FORSTEO 20 microgrammi/80 microlitri, soluzione iniettabile, in una penna preriempita.
Una penna preriempita da 3 ml contiene 750 microgrammi di teriparatide (corrispondenti ad una concentrazione di 250 microgrammi per millilitro).
Ogni dose contiene 20 microgrammi di teriparatide.
La penna preriempita è concepita per 28 giorni di trattamento.
Teriparatide, rhPTH(1.34), (FORSTEO), prodotto in E.
coli usando la tecnologia del DNA ricombinante, è identico alla sequenza con aminoacido 34 N-terminale dell’ormone paratiroideo umano endogeno.
Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Soluzione iniettabile in una penna preriempita.
Soluzione incolore, limpida.
Trattamento dell’osteoporosi nelle donne in postmenopausa e negli uomini ad aumentato rischio di frattura (vedere paragrafo 5.1).
Nelle donne in postmenopausa, è stata dimostrata una riduzione significativa nell’incidenza delle fratture vertebrali e non vertebrali, ma non delle fratture femorali.
Trattamento dell’osteoporosi indotta da una prolungata terapia con glucocorticoidi per via sistemica nelle donne e negli uomini ad aumentato rischio di frattura (vedere paragrafo 5.1).
La dose raccomandata di FORSTEO è 20 microgrammi somministrata una volta al giorno per iniezione sottocutanea nella coscia o nell’addome.
I pazienti devono essere istruiti a seguire tecniche d’iniezione appropriate (vedere paragrafo 6.6).
E’ disponibile anche un Manuale per l’Utente per istruire i pazienti ad un corretto uso della penna.
La durata massima totale del trattamento con FORSTEO deve essere 18 mesi (vedere paragrafo 4.4).
Il trattamento con FORSTEO della durata di 18 mesi non deve essere ripetuto nell’arco di vita del paziente.
Si consiglia l’integrazione con calcio e vitamina D nei pazienti in cui l’assunzione di queste sostanze con la dieta è inadeguata.
Dopo la conclusione della terapia con FORSTEO, i pazienti possono proseguire con altre terapie per l’osteoporosi.
Uso nell’insufficienza renale:
Nei pazienti con insufficienza renale grave FORSTEO non deve essere usato (vedere paragrafo 4.3).
Nei pazienti con insufficienza renale di grado moderato, FORSTEO deve essere usato con cautela.
Uso nell’insufficienza epatica:
Nei pazienti con alterazione della funzionalità epatica non vi sono dati disponibili (vedere paragrafo 5.3).
Popolazioni specifiche:
Bambini Non si ha esperienza nei bambini.
FORSTEO non deve essere usato nei pazienti pediatrici o in giovani adulti con epifisi non saldate.
Pazienti anziani Non è richiesto un aggiustamento della dose in base all’età (vedere paragrafo 5.2).
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Gravidanza e allattamento (vedere paragrafi 4.4 e 4.6). Ipercalcemia preesistente. Grave insufficienza renale. Malattie metaboliche delle ossa diverse dall’osteoporosi primaria (compresi l’iperparatiroidismo e la malattia ossea di Paget). Aumenti ingiustificati della fosfatasi alcalina. Precedente terapia radiante dello scheletro da fonte esterna o da fonte interna (impianto). I pazienti con tumori maligni allo scheletro o con metastasi ossee devono essere esclusi dal trattamento con teriparatide.
Nei pazienti con valori normali della calcemia, dopo iniezione di teriparatide sono stati osservati aumenti lievi e transitori delle concentrazioni sieriche di calcio.
Dopo ogni dose di teriparatide le concentrazioni sieriche di calcio raggiungono un massimo tra le 4 e le 6 ore, per tornare poi ai valori basali entro 16 - 24 ore.
Durante la terapia non è richiesto un monitoraggio del calcio di routine.
Pertanto se vengono prelevati campioni di sangue da un paziente, il prelievo deve essere eseguito almeno 16 ore dopo l’iniezione di FORSTEO più recente.
FORSTEO può determinare piccoli aumenti dell’eliminazione urinaria di calcio, ma l’incidenza dell’ipercalciuria non è risultata diversa da quella riscontrata in pazienti trattati con placebo nel corso degli studi clinici.
FORSTEO non è stato studiato in pazienti con urolitiasi in fase attiva.
FORSTEO deve essere usato con cautela nei pazienti con urolitiasi in fase attiva o recente perché può potenzialmente peggiorare questa condizione.
Negli studi clinici a breve termine con FORSTEO, sono stati osservati episodi isolati di ipotensione ortostatica transitoria.
In genere tali eventi iniziavano entro 4 ore dalla somministrazione della dose e si risolvevano spontaneamente entro un periodo di tempo variabile da alcuni minuti a poche ore.
Nel caso di ipotensione ortostatica transitoria, questa si manifestava a seguito delle prime somministrazioni, si attenuava facendo assumere ai soggetti una posizione distesa e non precludeva la continuazione del trattamento.
Si deve osservare cautela nei pazienti con moderata insufficienza renale.
Nella popolazione adulta più giovane, incluse le donne in premenopausa, l’esperienza è limitata (vedere paragrafo 5.1).
In questo gruppo di popolazione il trattamento deve essere cominciato solo se il beneficio è chiaramente superiore ai rischi.
Le donne in età fertile devono fare uso di un efficace contraccettivo durante l’uso di FORSTEO.
Se si verifica la gravidanza, l’uso di FORSTEO deve essere sospeso.
Studi condotti su ratti con somministrazione a lungo termine di teriparatide indicano una maggiore incidenza di osteosarcoma (vedere paragrafo 5.3).
Fino a che ulteriori dati clinici non saranno disponibili, la durata del trattamento raccomandata di 18 mesi non deve essere superata.
FORSTEO è stato valutato in studi di interazione farmacodinamica con idroclorotiazide.
Non sono state osservate interazioni clinicamente significative.
La somministrazione contemporanea di raloxifene o della terapia ormonale sostitutiva con FORSTEO non ha modificato gli effetti di FORSTEO sul calcio sierico od urinario o sugli eventi clinici avversi.
In uno studio su 15 soggetti sani cui veniva somministrata giornalmente digoxina fino al raggiungimento dello steady-state, una singola dose di FORSTEO non ha modificato l’effetto cardiaco della digoxina.
Tuttavia, sporadici case reports hanno suggerito che l’ipercalcemia può predisporre i pazienti ad una tossicità da digitale.
Poiché FORSTEO determina transitoriamente aumenti della calcemia, FORSTEO deve essere usato con cautela nei pazienti che assumono digitale.
Raccomandazione generale Studi effettuati sui conigli hanno evidenziato una tossicità sul sistema riproduttivo (vedere paragrafo 5.3).
L’effetto di teriparatide sullo sviluppo del feto umano non è stato studiato.
Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.
Non è noto se teriparatide venga escreto nel latte materno.
L’uso di FORSTEO è controindicato durante la gravidanza e l’allattamento.
Donne in età fertile/Contraccezione nelle donne Le donne in età fertile devono fare uso di un efficace contraccettivo durante l’uso di FORSTEO.
Se si verifica la gravidanza, l’uso di FORSTEO deve essere sospeso.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Tuttavia, in maniera transitoria, in alcuni pazienti è stata osservata ipotensione ortostatica o vertigine.
Questi pazienti devono astenersi dalla guida o dall’uso di macchinari fino a che i sintomi non siano scomparsi.
Negli studi clinici con
teriparatide, l’82,8 % dei pazienti trattati con FORSTEO e l’84,5 % di
quelli trattati con placebo riportarono almeno 1 evento avverso. Gli eventi avversi più comunemente riportati nei pazienti trattati con FORSTEO
sono nausea, dolore agli arti, cefalea e vertigini.
Le tabelle 1, 2 e 3 mostrano
una visione d’insieme di tutti gli eventiavversi emergenti al trattamento che sono stati osservati nei soggetti in
studio, indipendentemente dauna relazione causale.
I seguenti eventi sono stati osservati negli studi
clinici in 1-382 pazienti.
| Tabella 1Eventi avversi molto comuni (³ 1/10) | |||
| Classificazione per sistemi eorgani | Evento avverso | FORSTEON = 691 (%) | PlaceboN = 691 (%) |
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico, del tessuto connettivo e tessuto osseo | Dolore agli arti | 10,0 | 9,0 |
| Tabella 2Eventi avversi comuni (³ 1/100, < 1/10) | |||
| Classificazione per sistemi eorgani | Evento avverso | FORSTEON = 691 (%) | PlaceboN = 691 (%) |
| Patologie del sistemaemolinfopoietico | Anemia | 1,7 | 1,3 |
| Disturbi del metabolismo edella nutrizione | Ipercolesterolemia | 2,6 | 2,3 |
| Disturbi psichiatrici | Depressione | 4,1 | 2,5 |
| Patologie del sistema nervoso | CapogiroCefaleaSciatica | 8,07,71,3 | 5,27,40,7 |
| Patologie dell’orecchio e dellabirinto | Vertigine | 3,6 | 2,5 |
| Patologie cardiache | Palpitazioni | 1,4 | 1,2 |
| Patologie vascolari | Ipotensione | 1,0 | 1,0 |
| Patologie respiratorie, toracichee mediastiniche | Dispnea | 3,3 | 2,3 |
| Patologie gastrointestinali | NauseaVomitoErnia iataleMalattia da Reflusso Gastroesofageo | 8,53,31,01,0 | 6,22,60,90,4 |
| Patologie della cute e deltessuto sottocutaneo | Sudorazione aumentata | 1,9 | 1,3 |
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico, del tessuto connettivo e tessuto osseo | Crampi muscolari | 3,6 | 2,9 |
| Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazione | AffaticamentoDolore toracicoAstenia | 4,83,81,6 | 4,33,51,2 |
| Tabella 3Eventi avversi non comuni (³ 1/1-000, < 1/100) | |||
| Classificazione per sistemi eorgani | Evento avverso | FORSTEON = 691 (%) | PlaceboN = 691 (%) |
| Patologie cardiache | Tachicardia | 0,9 | 0,9 |
| Patologie respiratorie, toracichee mediastiniche | Enfisema | 0,3 | 0 |
| Patologie gastrointestinali | Emorroidi | 0,9 | 0,4 |
| Patologie renali e urinarie | Incontinenza urinariaPoliuriaUrgenza di iniziare la minzione | 0,60,30,3 | 0,30,10 |
| Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazione | Eritema nel sito di iniezioneReazione nel sito di iniezione | 0,70,3 | 00,1 |
| Esami diagnostici | Aumento del peso corporeoSoffio cardiaco | 0,70,4 | 0,30,1 |
FORSTEO aumenta le
concentrazioni sieriche di acido urico.
Negli studi clinici, il 2,8 % dei
pazienti trattati con FORSTEO ebbero concentrazioni sieriche di acido urico al
di sopra del limite superiore del valore normale rispetto allo 0,7 % dei
pazienti trattati con placebo.
Comunque, l’iperuricemia non ha determinato un
aumento dei casi di gotta, artralgie, o urolitiasi. In un ampio studio clinico, nel 2,8 % delle donne che hanno ricevuto FORSTEO
sono stati trovati anticorpi che presentavano una reazione crociata con
teriparatide.
Abitualmente, gli anticorpi venivano inizialmente scoperti dopo 12
mesi di trattamento e diminuivano dopo la cessazione della terapia.
Nonci fu evidenza di reazioni di ipersensibilità, di reazioni allergiche, di
effetti sulla calcemia o di effetti sulla risposta BMD. La seguente tabella delle
reazioni avverse si basa su segnalazioni spontanee dopo commercializzazione. Per la classificazione delle reazioni avverse viene usata la seguente
convenzione: molto comune(≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1-000,
< 1/100), raro (≥
1/10-000, < 1/1-000),molto
raro (< 1/10-000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei
dati disponibili).
| Classificazione per sistemie organi | Reazioni avverse |
| Patologie sistemiche econdizioni relative alla sede di somministrazione | Rari: Eventuali eventi allergici entro breve tempo dopo l’iniezione:dispnea acuta, edema orale/facciale, orticaria generalizzata, dolore toracico, edema (soprattutto periferico).Comuni: Lievi e transitori eventi nel sito di iniezione, comprendenti dolore, edema, eritema, ecchimosi circoscritta, prurito e minimo sanguinamento nel sito di iniezione. |
| Disturbi del metabolismo edella nutrizione | Non comuni: Ipercalcemia superiore a 2,76 mmol/l (11 mg/dl).Rari: Ipercalcemia superiore a 3,25 mmol/l (13 mg/dl). |
| Patologie del sistemamuscoloscheletrico, del tessuto connettivo e tessuto osseo | Non comuni: Mialgia, artralgia.Non noti: crampo/dolore alla schiena*. |
| Esami diagnostici | Non comuni: aumento della fosfatasi alcalina. |
*Casi gravi di crampo o dolore alla schiena sono stati riportati nei minuti successivi all’iniezione.
Segni e sintomi:
Nel corso di studi clinici non sono stati riportati casi di sovradosaggio.
FORSTEO è stato somministrato in dosi singole fino a 100 microgrammi e in dosi ripetute fino a 60 microgrammi/die per 6 settimane.
Gli effetti del sovradosaggio che potrebbero essere attesi comprendono una ipercalcemia ritardata ed il rischio di ipotensione ortostatica.
Possono verificarsi anche nausea, vomito, vertigine e cefalea.
Esperienza di sovradosaggio basata su segnalazioni spontanee dopo commercializzazione:
Fra le segnalazioni spontanee dopo commercializzazione, ci sono stati casi di errori nella somministrazione del farmaco in cui l’intero contenuto della penna con teriparatide (fino a 800 microgrammi) era stato somministrato come dose singola.
Gli eventi transitori riportati hanno compreso nausea, debolezza/letargia e ipotensione.
In alcuni casi, a seguito del sovradosaggio non si è verificato nessun evento avverso.
Non sono stati riferiti casi mortali associati al sovradosaggio.
Trattamento del sovradosaggio:
Non esiste un antidoto specifico per FORSTEO.
Il trattamento di un sospetto sovradosaggio deve comprendere la sospensione transitoria di FORSTEO, il monitoraggio della calcemia e l’attuazione di appropriate misure di supporto, come l’idratazione.
Categoria farmacoterapeutica: Calcio-omeostatici, codice ATC: H05 AA02.
Meccanismo d’azioneL’ormone paratiroideo endogeno con 84 aminoacidi (PTH) è il principale
regolatore del metabolismodel
calcio e del fosfato nelle ossa e nei reni.
FORSTEO (rhPTH(1-34)) è il frammento
attivo (1-34) dell'ormone paratiroideo umano endogeno.
Le azioni fisiologiche
del PTH comprendono la stimolazione dell’osteogenesi mediante effetti diretti
sulle cellule deputate alla formazione di osso (osteoblasti) aumentando
indirettamente l’assorbimento intestinale di calcio ed aumentando il
riassorbimento tubulare di calcio e l’eliminazione renale di fosfato. Effetti farmacodinamiciFORSTEO è una sostanza che ricostituisce le ossa per il trattamento
dell’osteoporosi.
Gli effetti diFORSTEO sullo scheletro dipendono dal tipo di esposizione sistemica.
La
somministrazione di FORSTEO una volta al giorno aumenta l’apposizione di nuovo
osso sulle superfici trabecolari e corticali dell’osso mediante stimolazione
preferenziale dell’attività osteoblastica rispetto a quella osteoclastica. Efficacia clinica Fattori di rischioFattori di rischio indipendenti, come ad esempio la bassa BMD, l’età,
l’esistenza di una precedente frattura, una storia familiare di fratture
dell’estremità prossimale del femore, l’alto turnover osseo edun basso indice di massa corporea devono essere considerati al fine di
identificare le donne e gliuomini ad aumentato rischio di fratture osteoporotiche che potrebbero trarre
beneficio dal trattamento. Le donne in premenopausa con osteoporosi indotta dai glucocorticoidi devono
essere considerate adalto rischio di frattura se hanno una frattura prevalente od una combinazione di
fattori di rischio che le posizionano ad alto rischio di frattura (ad es., bassa
densità ossea [ad es., T-score £ -2]), unaprolungata terapia con glucocorticoidi ad alte dosi [ad esempio, ≥ 7,5 mg/die
per almeno 6 mesi], marcata attività della malattia sottostante, bassi livelli
di steroidi sessuali). Donne in postmenopausa: Lo studio principale comprendeva 1-637 donne in postmenopausa (con età media di
69,5 anni).
Al basale, il 90 % delle pazienti aveva una o più fratture
vertebrali e, in media, la BMD vertebrale era di0,82 g/cm2 (equivalente ad un T-score = -2,6).
Ogni giorno tutte le pazienti
ricevevano 1-000 mg di calcio ed almeno 400 UI di vitamina D.
I risultati dopo
un periodo di trattamento con FORSTEO finoa 24 mesi (mediamente: 19 mesi) dimostrano una riduzione statisticamente
significativa della frattura(Tabella 4).
Per prevenire la comparsa di una o più nuove fratture vertebrali,
11 donne dovevano essere trattate mediamente per 19 mesi.Tabella 4
| Incidenza della frattura nelle donne in postmenopausa | |||
| Placebo(N = 544) (%) | FORSTEO(N = 541) (%) | Rischio relativo(CI 95 %)verso placebo | |
| Nuove fratture vertebrali (≥ 1)a | 14,3 | 5,0b | 0,35(0,22, 0,55) |
| Fratture vertebrali multiple (≥ 2)a | 4,9 | 1,1b | 0,23(0,09, 0,60) |
| Fratture non vertebrali da fragilitàc | 5,5 | 2,6d | 0,47(0,25, 0,87) |
| Fratture non vertebrali da fragilità nei siti maggioric (estremità prossimale del femore, radio,omero, coste e pelvi) | 3,9 | 1,5d | 0,38(0,17, 0,86) |
Abbreviazioni: N = numero dei pazienti randomizzati assegnati a ciascun gruppo
di trattamento;CI = Intervallo
di Confidenza. aL’incidenza delle fratture vertebrali è stata valutata in 448 pazienti trattati
con placebo e in444 pazienti
trattati con FORSTEO, a cui erano state effettuate radiografie della colonna
vertebrale al basale e successivamente.bp £ 0.001 confrontato con placebocNon è stata dimostrata una riduzione significativa nell’incidenza delle
fratture femoralidp £ 0.025 confrontato con placebo Dopo un periodo di trattamento (medio) di 19 mesi, la densità minerale ossea
(BMD) era aumentata a livello del tratto lombare della colonna vertebrale e del
femore in toto, rispettivamente, del 9% e del4%, rispetto al placebo (p < 0.001). Efficacia sulla frattura
post-trattamento: A seguito del trattamento con FORSTEO, 1-262 donne in
postmenopausa dello studio principale furono arruolate in uno studio di
follow-up post-trattamento.
L’obiettivo primario dello studio era di raccogliere
dati sulla sicurezza di FORSTEO.
Durante questo periodo osservazionale, sono
stati consentiti altri trattamenti per l’osteoporosi e fu effettuata una
valutazione aggiuntiva delle fratture vertebrali. Durante un periodo medio
di 18 mesi dopo la sospensione del trattamento con FORSTEO, ci fu una riduzione
del 41% (p = 0.004) rispetto al placebo del numero delle pazienti con un minimo
di una nuova frattura vertebrale. Osteoporosi maschile: 437 pazienti maschi (età
media di 58,7 anni) con osteoporosi ipogonadica (definita in base a bassi
livelli mattutini di testosterone libero o di un elevato valore di FSH o di LH)
o idiopatica sono stati arruolati in uno studio clinico.
I valori basali medi
del T-score relativo alla BMD della colonna vertebrale e del collo del femore
erano di -2,2 e -2,1, rispettivamente.
Al basale, il 35% dei pazienti aveva
avuto una frattura vertebrale ed il 59% aveva avuto una frattura non vertebrale. Tutti i pazienti ricevevano ogni giorno 1-000 mg di calcio ed almeno 400 UI di
vitamina D.
La BMDnel tratto lombare della colonna vertebrale aumentò in maniera significativa
entro 3 mesi.
Dopo12 mesi, la
BMD era aumentata a livello del tratto lombare della colonna vertebrale e del
femore in toto, rispettivamente, del 5% e dell’1%, rispetto al placebo.
Comunque, non è stato dimostrato alcun effetto significativo sulle frequenze
della frattura.Osteoporosi indotta da
glucocorticoidi: L’efficacia di FORSTEO in
uomini e donne (N = 428) che ricevevano una prolungata terapia con
glucocorticoidi per via sistemica (equivalente a 5 o più mg di prednisone per
almeno 3 mesi) è stata dimostrata in uno studio in doppio cieco, randomizzato,
della durata di 18 mesi e controllato verso un comparatore attivo (alendronato
10 mg/die).
Al basale, il 28% dei pazienti aveva una o più fratture vertebrali
confermate radiograficamente.
Tutti i pazienti ricevevano 1-000 mg di calcio e
800 UI di vitamina D al giorno.Questo studio includeva donne in postmenopausa (N = 277), donne in premenopausa
(N = 67) eduomini (N = 83).
Al basale, le donne in postmenopausa avevano un’età media di 61
anni, una BMD a livello del tratto lombare della colonna vertebrale con un
T-score medio di -2,7, mediamente una dose equivalente di prednisone di 7,5
mg/die, e il 34% aveva una o più fratture vertebrali confermate
radiograficamente; le donne in premenopausa avevano un’età media di 37 anni, una
BMD a livello del tratto lombare della colonna vertebrale con un T-score medio
di -2,5, mediamente una doseequivalente di prednisone di 10 mg/die, e il 9% aveva una o più fratture
vertebrali confermateradiograficamente; gli uomini avevano un’età media di 57 anni, una BMD a livello
del tratto lombaredella colonna vertebrale con un
T-score medio di -2,2, mediamente una dose equivalente di prednisonedi 10 mg/die, e il 24% aveva
una o più fratture vertebrali confermate radiograficamente. Il 69% dei pazienti ha
completato i 18 mesi dello studio.
Al termine, FORSTEO aveva aumentato
significativamente la BMD a livello del tratto lombare della colonna vertebrale
(7,2%) rispetto all’alendronato (3,4%) (p < 0.001).
FORSTEO aveva aumentato la
BMD a livello del femore in toto (3,6%) rispetto all’alendronato (2,2%) (p <
0.01), così come a livello del collo del femore (3,7%) rispetto all’alendronato
(2,1%) (p < 0.05).Un’analisi preliminare di 336
radiografie alla colonna vertebrale mostrava che 10 pazienti nel gruppo con
alendronato (6,1%) aveva presentato una nuova frattura vertebrale rispetto ad 1
paziente nelgruppo con FORSTEO (0,6%).
Inoltre, 9 pazienti nel gruppo con alendronato (4,2%) aveva presentato una
frattura non vertebrale rispetto a 12 pazienti nel gruppo con FORSTEO (5,6%). Nelle donne in premenopausa,
l’aumento della BMD dal basale al finale risultava significativamentepiù grande nel gruppo con
FORSTEO rispetto al gruppo con alendronato a livello del tratto lombare della
colonna vertebrale (4,2% rispetto a -1,9%; p < 0.001) ed a livello del femore in
toto (3,8% rispetto a 0,9%; p = 0.005).
Comunque, non era dimostrato nessun
effetto significativo sulle percentuali di frattura.
FORSTEO viene eliminato mediante clearance epatica ed extra-epatica (circa 62 l/ora nelle donne e 94 l/ora negli uomini).
Il volume di distribuzione è circa 1,7 l/kg.
L’emivita di FORSTEO è approssimativamente di 1 ora quando viene somministrato per via sottocutanea, che rispecchia il tempo richiesto per l’assorbimento dal sito di iniezione.
Non sono stati effettuati con FORSTEO studi sul metabolismo e sull’eliminazione ma si ritiene che il metabolismo periferico dell’ormone paratiroideo si svolga essenzialmente nel fegato e nei reni.
Caratteristiche del paziente:
Anziani Non sono state rilevate differenze nella farmacocinetica di FORSTEO in relazione all’età (intervallo da 31 a 85 anni).
Non è richiesto un aggiustamento della dose in base all’età.
Teriparatide non è risultato genotossico in una serie standard di test, né ha prodotto effetti teratogeni su ratti, topi o conigli.
Non sono stati osservati effetti importanti nei ratti e nei topi in gravidanza cui era stato somministrato teriparatide a dosi giornaliere da 30 a 1.000 mcg/kg.
Comunque, nei conigli in gravidanza cui erano state somministrate dosi giornaliere da 3 a 100 mcg/kg si aveva riassorbimento fetale e riduzione della prole.
L’embriotossicità che si osservava nei conigli può essere correlata alla loro maggiore sensibilità agli effetti del PTH sul calcio ionizzato ematico in confronto ai roditori.
Ratti trattati con iniezioni quotidiane per un periodo di tempo approssimativamente uguale alla durata del loro ciclo vitale hanno avuto una ricostituzione eccessiva dell’osso dose-dipendente ed un’aumentata incidenza di osteosarcoma molto probabilmente dovuta ad un meccanismo epigenetico.
Teriparatide non ha aumentato l’incidenza di un qualsiasi altro tipo di neoplasia nei ratti.
A causa delle differenze nella fisiologia dell’osso tra ratti ed essere umani, l’importanza clinica di queste scoperte è probabilmente minore.
Nessun tumore osseo è stato osservato nelle scimmie ovariectomizzate trattate per 18 mesi.
In aggiunta, nessun osteosarcoma è stato osservato negli studi clinici o durante lo studio di follow-up post-trattamento.
Studi su animali hanno dimostrato che un flusso ematico notevolmente ridotto a livello epatico diminuisce l’esposizione del PTH al principale sistema di clivaggio (cellule epatiche del Kupffer) e, di conseguenza, la clearance del PTH (1.84).
Acido acetico glaciale Acetato di sodio (anidro) Mannitolo Metacresolo (conservante) Acido cloridrico Idrossido di sodio Acqua per preparazioni iniettabili Soluzione di acido cloridrico e/o di idrossido di sodio può essere aggiunta per aggiustare il pH.
In assenza di studi di compatibilità, questo prodotto medicinale non deve essere mescolato con altri prodotti medicinali.
2 anni.
La stabilità chimica, fisica e microbiologica del prodotto in uso è stata dimostrata per 28 giorni ad una temperatura compresa tra 2°C e 8°C.
Dopo il primo utilizzo, il prodotto può essere conservato per un massimo di 28 giorni a temperatura compresa tra 2°C e 8°C.
Altre modalità e tempi di conservazione del prodotto in uso sono di responsabilità dell’utente.
Conservare sempre in frigorifero (2°C-8°C).
Subito dopo l’uso la penna deve essere riposta in frigorifero.
Non congelare.
Non conservare il dispositivo per l’iniezione con l’ago inserito.
3 ml di soluzione in cartuccia (di vetro siliconato di Tipo I), con un pistone (in gomma alobutilica), chiusura a disco (laminato in gomma poliisoprene/bromobutile) e un cappuccio con ghiera (in alluminio) assemblati in un dispositivo a penna.
FORSTEO è disponibile in confezioni da 1 e 3 penne.
Ogni penna contiene 28 dosi da 20 microgrammi (per 80 microlitri).
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
FORSTEO è una penna preriempita ed è destinata per il solo impiego da parte di un singolo paziente.
Per ciascuna iniezione deve essere usato un ago nuovo, sterile.
Ogni confezione di FORSTEO è fornita con un manuale per l’utente che descrive in maniera completa le modalità di uso della penna.
Gli aghi non sono inclusi nella confezione.
Il dispositivo può essere usato con aghi da iniezione per la penna da insulina.
Dopo ogni iniezione, la penna con FORSTEO deve essere riposta in frigorifero.
FORSTEO non deve essere usato se la soluzione appare torbida, colorata o contiene particelle.
Fare riferimento anche al Manuale per l’Utente per le istruzioni su come usare la penna.
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Eli Lilly Nederland B.V., Grootslag 1.5, NL-3991 RA Houten, Paesi Bassi.
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Data della prima autorizzazione: 10 Giugno 2003.
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