KIOVIG, 100 mg/ml soluzione per infusione
1 ml contiene:
Immunoglobulina umana normale (IVIg) 100 mg* *corrispondente al contenuto della proteina umana, di cui almeno il 98% IgG Un flacone da 10 ml contiene:
1 g Un flacone da 25 ml contiene:
2,5 g Un flacone da 50 ml contiene:
5 g Un flacone da 100 ml contiene:
10 g Un flacone da 200 ml contiene:
20 g Distribuzione delle sottoclassi di IgG:
IgG1 56,9% IgG2 26,6% IgG3 3,4% IgG4 1,7% Contenuto massimo di immunoglobulina A (IgA):
0,14 milligrammi ogni ml.
Eccipiente:
glicina Per l’elenco completo degli eccipienti,vedere paragrafo 6.1
Soluzione per infusione La soluzione è limpida o leggermente opalescente e incolore o giallo chiaro.
Terapia sostitutiva in caso di Sindromi da immunodeficienza primaria quali: agammaglobulinemia e ipogammaglobulinemia congenite immunodeficienza variabile comune immunodeficienza combinata grave sindrome di Wiskott Aldrich Mieloma o leucemia linfocitica cronica (LLC) con grave ipogammaglobulinemia secondaria e infezioni ricorrenti Bambini con AIDS congenito soggetti a infezioni ricorrenti Immunomodulazione Porpora trombocitopenica idiopatica (ITP) in bambini o adulti ad alto rischio di emorragia o prima di un intervento chirurgico per correggere la conta delle piastrine. Sindrome di Guillain Barré Malattia di Kawasaki Trapianto allogenico di midollo osseo
La dose e lo schema posologico dipendono dall'indicazione.in terapia sostitutiva, la dose deve essere adattata alle esigenze specifiche di ciascun paziente, le quali sono dettate dalla farmacocinetica e dalla risposta clinica.
Gli schemi posologici descritti di seguitosono forniti come linea guida. Terapia sostitutiva
in caso di sindromi
da immunodeficienza primariaLo schema posologico deve raggiungere una concentrazione minima di IgG (misurata prima della
successiva infusione) di almeno 4-6 g/l.
Sono necessari da tre a sei mesi dall'inizio della terapia perchési raggiunga l'equilibrio.
La dose iniziale consigliata è di 0,4-0,8 g/kg peso corporeo (PC) seguito daalmeno 0,2 g/kg PC ogni tre settimane. La dose
necessaria a raggiungere
una concentrazione minima di 6 g/l è dell'ordine
di 0,2-0,8 g/kg
PC/mese.
L'intervallo tra le dosi dopo il raggiungimento dello stato stazionario varia da 2 a 4 settimane.È necessario misurare le concentrazioni minime per regolare la dose e l'intervallo tra le dosi. Terapia sostitutiva
in caso di mieloma
o leucemia
linfocitica cronica (LLC) con graveipogammaglobulinemia secondaria
e infezioni ricorrenti; terapia sostitutiva in bambini con AIDScongenito soggetti
a infezioni ricorrentiLa dose consigliata è di 0,2-0,4 g/kg PC ogni tre-quattro settimane. Porpora
Trombocitopenica Idiopatica (ITP)Per il trattamento di un episodio acuto, somministrare
0,8-1 g/kg PC il primo giorno, somministrazione
che può essere ripetuta una volta entro 3 giorni oppure somministrare 0,4 g/kg PC ogni giorno perdue-cinque
giorni.
Il trattamento può essere
ripetuto in caso di recidiva. Sindrome
di Guillain Barré0,4 g/kg PC/die per 3-7 giorni.
L'esperienza sui bambini è limitata. Malattia di KawasakiSomministrare 1,6-2,0 g/kg PC in dosi frazionate
nel corso di due-cinque giorni oppure
2,0 g/kg PC in dose singola.
È necessario trattare contemporaneamente i pazienti con acido acetilsalicilico. Trapianto Allogenico
di Midollo OsseoIl trattamento con immunoglobulina umana normale
può essere utilizzato come parte del regime di condizionamento e dopo il trapianto.Per il trattamento delle infezioni e la profilassi della malattia da trapianto contro l'ospite, la dose deve essere adattata al singolo paziente.
La dose iniziale è normalmente di 0,5 g/kg PC/settimana,
somministrata sette giorni prima del trapianto e per un periodo non superiore ai 3 mesi dopo di esso. In caso di mancata produzione di anticorpi persistente, la
dose di 0,5 g/kg PC/mese è
consigliata fino a quando il livello di anticorpi non torna normale.Le dosi consigliate sono riepilogate nella tabella che segue.
| Indicazione | Dose | Frequenza delle iniezioni |
| Terapia sostitutiva in sindromi daimmunodeficienza primaria Terapia sostitutiva in sindromi da immunodeficienza secondaria Bambini con AIDS | - dose iniziale:0,4 – 0,8 g/kg PC- quindi:0,2 – 0,8 g/kg PC 0,2 – 0,4 g/kg PC 0,2 – 0,4 g/kg PC | ogni 2 – 4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG di almeno 4 – 6 g/logni 3 – 4 settimane per ottenere una concentrazione minima di IgG di almeno 4 – 6 g/logni 3 – 4 settimane |
| Immunomodulazione: Porpora trombocitopenica idiopatica Sindrome di Guillain Barré Malattia di Kawasaki | 0,8 – 1 g/kg PCo 0,4 g/kg PC/die 0,4 g/kg PC/die 1,6 – 2 g/kg PCo 2 g/kg PC | giorno 1, con possibilità di ripetizione una volta entro 3 giorni per 2 – 5 giorni per 3 - 7 giorniin dosi frazionate nel corso di 2 – 5 giorni in associazione con acido acetilsalicilico in una sola dose in associazione con acido acetilsalicilico |
| Trapianto allogenico di midollo osseo: – Trattamento delle infezioni e profilassi della malattia da trapianto contro l'ospite– Mancanza di produzione di anticorpipersistente | 0,5 g/kg PC 0,5 g/kg PC | ogni settimana dal giorno -7 per un periodo fino a 3 mesi dopo il trapiantoogni mese fino a quando i livelli dianticorpi non tornano normali |
L'immunoglobulina umana normale deve essere somministrata per via endovenosa a una velocitàiniziale di 0,5 ml/kg PC/ora per 30 minuti.
Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere
gradualmente
aumentata
fino a un massimo di 6 ml/kg PC/ora.
I dati clinici ricavati da un numero
limitato di pazienti confermano che i pazienti adulti affetti da PID possono tollerare una velocità di
infusione fino a
8ml/kg PC/h. KIOVIG deve essere somministrato esclusivamente
per via endovenosa.
Altre
vie
di somministrazione
non sono state
valutate. Nel caso in cui sia necessario provvedere alla
diluizione prima della infusione, KIOVIG
può essere
diluito con una soluzione di glucosio al 5% per arrivare ad una concentrazione finale di 50 mg/ml
(immunoglobulina al 5%).
Per
informazioni sulla diluizione, vedere
il paragrafo 6-6
Ipersensibilità al principio attivo o all'eccipiente. Ipersensibilità a immunoglobuline omologhe, in particolare in casi molto rari di deficit di IgA in cui il paziente presenta anticorpi contro IgA.
Alcune gravi reazioni avverse possono essere correlate alla velocità di infusione.
Seguire con attenzione la velocità di infusione consigliata nel paragrafo "4.2 Metodo di somministrazione".
I pazienti devono essere strettamente monitorati e osservati attentamente per verificare la presenza di sintomi durante il periodo di infusione.
Alcune reazioni avverse possono verificarsi con maggiore frequenza:
in caso di velocità di infusione elevata in pazienti con ipogammaglobulinemia o agammaglobulinemia con o senza deficit di IgA in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta oppure, in rari casi, quando il prodotto a base di immunoglobulina umana normale viene cambiato o quando trascorre un periodo di tempo lungo dalla precedente infusione.
Vere reazioni di ipersensibilità sono rare.
Queste possono verificarsi nei casi molto rari di deficit di IgA con anticorpi anti-IgA.
Raramente, l'immunoglobulina umana normale può causare un brusco abbassamento della pressione con reazione anafilattica, anche in pazienti che hanno tollerato trattamenti precedenti con immunoglobulina umana normale.
È spesso possibile evitare potenziali complicazioni verificando che:
i pazienti non siano sensibili all'immunoglobulina umana normale somministrando dapprima il prodotto lentamente (0,01 ml/kg PC/min); i pazienti vengano monitorati attentamente per rilevare eventuali sintomi durante il periodo di infusione.
In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina umana normale, i pazienti provenienti da un trattamento con un altro prodotto IVIg o per i quali è trascorso un lungo periodo dalla precedente infusione devono essere monitorati durante la prima infusione e durante la prima ora dal termine della stessa, per rilevare potenziali reazioni avverse.
Tutti gli altri pazienti devono essere osservati per almeno 20 minuti dalla somministrazione.
Esistono evidenze cliniche di un'associazione tra somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici quali infarto miocardico, ictus, embolia polmonare e trombosi venosa profonda che si presume correlata a un aumento relativo della viscosità ematica in seguito all'elevato afflusso di immunoglobulina.
Si deve prestare una particolare attenzione nella prescrizione e infusione di IVIg in pazienti obesi e con fattori di rischio preesistenti di eventi trombotici quali età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o episodi trombotici, pazienti con trombofilia acquisita o congenita, pazienti immobilizzati per periodi prolungati, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con disturbi che provocano l'incremento della viscosità ematica.
Sono stati riportati casi di insufficienza renale acuta in pazienti che seguono una terapia con IVIg.
Nella maggior parte dei casi sono stati identificati dei fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, farmaci nefrotossici concomitanti o età superiore a 65 anni.
In caso di insufficienza renale, prendere in considerazione l'interruzione della terapia con IVIg.
Sebbene questi episodi di disfunzione renale e insufficienza renale acuta siano stati associati all'uso di molti dei prodotti IVIg autorizzati, quelli che contengono saccarosio come stabilizzante rappresentano un'altissima percentuale del numero complessivo.
Nei pazienti a rischio, è opportuno prendere in considerazione l'uso di prodotti IVIg che non contengono saccarosio.
In pazienti a rischio di insufficienza renale acuta o reazioni avverse di tipo tromboembolico, somministrare i prodotti IVIg alla velocità di infusione e alla dose minime praticabili.
In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede:
adeguata idratazione prima dell'inizio dell'infusione di IVIg monitoraggio della diuresi monitoraggio dei livelli sierici di creatinina evitare l'utilizzo concomitante di diuretici dell'ansa In caso di reazioni avverse, è opportuno ridurre la velocità di somministrazione oppure interrompere l'infusione.
La decisione dipende dalla natura e dalla gravità della reazione avversa.
In caso di shock, è necessario implementare gli standard medici per il trattamento dello shock.
Nel caso in cui sia necessario diluire KIOVIG ad una concentrazione inferiore per i pazienti affetti da diabete mellito, può essere necessario prendere in considerazione l’uso di una soluzione di glucosio al 5% per la diluizione.
KIOVIG è prodotto a partire dal plasma umano.
Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall'uso di medicinali preparati dal sangue o dal plasma umano includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei lotti di plasma per individuare l’eventuale presenza di marker di infezione e l'inclusione di passaggi di produzione efficaci per l'inattivazione/rimozione di virus.
Ciononostante, quando vengono somministrati medicinali preparati da sangue o plasma umano, la possibilità di trasmettere un agente infettivo non può essere esclusa completamente.
Ciò riguarda anche virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.
Le misure intraprese sono considerate efficaci per virus con capside lipidico quali HIV, HBV e HCV e per i virus privi di capside lipidico HAV e parvovirus B19.
Vi sono esperienze cliniche rassicuranti relative alla mancata trasmissione di epatite A o parvovirus B19 con immunoglobuline e si presume inoltre che il contenuto di anticorpi contribuisca in modo notevole alla sicurezza virale.
È fortemente consigliato che, ogni volta che KIOVIG viene somministrato a un paziente, il nome e il numero di lotto del prodotto vengano registrati per mantenere un legame tra il paziente e il lotto del prodotto.
Vaccini con virus vivi attenuati La somministrazione di immunoglobulina può compromettere per un periodo minimo di 6 settimane e un periodo massimo di 3 mesi l'efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, quali morbillo, rosolia, parotite e varicella.
Dopo la somministrazione del prodotto, deve trascorrere un periodo di 3 mesi prima di sottoporsi a vaccinazione con vaccini con virus vivi attenuati.
In caso di morbillo, tale compromissione può persistere fino ad 1 anno.
Pertanto, è necessario controllare lo stato degli anticorpi nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo.
Interferenza con test sierologici Dopo l'infusione di immunoglobulina, l'incremento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue di un paziente può portare a risultati falsi positivi nei test sierologici.
La trasmissione passiva di anticorpi ad antigeni eritrocitari, ad esempio A, B e D, può interferire con alcuni test sierologici per anticorpi eritrocitari ad esempio il test dell’antiglobulina (test di Coombs).
In caso di diluizione con una soluzione di glucosio al 5%, la somministrazione di KIOVIG può interferire con la determinazione dei livelli di glucosio nel sangue.
Non è stata stabilita la sicurezza di questo medicinale per l'utilizzo in gravidanza in trial clinici controllati, pertanto deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza e alle madri che allattano.
L'esperienza clinica con immunoglobuline suggerisce che non siano prevedibili effetti nocivi sul decorso della gravidanza o sul feto e il neonato.
Le immunoglobuline vengono secrete nel latte e possono contribuire al trasferimento di anticorpi protettivi nel neonato.
Non sono stati osservati effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Con le immunoglobuline umane
normali somministrate
per
via
endovenosa occasionalmente sono
state rilevate reazioni avverse quali brividi, cefalea, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea,
artralgia, ipotensione e modesta lombalgia.Raramente le immunoglobuline umane normali causano un brusco abbassamento della pressionearteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità a
una precedente somministrazione. Con la somministrazione di immunoglobuline umane normali sono stati osservati casi di meningite
asettica reversibile, casi isolati di anemia emolitica/emolisi reversibili, aumenti transitori delle transaminasi epatiche e rari casi di reazioni cutanee temporanee.
E’ stato osservato un aumento del
livello sierico della creatinina e/o insufficienza renale acuta. Molto raramente: reazioni tromboemboliche quali infarto del miocardio, ictus, embolia polmonare, e
trombosi venose
profonde. Sono stati effettuati due studi clinici con KIOVIG in pazienti con immunodeficienza primaria (PID) inEuropa e
negli USA.
Nello studio europeo, 22 soggetti con ipo- e agammaglobulinemia sono stati trattati con KIOVIG per circa 6 mesi.
Lo studio clinico USA è stato effettuato con 61 soggetti affettida immunodeficienza primaria, trattati con KIOVIG per circa 12 mesi.
In Europa è stato effettuato un ulteriore studio clinico in 23 pazienti con porpora trombocitopenica idiopatica (ITP).
Durante il corso
degli studi non è stata osservata alcuna reazione avversa
da farmaco
(ADRs), ad eccezione
di due
episodi di meningite asettica in un paziente dello studio USA sulla immunodeficienza primaria,
chesono stati considerati possibilmente correlati al farmaco dello studio.
La maggior parte delle reazioni avverse
da
farmaco è stata
di natura
da lieve a moderata. Nello studio europeo ed in quello USA l’incidenza generale delle reazioni avverse
da
farmaco per
ciascuna infusione è stata di 0,27- Come previsto a causa del dosaggio molto superiore, l’incidenza di
reazioni avverse da farmaco per ciascuna infusione è stata più elevata (0,49) nello studio sulla ITP;
l’87,5% di queste reazioni avverse da farmaco sono state considerate lievi.
Le reazioni avverse da
farmaco riportate nei tre studi sono riassunte e classificate secondo la classificazione sistemicaorganica e frequenza MedDRA nella tabella sottostante. La frequenza è stata valutata sulla base dei seguenti criteri: molto comune (>1/10), comune (>1/100,<1/10), non comune (>1/1-000,
<1/100), raro (>1/10 000, <1/1-000) e molto raro (<1/10-000). All’interno di ciascuna categoria di frequenza, gli effetti indesiderati sono elencati in ordine di gravità
decrescente.
| Frequenza delle reazioni avverse del Farmaco (ADRs) in studi clinici con KIOVIG | ||
| Classificazione sistemica organica secondo MedDRA | Termine MedDRApreferito | Categoria frequenza reazioni avverse |
| Infezioni e infestazioni | Bronchiti, nasofaringiti | Comune |
| Sinusite cronica, micosi, infezioni, infezioni renali,sinusite, infezioni delle vie respiratorie superiori, infezioni delle vie urinarie, infezioni batteriche delle vie urinarie | Non comune | |
| Alterazioni del sangue e sistema linfatico | Anemia, linfadenopatia | Non comune |
| Alterazioni del sistemaendocrino | Disfunzione tiroidea | Non comune |
| Disturbi psichiatrici | Ansietà | Non comune |
| Alterazioni del sistemanervoso | Cefalea | Molto comune |
| Capogiro, emicrania | Comune | |
| Amnesia, sensazione di bruciore, disartria,disgeusia, insonnia | Non comune | |
| Disturbi oculari | Congiuntiviti, dolore agli occhi, occhi gonfi | Non comune |
| Alterazioni dell'apparato uditivo e vestibolare | Vertigini | Comune |
| Essudato nell’orecchio medio | Non comune | |
| Alterazioni cardiache | Tachicardia | Comune |
| Alterazioni del sistema vascolare | Arrossamento, ipertensione | Comune |
| Sensazione di freddo alle estremità, flebiti | Non comune | |
| Alterazioni dell'apparato respiratorio, del torace e del mediastino | Tosse, rinorrea | Comune |
| Asma, congestione nasale, edema orofaringeo, dolore faringolaringeale | Non comune | |
| Alterazioni dell'apparatogastrointestinale | Diarrea, nausea, vomito | Comune |
| Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo | Prurito, rash, orticaria | Comune |
| Edema angioneurotico, orticaria acuta , sudorazioni fredde, contusioni, dermatite, rash eritematoso, rash pruriginoso | Non comune | |
| Alterazioni dell'apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo | Dolore dorsale, mialgia, dolore alle estremità | Comune |
| Spasmi muscolari | Non comune | |
| Disordini generali ealterazioni del sito di somministrazione | Piressia | Molto Comune |
| Senso di affaticamento,disturbi simil-influenzali,dolore in corrispondenza del sito di infusione, edema in corrispondenza del sito di infusione, brividi | Comune | |
| Prurito in corrispondenza del sito di iniezione,senso di costrizione toracica, senso di calore, flebite in corrispondenza del sito di infusione, reazione in corrispondenza del sito di infusione, dolorabilità in corrispondenza del sito di infusione, senso di malessere, edema periferico, edema | Non comune | |
| Frequenza delle reazioni avverse del Farmaco (ADRs) in studi clinici con KIOVIG | ||
| Classificazione sistemica organica secondo MedDRA | Termine MedDRApreferito | Categoria frequenza reazioni avverse |
| Indagini diagnostiche | Aumento della temperatura corporea | Comune |
| Aumento del livello di colesterolo nel sangue, aumento della creatininemia, aumento dell'azotemia, diminuzione dell'ematocrito, diminuzione del numero di globuli rossi, aumento della frequenza respiratoria, diminuzione del numero di globuli bianchi | Non comune | |
Per le informazioni sulla sicurezza riguardo agli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4-4-
Il sovradosaggio porta al sovraccarico idrico e a iperviscosità, in particolare nei pazienti a rischio, inclusi pazienti anziani o pazienti con insufficienza renale.
Gruppo farmacoterapeutico:
sieri immuni e immunoglobuline:
immunoglobuline umane normali per somministrazione endovascolare, codice ATC:
J06BA02 L’immunoglobulina umana normale contiene principalmente immunoglobulina G (IgG) funzionalmente intatta con un ampio spettro di anticorpi contro agenti infettivi.
L’immunoglobulina umana normale contiene gli anticorpi IgG presenti nella popolazione normale.
Viene di solito preparata da plasma ottenuto da non meno di 1000 donazioni.
Ha una distribuzione di sottoclassi di immunoglobulina G quasi proporzionale a quella nel plasma umano nativo.
Dosi adeguate di immunoglobulina umana normale consentono di ripristinare livelli di immunoglobuline G anomalmente bassi riportandoli a valori normali.
Il meccanismo di azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è ben chiaro, ma include effetti immunomodulatori.
L’immunoglobulina umana normale
risulta immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione
del ricevente dopo la somministrazione per via endovenosa.
Questa si distribuisce in modo relativamente rapido tra plasma e liquido extravascolare e, dopo circa 3-5 giorni, si raggiunge
l'equilibrio tra i compartimenti intra ed extravascolare. I parametri farmacocinetici per KIOVIG sono stati determinati nei due Studi Clinici in pazienti con immunodeficienza primaria effettuati in Europa e negli USA.
In questi studi sono stati trattati in totale83 soggetti di almeno 2 anni di età con dosi da 300 a 600 mg/kg peso corporeo ogni 21-28 giorni per6.12 mesi.
L’emivita mediana delle IgG
dopo la somministrazione di KIOVIG è stata
di 32,5 giorni.Tale emivita
può variare
da
paziente a paziente, in particolare in caso di immunodeficienza primaria.
I parametri farmacocinetici per il prodotto sono riepilogati nella tabella che segue.
Tutti i parametri sono
stati analizzati separatamente per i tre gruppi di età, bambini (sotto ai 12 anni, n="5"), adolescenti (13-17
anni, n=10) e adulti (sopra ai 18 anni di età, n="6"4).
I valori ottenuti negli studi sono confrontabili ai parametri riportati per altre immunoglobuline umane.
| Riepilogo dei parametri farmacocinetici di KIOVIG | ||||||
| Parametro | Bambini(< 12 anni) | Adolescenti(13 - 17 years) | Adulti(> 18 anni) | |||
| Mediana | 95% IC* | Mediana | 95% IC* | Mediana | 95% IC* | |
| Emivita terminale(giorni) | 41,3 | 20,2 –86,8 | 45,1 | 27,3 –89,3 | 31,9 | 29,6 –36,1 |
| Cmin (mg/dl) (concentrazioneminima) | 2,28 | 1,72 –2,74 | 2,25 | 1,98 -2,64 | 2,24 | 1,92 –2,43 |
| Cmax (mg/dl) (concentrazione massima) | 4,44 | 3,30 –4,90 | 4,43 | 3,78 –5,16 | 4,50 | 3,99 –4,78 |
| Recupero in vivo (%) | 121 | 87 - 137 | 99 | 75 - 121 | 104 | 96 - 114 |
| Recupero incrementale(mg/dl)/(mg/kg) | 2,26 | 1,70 –2,60 | 2,09 | 1,78 –2,65 | 2,17 | 1,99 –2,44 |
| AUC0-21d (g·h/dl) (area sotto la curva) | 1,49 | 1,34 –1,81 | 1,67 | 1,45 –2,19 | 1,62 | 1,50 –1,78 |
*IC= intervallo di confidenza IgG e i complessi di IgG vengono metabolizzati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale.
Le immunoglobuline sono componenti normali del corpo umano.
La sicurezza di KIOVIG è stata dimostrata in diversi studi non clinici.
I dati non clinici non rivelano particolari rischi per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza e tossicità.
Gli studi di tossicità a dosi ripetute, genotossicità e tossicità sulla riproduzione in animali non sono praticabili a causa di induzione e interferenza da parte di anticorpi che si sviluppano verso proteine eterologhe.
Dal momento che dall'esperienza clinica non si evince un potenziale carcinogenico delle immunoglobuline, non è stato condotto alcuno studio sperimentale in specie eterogenee.
Glicina Acqua per preparazioni iniettabili
Il medicinale non deve essere miscelato con altri, eccetto quelli menzionati nel paragrafo 6.6.
2 anni.
Se è necessaria una diluizione a concentrazioni più basse, si raccomanda di usare il prodotto subito dopo la diluizione.
La stabilità di KIOVIG dopo la diluizione con soluzione di glucosio al 5% ad una concentrazione finale di 50 mg/ml (5%) di immunoglobuline è stata dimostrata per 21 giorni a 2°C – 8°C oltre che a 28°C – 30°C, tuttavia questi studi non hanno incluso la contaminazione microbica e gli aspetti di sicurezza.
Conservare in frigorifero (2°C - 8°C).
Durante il periodo di validità il prodotto può essere conservato a temperatura ambiente (non superiore a 25°C) per un massimo di 9 mesi.
La data del trasferimento a temperatura ambiente e il termine del periodo di 9 mesi devono essere riportati sulla confezione esterna.
Il prodotto quando conservato a temperatura ambiente non deve essere rimesso in frigorifero e deve essere eliminato, se non utilizzato entro il termine del periodo di 9 mesi.
Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
Non congelare.
Tenere il flaconcino nell'imballaggio esterno per tenerlo al riparo dalla luce.
10, o 25, o 50, o 100, o 200 ml di soluzione in flaconcino (vetro tipo I) con tappo (bromobutile).
Confezioni da 1 flaconcino.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate
Il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea prima dell'uso.
Nel caso in cui sia necessaria la diluizione, si raccomanda una soluzione di glucosio al 5%.
Per ottenere una soluzione di immunoglobuline di 50 mg/ml (5%), è necessario diluire 100 mg/ml di KIOVIG (10%) con una uguale quantità di soluzione di glucosio.
Si raccomanda di ridurre al minimo il rischio di contaminazione microbica durante la diluizione.
Eventuali eventi avversi correlati alle infusioni devono essere trattati riducendo la velocità di infusione o interrompendola.
Il prodotto deve essere sottoposto a ispezione visiva per rilevare eventuale particolato o decolorazione prima della somministrazione.
Non usare in caso di presenza di particolato o di decolorazione.
Devono essere somministrate esclusivamente soluzioni limpide o leggermente opalescenti e incolori o di colore giallo chiaro.
KIOVIG deve essere somministrato solo per via endovenosa.
Non sono state valutate altre modalità di somministrazione.
Il prodotto non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti secondo le normative in vigore nel luogo di utilizzo.
Baxter AG Industriestrasse 67 A-1221 Vienna, Austria
EU/1/05/329/001 EU/1/05/329/002 EU/1/05/329/003 EU/1/05/329/004 EU/1/05/329/005
19/01/2006
Dettagliate informazioni sul prodotto sono disponibili sul sito web della Agenzia Europea dei M
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