comune:da >0,1 a <1%Raro: da >0,01 a <0,1%Molto raro: <0,01%Con l’eccezione della nausea e della diarrea, tutte le reazioni avverse da farmaco sono state osservate con frequenze inferiori al 3%.Generali:Comune: Dolore addominale, cefalea.Non comune: Astenia, dolore, mal di schiena, malessere, dolore toracico, reazione allergica, dolore alle gambe.Molto raro: Ipersensibilità: reazione anafilattica, shock anafilattico (eventualmente pericoloso per la vita).Sistema nervoso:Comune: Stordimento.Non comune: Insonnia, vertigine, nervosismo, sonnolenza, ansia, tremore, parestesia, confusione, depressione.Raro: Allucinazione, depersonalizzazione, incoordinazione.Apparato digerente:Comune: Nausea, diarrea, vomito, dispepsia.Non comune: Secchezza delle fauci, nausea e vomito, flatulenza, costipazione, moniliasi orale, anoressia, stomatite, disturbo gastro-intestinale, glossite.Apparato cardiovascolare:Comune: In pazienti con concomitante ipokaliemia: prolungamento dell’intervallo QT.Non comune: Tachicardia, edema periferico, ipertensione, palpitazione, sincope, fibrillazione atriale, angina pectoris; in pazienti normokaliemici: prolungamento dell’intervallo QT.Raro:Vasodilatazione, ipotensione.Molto raro: Aritmia ventricolare.Segnalazione isolata: Torsione di punta (cfr.
paragrafo 4.4).Apparato muscolo-scheletrico:Non comune: Artralgia, mialgia.Raro:Tendinite.Cute:Non comune: Eruzione cutanea, prurito, sudorazione, orticaria.Raro: Secchezza della cute.Organi di senso:Comune: Disgeusia.Non comune: Ambliopia.Raro: Tinnito.Apparato uro-genitale:Non comune:Moniliasi vaginale, vaginite.Parametri di laboratorio:Comune: Anomalia dei test di funzionalità epatica (generalmente incremento moderato di AST/ALT e/o bilirubina).Non comune: Incremento delle gamma-GT, incremento dell’amilasi, leucopenia, diminuzione della protrombina, eosinofilia, trombocitemia, trombocitopenia, anemia.Raro: Iperglicemia, iperlipidemia, incremento della protrombina, ittero.L’attuale esperienza clinica con Octegra non ne consente una valutazione definitiva del profilo delle reazioni avverse da farmaco.
Casi isolati dei seguenti effetti indesiderati, che non si può escludere possano verificarsi anche durante il trattamento con Octegra, sono stati segnalati con altri fluorochinoloni: epatite, calo transitorio della vista, disturbi dell’equilibrio compresa l’atassia, disturbi del gusto di lunga durata, rottura di tendine, ipernatremia, ipercalcemia, neutropenia, emolisi.
Non vi sono esperienze sul sovradosaggio con la moxifloxacina.
Non sono raccomandate contromisure specifiche in caso di sovradosaggio accidentale.
Si deve istituire una terapia generale sintomatica.
La moxifloxacina è un antibatterico
fluorochinolonico (codice ATC J01MA).Meccanismo d’azioneIn vitro, la moxifloxacina si è dimostrata
attiva nei confronti di un’ampia gamma di patogeni
Gram-positivi e Gram-negativi.L’azione battericida è il risultato
dell’interferenza con le topoisomerasi II (DNA girasi) e
IV.
Le topoisomerasi sono enzimi essenziali, che hanno un ruolo
chiave nella replicazione, trascrizione e riparazione del DNA
batterico.
La topoisomerasi IV influenza anche la divisione
cromosomiale nei batteri.Studi di cinetica hanno dimostrato che la moxifloxacina
presenta un tasso di batteriocidia dipendente dalla
concentrazione.
Le concentrazioni minime battericide (MBC)
rientrano nell’intervallo delle concentrazioni minime
inibenti (MIC).Interferenza con gli esami colturali:La terapia con moxifloxacina può dare risultati
falsamente negativi perMycobacterium spp., per
soppressione della crescita dei micobatteri.Effetto sulla flora intestinale nell’uomo Le seguenti modificazioni della flora intestinale sono state
osservate in volontari in seguito alla somministrazione di
moxifloxacina:E.
coli, Bacillus spp., Enterococci e
Klebsiella spp.
erano diminuiti, come pure gli anaerobi
Bacteroides vulgatus, Bifidobacterium, Eubacterium
ePeptostreptococcus.
PerB.
fragilis c’era un
incremento.
Queste modificazioni sono rientrate nella norma entro
due settimane.
Durante la somministrazione di moxifloxacina non
si è verificata selezione delClostridium difficile
(MIC90 2 mg/l) e della sua tossina.
La moxifloxacina
non è indicata per il trattamento delClostridium
difficile.Si suggeriscono i seguenti “breakpoint” per
separare, sulla base delle MIC, gli organismi sensibili da quelli
resistenti.Dati di sensibilità in vitro “Breakpoint” di sensibilità S
< 1
mg/l, R > 2 mg/lLa prevalenza di resistenza acquisita, per specie selezionate,
può variare sia nelle diverse aree geografiche che nel
tempo.
Pertanto è opportuno conoscere i dati locali di
resistenza, in particolare per il trattamento di infezioni gravi.
Queste informazioni forniscono solo una guida approssimativa
sulle probabilità che i microrganismi siano sensibili alla
moxifloxacina.
Nella tabella seguente sono riportati i dati di
prevalenza di resistenza acquisita per le specie per le quali
è noto che questa varia all’interno
dell’Unione Europea.
| Microrganismo Prevalenza di resistenza acquisita | |
Sensibili:Batteri Gram-positiviStaphylococcus aureus (meticillino-sensibile)*Streptococcus agalactiaeStreptococcus milleriStreptococcus mitior |
|
| Streptococcus pneumoniae (compresi ceppi resistenti a penicilline e macrolidi)*Streptococcus pyogenes (gruppo A)* Batteri Gram-negativiBranhamella (Moraxella) catarrhalis (compresi ceppi b-lattamasi negativi e positivi)* | < 1% |
| Enterobacter cloacae * | 0-13% |
| Escherichia coli * | 0-10% |
| Haemophilus influenzae (compresi ceppi b-lattamasi negativi e positivi)*Haemophilus parainfluenzae * | < 1% |
| Klebsiella oxytoca | 0-10% |
| Klebsiella pneumoniae *AnaerobiFusobacterium spp.Peptostreptococcus spp.Prevotella spp.AltriChlamydia pneumoniae *Coxiella burnetiiLegionella pneumophilaMycoplasma pneumoniae *Resistenti:Batteri Gram-positiviStaphylococcus aureus (meticillino-resistente)Batteri Gram-negativiBurkholderia cepaciaPseudomonas aeruginosaPseudomonas fluorescensStenotrophomonas maltophilia | 2-13% |
Assorbimento e biodisponibilità : Dopo
somministrazione orale la moxifloxacina viene assorbita
rapidamente e quasi completamente.
La biodisponibilità
assoluta è approssimativamente pari al 91%.La farmacocinetica è lineare nell’intervallo fra
50 e 800 mg in dose singola e fino a 600 mg una volta al giorno
per 10 giorni.
Dopo una dose orale di 400 mg concentrazioni di
picco di 3,1 mg/l vengono raggiunte entro 0,5 - 4 h dalla
somministrazione.
Le concentrazioni plasmatiche di picco e di
valle allo stato stazionario (400 mg una volta al giorno) sono
rispettivamente pari a 3,2 e 0,6 mg/l.
Allo stato stazionario,
l’esposizione nell’intervallo fra le somministrazioni
è approssimativamente del 30% superiore rispetto a quella
successiva alla prima dose.Distribuzione: la moxifloxacina si distribuisce
rapidamente negli spazi extravascolari; dopo una dose di 400 mg
si osserva una AUC di 35 mg*h/l.
Il volume di distribuzione allo
stato stazionario (Vss) è pari a circa 2 l/kg.
Gli
esperimentiin vitro edex vivo hanno dimostrato un
legame proteico di circa il 40-42% indipendentemente dalla
concentrazione del farmaco.
La moxifloxacina si lega soprattutto
all’albumina sierica.In seguito a somministrazione orale di una dose singola di 400
mg di moxifloxacina sono state osservate le seguenti
concentrazioni di picco (media geometrica):
Tessuto |
Concentrazione | rapporto tessuto/plasma | |
| Plasma | 3,1 | mg/L | -- |
| Saliva | 3,6 | mg/L | 0,75 - 1,3 |
| Essudato (fluido di bolla) | 1,61 | mg/L | 1,71 |
| Mucosa bronchiale | 5,4 | mg/kg | 1,7 - 2,1 |
| Macrofagi alveolari | 56,7 | mg/kg | 18,6 - 70,0 |
| Fluido di rivestimento epiteliale | 20,7 | mg/L | 5 - 7 |
| Seno mascellare | 7,5 | mg/kg | 2,0 |
| Seno etmoidale | 8,2 | mg/kg | 2,1 |
| Polipi nasali | 9,1 | mg/kg | 2,6 |
| Liquido interstiziale | 1,02 | mg/L | 0,8-1,42,3 |
Sono stati osservati effetti sul sistema emopoietico (lieve diminuzione nel numero di eritrociti e piastrine) nei ratti e nelle scimmie.
Come con altri chinoloni, è stata osservata epatotossicità (enzimi epatici elevati e degenerazione vacuolare) nei ratti, nelle scimmie e nei cani.
Nelle scimmie si è manifestata tossicità a carico del SNC (convulsioni).
Questi effetti sono stati osservati solo dopo trattamento con alte dosi di moxifloxacina o dopo trattamento prolungato.La moxifloxacina, come altri chinoloni, è risultata genotossica nei testin vitro che utilizzano batteri o cellule di mammifero.
Poiché questi effetti possono essere spiegati da un’interazione con la girasi nei batteri e – a concentrazioni maggiori – con la topoisomerasi II nelle cellule di mammifero, si può postulare una concentrazione soglia per la genotossicità.
Nei testin vivo, non si sono avute prove di genotossicità, nonostante il fatto che siano state impiegate dosi di moxifloxacina molto alte.
Può così essere garantito un sufficiente margine di sicurezza rispetto alla dose terapeutica nell’uomo.
La moxifloxacina non è risultata cancerogena in uno studio di iniziazione-promozione nel ratto.Molti chinoloni sono fotoreattivi e possono indurre fototossicità, effetti fotomutageni e fotocancerogeni.
Al contrario la moxifloxacina, sottoposta ad un completo programma di studiin vitro edin vivo, si è dimostrata priva di proprietà fototossiche e fotogenotossiche.
Nelle stesse condizioni altri chinoloni hanno provocato effetti.Ad alte concentrazioni, la moxifloxacina è un inibitore della corrente rettificatrice ritardata del potassio nel cuore e può quindi provocare prolungamenti dell’intervallo QT.
Studi tossicologici eseguiti nel cane con dosi orali ³ 90 mg/kg, che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ≥ 16 mg/l, hanno causato prolungamenti del QT ma non aritmie.
Solo dopo somministrazione endovenosa cumulativa molto alta di oltre 50 volte la dose umana (> 300 mg/kg), che ha prodotto concentrazioni plasmatiche ³ 200 mg/l (più di 40 volte il livello terapeutico), sono state osservate aritmie ventricolari non fatali reversibili.È noto che i chinoloni inducono lesioni nella cartilagine delle articolazioni sinoviali maggiori negli animali in accrescimento.
La più bassa dose orale di moxifloxacina che ha causato tossicità articolare nei cani giovani era quattro volte la massima dose terapeutica raccomandata di 400 mg (assumendo un peso corporeo di 50 kg) in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche da due a tre volte superiori a quelle che si raggiungono alla dose terapeutica massima.Dalle prove tossicologiche nel ratto e nella scimmia (somministrazioni ripetute fino a 6 mesi) non è emerso un rischio di tossicità oculare.
Nel cane, alte dosi orali (³60 mg/kg), che davano luogo a concentrazioni plasmatiche ≥ 20 mg/l, hanno provocato modificazioni dell’elettroretinogramma e, in casi isolati, atrofia della retina.Gli studi sulla riproduzione eseguiti nel ratto e nella scimmia indicano che si verifica un passaggio di moxifloxacina attraverso la placenta.
Gli studi in queste specie non hanno fornito prove di teratogenicità o di compromissione della fertilità in seguito alla somministrazione di moxifloxacina.
Si è riscontrato un aumento nell’incidenza di aborti nella scimmia, a concentrazioni plasmatiche corrispondenti a quelle terapeutiche nell’uomo.
Nel ratto, a dosi pari a 63 volte la dose massima raccomandata in termini di mg/kg, con concentrazioni plasmatiche nell’intervallo della dose terapeutica per l’uomo, sono stati osservati riduzione del peso fetale, incremento della perdita prenatale, lieve incremento della durata della gravidanza ed aumento dell’attività spontanea in alcuni discendenti di entrambi i sessi.
Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, lattosio monoidrato, magnesio stearato.Le compresse sono laccate con una miscela di ipromellosa, macrogol 4000, ferro ossido giallo (E172) e titanio diossido (E171).
Nessuna nota.
36 mesi.
Blister di polipropilene/alluminio:Conservare a temperatura non superiore ai 25°C.Conservare nella confezione originale.
Blister di polipropilene incolore o bianco opaco/alluminio in astuccio di cartone.Confezioni da 5 compresse film-rivestite.
Nessuna.
Innova Pharma S.p.A.
– Via M.
Civitali, 1 – 20148 Milano
5 compresse film-rivestite da 400 mg AIC 034564017/M
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13 giugno 2000
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Gennaio ‘03
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