Bisoprololo fumarato (2: 1) 2,5 mg 5 mg 10 mg Idroclorotiazide 6,25 mg 6,25 mg 6,25 mg Per gli eccipienti si veda la sezione 6.1
Lodoz 2,5 mg /6,25 mg : compresse rivestite con film, gialle, rotonde, biconvesse, con inciso un cuore sulla faccia superiore e la scritta 2,5 su quella inferiore. Lodoz 5 mg /6,25 mg : compresse rivestite, rosa, rotonde, biconvesse, con inciso un cuore sulla faccia superiore e la scritta 5 su quella inferiore. Lodoz 10 mg /6,25 mg: compresse rivestite, bianche, rotonde, biconvesse, con inciso un cuore sulla faccia superiore e la scritta 10 su quella inferiore
− Ipertensione arteriosa essenziale lieve o moderata.
Per la terapia individuale Lodoz è disponibile nei dosaggi:
Lodoz 2,5 mg /6,25 mg, compresse rivestite con film Lodoz 5 mg /6,25 mg, compresse rivestite con film Lodoz 10 mg /6,25 mg, compresse rivestite con film La dose iniziale efficace è pari a una compressa da 2,5 mg di bisoprololo e 6,25 mg di idroclorotiazide una volta al giorno.
Se l’effetto antipertensivo di questo dosaggio non è sufficiente, la dose può essere aumentata a una compressa da 5 mg di bisoprololo e 6,25 mg di idroclorotiazide una volta al giorno e, se la risposta è ancora insufficiente, a una compressa da 10 mg di bisoprololo e 6,25 mg di idroclorotiazide una volta al giorno.
Lodoz deve essere assunto la mattina e può essere preso con il cibo.
Le compresse rivestite devono essere deglutite con del liquido e non devono essere masticate.
In pazienti affetti da insufficienza epatica da lieve a moderata o insufficienza renale da lieve a moderata (clearance della creatinina
> 30 mL/min) non sono necessarie correzioni della dose.
Non vi è esperienza d’impiego di Lodoz in pediatria, pertanto il suo uso non può essere raccomandato nei bambini.
Bisoprololo Il bisoprololo è controindicato nel caso sia presente una delle condizioni seguenti: − Asma grave o patologia respiratoria ostruttiva cronica grave; − Insufficienza cardiaca non controllata mediante terapia; − Shock cardiogeno; − Malattia del nodo del seno (incluso il blocco SA); − Blocco AV di secondo o terzo grado (senza pacemaker impiantato); − Bradicardia significativa (frequenza cardiaca 50 bpm); − Angina di Prinzmetal (nelle forme di angina vasospastica pura, quando usata in monoterapia); − Feocromocitoma (escluso dopo aver instaurato una terapia con alfa-bloccanti); − Gravi forme del fenomeno di Raynaud e malattie arteriose periferiche gravi; − Ipotensione; − Ipersensibilità al bisoprololo; − Uso concomitante di floctafenina (si veda 4.5); − Uso concomitante di sultopride (si veda 4.5). Idroclorotiazide L’idroclorotiazide è controindicata nel caso sia presente una delle condizioni seguenti: − Ipersensibilità alle sulfonamidi; − Insufficienza renale grave (clearance della creatinina ≤30 mL/min). − Insufficienza epatica grave L’idroclorotiazide non deve essere associata né al litio, né a farmaci non antiaritmici che possono produrre tachicardie ventricolari a torsione di punta (si veda 4.5); Il farmaco non deve essere assunto dalle donne che allattano.
Avvertenze Bisoprololo La somministrazione di bisoprololo non deve essere mai interrotta improvvisamente in pazienti affetti da coronaropatie (angina pectoris), perché ciò potrebbe causare aritmie cardiache gravi, infarto miocardico o morte improvvisa.
Idroclorotiazide In pazienti affetti da epatopatie, i diuretici tiazidici e i farmaci analoghi possono scatenare una encefalopatia epatica.
In questo caso è necessario interrompere immediatamente la terapia diuretica.
Precauzioni d’impiego Bisoprololo Cessazione della terapia La terapia non deve essere terminata o interrotta improvvisamente, soprattutto in pazienti affetti da cardiopatia ischemica, ma si deve ridurre il dosaggio gradualmente nell’arco di circa una, due settimane e, se necessario, istituire una appropriata terapia sostitutiva per prevenire le esacerbazioni dei sintomi dell’angina.
Asma e patologia respiratoria ostruttiva cronica I beta-bloccanti possono essere usati solo nelle forme lievi di asma o COAD (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e in questo caso devono essere usati esclusivamente quelli selettivi per i recettori 1 e con bassi dosaggi iniziali.
Prima di iniziare la terapia si raccomanda l’esecuzione di una prova di funzionalità respiratoria.
Gli eventuali attacchi di asma/broncospasmo che si manifestano durante la terapia possono essere controllati con l’uso di 2.agonisti.
Insufficienza cardiaca I pazienti affetti da insufficienza cardiaca compensata che necessitano di una terapia con beta-bloccanti possono assumere bisoprololo cominciando con una dose iniziale molto bassa, che potrà essere incrementata gradualmente sotto attento controllo medico.
Bradicardia Se la frequenza cardiaca a riposo scende al di sotto di 50−55 bpm e il paziente manifesta sintomi correlati alla bradicardia è necessario ridurre il dosaggio.
Blocco AV di primo grado A causa della loro attività dromotropa negativa, i beta-bloccanti devono essere usati con particolare attenzione in pazienti affetti da blocco AV di primo grado.
Angina di Prinzmetal I beta-bloccanti possono aumentare la frequenza e la durata degli episodi di vasospasmo in pazienti affetti da angina di Prinzmetal.
In caso di uso concomitante di un vasodilatatore, nelle forme lievi o miste di angina di Prinzmetal può essere usato un beta- bloccante cardioselettivo.
Arteriopatia periferica I beta-bloccanti possono aggravare i sintomi della PAD (malattia o sindrome di Raynaud, arterite obliterante cronica o arteriopatia agli arti inferiori).
A tali pazienti deve essere prescritto preferibilmente un beta-bloccante cardioselettivo con attività agonista parziale, che dovrà essere somministrato con particolare attenzione.
Feocromocitoma In pazienti con feocromocitoma Lodoz non deve essere somministrato fino a quando non è stato ottenuto un blocco degli alfa –recettori.
La pressione arteriosa deve essere attentamente monitorata.
Anziani Negli anziani è assolutamente obbligatorio rispettare tutte le controindicazioni.
I pazienti anziani devono incominciare il trattamento con una dose bassa e devono essere attentamente controllati.
Diabetici I pazienti affetti da diabete devono essere informati del rischio di insorgenza di episodi di ipoglicemia e della accresciuta necessità di un attento controllo domiciliare della glicemia nella fase iniziale della terapia.
I segni di allarme di uno stato ipoglicemico (soprattutto la tachicardia, le palpitazioni e l’iperidrosi) possono risultare mascherati.
Psoriasi Dal momento che la somministrazione di beta-bloccanti è stata talvolta associata a un peggioramento della psoriasi, i pazienti affetti da tale patologia devono essere trattati con bisoprololo solo in casi di chiara necessità.
Reazioni allergiche In pazienti con rischio di reazioni anafilattiche gravi a qualsiasi allergene i beta-bloccanti possono aggravare una eventuale reazione anafilattica e ridurre la responsività alle dosi di epinefrina usate comunemente per il trattamento delle reazioni allergiche, soprattutto durante l’uso di mezzi di contrasto contenenti iodio (si veda 4.5) e nel corso di una immunoterapia specifica (desensibilizzazione).
Anestesia generale I beta-bloccanti tendono ad attenuare la tachicardia riflessa, aumentando il rischio di ipotensione.
Il proseguimento della terapia con beta-bloccanti riduce il rischio di aritmia, ischemia miocardica ed episodi ipertensivi.
L’anestesista deve essere informato del fatto che il paziente è in terapia con beta-bloccanti.
Qualora sia necessario interrompere la terapia, si ritiene che una sospensione della somministrazione di beta-bloccanti di 48 ore sia adeguata per ripristinare la responsività alle catecolamine.
Tuttavia, la terapia con beta-bloccanti non può essere interrotta nei seguenti casi:
− Nei pazienti affetti da coronaropatie è opportuno continuare la terapia fino all’intervento chirurgico a causa del rischio associato a un’improvvisa cessazione della terapia con beta- bloccanti.
− In caso di emergenza o quando non può essere interrotta la somministrazione del beta- bloccante, il paziente deve essere protetto nei confronti di una iperattività vagale mediante un’adeguata premedicazione con atropina, che dovrà essere ripetuta a seconda della necessità.
È necessario scegliere anestetici che minimizzino la depressione della funzionalità cardiaca, nonché compensare le perdite di sangue.
Il rischio di anafilassi deve essere sempre tenuto in considerazione.
Tireotossicosi I beta-bloccanti tendono a mascherare i segni cardiovascolari di un ipertiroidismo.
Atleti agonisti Gli atleti agonisti devono essere informati del fatto che questo prodotto medicinale contiene un farmaco in grado di dare un risultato positivo nei test antidoping.
Idroclorotiazide − Equilibrio idroelettrolitico Sodio plasmatico Il sodio plasmatico deve essere determinato prima della terapia e a intervalli periodici durante la stessa.
Qualsiasi terapia diuretica può dare origine a una iponatriemia che in alcuni casi può avere conseguenze gravi.
Dal momento che l’iponatriemia può essere inizialmente asintomatica, è necessaria l’esecuzione di controlli periodici che dovranno essere più frequenti nelle popolazioni a rischio elevato, ad esempio negli anziani e nei pazienti affetti da cirrosi epatica (si veda 4.8 e 4.9).
Potassio plasmatico L’ipocaliemia conseguente alla perdita di potassio rappresenta il rischio più elevato associato ai diuretici tiazidici e ai farmaci analoghi.
È necessario saper prevedere il rischio di ipocaliemia ( 3,5 mmol/L) in determinate popolazioni a rischio elevato, ad esempio nei pazienti anziani e/o malnutriti e/o in terapia con diversi farmaci, nei pazienti che soffrono di cirrosi epatica con edema e ascite e nei pazienti affetti da cardiopatia coronarica o insufficienza cardiaca, in cui l’ipocaliemia aumenta la cardiotossicità dei glicosidi digitalici e quindi il rischio di aritmia cardiaca.
Sono inoltre a rischio anche i pazienti che presentano una sindrome del QT lungo di natura congenita o iatrogena.
L’ipocaliemia – analogamente alla bradicardia – facilita lo sviluppo di aritmie gravi, in particolare a torsione di punta, che possono dimostrarsi fatali.
In tutte le popolazioni sopra menzionate sono indicati controlli del potassio plasmatico più frequenti, da praticare a partire dalla prima settimana di terapia.
Calcio plasmatico I diuretici tiazidici e i farmaci analoghi possono ridurre l’escrezione urinaria di calcio e causare quindi una ipercalcemia lieve e transitoria.
Una ipercalcemia significativa potrebbe essere correlata a un iperparatiroidismo non diagnosticato.
Prima di effettuare test di funzionalità paratiroidea è necessario interrompere la terapia.
Glicemia Nei diabetici è necessario controllare la glicemia, soprattutto in presenza di ipocaliemia.
Acido urico In pazienti affetti da iperuricemia può aumentare il rischio di attacchi di gotta.
Il dosaggio deve essere corretto in funzione della concentrazione plasmatica di acido urico.
Funzione renale e diuretici È possibile sfruttare completamente i benefici dei diuretici tiazidici solo se la funzione renale è normale o quasi (negli adulti:
creatinina sierica 25 mg/L o 220 mol/L).
Negli anziani la creatinina sierica deve essere corretta in relazione all’età, al peso e al sesso, ad esempio mediante la formula di Cockroft:
* ClCr = (140 – età) peso/0,814 creatinina sierica Dove:
l’età viene indicata in anni, il peso in kg e la creatinina sierica in mol/L.
La formula sopra riportata serve a calcolare la ClCr per gli anziani di sesso maschile e deve essere corretta per gli anziani di sesso femminile moltiplicando per 0,85.
L’ipovolemia secondaria alla perdita di acqua e sodio indotta dai diuretici all’inizio della terapia riduce la filtrazione glomerulare e può quindi determinare un aumento del BUN ( azoto ureico) e della creatinina sierica.
Questa transitoria compromissione della funzionalità renale non è significativa in pazienti con funzione renale normale, ma può peggiorare una preesistente insufficienza renale.
− Associazione con altri farmaci antipertensivi Qualora questo medicinale venga associato a un altro antipertensivo, si raccomanda di ridurre il dosaggio, almeno nella fase iniziale della terapia.
− Atleti agonisti Gli atleti agonisti devono essere informati del fatto che questo prodotto medicinale contiene un farmaco in grado di dare un risultato positivo nelle prove antidoping.
Bisoprololo Associazioni controindicate Floctafenina In caso di shock o ipotensione indotta da floctafenina, i beta-bloccanti possono ridurre le reazioni cardiovascolari compensatorie.
Sultopride Maggior rischio di aritmie ventricolari, in particolare a torsione di punta.
Associazioni sconsigliate Amiodarone Disturbi della contrattilità, del ritmo e della conduzione degli impulsi (soppressione dei meccanismi simpatici compensatori).
Associazioni che richiedono particolari precauzioni d’impiego Anestetici inalatori alogenati I beta-bloccanti riducono le reazioni cardiovascolari compensatorie.
(Durante l’intervento chirurgico, il blocco dei recettori beta può essere risolto con l’uso di beta- agonisti).
Come regola generale, la terapia con beta-bloccanti non deve essere interrotta e non deve essere mai terminata improvvisamente.
L’anestesista deve essere informato del fatto che il paziente è in terapia con beta-bloccanti.
Farmaci calcioantagonisti (bepridil, diltiazem, verapamile) Disturbi del ritmo (bradicardia grave, arresto sinusale), della conduzione SA e AV, nonché insufficienza cardiaca (effetti sinergici).
Tale associazione può essere usata solo sotto stretto controllo clinico ed elettrocardiografico, in particolare in pazienti anziani e nella fase iniziale della terapia.
Antiaritmici (propafenone e agenti di classe IA:
chinidina, idrochinidina e disopiramide) Disturbi della contrattilità, del ritmo e della conduzione degli impulsi (riduzione dei meccanismi simpatici compensatori).
È necessario un controllo clinico ed elettrocardiografico.
Insulina, antidiabetici orali sulfonilureici Tutti i beta-bloccanti possono mascherare i segni che indicano un’ipoglicemia, in particolare le palpitazioni e la tachicardia.
I pazienti affetti da diabete devono essere informati del rischio di episodi di ipoglicemia e della accresciuta necessità di un attento controllo domiciliare della glicemia, soprattutto nella fase iniziale della terapia.
Lidocaina (sono state osservate interazioni tra la lidocaina e il propranololo, il metoprololo e il nadololo) Aumentati livelli plasmatici di lidocaina che possono incrementare la probabilità di effetti collaterali neurologici e cardiaci (ridotta metabolizzazione epatica della lidocaina).
Aggiustare il dosaggio della lidocaina.
Occorre un controllo clinico, elettrocardiografico e, se necessario, una determinazione dei livelli plasmatici di lidocaina durante e dopo la terapia con beta-bloccanti.
Mezzi di contrasto contenenti iodio In caso di shock o ipotensione indotta da mezzi di contrasto contenenti iodio i beta- bloccanti possono ridurre le reazioni cardiovascolari compensatorie.
Se possibile, la terapia con beta-bloccanti deve essere interrotta prima di qualsiasi esame radiologico.
Nel caso in cui non possa essere interrotta la terapia, è necessario poter disporre immediatamente di apparecchiature per la rianimazione cardiopolmonare e di personale specializzato.
Inibitori della colinesterasi Rischio di bradicardia grave (effetti bradicardici additivi).
Praticare controlli clinici a intervalli di tempo regolari.
Associazioni che devono essere prese in considerazione FANS Ridotto effetto antipertensivo (i FANS inibiscono la sintesi delle prostaglandine a effetto vasodilatatorio, e i derivati del pirazolone determinano inoltre una ritenzione di sodio e acqua).
Calcioantagonisti diidropiridina-simili (amlodipina, felodipina, lacidipina, nifedipina, nicardipina, nimodipina e nitrendipina) Ipotensione e insufficienza cardiaca in pazienti con insufficienza cardiaca latente o conclamata (in vitro, le diidropiridine hanno una attività inotropa negativa più o meno marcata, in grado di sommarsi all’attività inotropa negativa dei beta-bloccanti).
La terapia con beta-bloccanti può anche minimizzare la risposta simpatica riflessa in caso di eccessiva risposta emodinamica.
Meflochina Rischio di bradicardia (effetti bradicardici additivi).
Idroclorotiazide Associazioni sconsigliate Litio Aumentati livelli plasmatici di litio con segni di sovradosaggio, analogamente a quanto avviene con una dieta a basso contenuto di sodio (ridotta escrezione urinaria di litio).
Se non è possibile evitare questa associazione, è necessario effettuare un attento controllo della concentrazione plasmatica di litio e, se necessario, aggiustare il dosaggio.
Farmaci non antiaritmici che possono produrre torsioni di punta (Astemizolo, bepridil, eritromicina e.v., alofantrina, pentamidina, sparfloxacina, terfenadina, vincamina) (per la sultopride vedi “Bisoprololo, associazioni controindicate):
torsioni di punta (facilitate da ipocaliemia, bradicardia e preesistenza di una sindrome del QT lungo).
Usare farmaci che non producono torsioni di punta in caso di ipocaliemia.
Associazioni che richiedono particolari precauzioni d’impiego FANS (sistemici), salicilati a dosaggi elevati Insufficienza renale acuta in pazienti disidratati (i FANS riducono la VFG inibendo la sintesi delle prostaglandine ad effetto vasodilatatore).
Reidratare il paziente.
Controllare la funzione renale all’inizio della terapia.
Farmaci dissipatori di potassio Amfotericina B (e.v.), glucocorticoidi e mineralcorticoidi (sistemici), tetracosactide (cosintropina), lassativi stimolanti:
aumento del rischio di ipocaliemia (effetto additivo).
Controllare e, se necessario, correggere la concentrazione plasmatica di potassio.
Ciò è particolarmente importante in caso di concomitante uso di glicosidi digitalici.
Usare lassativi non stimolanti.
Glicosidi digitalici Ipocaliemia in grado di potenziare gli effetti tossici dei glicosidi cardiaci.
Controllare la concentrazione plasmatica di potassio e, se necessario, effettuare un monitoraggio elettrocardiografico.
Diuretici risparmiatori di potassio (amiloride, potassio canrenoato, spironolattone, triamterene):
sebbene in alcuni pazienti questa associazione sia razionale ed utile, essa non elimina il rischi di ipocaliemia o, soprattutto in pazienti con insufficienza renale e/o diabete, l’ipercaliemia.
Controllare il potassio plasmatico; se appropriato, effettuare un monitoraggio ECG e, se necessario, valutare di nuovo la terapia.
ACE-inibitori (inibitori dell’enzima convertitore dell’angiotensina) Rischio di un marcato calo pressorio e/o di insufficienza renale acuta all’inizio della terapia con ACE-inibitori in pazienti con deplezione sodica preesistente (soprattutto in pazienti con stenosi dell'arteria renale).
In caso di ipertensione, se la precedente terapia diuretica ha prodotto una deplezione sodica si deve interrompere la somministrazione del diuretico 3 giorni prima di iniziare la terapia con ACE-inibitori, reintroducendo successivamente un diuretico non risparmiatore di potassio in caso di necessità, oppure si deve iniziare la terapia con una dose ridotta di ACE inibitore, che viene poi aumentata gradualmente.
In caso di insufficienza cardiaca congestizia è necessario iniziare la terapia con una dose di ACE-inibitore molto bassa, eventualmente dopo aver ridotto la dose del diuretico non risparmiatore di potassio somministrato in concomitanza.
In tutti i casi è necessario controllare la funzionalità renale mediante determinazione della creatinina sierica durante le prime settimane della terapia con ACE-inibitori Farmaci antiaritmici che possono produrre torsioni di punta Agenti di classe IA secondo (chinidina, idrochinidina e disopiramide), amiodarone, bretilio e sotalolo:
torsioni di punta (facilitate da ipocaliemia, bradicardia e preesistenza di una sindrome del QT lungo).
Prevenire e, se necessario, correggere l’ipocaliemia.
Monitorare l’intervallo QT.
Non somministrare antiaritmici in caso di torsioni di punta (pacemaker elettrico).
Metformina Acidosi lattica indotta dalla metformina e scatenata da un’alterata funzione renale dovuta ai diuretici (soprattutto i diuretici dell’ansa).
Non usare metformina qualora la concentrazione sierica della creatinina superi i 15 mg/L (135 µmol/L) nell’uomo o i 12 mg/L (110 µmol/L) nella donna.
Mezzi di contrasto contenenti iodio Maggior rischio di insufficienza renale acuta in caso di disidratazione da diuretici, soprattutto quando si usano elevate dosi di mezzi di contrasto contenenti iodio.
Reidratare il paziente prima di somministrare mezzi di contrasto contenenti iodio.
Associazioni che devono essere prese in considerazione Calcio (sali) Rischio di ipercalcemia dovuta a una riduzione della escrezione urinaria di calcio.
Ciclosporina Rischio di un aumento della creatinina sierica senza alterazioni dei livelli di ciclosporina circolante anche in assenza di deplezione di acqua e sodio.
Interazioni correlate alla combinazione bisoprololo-idroclorotiazide Associazioni che richiedono particolari precauzioni d’impiego Baclofene Effetto antipertensivo aumentato.
Controllare la pressione arteriosa e, se necessario, correggere la dose del farmaco antipertensivo.
Associazioni che devono essere prese in considerazione Antidepressivi triciclici imipramino-simili, antipsicotici Effetto antipertensivo più accentuato e maggior rischio di ipotensione ortostatica (effetto additivo).
Corticosteroidi, tetracosactide (sistemici) Effetto antipertensivo ridotto (ritenzione idrica e sodica indotta dai corticosteroidi).
Gravidanza Dal momento che questo prodotto contiene un diuretico tiazidico, il suo uso durante la gravidanza è controindicato.
Bisoprololo Gli studi condotti sugli animali non hanno evidenziato l’insorgenza di effetti teratogeni.
Ad oggi i risultati di studi prospettici ben controllati condotti con betabloccanti non hanno mostrato nessun difetto nei neonati.
In neonati nati da madri trattate con beta-bloccanti, l’attività beta-bloccante permane per diversi giorni dopo il parto e può comportare bradicardia, disterss respiratorio ed ipoglicemia.
In molti casi, ciò non comporta conseguenze cliniche.
Può tuttavia manifestarsi un’insufficienza cardiaca che necessita di trattamento in terapia intensiva, evitando l’uso di plasma expander dato il rischio di edema polmonare acuto Idroclorotiazide I diuretici possono aumentare il rischio di ischemia fetoplacentare con il conseguente rischio di ipotrofia fetale.
Sono stati riportati rari casi di trombocitopenia neonatale grave.
Allattamento Non è noto se bisoprololo venga escreto nel latte materno.
I diuretici tiazidici vengono escreti nel latte materno.
Pertanto questo prodotto non deve essere assunto da donne che allattano.
Bisoprololo Non è stato ancora valutato il rischio di ipoglicemia e bradicardia in bambini in allattamento.
Idroclorotiazide I diuretici tiazidici possono provocare :
-Diminuzione od anche soppressione della secrezione del latte, -Eventi avversi biologici (ipocalemia) -Emolisi (deficienza di G6PD ) ed ipersensibilità a causa della struttura sulfonamidica.
La capacità di guidare e di usare macchinari può essere inficiata dal rischio di ipotensione e vertigini dovuto al trattamento con Lodoz.
Comuni (>1% e <10%) App circolatorio:
Sensazione di freddo o di intorpidimento alle estremità SNC:
Stanchezza*, affaticamento*, vertigini*, cefalea* GI:
Nausea, vomito, diarrea, stipsi Metabolismo:
Aumento dei trigliceridi e del colesterolo, iperglicemia e glicosuria, iperuricemia, disordini dell’omeostasi dei fluidi e degli elettroliti (in particolare ipopotassemia e iponatremia, inoltre ipomagnesemia e ipocloremia ed anche ipercalcemia), alcalosi metabolica * Questi sintomi compaiono usualmente all’inizio della terapia.
Sono generalmente di scarsa entità e scompaiono entro 1.2 settimane.
Non comuni Generali:
Debolezza muscolare e crampi (>0.1% e <1%) App circolatorio:
Bradicardia, disturbi della conduzione AV, peggioramento dell’insufficienza cardiaca, ipotensione ortostatica SNC:
Disturbi del sonno, depressione Vie respiratorie:
Broncospasmo in pazienti con asma bronchiale o anamnesi di patologia ostruttiva delle vie respiratorie.
Renali:
Aumento reversibile dei valori serici di creatinina ed urea GI:
Perdita di appetito, disturbi addominali, aumento delle amilasi Rari SNC:
Incubi , allucinazioni (>0.01% e <0.1%) Cute:
Reazioni di ipersensibilità (prurito, rossore, rash, esantema fotoallergico, porpora, orticaria) Fegato:
Aumento degli enzimi epatici (ALT, AST), epatite, ittero Urogenitali:
Disturbi della potenza sessuale Otorinolaringoiatria:
Disturbi dell’udito, rinite allergica Occhi:
Ridotta lacrimazione (da considerare in pazienti che usano lenti a contatto), disturbi della visione Sistema ematopoietico:
Leucopenia, trombocitopenia Molto rari Occhi:
Congiuntiviti (< 0.01%) App.
circolatorio:
Dolore toracico Cute:
I ß-bloccanti possono provocare o peggiorare la psoriasi o indurre un rash simile alla psoriasi, alopecia, lupus eritematoso cutaneo Sistema ematopoietico:
Agranulocitosi GI:
Pancreatite
In caso di bradicardia o ipotensione grave, somministrare quanto qui di seguito indicato per via endovenosa: atropina 1–2 mg in bolo; glucagone 10 mg in bolo lento, seguito, se necessario, da un’infusione alla velocità di 1–10 mg/h; successivamente, se necessario: isoproterenolo (isoprenalina) 15−85 g mediante iniezione lenta, ripetuta a seconda della necessità senza superare una dose totale di 300 g, oppure dobutamina 2,5−10 g/kg/min. In caso di scompenso cardiaco in neonati di madri trattate con beta-bloccanti: glucagone 0,3 mg/kg; terapia intensiva; isoproterenolo (isoprenalina) e dobutamina: l’elevato dosaggio e il trattamento prolungato normalmente necessari richiedono un attento monitoraggio in una apposita struttura specializzata.
Gruppo farmacoterapeutico:
associazione beta-bloccante (1.selettivo) e diuretico tiazidico.
Codice ATC:
C07BB07 Gli studi clinici hanno dimostrato che gli effetti antipertensivi di questi due farmaci sono additivi e che la dose più bassa (2,5 mg / 6,25 mg) è efficace nel trattamento dell’ipertensione essenziale lieve o moderata.
Gli effetti farmacodinamici, inclusa l’ipocaliemia (idroclorotiazide), e la bradicardia, l’astenia e la cefalea (bisoprololo) sono correlati alla dose somministrata.
L’associazione di entrambi i farmaci a un quarto della dose usata nella monoterapia (2,5 mg/6,25 mg) ha lo scopo di ridurre questi effetti.
Il bisoprololo è un potente inibitore dei recettori 1 altamente selettivo, senza attività simpaticomimetica intrinseca e senza una significativa attività di stabilizzazione delle membrane.
Così come per altri 1.bloccanti, l’esatto meccanismo d’azione del bisoprololo responsabile degli effetti antipertensivi non è stato ancora completamente individuato.
Tuttavia, è stato dimostrato che il farmaco produce una marcata diminuzione dell’attività della renina plasmatica e una riduzione della frequenza cardiaca.
L’idroclorotiazide è un diuretico tiazidico con attività antipertensiva.
Il suo effetto diuretico è dovuto all’inibizione del trasporto attivo di Na+ dai tubuli renali al sangue (riduzione del riassorbimento di Na+).
Bisoprololo − Assorbimento:
la Tmax varia da 1 a 4 ore.
− La biodisponibilità è elevata (88%), l’estrazione dovuta al metabolismo epatico di primo passaggio è molto bassa e l’assorbimento non viene influenzato dalla presenza di alimenti.
La cinetica è lineare per dosi di 5−40 mg.
− Distribuzione:
il legame con le proteine plasmatiche è pari al 30% e il volume di distribuzione è elevato (circa 3 L/kg).
− Biotrasformazione:
il 40% della dose di bisoprololo viene metabolizzato nel fegato.
I metaboliti del bisoprololo sono inattivi.
− Eliminazione:
l’emivita di eliminazione plasmatica è di 11 ore.
La clearance renale e quella epatica sono quasi identiche e metà della dose viene rilevata nelle urine in forma immodificata così come i metaboliti.
La clearance totale è circa 15L/h Idroclorotiazide − Assorbimento:
la biodisponibilità dell’idroclorotiazide mostra una variabilità interindividuale e oscilla dal 60% all’80%.
La Tmax varia da 1,5 a 5 ore (media ≈4 h).
− Distribuzione:
il legame con le proteine plasmatiche è del 40%.
− Eliminazione:
l’idroclorotiazide non viene metabolizzata ed è escreta pressoché completamente sotto forma di farmaco immodificato tramite filtrazione glomerulare e secrezione tubulare attiva.
Il T ½ finale dell’idroclorotiazide è approssimativamente di 8 ore.
− In pazienti con insufficienza renale e/o cardiaca la clearance renale dell’idroclorotiazide è ridotta e l’emivita di eliminazione è prolungata.
Lo stesso è valido per gli anziani, i quali mostrano un simile aumento della Cmax.
− L’idroclorotiazide attraversa la barriera placentare e viene eliminata nel latte materno.
Sulla base dei test preclinici standard di tossicità (studi di tossicità a lungo termine, mutagenicità, genotossicità, e carcinogenicità), il bisoprololo o l’idroclorotiazide non sono risultati rischiosi per l’uomo.
Negli studi su animali, come per altri beta-bloccanti, bisoprololo ad alte dosi ha causato tossicità nelle madri (diminuzione dell’ alimentazione e aumento di peso) e nell’embrione/feto (aumento riassorbimento tardivo, riduzione del peso alla nascita della nidiata, ritardo nello sviluppo fisico fino al termine dell’allattamento).
Tuttavia bisoprololo e idroclorotiazide non sono teratogeni.
Non vi è aumento della tossicità in seguito alla somministrazione contemporanea dei due componenti.
Lodoz 2,5 mg /6,25 mg: Nucleo della compressa: magnesio stearato, crospovidone, amido di mais, amido di mais pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, idrogenofosfato di calcio anidro. Rivestimento: OPADRY giallo YS-1.6339G∗ ∗ Composizione: polisorbato 80, ossido di ferro giallo(E172), Macrogol 400, biossido di titanio (E171), ipromellosa. Lodoz 5 mg /6,25 mg Nucleo della compressa: silice colloidale anidra, magnesio stearato, cellulosa microcristallina, amido di mais, idrogenofosfato di calcio anidro. Rivestimento: OPADRY rosa YS-1.1252∗ ∗ Composizione: polisorbato 80, ossido di ferro giallo(E172), ossido di ferro rosso (E172), Macrogol 400, biossido di titanio (E171), ipromellosa. Lodoz 10 mg /6,25 mg Nucleo della compressa: silice colloidale anidra, magnesio stearato, cellulosa microcristallina, amido di mais, idrogenofosfato di calcio anidro. Rivestimento: OPADRY bianco YS-1.7003∗ ∗ Composizione: polisorbato 80, Macrogol 400, biossido di titanio (E171), ipromellosa.
Non applicabile
3 anni.
Non conservare a temperature superiori ai 25 °C
Blister in polipropilene/ alluminio Confezioni da 30 compresse
Nessuna istruzione particolare
Merck S.p.A. Via Stephenson 94 20157 Milano
Lodoz 2,5 mg /6,25 mg 30 compresse rivestite AIC n.
035583018/M Lodoz 5 mg /6,25 mg 30 compresse rivestite AIC n.
035583069/M Lodoz 10 mg /6,25 mg 30 compresse rivestite AIC n.
035583119/m
04.08.2003
Agosto 2003
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