MIAMBUTOL
- MIAMBUTOL 400 mg compresse rivestite con film Una compressa contiene:
Principio attivo Etambutolo bicloridrato 400 mg MIAMBUTOL 500 mg compresse rivestite con film Una compressa contiene:
Principio attivo Etambutolo bicloridrato 500 mg Per gli eccipienti, vedere sez.
6.1
Compresse rivestite con film, divisibili
Il MIAMBUTOL è indicato nelle affezioni tubercolari in associazione con altri farmaci specifici.
Una particolare indicazione è costituita dal trattamento della tubercolosi polmonare dovuta a micobatteri resistenti ad altri farmaci, già usati per il trattamento iniziale.
Tanto per il trattamento
iniziale che
per il ritrattamento
dei processi tubercolari, il
MIAMBUTOLpuò essere somministrato
in dose unica nelle 24 ore o in dosi
refratte. La dose consigliata
è di 25 mg/kg al giorno per tre
mesi (in alcune casistiche questo
dosaggio èstato
prolungato
fino a 6 mesi) e di
15
mg/kg al
giorno
nel periodo successivo fino a quando,
cioè, sarà ritenuto opportuno dal medico
curante.
La disponibilità di compresse
da 400 e 500 mg perfettamente
divisibili a metà per ottenere il
dosaggio da 200 e 250 mg, permetterà
al medico di adottare per ciascun paziente
le modalità
di somministrazione più opportune. La tabella che segue fornisce le dosi
indicative in rapporto al peso del paziente.
| Peso Kg | 25 mg/kg Dose (in mg) | 15 mg/kg Dose (in mg) |
| Inferiore a 35 kg | 800 | 500 |
| 35-40 | 875-1000 | 525-600 |
| 40-50 | 1000-1250 | 600-750 |
| 50-60 | 1250-1500 | 750-900 |
| 60-70 | 1500-1750 | 900-1050 |
| 70-80 | 1750-2000 | 1050-1200 |
| 80-90 | 2000-2250 | 1200-1350 |
| 90-100 ed oltre | 2250-2500 | 1350-1500 |
Poichè l'etambutolo bicloridrato viene eliminato principalmente per via renale, nei pazienti conridotta funzione renale è necessario ridurre opportunamente le dosi in base ai livelli ematici del farmaco.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
L’uso dell’etambutolo bicloridrato non è raccomandato in bambini al di sotto dei 13 anni in quanto non sono state stabilite sicure modalità d’impiego.
Manifesta neurite ottica, a meno che il giudizio clinico non ne consigli egualmente l'uso.
L’uso di etambutolo bicloridrato è controindicato nel caso di pazienti incapaci di valutare e riportare effetti collaterali in campo visivo o cambiamenti nella vista (p.
es.
bambini piccoli, pazienti non coscienti).
L’etambutolo bicloridrato può causare una diminuzione dell’acutezza visiva che sembra dovuta a neurite ottica/retrobulbare.
Questo effetto può essere correlato al dosaggio ed alla durata del trattamento.
L’effetto è generalmente reversibile quando l’assunzione del farmaco è prontamente interrotta.
Tuttavia, sono stati riportati casi di cecità irreversibile.
I pazienti debbono essere messi al corrente della necessità di consultare il medico in presenza di variazioni dell'acutezza visiva.
La variazione in acutezza visiva può essere unilaterale o bilaterale e quindi gli occhi devono essere sottoposti ad esame singolarmente ed insieme.
Misurazioni dell'acutezza visiva devono essere effettuate prima dell'inizio della terapia e, periodicamente, durante la somministrazione del farmaco (mensilmente per dosaggi giornalieri superiori a 15 mg/kg).
Dato che il farmaco può avere effetti negativi sulla vista un esame obiettivo dovrebbe includere l'oftalmoscopia, il campo visivo e la differenziazione dei colori.
In pazienti con difetti della vista quali la cataratta, stati flogistici ricorrenti a livello oculare, neurite ottica, retinopatia diabetica, riesce più difficile la valutazione dei cambiamenti nell'acutezza visiva; in questi casi ci si deve accertare che le variazioni della capacità visiva non siano dovute alle condizioni patologiche preesistenti.
In questo tipo di pazienti bisogna prendere in considerazione il rapporto tra i benefici attesi ed il possibile deterioramento visivo dal momento che si presenta difficile una valutazione dei cambiamenti del visus.
Se un'accurata valutazione conferma l'importanza del cambiamento visivo e non rivela altre cause, si deve sospendere il trattamento con MIAMBUTOL e riesaminare il paziente periodicamente.
Un calo progressivo dell'acutezza visiva durante la terapia deve essere considerato consequenziale al trattamento con MIAMBUTOL.
Pazienti che fanno registrare durante terapia con MIAMBUTOL disturbi visivi, possono accusare sintomi visivi soggettivi prima o contemporaneamente al calo dell'acutezza visiva; a tutti i pazienti sotto terapia con MIAMBUTOL dovrebbe essere richiesto periodicamente se presentano visione confusa o altri sintomi oculari soggettivi.
Sono state riportate tossicità epatiche, compresi esiti fatali.
Devono essere condotte rilevazioni basali e periodiche della funzione epatica.
L’etambutolo bicloridrato può ridurre la clearance renale degli urati come l’acido urico e può portare ad iperuricemia.
Sono stati riferiti attacchi acuti di gotta.
Come per ogni farmaco potente, devono essere eseguiti controlli periodici e basali delle funzioni di organo, comprese quella epatica, renale, della vista e della crasi ematica.
Poichè l'etambutolo bicloridrato viene eliminato principalmente per via renale, nei pazienti con ridotta funzione renale è necessario ridurre opportunamente le dosi in base ai livelli ematici del farmaco.
L'uso dell'etambutolo bicloridrato non è raccomandato in bambini al di sotto dei 13 anni in quanto non sono state stabilite sicure modalità d'impiego.
Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità sotto il diretto controllo del medico.
Medicinale contenente saccarosio quindi non è adatto per i soggetti con intolleranza ereditaria al fruttosio, sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio o deficit di saccarasi-isomaltasi.
L'etambutolo bicloridrato può essere impiegato in associazione con altri farmaci antitubercolari.
Per via degli effetti sulla escrezione renale di acido urico, l'etambutolo bicloridrato può contrastare l'azione di agenti uricosurici.
Non sono stati riportati effetti di interazione farmacologica tra etambutolo bicloridrato e altri agenti, ma la terapia concomitante con isoniazide e piridossina può contribuire ad esacerbare gli effetti sull'escrezione di acido urico.
L'assorbimento non viene significativamente influenzato dalla somministrazione contemporanea di alimenti.
L’assorbimento di etambutolo bicloridrato è diminuito da antiacidi contententi idrossido di alluminio.
L’etambutolo bicloridrato è escreto nel latte materno.
L’uso di etambutolo bicloridrato deve essere preso in considerazione solo se il beneficio atteso per la madre è maggiore del potenziale rischio per il neonato.
Non esistono studi adeguati e ben controllati su donne in stato di gravidanza.
E’ stato riportato che l’etambutolo bicloridrato attraversa la placenta.
Sono state riportate anomalie oftalmiche in neonati da donne in terapia antitubercolare che includeva etambutolo bicloridrato.
L’etambutolo bicloridrato deve essere usato durante la gravidanza solo se il beneficio giustifica il potenziale rischio per il feto.
In considerazione di alcune esperienze sull'animale, seppur condotte con dosi molto elevate di etambutolo bicloridrato ben lontane da quelle impiegate in terapia, viene raccomandata egualmente una certa prudenza nell'uso in gravidanza.
Studi su animali con etambutolo bicloridrato hanno mostrato qualche potenziale teratogeno.
L’etambutolo bicloridrato è risultato essere teratogeno in topi e conigli trattati con alte dosi durante la gravidanza.
Quando topi o conigli in stato di gravidanza venivano trattati con alte dosi di etambutolo bicloridrato, la mortalità del feto era leggermente aumentata ma non in modo significativo (P>0.05).
Femmine di ratto trattate con etambutolo bicloridrato, durante la gravidanza, hanno mostrato una leggera ma non significativa (P>0.05) diminuzione della fertilità e delle dimensioni della prole.
In feti di topi trattati con alte dosi di etambutolo bicloridrato è stata osservata una bassa incidenza di palatoschisi, esencefalia, e anomalie nella colonna vertebrale.
Anomalie minori delle vertebre cervicali sono state osservate in neonati di ratti trattati con alte dosi di etambutolo bicloridrato durante la gravidanza.
Conigli che ricevevano alte dosi di etambutolo bicloridrato durante la gravidanza, hanno dato alla luce 2 feti con monoftalmia, uno con avambraccio destro più corto accompagnato da una contattura bilaterale dell’articolazione del polso ed uno con cheiloschisi e palatoschisi.
L’etambutolo bicloridrato può diminuire l’acutezza visiva e la visione dei colori, che possono influenzare la capacità di guidare e di utilizzare macchinari.
I pazienti dovrebbero effettuare controlli periodici per valutare la comparsa di effetti oftalmologici.
L'etambutolo
bicloridrato può determinare
riduzione dell'acutezza
visiva, inclusa cecitàirreversibile, che sembra
dovuta a neurite ottica.
Questo
effetto può essere correlato alla
dose e alla durata del trattamento.
Questo effetto generalmente è
reversibile quando la somministrazione
del farmaco
viene prontamente interrotta.
In rari
casi il recupero può essere ritardato
anche di un anno o più.
La neuropatia ottica compresa
la neurite ottica o neurite retrobulbare
che si manifesta in associazione alla terapia con etambutolo bicloridrato
può essere caratterizzata da uno o
più deiseguenti eventi: riduzione
dell'acutezza
visiva,
scotomi, cecità ai colori
e o difetti del campo
visivo, anomalie oftalmiche
congenite, cecità.
Questi eventi
sono stati riportati anche in assenza
di diagnosidi neurite ottica o retrobulbare. I pazienti
debbono essere
messi al corrente della necessità
di consultare il medico in
presenza di variazioni dell'acutezza
visiva.
La variazione in acutezza visiva può essere unilaterale o bilaterale e quindi gli occhi devono
essere sottoposti ad esame
singolarmente ed insieme.
Misurazioni
dell'acutezza visiva devono essere effettuate prima dell'inizio
della terapia e, periodicamente,durante la somministrazione del farmaco
(mensilmente
per dosaggi giornalieri superiori a 15mg/kg).
Per la determinazione
dell'acutezza
visiva
si consiglia
di ricorrere alle tavole optometrichedi Snellen.
Secondo i dati forniti da
alcuni studi, pazienti affetti
da tbc, non
sottoposti a terapia conMIAMBUTOL, fanno
registrare infatti precise oscillazioni
di una o due righe quando sottoposti al test
di acutezza
visiva
di Snellen. Il seguente schema
può essere di aiuto per capire se le
eventuali variazioni dell'acutezza
visiva sonoda imputare
al trattamento con MIAMBUTOL.
| Lettura iniziale secondo Snellen | Lettura che indica un significativo decremento | Numero significativo di righe | Diminuzioni numero di punti |
| 20/13 | 20/25 | 3 | 12 |
| 20/15 | 20/25 | 2 | 10 |
| 20/20 | 20/30 | 2 | 10 |
| 20/25 | 20/40 | 2 | 15 |
| 20/30 | 20/50 | 2 | 20 |
| 20/40 | 20/70 | 2 | 30 |
| 20/50 | 20/70 | 1 | 20 |
In generale, variazioni dell'acutezza visiva inferiori ai valori indicati
sotto "Numero
significativo dirighe" e "Diminuzioni
- Numero di punti" possono
attribuirsi a variazioni casuali,
limitazioni
della metodica adottata, variazioni
fisiologiche. D'altra
parte cambiamenti
dell'acutezza visiva
eguali
o superiori ai valori indicati sotto
"Numero significativo di righe" e "Diminuzioni
- Numero di punti" indicano che
necessita ripetere l'esame
e valutare attentamente lo stato
visivo
del paziente.
Se un'accurata
valutazione conferma l'importanzadel cambiamento
visivo e non rivela altre cause, si
dovrebbe sospendere il trattamento
con MIAMBUTOL e riesaminare il
paziente frequentemente.
Un calo progressivo dell'acutezza
visiva
durante la terapia deve essere considerato
consequenziale al trattamento con MIAMBUTOL.
Se,
anteriormente al trattamento,
vengono usati occhiali correttivi,
il paziente li dovrà portare durante
l'esame
dell'acutezza visiva.
È possibile
che, nel corso di terapia protratta
per 1 o 2 anni, sisviluppino disturbi di rifrazione
che devono essere corretti per non
falsare i risultati dell'esame.
Ildisturbo
di rifrazione si elimina
effettuando l'esame
dell'acutezza visiva attraverso un
forellino.
Pazienti che fanno registrare durante terapia con MIAMBUTOL disturbi visivi, possono
accusare sintomi visivi soggettivi
prima o contemporaneamente al calo dell'acutezza visiva;
a tutti i pazienti sotto terapia con MIAMBUTOL dovrebbe essere richiesto
periodicamente
se presentano visione confusa o altri sintomi
oculari soggettivi.
Il ripristino
dell'acutezza visiva
si ha generalmente in un periodo
variabile da una settimana a qualche
mese dopo la sospensione del farmaco
.
Alcunipazienti sono stati nuovamente
trattati con etambutolo
bicloridrato dopo la guarigione senza che si verificasse nuovamente
una perdita dell'acutezza
visiva. Sebbene col MIAMBUTOL non siano finora
stati segnalati effetti collaterali
particolari, tuttavia la letteratura mondiale
riporta: ipersensibilità, reazioni
di tipo anafilattico/ anafilattoide
(inclusi shocked esiti
fatali),
sindrome
da ipersensibilità caratterizzata
da reazioni cutanee ( come
rash e dermatite esfoliativa),
eosinofilia ed uno o più dei seguenti: epatite, polmonite, nefrite,
miocardite,
epericardite. Possono essere
presenti febbre e linfoadenopatia.
Infiltrati polmonari con o senza eosinofilia,
trombocitopenia, leucopenia,
neutropenia, dermatiti, rash, sindrome
di Steven-Johnson, necrolisi epidermica
tossica, pruriti e dolori articolari; anoressia, nausea, vomito,
disturbi gastro-intestinali, epatotossicità inclusi esiti fatali, aumento dell’aspartato
aminotranferasi, aumento
dell’alanina aminotransferasi, dolori
addominali; febbre, cefalea,
capogiri, ipoestesia, parestesia, confusione mentale,
disorientamento e possibili
allucinazioni. Ancor più raramente
sono stati riportati anche casi di
intorpidimento e formicolio
alle estremità.
Inoltre sono stati
riferiti casi di iperuricemia
e di attacchi acuti di gotta. Tuttavia, poichè l'etambutolo
bicloridrato è impiegato
di norma
in associazione ad altri farmaci
antitubercolari, l'insorgenza
di questi
effetti collaterali può essere
attribuita alla terapia associata.
In casi di sovradosaggio possono verificarsi:
anoressia, nausea, vomito, disturbi gastrointestinali, dolori addominali, febbre, cefalea, vertigini, confusione mentale, disorientamento e possibili allucinazioni.
Antidoto specifico:
nessuno.
Interrompere la terapia ed eliminare il farmaco mediante emesi, o lavaggio gastrico se può essere effettuato entro 1.2 ore dal sovradosaggio.
E’ raccomandato un trattamento sintomatico e di supporto.
L'etambutolo bicloridrato (MIAMBUTOL) è un chemioterapico specificamente attivo contro i microrganismi del genere mycobacterium ed in particolare contro il Mycobacterium tuberculosis.
L'etambutolo bicloridrato diffonde nei microrganismi del genere mycobacterium attivamente proliferanti, quali i bacilli tubercolari, e sembra inibire in essi la sintesi di uno o più metaboliti, provocando così la compromissione del metabolismo cellulare, l'arresto della moltiplicazione e la morte della cellula.
Non è stata dimostrata alcuna resistenza crociata con gli altri antimicobatterici oggi disponibili.
L'etambutolo bicloridrato è anche efficace contro ceppi di Mycobacterium tuberculosis resistenti ad altri agenti antimicobatterici già impiegati per il trattamento iniziale, mentre non sembra attivo contro i funghi, i virus o altri batteri.
L'assorbimento dal tratto gastro-intestinale è rapido.
In seguito ad una singola dose di etambutolo bicloridrato da 25 mg/Kg di peso corporeo, picchi sierici da 2 a 5 microgrammi/mL vengono raggiunti alla 2a – 4a ora dalla somministrazione.
Quando il farmaco viene somministrato per periodi maggiori alla stessa dose, i livelli sierici sono simili.
Il livello sierico di etambutolo bicloridrato diminuisce a livello non rilevabile 24 h dopo l’ultima dose, eccetto in alcuni pazienti con funzioni renali anomale.
Le concentrazioni intracellulari negli eritrociti raggiungono un picco pari a circa due volte quelle nel plasma e mantengono questo rapporto nell’arco delle 24 h.
L'emivita plasmatica è di circa 8 ore.
L'eliminazione avviene prevalentemente per via urinaria:
50% come farmaco immodificato ed 8.15% come metaboliti; circa il 20% viene escreto per via fecale come farmaco immodificato.
Le reazioni metaboliche consistono nell'ossidazione ad acido 2.2'- etilendiiminodibutirrico ed in un'aldeide.
Nessun accumulo di farmaco è stato osservato con dosi consecutive giornaliere di 25 mg/Kg in pazienti con normali funzioni renali, nonostante un marcato accumulo sia stato riscontrato in pazienti con insufficienza renale.
Poichè l'etambutolo bicloridrato viene eliminato principalmente per via renale, nei nefropatici è necessario ridurre opportunamente le dosi in base ai livelli ematici del farmaco.
La DL50 per os è pari a 6800-8900 mg/kg rispettivamente nel ratto e nel topo.
Negli animali di laboratorio l'etambutolo bicloridrato ha mostrato effetti embrio-fetotossici e teratogeni solo a dosi molto elevate, non impiegate in terapia.
Pertanto, sulla base di questi dati sperimentali, l'etambutolo bicloridrato alle dosi comunemente usate in campo umano, va considerato assolutamente privo di effetti dannosi sul feto.
Saccarosio, Gelatina, Sorbitolo, Magnesio stearato, Acido stearico, Gomma lacca, Titanio diossido,Talco
Nessuna
4 anni.
Nessuna.
Flacone 20 compresse 400 mg Flacone 25 compresse 500 mg
Vedere quanto riportato nella sez.
4.2
Teofarma S.r.l.
– Via F.lli Cervi, 8 – 27010 Valle Salimbene (PV)
MIAMBUTOL 400 mg compresse rivestite con film AIC N.
020839039 MIAMBUTOL 500 mg compresse rivestite con film AIC N.
020839054
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Maggio 2000
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Gennaio 2004
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