NAVOBAN® 2 mg/2 ml soluzione iniettabile e per infusione
Una fiala da 2 ml contiene 2 mg di tropisetron, corrispondente a 2,256 mg di tropisetron cloridrato.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Soluzione iniettabile e per infusione.
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NAVOBAN® è consigliato ad una dose di 2 mg per via endovenosa sia sotto forma di infusione (diluita in una comune soluzione per infusione, come:
soluzione fisiologica, Ringer, glucosio 5% o levulosio 5%) sia sotto forma di iniezione lenta (non meno di 30 secondi).
Per la prevenzione della nausea e del vomito post-operatori, NAVOBAN® deve essere somministrato poco prima dell’induzione dell’anestesia.
Ipersensibilità al tropisetron, ad altri antagonisti dei recettori 5.HT3 o ad altri componenti della formulazione (vedere paragrafo 6.1 "Elenco degli eccipienti").
NAVOBAN® non deve essere somministrato in gravidanza (vedere paragrafo 4.6 "Gravidanza e allattamento").
Uso in soggetti identificati come metabolizzatori lenti della sparteina/debrisochina In pazienti appartenenti a questo gruppo (circa l’8% della popolazione caucasica), l’emivita di eliminazione di tropisetron è prolungata (4.5 volte maggiore che in individui identificati come metabolizzatori rapidi).
Tuttavia, quando NAVOBAN® è stato iniettato endovena a dosi fino a 40 mg due volte al giorno per un periodo di 7 giorni a volontari sani che si sapevano essere metabolizzatori lenti, non si sono verificati eventi avversi seri.
Queste osservazioni indicano che, in pazienti con metabolismo lento, la dose usuale di 2 mg non deve essere ridotta.
I pazienti che sono metabolizzatori lenti possono manifestare cefalea e stitichezza con maggiore probabilità dei pazienti che sono metabolizzatori rapidi.
Uso in pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa Nei pazienti con epatite acuta o steatosi epatica non si verifica alcuna variazione della farmacocinetica di tropisetron.
Invece, in pazienti con cirrosi epatica o funzionalità renale compromessa, si possono avere livelli plasmatici fino al 50% superiori a quelli riscontrati in volontari sani che appartengono al gruppo dei metabolizzatori rapidi della sparteina/debrisochina.
Tuttavia, non è necessario ridurre la posologia in questi pazienti, quando si somministra la dose raccomandata di 2 mg.
Uso nei bambini Attualmente non si hanno esperienze sull’impiego di NAVOBAN® nella prevenzione e nel trattamento della nausea e del vomito post-operatori nei bambini.
Uso negli anziani Non vi sono prove che i pazienti anziani richiedano dosi diverse o vadano incontro ad effetti collaterali diversi da quelli dei pazienti più giovani.
Uso in pazienti ipertesi In pazienti con ipertensione non controllata si devono evitare dosi giornaliere superiori a 10 mg, poiché potrebbero provocare un ulteriore aumento della pressione arteriosa.
Uso in pazienti cardiopatici Si deve porre attenzione nei pazienti con disturbi del ritmo cardiaco o della conduzione o sotto trattamento con antiaritmici o bloccanti ß-adrenergici, poiché per questi gruppi di pazienti si dispone di limitata esperienza nell'uso di NAVOBAN® contemporaneamente ad anestetici.
La somministrazione concomitante di tropisetron con rifampicina o con altri farmaci induttori degli enzimi epatici (ad esempio fenobarbital) determina una diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di tropisetron e, quindi, richiede un aumento del dosaggio nei pazienti metabolizzatori rapidi (ma non nei soggetti metabolizzatori lenti).
Gli effetti degli inibitori dell’enzima citocromo P450, come la cimetidina, sui livelli plasmatici di tropisetron sono trascurabili e non richiedono un aggiustamento posologico.
Non sono stati condotti studi di interazione con tropisetron e i farmaci impiegati in anestesia.
E’ stato osservato un prolungamento dell’intervallo QTc, anche se non clinicamente significativo, in pazienti ai quali sono state somministrate alte dosi di tropisetron.
E’ necessaria, quindi, particolare cautela quando altri farmaci che possono prolungare l’intervallo QTc vengono somministrati contemporaneamente a Navoban.
Poichè NAVOBAN® non è stato studiato in donne in gravidanza, non deve essere somministrato in gravidanza.
Nel ratto, dopo somministrazione di tropisetron radiomarcato, la sostanza radioattiva viene escreta nel latte.
Non è noto se tropisetron sia escreto nel latte umano e, quindi, le pazienti trattate con NAVOBAN® non devono allattare al seno.
Non esistono dati sull’effetto di questo farmaco sulla capacità di guida.
Si tenga presente che possono insorgere quali effetti collaterali stordimento e stanchezza.
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Gli effetti indesiderati sono transitori se il medicinale viene somministrato secondo la posologia raccomandata.
L’effetto indesiderato osservato più di frequente alla dose di 2 mg è la cefalea, mentre, a dosi più elevate, si osservano stitichezza e, meno frequentemente anche, stordimento, stanchezza e disturbi gastrointestinali, come dolore addominale e diarrea.
Classe di frequenza:
Molto comune (>1/10); comune (>1/100,<1/10); non comune (>1/1000, ≤1/100); raro (>1/10000, ≤1/1000); molto raro (≤1/10000) Alterazioni del sistema immunitario Raramente si osservano reazioni di ipersensibilità come:
Raro:
dispnea, vampate di calore al viso, ipotensione Molto raro:
broncospasmo acuto, orticaria generalizzata, oppressione toracica Alterazioni del sistema nervoso Non comune:
cefalea Raro:
Stordimento, stanchezza Molto raro:
sincope Alterazioni cardiache Molto raro:
arresto cardivascolare Alterazioni del sistema vascolare Molto raro:
collasso Alterazioni dell’apparato gastrointestinale Non comune:
costipazione Raro:
dolore addominale, diarrea
Sintomi: a dosi ripetute molto elevate, si osservano allucinazioni visive e, in pazienti con ipertensione preesistente, aumento della pressione arteriosa. Trattamento: sono consigliati il trattamento sintomatico con monitoraggio frequente dei segni vitali ed un'attenta osservazione del paziente.
Categoria farmacoterapeutica:
antagonisti della serotonina (5.HT3), codice ATC:
A04AA03.
Tropisetron è un antagonista competitivo molto potente e selettivo dei recettori 5.HT3, una sottoclasse dei recettori serotoninergici situati nei neuroni periferici e nel Sistema Nervoso Centrale.
Un intervento chirurgico ed il trattamento con determinate sostanze, compresi alcuni chemioterapici, possono determinare il rilascio di serotonina (5.HT) dalle cellule enterocromaffino-simili nella mucosa viscerale e dare inizio al riflesso del vomito ed alla sensazione di nausea ad esso associata.
Tropisetron blocca selettivamente l’eccitazione dei recettori 5.HT3 pre-sinaptici dei neuroni periferici coinvolti nel suddetto riflesso e può - 3 - esercitare ulteriori azioni dirette nel Sistema Nervoso Centrale sui recettori 5.HT3 mediando l’azione dell’input vagale all’area postrema.
Questi effetti sono considerati il meccanismo d’azione di base dell’effetto antiemetico del tropisetron.
Tropisetron ha una durata d’azione di 24 ore.
Tropisetron si lega per il 71% alle proteine plasmatiche (specialmente alle a1.
glicoproteine) in maniera aspecifica.
Il volume di distribuzione è di 400-600 L.
Tropisetron viene metabolizzato per idrossilazione nelle posizioni 5, 6 o 7 dell'anello indolico, seguita da una reazione di coniugazione con formazione del glucuronide o del solfato ed escrezione nell’urina o nella bile (rapporto urine/feci 5:
1).
I metaboliti hanno una potenza notevolmente ridotta per il recettore 5.HT3 e non contribuiscono all’azione farmacologica del farmaco.
Il metabolismo di tropisetron è collegato al polimorfismo genetico della via sparteina/debrisochina.
E’ noto che circa l’8% della popolazione caucasica è costituito da metabolizzatori lenti della via della sparteina/debrisochina.
L’emivita di eliminazione (fase ) è di circa 8 ore nei metabolizzatori rapidi; nei metabolizzatori lenti, essa può arrivare a 45 ore (vedere paragrafo 4.4 ‘Avvertenze speciali e precauzioni di impiego’).
La clearance totale di tropisetron è di circa 1 L/min e la clearance renale contribuisce per circa il 10%.
In pazienti che sono metabolizzatori lenti, la clearance totale è ridotta a 0,1.
0,2 L/min, anche se la clearance totale resta invariata.
Questa riduzione della clearance non renale determina un’emivita di eliminazione più lunga di circa 4.5 volte e valori di AUC superiori di 5.7 volte.
La Cmax ed il volume di distribuzione non sono diversi rispetto a quelli dei metabolizzatori rapidi.
Nei metabolizzatori lenti viene escreta nell'urina una maggiore percentuale di tropisetron invariato rispetto ai metabolizzatori rapidi.
Gli enzimi epatici coinvolti nel metabolismo di tropisetron possono essere saturati durante la somministrazione ripetuta, il che potrebbe portare ad un aumento dose-dipendente dei livelli plasmatici del farmaco durante la somministrazione ripetuta.
Questo accumulo è rilevante dal punto di vista farmacocinetico solo a dosi di NAVOBAN® superiori a 10 mg due volte al giorno.
Tuttavia, anche nei metabolizzatori lenti, l’esposizione totale al farmaco in queste condizioni resta entro i livelli tollerati dai pazienti e non si ritiene che ciò costituisca un problema clinico alla dose consigliata.
Tropisetron è risultato privo di attività mutagena nelle batterie di tests in vitro ed in vivo.
In studi sul potenziale carcinogenetico in topi e ratti e’ stato osservato un aumento nell’incidenza di adenomi delle cellule epatiche solo nei topi maschi a dosi elevate a partire da 30 mg/kg/die.
Ulteriori studi hanno confermato che questo risultato e’ specie e sesso- specifico.
In animali da esperimento, tropisetron, come gli altri antagonisti 5.HT3, blocca i canali del potassio nel cuore, a dosi leggermente superiori a quelle terapeuticamente raccomandate.
I canali del sodio sono interessati in seguito all’uso di dosi maggiori del farmaco.
Acido acetico glaciale, sodio acetato, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.
- 4 - Le fiale non possono essere diluite con soluzioni per infusione diverse da quelle elencate al paragrafo 6.6.
Il periodo di validità della soluzione iniettabile e per infusione è di 5 anni.
La data di scadenza è riportata sull'astuccio.
Sulle fiale la data di scadenza è preceduta dalla sigla EXP.
Le soluzioni diluite sono fisicamente e chimicamente stabili per almeno 24 ore.
Dal punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere utilizzato immediatamente.
Se non utilizzato immediatamente, i tempi e le modalità di conservazione prima della somministrazione, che non devono essere superiori a 24 ore alla temperatura di 2.8° C, sono sotto la responsabilità dell'utilizzatore.
Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
Le fiale di NAVOBAN® sono di vetro incolore.
Esse sono disponibili in confezioni da 1 e 5 fiale.
Le fiale di vetro di NAVOBAN® contengono 2 mg/2 mL di soluzione acquosa.
Questa soluzione è compatibile con i seguenti liquidi di infusione (1 mg di tropisetron diluito in 20 ml):
glucosio 5% (p/v); mannitolo 10% (p/v); soluzione di Ringer; sodio cloruro 0,9% (p/v) e potassio cloruro 0,3% (p/v); levulosio 5% (p/v).
Le soluzioni sono compatibili anche con i contenitori abituali (vetro, PVC) e con i loro sets infusionali.
Se si osserva intorbidimento o la presenza di precipitato, il prodotto deve essere scartato.
Novartis Farma S.p.A. Largo Umberto Boccioni 1 - 21040 Origgio (VA)
1 fiala 2 mg/2ml A.I.C.
n.
028456046/M 5 fiale 2 mg/2 ml A.I.C.
n.
028456059/M
Prima autorizzazione: 08 luglio 1997 (European Birth Date: 10 febbraio 1997) Rinnovo: 10 febbraio 2002
Novembre 2006 -
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