Glucophage 850 mg compresse rivestite con film.
Ogni compressa rivestita con film contiene metformina cloridrato 850 mg corrispondente a 662,9 mg di metformina base.
Per gli eccipienti vedere paragrafo 6.1.
Compresse rivestite. Compresse rivestite con film, bianche, circolari, convesse.
Trattamento del diabete mellito di Tipo II, in particolare nei pazienti in sovrappeso, quando il controllo del regime alimentare e l’esercizio fisico da soli non sono sufficienti per un adeguato controllo della glicemia. Negli adulti, Glucophage 850 mg compresse rivestite con film può essere utilizzato in monoterapia o in combinazione con altri antidiabetici orali o con l’insulina. Nei bambini di età superiore ai 10 anni e negli adolescenti, Glucophage 850 mg compresse rivestite con film può essere utilizzato in monoterapia o in combinazione con l’insulina. E' stata dimostrata una riduzione delle complicanze del diabete nei pazienti adulti in sovrappeso affetti da diabete di tipo 2 trattati con metformina come terapia di prima linea dopo il fallimento del regime alimentare (vedere 5.1 Proprietà farmacodinamiche).
Adulti:Monoterapia e combinazione
con altri farmaci antidiabetici orali: Di norma
la dose iniziale è di una compressa
2 o 3 volte al giorno
assunta durante o dopo i pasti. Dopo
10-15
giorni
la
dose
va
adeguata
sulla
base
del
tasso
ematico
di
glucosio.
Un
incremento
graduale del dosaggio può
migliorare la tollerabilità gastrointestinale.La dose massima
raccomandata di
metformina
è di 3 g al giorno. In
caso
di
passaggio da
un
altro farmaco
antidiabetico
orale
alla
metformina:
interrompere
il farmaco
precedente e iniziare con la metformina
alla dose sopra indicata. Combinazione
con l'insulinaLa metformina e l'insulina possono essere usate in associazione per migliorare il controllo del tasso ematicodi glucosio.
La metformina viene somministrata alla dose iniziale normale di 2-3 volte il
giorno, mentre la dose di insulina viene adeguata sulla base
del tasso ematico del glucosio. Anziani: a
causa
della
potenziale
riduzione
della
funzione
renale
nei
soggetti
anziani,
il
dosaggio
di metformina
deve
essere
adeguato
sulla
base
della
funzione
renale.
E'
pertanto
necessaria
una
valutazione regolare della
funzione renale (vedere
paragrafo 4-4). Bambini
e adolescenti:Ottobre 2006Monoterapia e combinazione
con insulina:
| | Glucophage 850 mg compresse rivestite con film può essere utilizzato nei bambini di età superiore | |
| ai 10 anni e negli adolescenti. | ||
| | Di norma la dose iniziale è di una compressa da 500 mg o 850 mg una volta al giorno, assunta | |
| durante o dopo i pasti. | ||
| |
Dopo 10-15 giorni la dose va adeguata sulla base del tasso ematico di glucosio. Un lento aumento |
|
|
del dosaggio può
migliorare la
tollerabilità
gastrointestinale. Il dosaggio massimo raccomandato di |
| 4.3- | Controindicazioni | |
| - | Ipersensibilità a metformina cloridrato o ad uno degli eccipienti. | |
| - | Chetoacidosi diabetica, pre-coma diabetico. | |
| - | Insufficienza renale o disfunzione renale (clearance della creatinina < 60 mL/min). | |
| - | Condizioni acute con possibilità di alterazione della funzione renale come: | |
| - disidratazione, | ||
| - infezione grave, | ||
| - shock, | ||
| - | somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati (vedere 4-4 Avvertenze speciali e | |
| speciali precauzioni d’impiego). | ||
| - | Malattie acute o croniche che possano provocare ipossia tissutale come: | |
| - insufficienza cardiaca o respiratoria, | ||
| - recente infarto miocardico, | ||
| - shock | ||
| - | Insufficienza epatica, intossicazione acuta da alcol, alcolismo | |
| - | Allattamento. |
| 4.4- | Avvertenze speciali e speciali precauzioni d’impiego |
Acidosi lattica:L'acidosi
lattica è una complicanza metabolica
rara ma grave (alto tasso di mortalità
in assenza di rapido trattamento), che può insorgere
in seguito ad un accumulo di metformina.
I casi riportati di
acidosi lattica in pazienti trattati
con metformina si sono verificati in
particolare in pazienti diabetici
affetti da insufficienza renale grave.
L'incidenza
dell'acidosi lattica può e deve essere ridotta valutando anche
altri fattori di rischio associati, come
diabete non controllato,
chetosi, digiuno prolungato,
eccessiva assunzione di alcol, insufficienza epatica
ed eventuali altre condizioni
associate all'ipossia. Diagnosi:L'acidosi
lattica è caratterizzata da una dispnea con acidosi, dolori
addominali
e ipotermia
seguiti da coma.
Gli esami diagnostici di laboratorio
mostrano
una diminuzione
del pH nel sangue,
livelli di lattatoplasmatico
superiori a 5 mmol/L, e un aumento
del gap anionico e del rapporto lattato/piruvato.
In caso di sospetta acidosi
metabolica, sospendere la metformina
e ricoverare il paziente immediatamente
(vedere paragrafo 4-9). Funzione renale:La metformina
viene escreta dai reni, quindi è
opportuno determinare
i livelli di creatinina sierica
prima
di iniziare il trattamento e in
seguito, con frequenza regolare:* almeno
una volta l'anno nei pazienti con
funzione renale normale,* almeno
due-quattro volte l'anno nei pazienti
con livelli di creatinina sierica al limite superiore del normale
e nei soggetti anzianiLa diminuzione
della funzione renale nei soggetti
anziani è frequente e asintomatica.
Un'attenzione specialeva riservata alle situazioni in cui può
venire compromessa
la funzione renale, ad esempio
quando s'inizia una terapia antipertensiva o una
terapia con diuretici e quando s'inizia una terapia con FANS. Somministrazione di agenti di contrasto
iodatiOttobre 2006La somministrazione
intravascolare di mezzi di contrasto
iodati negli
studi radiologici può portare ad un'insufficienza
renale: è quindi opportuno
interrompere
la metformina prima
o al momento
dell'esame, riprendendo la somministrazione
non prima
di 48 ore dopo l'esame e solo dopo
aver
controllato se la funzione renale è tornata normale (vedere paragrafo 4-5). ChirurgiaLa somministrazione
di metformina
cloridrato deve essere interrotta 48 ore prima di un intervento
chirurgico programmato in anestesia generale e di norma deve essere ripresa non prima di 48 ore dall'intervento. Bambini
e adolescenti: La
diagnosi
di
diabete
mellito
di
tipo
2
deve
essere
confermata
prima
di
cominciare
il
trattamento
con metformina. Non
sono
stati
riscontrati
effetti
della
metformina
sulla
crescita
e
sulla pubertà
durante
studi
clinici
controllati della durata di un anno, ma su questi punti specifici non sono disponibili dati a lungo termine.
E’ raccomandato pertanto un attento follow-up dell’effetto di metformina su questi parametri in bambini trattati con
metformina,
specialmente
nei prepuberi. Bambini
di età compresa
fra 10 e 12 anni: Sono stati inclusi
solo 15 soggetti di età compresa
tra i 10 e i 12 anni negli studi
clinici controllati condotti
in bambini e adolescenti.
Nonostante l’efficacia e la sicurezza nei bambini sotto i 12 anni non differissero da quelle riportate
per
i
bambini
più
grandi,
è
raccomandata
un’attenzione
particolare
quando
si
prescrive
metformina ai bambini
di età compresa
tra i 10 e i 12 anni. Altre precauzioni:- I pazienti dovranno
continuare
il loro regime alimentare
distribuendo regolarmente i
carboidrati durante il giorno.
I
pazienti in sovrappeso dovranno
continuare il
regime
alimentare ipocalorico.- I test di laboratorio
normalmente
previsti nei casi di diabete dovranno
essere eseguiti regolarmente. - La
metformina
da
sola
non
provoca
mai
ipoglicemia,
anche
se
si
consiglia
cautela
quando
viene usata in combinazione
con l'insulina o le sulfaniluree.
Combinazioni non raccomandate Alcol Aumento del rischio di acidosi lattica nelle intossicazioni acute da alcol, soprattutto nei casi di:
- digiuno o malnutrizione,
- insufficienza epatica.
Evitare il consumo di alcol e di farmaci contenenti alcol.
Agenti di contrasto iodati (vedere paragrafo 4.4) La somministrazione intravascolare di agenti di contrasto iodati può provocare un'insufficienza renale, con conseguente accumulo di metformina e rischio di acidosi lattica.
La metformina deve quindi essere interrotta prima o al momento dell'analisi, riprendendo la somministrazione non prima di 48 ore dopo l'esame e solo dopo aver controllato se la funzione renale è tornata normale.
Associazioni che richiedono precauzione Glucocorticoidi (per via sistemica e locale), beta-2.agonisti, e diuretici hanno attività iperglicemizzante intrinseca.
Informare il paziente ed eseguire controlli più frequenti della glicemia, soprattutto all'inizio del trattamento.
Se necessario adeguare il dosaggio del farmaco antidiabetico durante la terapia con l'altro farmaco e all'interruzione di quest'ultimo.
Gli ACE-inibitori possono ridurre la glicemia.
Se necessario, adeguare il dosaggio del farmaco antidiabetico durante la terapia con l'altro farmaco e all'interruzione di quest'ultimo.
Ottobre 2006 Attualmente non sono disponibili dati epidemiologici rilevanti.
Studi sugli animali non indicano effetti dannosi per quanto riguarda la gravidanza, lo sviluppo embrionale o fetale, il parto o lo sviluppo postnatale (vedere anche paragrafo 5.3).
Quando la paziente ha in programma una gravidanza e durante la gravidanza stessa, il diabete non va trattato con metformina ma è opportuno usare l'insulina per mantenere la glicemia più vicina possibile al normale, in modo da ridurre i rischi di malformazione fetale associati a livelli di glicemia anormali.
Nel topo in fase di allattamento, la metformina viene escreta nel latte.
Per l'uomo non sono disponibili dati analoghi e bisogna quindi decidere se interrompere l'allattamento o interrompere la metformina, considerando l'importanza che il composto ha per la madre.
Glucophage 850 mg compresse rivestite con film in monoterapia non provoca ipoglicemia, quindi non ha effetti sulla capacità di guidare o di usare macchinari. I pazienti dovranno tuttavia essere informati del rischio di ipoglicemia quando la metformina viene usata in combinazione con altri farmaci antidiabetici (sulfaniluree, insulina, repaglinide).
I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi durante il trattamento con metformina.
La loro frequenza è definita come segue:
molto comune:
>1/10; comune >1/100, <1/10; non comune >1/1.000, <1/100; rara >1/10.000, <1/1.000; molto rara
<1/10.000 e casi isolati.
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione:
Molto rari:
diminuzione dell’assorbimento di vitamina B12 con diminuzione dei livelli sierici durante l’utilizzo di metformina a lungo termine.
Si raccomanda di prendere in considerazione tale eziologia nei pazienti con anemia megaloblastica.
Molto rari:
Acidosi lattica (vedere paragrafo 4.4.
Speciali avvertenze e precauzioni d’impiego).
Alterazioni del sistema nervoso:
Comune:
Alterazioni del gusto.
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale:
Molto comune:
alterazioni dell’apparato gastrointestinale come nausea, vomito, diarrea, dolore addominale e perdita dell’appetito.
Questi effetti indesiderati si verificano più frequentemente durante l’inizio della terapia e si risolvono spontaneamente nella maggior parte dei casi.
Per prevenirli si raccomanda di assumere la metformina in 2 o 3 dosi giornaliere durante o dopo i pasti.
Anche un lento aumento del dosaggio può migliorare la tollerabilità gastrointestinale.
Alterazioni del sistema epatobiliare:
Casi isolati:
Alterazioni nei test di funzionalità epatica o epatite che si sono risolte in seguito a interruzione del trattamento con metformina.
Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
Molto rari:
Reazioni cutanee quali eritema, prurito, orticaria.
In dati pubblicati e successivi alla commercializzazione, e in studi clinici controllati su una limitata popolazione pediatrica tra i 10 e 16 anni trattata per un anno, le segnalazioni di eventi avversi erano simili in termini di gravità e di natura a quelle riportate per gli adulti.
Non sono state osservate forme di ipoglicemia con dosaggi di metformina fino a 85 g, benché in tali circostanze sia insorta un'acidosi lattica.
Forti sovradosaggi di metformina o rischi concomitanti possono portare all'acidosi lattica.
L'acidosi lattica rappresenta un caso medico di emergenza e va trattata in ospedale.
Il metodo più efficace per eliminare lattato e metformina è l'emodialisi.
Ottobre 2006
ANTIDIABETICI ORALI (A10BA02:
Tratto gastrointestinale e metabolismo) La metformina è una biguanide con effetti antiperglicemici, che riduce la glicemia basale e postprandiale.
Non stimola la secrezione di insulina e quindi non causa ipoglicemia.
La metformina può agire attraverso 3 meccanismi:
(1) riduzione della produzione del glucosio epatico attraverso l'inibizione della gluconeogenesi e della glicogenolisi; (2) nei muscoli, aumentando la sensibilità all'insulina, migliorando l'assorbimento e l'uso del glucosio periferico; (3) ritardando l'assorbimento intestinale del glucosio.
La metformina stimola la glicogenosintesi intracellulare agendo sulla glicogeno sintetasi.
La metformina aumenta la capacità di trasporto di tutti i tipi di trasportatori di membrana del glucosio (GLUT).
Nell'uomo, indipendentemente dall'azione sulla glicemia, la metformina ha effetti favorevoli sul metabolismo dei lipidi.
Questo fenomeno è stato dimostrato da studi clinici controllati a medio e lungo termine a dosi terapeutiche:
la metformina riduce i livelli di colesterolo totale, di colesterolo LDL e dei trigliceridi.
Efficacia clinica:
Lo studio prospettico randomizzato (UKPDS) ha dimostrato il beneficio a lungo termine del controllo intensivo della glicemia nei pazienti adulti con diabete di tipo 2.
Le analisi dei risultati sui pazienti in sovrappeso trattati con metformina dopo il fallimento del solo regime alimentare hanno dimostrato quanto segue:
- Una riduzione significativa del rischio assoluto di complicanze correlate al diabete nel gruppo trattato con metformina (29.8 eventi/ 1000 anni paziente) rispetto al solo regime alimentare (43.3 eventi/ 1000 anni paziente), p=0.0023, e rispetto ai gruppi trattati in monoterapia con insulina e sulfaniluree (40.1 eventi/ 1000 anni paziente), p=0.0034.
- Una riduzione significativa della mortalità correlata al diabete:
metformina 7.5 eventi/1000 anni paziente, solo regime alimentare 12.7 eventi/ 1000 anni paziente, p=0.017; - Una riduzione significativa del rischio assoluto di mortalità complessiva:
metformina 13.5 eventi/ 1000 anni paziente rispetto al solo regime alimentare 20.6 eventi/ 1000 anni paziente (p=0.011), e rispetto ai gruppi trattati in monoterapia con insulina e sulfaniluree 18.9 eventi/ 1000 anni paziente (p=0.021); - Una notevole riduzione del rischio assoluto di infarto miocardico:
metformina 11 eventi/ 1000 anni paziente, solo regime alimentare 18 eventi/ 1000 anni paziente (p=0.01).
Per la metformina usata come terapia di seconda istanza in associazione con una sulfanilurea non sono stati riscontrati benefici nel risultato clinico.
Nei casi di diabete di tipo 1 è stata usata su alcuni pazienti selezionati l'associazione di metformina e insulina ma il vantaggio clinico di questa associazione non è stato formalmente determinato.
Studi clinici controllati su una limitata popolazione pediatrica tra i 10 e 16 anni trattata per un anno hanno dimostrato una risposta in termini di controllo glicemico simile a quella degli adulti.
Assorbimento:
Dopo una dose orale di metformina, la Tmax viene raggiunta in 2,5 ore.
La biodisponibilità assoluta di una compressa di metformina da 500 mg o 850 mg è circa del 50-60 % nei soggetti sani.
Dopo una dose orale la frazione non assorbita riscontrata nelle feci era del 20-30 %.
Ottobre 2006 Dopo somministrazione orale, l'assorbimento di metformina è saturabile e incompleto.
Si suppone che la farmacocinetica dell'assorbimento di metformina non sia lineare.
Ai dosaggi di metformina e con gli schemi di dosaggio normalmente applicati, le concentrazioni nel plasma in stato di equilibrio vengono raggiunte entro 24.48 ore e generalmente sono inferiori a 1 µg/mL.
In studi clinici controllati, i livelli massimi di metformina nel plasma (Cmax) non superavano 4 µg/mL, nemmeno ai dosaggi massimi.
L'alimentazione riduce e ritarda leggermente l'assorbimento di metformina.
In seguito alla somministrazione di una dose di 850 mg, sono stati osservati una concentrazione di picco nel plasma inferiore del 40%, una diminuzione del 25 % dell'AUC (area sotto la curva) e un prolungamento di 35 minuti del tempo necessario per arrivare alla concentrazione di picco nel plasma.
La rilevanza clinica di queste diminuzioni è sconosciuta.
Distribuzione:
Il legame alle proteine plasmatiche è trascurabile.
La metformina si distribuisce negli eritrociti.
Il picco nel sangue è inferiore al picco nel plasma e compare più o meno nello stesso tempo.
Gli eritrociti rappresentano molto probabilmente un compartimento di distribuzione secondario.
Il valore medio del Volume di distribuzione (Vd) è tra 63 e 276 L.
Metabolismo:
La metformina viene secreta inalterata nelle urine.
Nell'uomo non sono stati identificati metaboliti.
Eliminazione:
L'indice di clearance renale della metformina è di > 400 mL/min:
questo indica che la metformina viene eliminata tramite filtrazione glomerulare e secrezione tubulare.
In seguito ad una dose orale, l'emivita di eliminazione terminale apparente è di circa 6,5 ore.
Quando la funzione renale è compromessa, la clearance renale diminuisce proporzionalmente a quella della creatinina, con conseguente prolungamento dell'emivita di eliminazione e aumento dei livelli di metformina nel plasma.
Pediatria:
Studio in singola dose:
dopo singole dosi di 500 mg di metformina, i pazienti pediatrici hanno dimostrato un profilo farmacocinetico simile a quello osservato negli adulti sani.
Studi in dosi ripetute:
i dati sono limitati a uno studio.
Dopo dosi ripetute di 500 mg 2 volte al giorno per 7 giorni in pazienti pediatrici, il picco della concentrazione plasmatica (Cmax) e l’esposizione sistemica (AUC0-t) erano ridotte di circa il 33% e il 40%, rispettivamente, in confronto ad adulti diabetici trattati con dosi ripetute di 500 mg 2 volte al giorno per 14 giorni.
Dato che la dose è titolata individualmente in base al controllo glicemico, questo fatto è di limitata rilevanza clinica
Sulla base di studi convenzionali riguardanti la farmacologia di sicurezza, tossicità di dosaggi ripetuti, genotossicità, potenziale cancerogeno, tossicità della riproduzione, i dati preclinici non mostrano pericoli particolari per l'uomo.
Nucleo: Povidone K 30 Magnesio stearato Rivestimento: Ipromellosa
Ottobre 2006 Non pertinente.
5 anni
Nessuna precauzione speciale per la conservazione.
1(x100), 8, 9, 10, 14, 21, 30, 40, 50, 56, 60, 84, 90, 100, 120, 300, o 600 compresse in blister (PVC/Alluminio) 30, 60, 200, 300 o 600 compresse in flacone di plastica (polietilene) con capsula di chiusura (polipropilene). E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Nessuna istruzione in particolare.
MERCK S.p.A.
Via Stephenson 94 20157.
Milano
Glucophage 850 mg 40 compresse rivestite A.I.C.
n.
017758020/M
ND
10 DATA DELLA REVISIONE DEL TESTO O
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