Levemir 100 U/ml, soluzione iniettabile in cartuccia.
1 ml contiene 100 U di insulina detemir (prodotta da Saccharomyces cerevisiae con la tecnologia del DNA ricombinante).
1 cartuccia contiene 3 ml equivalenti a 300 U.
Una unità di insulina detemir contiene 0,142 mg di insulina detemir anidra senza aggiunta di sale.
Una unità (U) di insulina detemir equivale ad una UI di insulina umana.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Soluzione iniettabile in cartuccia.
Penfill Soluzione limpida, incolore, neutra.
Terapia del diabete mellito.
Levemir
è un analogo dell’insulina
ad azione prolungata
usato come insulina basale.
DosaggioIn combinazione
con agenti antidiabetici orali, si raccomanda di iniziare il trattamento con Levemircon una sola somministrazione
giornaliera di 10 U o 0,1-0,2 U/kg.
Il dosaggio di Levemir
deve essere
determinato
sulla base delle necessità
individuali dei pazienti. Sulla base
dei risultati degli studi, si raccomanda la seguente
linea guida di aggiustamento
della dose:
| Media dei valori di glicemia (controllodomiciliare) a digiuno | Aggiustamento della dose di Levemir |
| > 10,0 mmol/l (180 mg/dl) | + 8 |
| 9,1-10,0 mmol/l (163-180 mg/dl) | + 6 |
| 8,1-9,0 mmol/l (145-162 mg/dl) | + 4 |
| 7,1-8,0 mmol/l (127-144 mg/dl) | + 2 |
| 6,1-7,0 mmol/l (109.126 mg/dl) | + 2 |
| Se un valore di glicemia a digiuno è: | |
| 3,1-4,0 mmol/l (56-72 mg/dl) | - 2 |
| <3,1 mmol/l (<56 mg/dl) | - 4 |
Quando Levemir viene utilizzato in un
regime
insulinico basale/bolo, deve essere somministrato una odue volte al giorno in base alle necessità dei pazienti.
Il dosaggio di Levemir
deve essere
aggiustato sulla base delle necessità
individuali. Nei casi in cui sono necessarie due
dosi giornaliere per ottimizzare il controllo della glicemia,
la dose serale può essere somministrata
la sera o prima di andare a letto.Trasferimento da altre insuline:Il trasferimento
a Levemir da altre insuline ad azione intermedia
o prolungata può
richiedere aggiustamenti del dosaggio
e dei tempi di somministrazione (vedere paragrafo 4-4). Analogamente
alle altre insuline, si raccomanda un
monitoraggio costante della
glicemia
durante il periodo di transizione e
nelle prime settimane seguenti. Eventuali trattamenti
ipoglicemizzanti
concomitanti
possono necessitare di un aggiustamento
posologico (dosaggio e/o tempi
di somministrazione di agenti antidiabetici
orali o di altre insuline ad azione
breve/rapida). Come
per le altre insuline, nel caso di pazienti anziani o di pazienti con un'insufficienza renale
o epatica si consiglia di
intensificare il monitoraggio
della glicemia e di aggiustare il dosaggio dell'insulina
detemir individualmente. L'efficacia
e la sicurezza di Levemir sono state
dimostrate
in studi della durata di 6
mesi
in bambini
ed adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni (vedere
paragrafo 5-1). L’efficacia
e la sicurezza di Levemir
non sono state studiate in bambini
di età inferiore ai 6 anni. Un aggiustamento posologico
può rendersi necessario anche quando
i pazienti aumentano l'attività
fisica, modificano
la dieta abituale o nel corso di una
malattia concomitante. SomministrazioneSomministrazione
sottocutanea. Somministrare Levemir
per via sottocutanea tramite
iniezione nella
coscia, nella parete addominale
o nella parte superiore del braccio.
Come con le insuline umane, il
grado e il livello di assorbimento dell'insulina
detemir possono essere superiori
nei casi di somministrazione
sottocutanea nella parete addominale
o nella regione deltoidea rispetto
alla somministrazione nella coscia.
Alternare quindi
i sitidi iniezione entro la stessa area.Alla confezione
di Levemir
Penfill è accluso un foglio illustrativo con dettagliate istruzioni per l'uso.
Levemir Penfill
è stato progettato per essere usato con i dispositivi per la somministrazione
di insulinaNovo Nordisk
e gli aghi NovoFine.
Seguire le dettagliate
istruzioni che accompagnano
il dispositivodi somministrazione.
Ipersensibilità all’insulina detemir o a uno qualsiasi degli eccipienti.
Una posologia inadeguata o l'interruzione del trattamento, specialmente nel diabete tipo 1, possono portare a iperglicemia e a chetoacidosi diabetica.
I primi sintomi dell'iperglicemia in genere compaiono gradualmente nell'arco di alcune ore o giorni.
Questi includono sete, poliuria, nausea, vomito, sonnolenza, pelle secca ed arrossata, xerostomia, perdita di appetito ed alito acetonemico.
Nei diabetici di tipo 1, le iperglicemie non trattate possono condurre a chetoacidosi diabetica, evento potenzialmente letale.
Una dose elevata di insulina rispetto alle esigenze del paziente può indurre ipoglicemia (vedere paragrafi 4.8 e 4.9).
La mancata assunzione di un pasto o un esercizio fisico faticoso e non programmato può indurre ipoglicemia.
I pazienti che hanno avuto un sensibile miglioramento nel controllo della glicemia, ad esempio grazie ad una terapia insulinica intensificata, devono essere informati che possono andare incontro ad una modifica dei comuni sintomi iniziali della ipoglicemia.
I comuni sintomi iniziali possono non comparire nei pazienti con diabete di lunga data.
L'insorgenza di malattie concomitanti, in modo particolare di infezioni e stati febbrili, di solito aumenta il fabbisogno insulinico del paziente.
Il trasferimento di un paziente ad un altro tipo o marca di insulina deve essere effettuato sotto stretto controllo medico.
Le modifiche di concentrazione, marca (produttore), tipo, origine (animale, umana, analogo dell'insulina umana) e/o metodo di produzione (da DNA ricombinante o insulina di origine animale) possono rendere necessario un aggiustamento posologico.
I pazienti che assumono Levemir possono necessitare di una modifica del dosaggio rispetto a quello relativo all'insulina usata di solito.
Se è necessario un aggiustamento posologico questo si può effettuare sin dalla prima somministrazione o nel corso delle prime settimane o mesi.
Come in ogni terapia insulinica, si possono verificare reazioni intorno al sito di iniezione che comprendono dolore, prurito, orticaria, gonfiore e infiammazione.
La rotazione continua del sito di iniezione entro la stessa area può aiutare a ridurre o prevenire queste reazioni.
Le reazioni di solito si risolvono nell’arco di pochi giorni o poche settimane.
In rare occasioni, le reazioni al sito di iniezione possono richiedere l’interruzione del trattamento con Levemir.
Non somministrare Levemir per via endovenosa poiché vi è il rischio di indurre un evento ipoglicemico grave.
Evitare la somministrazione intramuscolare.
Se Levemir è miscelato ad altre preparazioni di insulina, il profilo di azione di uno o di entrambi i singoli componenti può variare.
Miscelando Levemir con un analogo dell'insulina ad azione rapida, come l'insulina aspart, si ottiene un profilo d'azione con un effetto massimo ritardato e più basso rispetto a quello di iniezioni separate.
Quindi, occorre evitare la miscelazione di Levemir con insulina ad azione rapida.
Sono disponibili dati limitati riguardanti pazienti con grave ipoalbuminemia.
Si raccomanda di sottoporre questi pazienti a un monitoraggio attento.
Non usare Levemir nei microinfusori di insulina.
Levemir contiene metacresolo, che può indurre reazioni allergiche.
Numerosi farmaci interagiscono con il metabolismo del glucosio.
Le seguenti sostanze possono ridurre il fabbisogno insulinico:
Farmaci ipoglicemizzanti orali, inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), agenti beta-bloccanti non selettivi, inibitori dell'enzima convertitore dell'angiotensina (ACE), salicilati e alcool.
Le seguenti sostanze possono aumentare il fabbisogno insulinico:
Tiazidi, glucocorticoidi, ormoni tiroidei e beta-simpaticomimetici, ormone della crescita e danazolo.
Gli agenti beta-bloccanti possono mascherare i sintomi dell'ipoglicemia e ritardare la ripresa da un evento ipoglicemico.
L'octreotide/lanreotide può sia aumentare sia ridurre il fabbisogno insulinico.
L'alcool può intensificare e prolungare gli effetti ipoglicemici dell'insulina.
Gravidanza Non sono disponibili dati clinici relativi all’uso di insulina detemir in gravidanza.
Studi sulla riproduzione animale non hanno rivelato alcuna differenza tra l'insulina detemir e l'insulina umana relativamente all'embriotossicità e alla teratogenicità.
È necessario essere prudenti nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza.
In generale, si raccomanda un controllo intensificato della glicemia ed il monitoraggio delle donne affette da diabete sia durante la pianificazione della gravidanza che durante la gravidanza stessa.
Il fabbisogno di insulina solitamente diminuisce nel corso del primo trimestre ed aumenta nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
Dopo il parto, il fabbisogno insulinico torna rapidamente ai valori precedenti la gravidanza.
Allattamento Non sono state effettuate sperimentazioni cliniche sull'uso dell'insulina detemir durante l'allattamento.
Il prodotto deve essere somministrato con cautela durante l'allattamento.
Durante l'allattamento, può essere necessario apportare aggiustamenti nella dose di insulina e nella dieta della paziente.
La capacità di concentrazione e di reazione del paziente possono ridursi a seguito di ipoglicemia.
Questo fatto può costituire un rischio in situazioni in cui tali capacità sono di particolare importanza (ad esempio quando si guida un veicolo o si utilizzano macchinari).
I pazienti devono essere informati sulla necessità di prendere le necessarie precauzioni per evitare la comparsa di un episodio ipoglicemico mentre stanno guidando.
Ciò è particolarmente importante per coloro i quali hanno una ridotta o assente consapevolezza dei sintomi premonitori dell'ipoglicemia o hanno frequenti episodi di ipoglicemia.
In queste circostanze deve essere sconsigliata la guida.
Le reazioni avverse al farmaco osservate in pazienti in terapia con Levemir sono soprattutto dose- dipendenti e riconducibili all'effetto farmacologico dell'insulina.
Un effetto indesiderato comune è l'ipoglicemia, che può manifestarsi se la dose di insulina è elevata rispetto al fabbisogno del paziente.
Le indagini cliniche hanno rivelato che un'ipoglicemia grave, definita come ipoglicemia che richieda l'intervento di altre persone, si manifesta nel 6% circa dei pazienti trattati con Levemir.
L'ipoglicemia grave può indurre perdita della coscienza e/o convulsioni e causare un danno cerebrale temporaneo o permanente, fino al decesso.
Reazioni intorno al sito di iniezione si osservano più frequentemente durante il trattamento con Levemir che con le insuline umane.
Tali reazioni comprendono arrossamento, infiammazione, livido, gonfiore o prurito intorno al sito di iniezione.
La maggior parte delle reazioni intorno al sito di iniezione sono minori e di natura transitoria, infatti, normalmente scompaiono nell’arco di pochi giorni o poche settimane proseguendo il trattamento.
La percentuale complessiva di pazienti trattati che potrebbero manifestare reazioni avverse al farmaco è stimata intorno al 12%.
La frequenza delle reazioni avverse osservate nelle sperimentazioni cliniche che, per giudizio unanime, siano da considerarsi correlate a Levemir, è riportata sotto.
Disturbi del metabolismo e nutrizione Comuni (> 1/100, < 1/10) Ipoglicemia In genere, i sintomi dell'ipoglicemia si manifestano all'improvviso.
Possono comprendere:
sudorazione fredda; pelle fredda e pallida; affaticamento; nervosismo o tremore; ansia; stanchezza e debolezza inusuali; confusione; difficoltà di concentrazione; sonnolenza; fame; disturbi visivi; cefalea; nausea; palpitazioni.
L'ipoglicemia grave può indurre perdita della coscienza e/o convulsioni e causare un danno cerebrale (temporaneo o permanente) fino al decesso.
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione Comuni (> 1/100, < 1/10) Reazioni nel sito di iniezione Durante il trattamento con insulina possono verificarsi reazioni intorno al sito di iniezione (arrossamento, gonfiore e prurito).
Queste reazioni di solito sono transitorie e normalmente scompaiono proseguendo il trattamento.
Non comuni (> 1/1,000, < 1/100) Lipodistrofia La lipodistrofia si può verificare nel sito di iniezione per non aver cambiato il sito di iniezione entro la stessa area.
Edema All'inizio della terapia con insulina può verificarsi edema.
Questo sintomo è in genere a carattere transitorio.
Disturbi del sistema immunitario Comuni (> 1/100, < 1/10) In tre studi clinici con soggetti in terapia combinata con agenti antidiabetici orali, è stata osservata una frequenza maggiore (2,2%) di reazioni allergiche e reazioni potenzialmente allergiche.
Non comuni (>1/1,000, <1/100) Reazioni allergiche, reazioni potenzialmente allergiche, orticaria, rash ed eruzioni cutanee:
Questi sintomi possono essere riconducibili a un'ipersensibilità generalizzata Altri segni di ipersensibilità generalizzata sono:
prurito, sudorazione, disturbi gastrointestinali, edema angioneurotico, difficoltà nella respirazione, palpitazioni e ipotensione.
Le reazioni di ipersensibilità generalizzata sono potenzialmente a rischio di vita (reazioni anafilattiche).
Disturbi oculari Non comuni (> 1/1,000, < 1/100) Anomalie di rifrazione:
All'inizio della terapia con insulina possono verificarsi anomalie di rifrazione.
Questo sintomo è in genere a carattere transitorio.
Disordini del sistema nervoso Retinopatia diabetica:
Il miglioramento a lungo termine del controllo della glicemia riduce il rischio di progressione della retinopatia diabetica.
Tuttavia, l'intensificazione della terapia con insulina, accompagnata da un brusco miglioramento del controllo della glicemia, può essere associata a un temporaneo aggravamento della retinopatia diabetica.
Rari (> 1/10.000, < 1/1.000) Neuropatia periferica:
Un rapido miglioramento del controllo della glicemia può essere associato a una condizione di “neuropatia acuta dolorosa”, solitamente reversibile.
Non è possibile definire uno specifico livello di sovradosaggio dell'insulina, tuttavia l'ipoglicemia si può sviluppare in fasi sequenziali se vengono somministrate dosi troppo elevate relativamente al fabbisogno insulinico del paziente:
Gli episodi ipoglicemici lievi possono essere trattati con la somministrazione orale di glucosio o di prodotti contenenti zucchero.
Pertanto si raccomanda ai pazienti diabetici di portare sempre con sé prodotti contenenti zucchero.
Gli episodi ipoglicemici gravi, quando il paziente ha perso conoscenza, possono essere trattati con glucagone (da 0,5 a 1 mg) somministrato per via intramuscolare o sottocutanea da una persona che ha ricevuto una istruzione appropriata oppure con glucosio endovena somministrato da personale medico.
Il glucosio deve essere somministrato anche endovena nel caso in cui il paziente non abbia risposto entro 10.15 minuti alla somministrazione di glucagone.
Una volta recuperato lo stato di coscienza si consiglia la somministrazione di carboidrati per bocca al fine di prevenire una ricaduta.
Categoria farmacoterapeutica: Farmaci usati nel diabete.
Insuline ed analoghi per uso iniettabile, ad
azione prolungata.
Codice ATC: A10AE05.L'insulina
detemir è un analogo solubile dell'insulina basale ad azione lunga con una
durata prolungata dell’effetto. Il profilo del tempo
di azione dell'insulina detemir
è statisticamente e significativamente meno variabile e pertanto più
prevedibile di quello
dell'insulina NPH, come risulta dai coefficienti di variazione (CV) in uno stesso
soggetto dell'effetto farmacodinamico
totale e massimo in Tabella 1- Tabella 1-
Variabilità
in uno stesso soggetto del profilo
del tempo di azione di insulina
detemir e insulina NPH
| Endpoint farmacodinamico | Insulinadetemir - CV (%) | InsulinaNPH - CV (%) |
| AUCGIR,0-24h* | 27 | 68 |
| GIRmax** | 23 | 46 |
*Area sotto la curva ** Velocità
infusione glucosio valore p <0,001 per tutte
le comparazioni con insulina detemir L'azione
prolungata dell'insulina detemir
è
mediata dalla spiccata aggregazione delle molecole
di insulina detemir nel sito di iniezione e dal legame all'albumina
attraverso la catena
laterale di acido grasso.
L'insulina
detemir
si distribuisce più lentamente
ai tessuti periferici target rispetto all'insulina NPH.
L'insieme
di questi due meccanismi
di protrazione garantisce un assorbimento e un profilo di azione dell'insulina
detemir
più riproducibili
rispetto all'insulina
NPH. L'effetto
ipoglicemizzante dell'insulina detemir è dovuto alla captazione facilitata
del glucosio conseguente al legame
dell'insulina con i recettori
localizzati sulle cellule muscolari
e adipose e la contemporanea
inibizione della fuoriuscita del
glucosio dal fegato.Parametri Farmacodinamici per Levemir e NPH Durata di azione (ore)
GIRmax
(mg/kg/min)†valori stimati
U/kg
U/kg
U/kg
UI/kg Tempo
trascorso
dall’iniezione
di
insulina
(ore)Levemir …..
0.2
U/kg
0.3 U/kg
.
.
.
.0.4
U/kg Figura 1: Profili
d'azione del Levemir
in pazienti con diabete tipo 1-La durata di azione massima
è di 24 ore, in relazione al
dosaggio.
È possibile eseguire una o
due somministrazioni
giornaliere.
Se si eseguono
due somministrazioni giornaliere,
si raggiungerà lo steady state dopo la
somministrazione di 2-3
dosi.
Per le dosi nell’intervallo
tra 0,2 - 0,4 U/kg,Levemir
esercita oltre il 50% del suo effetto
massimo tra le 3-4 ore e fino a 14 ore
dopo lasomministrazione
della dose. Dopo somministrazione
sottocutanea (effetto massimo,
durata di azione, effetto totale) è
stata osservata una proporzionalità tra il dosaggio
e la risposta farmacodinamica. In sperimentazioni cliniche a lungo termine
è stata dimostrata una minore variabilità
giorno per giornodi FPG durante
la terapia con Levemir rispetto
alla terapia con NPH. Studi in pazienti con diabete tipo 2
trattati con insulina basale in combinazione
con farmaciantidiabetici orali (OAD) hanno dimostrato
che il controllo glicemico (HbA1c)
ottenuto con Levemir
è paragonabile a quello con NPH e a
quello con insulina
glargine ed è associato ad un
minore aumentodi peso (vedere
la Tabella 2 riportata sotto).
Nello studio
di confronto
con insulina
glargine, in cui era possibile somministrare l’insulina detemir una o due volte al giorno mentre l’insulina glargine
veniva somministrata
una volta al giorno, il 55% dei pazienti in terapia
con detemir ha completato
le 52 settimane
di trattamento seguendo il regime di doppia somministrazione
giornaliera. Tabella 2-
Variazione
del peso corporeo
in seguito alla terapia insulinica
| Durata dellostudio | Insulina detemiruna volta al giorno | Insulina detemirdue volte al giorno | Insulina NPH | Insulina glargine |
| 20 settimane | +0,7 kg | +1,6 kg | ||
| 26 settimane | +1,2 kg | +2,8 kg | ||
| 52 settimane | +2,3 kg | +3,7 kg | +4,0 kg |
In sperimentazioni
con l’uso
della terapia combinata
insulina-OAD,
nel trattamento
con Levemir si è osservato un rischio inferiore del 61-65% di ipoglicemie
notturne minori rispetto a quello con NPH. Nelle sperimentazioni
cliniche a lungo termine
in pazienti con diabete tipo 1, in terapia basale/bolo,
la glicemia a digiuno
è migliorata
nei pazienti in terapia con Levemir rispetto ai pazienti in terapia con insulina NPH, compresi
i bambini
e gli adolescenti dai 6 ai 17 anni.
Il controllo della glicemia
(HbA1c)
con Levemir
è comparabile
all'insulina NPH, con un minor rischio di eventi ipoglicemici
notturni enon è associato ad un aumento di peso. Nelle sperimentazioni
cliniche in cui si utilizzava una
terapia insulinica basale/bolo,
le percentuali totali di ipoglicemia
con Levemir e insulina
NPH erano simili.
L'analisi
degli eventi ipoglicemicinotturni in pazienti affetti da diabete tipo 1 evidenziava
un rischio significativamente minore di eventi ipoglicemici non gravi (confermato
dal riscontro di valori di glicemia
capillare inferiori a 2,8 e3,1 mmol/l,
espressi come glicemia plasmatica, e dalla
possibilità del paziente di
autocurarsi) rispetto all'insulina
NPH mentre non vennero riscontrate
differenze nei pazienti affetti da diabete tipo 2-Tuttavia il rischio complessivo
di ipoglicemie
notturne nei bambini
ed adolescenti dai 6 ai 17 anni con
diabete di tipo I è stato significativamente
più basso con Levemir
rispetto alle insuline NPH. Con l’uso
di Levemir
è stato osservato sviluppo di
anticorpi.
Tuttavia, sembra che questo non abbia alcun impatto sul controllo glicemico.
Assorbimento La concentrazione massima nel siero si raggiunge 6 – 8 ore dopo la somministrazione.
Se si eseguono due somministrazioni giornaliere, si raggiungeranno concentrazioni nel siero allo steady state dopo la somministrazione di 2.3 dosi.
La variazione intra-individuale dell'assorbimento è inferiore per Levemir che per altre preparazioni di insulina basale.
Non è stata rilevata alcuna differenza clinicamente significativa tra i sessi, relativamente alle proprietà farmacocinetiche dell'insulina detemir.
La biodisponibilità assoluta di insulina detemir con somministrazione sottocutanea è di circa il 60%.
Distribuzione Un volume di distribuzione apparente dell'insulina detemir (circa 0,1 l/kg) indica che un'elevata frazione di insulina detemir è in circolazione nel sangue.
Metabolismo La degradazione dell'insulina detemir è simile a quella dell'insulina umana; nessuno dei metaboliti venutisi a formare è attivo.
I risultati degli studi sui legami proteici in vitro e in vivo indicano che non vi sono interazioni clinicamente significative tra insulina detemir e acidi grassi o altri farmaci con legame proteico.
Eliminazione L'emivita dopo somministrazione sottocutanea è determinata dal grado di assorbimento dai tessuti sottocutanei.
L'emivita varia da 5 a 7 ore, in relazione al dosaggio.
Linearità Dopo somministrazione sottocutanea (concentrazione massima, livello di assorbimento) è stata osservata una proporzionalità tra la concentrazione di siero e il range di dosaggio terapeutico.
Popolazioni speciali Le proprietà farmacocinetiche dell'insulina detemir in bambini (6–12 anni) e adolescenti (13–17 anni) sono state analizzate e confrontate con quelle di adulti affetti da diabete di tipo 1.
Non è stata rilevata alcuna differenza clinicamente rilevante nelle proprietà farmacocinetiche.
Non è stata rilevata alcuna differenza clinicamente significativa tra le farmacocinetiche dell'insulina detemir relative a soggetti anziani rispetto a soggetti giovani o a soggetti affetti da insufficienza renale o epatica rispetto a soggetti sani.
In base alle sperimentazioni condotte, non si prevedono differenze clinicamente rilevanti nella farmacocinetica dell'insulina detemir tra soggetti sani e soggetti con insufficienza renale o epatica.
Dato che la farmacocinetica dell'insulina detemir non è stata ampiamente studiata in queste popolazioni di pazienti, è consigliabile intensificare il monitoraggio di queste popolazioni.
I dati non-clinici rivelano assenza di rischi per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità per somministrazioni ripetute, genotossicità, e tossicità riproduttiva.
I dati sull'affinità dei recettori e gli esperimenti sulla mitogenicità condotti in vitro non hanno fornito prove di un maggiore potenziale mitogeno rispetto all'insulina umana.
Mannitolo Fenolo Metacresolo Zinco acetato Sodio fosfato dibasico diidrato Sodio cloruro Acido cloridrico 2N (per aggiustamento del pH) Sodio idrossido 2N (per aggiustamento del pH) Acqua per preparazioni iniettabili
Sostanze aggiunte al Levemir possono causare la sua degradazione, ad esempio farmaci contenenti tioli o solfati.
Levemir non deve essere miscelato ai liquidi infusionali.
2 anni. Dopo la prima apertura il prodotto può essere conservato fino a 6 settimane a una temperatura non superiore a 30°C.
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C) lontano dal congelatore.
Non congelare.
Conservare la cartuccia nell’imballaggio esterno per tenerlo al riparo dalla luce.
Durante l'uso:
non refrigerare.
Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.
Proteggere Levemir da un eccessivo calore e dalla luce diretta dei raggi solari.
Soluzione da 3 ml in cartuccia (vetro tipo 1), con stantuffo (bromobutile) e tappo (bromobutile/poli- isoprene) in una scatola.
Dimensioni della confezione:
1, 5 e 10 cartucce.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Levemir Penfill è stato progettato per essere usato con i dispositivi per la somministrazione di insulina Novo Nordisk e gli aghi NovoFine.
Seguire le dettagliate istruzioni che accompagnano il dispositivo di somministrazione.
Levemir deve essere usato da una sola persona.
La cartuccia non deve essere riempita nuovamente.
Non utilizzare Levemir se il prodotto non appare limpido ed incolore.
Se Levemir è stato congelato non deve essere utilizzato.
È opportuno consigliare al paziente di gettare l'ago dopo ogni iniezione.
Il prodotto non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali.
Novo Nordisk A/S Novo Allé DK-2880 Bagsvaerd Danimarca
EU/1/04/278/001 EU/1/04/278/002 EU/1/04/278/003
1 Giugno 2004
1.
D
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