Femara ® 2,5 mg compresse rivestite con film
Principio attivo: letrozolo Ciascuna compressa rivestita contiene 2,5 mg di letrozolo. Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1 "Lista degli eccipienti".
Compresse rivestite con film.
Compresse rivestite, giallo scuro, rotondeggianti, leggermente biconvesse con i bordi smussati.
Una parte riporta impressa la scritta "FV" e l'altra "CG".
- Trattamento adiuvante del carcinoma mammario in fase precoce in donne in postmenopausa con stato recettoriale ormonale positivo. - Trattamento adiuvante del carcinoma mammario ormonosensibile in fase precoce in donne in postmenopausa dopo trattamento adiuvante standard con tamoxifene della durata di 5 anni. - Trattamento di prima linea del carcinoma mammario ormonosensibile, in fase avanzata, in donne in postmenopausa. - Trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata in donne in postmenopausa naturale o artificialmente indotta, dopo ripresa o progressione della malattia che siano state trattate in precedenza con antiestrogeni. L’efficacia non è stata dimostrata in pazienti con stato recettoriale estrogenico negativo.
Pazienti adulte e anziane La dose consigliata di Femara è di 2,5 mg una volta al giorno.
Non è richiesta alcuna modifica del dosaggio nelle pazienti anziane.
Nel trattamento adiuvante, si raccomanda di continuare la terapia con Femara per 5 anni o fino a recidiva.
Nel trattamento adiuvante, è disponibile un’esperienza clinica di 2 anni (la durata mediana del trattamento è stata di 25 mesi).
Nel trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene è disponibile un’esperienza clinica di 3 anni (durata mediana del trattamento).
Nelle pazienti con malattia avanzata o metastatica, il trattamento con Femara deve essere continuato finchè la progressione tumorale diventa evidente.
FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 2.
Bambini Non pertinente.
Pazienti con compromissione della funzionalità epatica e/o renale Non è richiesto alcun adattamento della dose nelle pazienti con insufficienza renale con clearance della creatinina superiore a 30 ml/min.
I dati disponibili non sono conclusivi in caso di insufficienza renale con clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min o in pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d'impiego” e 5.2 “Proprietà farmacocinetiche").
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Stato ormonale premenopausale; gravidanza, allattamento (vedere paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”).
Femara non è stato studiato in un numero sufficiente di pazienti con una clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min.
Femara è stato valutato solo in un limitato numero di pazienti senza metastasi con vari gradi di funzionalità epatica:
insufficienza epatica da lieve a moderata e grave insufficienza epatica.
In volontari di sesso maschile, non affetti da tumore, con insufficienza epatica grave (cirrosi epatica e classe C secondo la scala Child-Pugh), l'esposizione sistemica e l'emivita terminale del prodotto erano aumentati di 2 - 3 volte rispetto ai volontari sani.
Pertanto, Femara deve essere somministrato in queste pazienti con cautela e dopo attenta considerazione del potenziale rapporto rischio/beneficio (vedere paragrafo 5.2 "Proprietà farmacocinetiche").
Femara è un agente potente nell’abbassare gli estrogeni.
Nel trattamento adiuvante e nel trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene, la durata mediana del follow-up di rispettivamente 30 e 39 mesi è insufficiente per valutare in modo completo il rischio di fratture associato ad un uso a lungo termine di letrozolo.
Le pazienti con anamnesi di osteoporosi e/o di fratture o con rischio aumentato di osteoporosi devono essere sottoposte ad una valutazione della densità minerale ossea prima dell’inizio del trattamento adiuvante e del trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene e devono essere monitorate per lo sviluppo di osteoporosi durante e dopo il trattamento con letrozolo.
Il trattamento o la profilassi dell’osteoporosi devono essere iniziati in modo appropriato e monitorati attentamente.
Studi clinici di interazione con la cimetidina ed il warfarin indicano che la somministrazione concomitante di Femara con questi farmaci non dà luogo ad interazioni clinicamente significative.
Inoltre, una revisione dei dati clinici disponibili indica che non c’è alcuna evidenza di altre interazioni clinicamente rilevanti con i farmaci comunemente prescritti.
Non vi è alcuna esperienza clinica relativa all’uso di Femara in associazione con altri farmaci antitumorali.
In vitro, il letrozolo inibisce gli isoenzimi 2A6 e, moderatamente 2C19 del citocromo P450.
I citocromi CYP2A6 e CYP3A4 non svolgono un ruolo importante nel FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 3.
metabolismo del farmaco.
Pertanto, deve essere usata cautela qualora sia necessario somministrare contemporaneamente farmaci la cui biodisponibilità dipenda principalmente da questi isoenzimi o il cui indice terapeutico sia ristretto.
Letrozolo è controindicato nelle donne prima della menopausa, durante la gravidanza o l’allattamento (vedere paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”).
Si raccomanda di prestare attenzione quando si guidano veicoli o si usano macchinari poichè, con l'uso di Femara, sono stati osservati stanchezza e capogiri ed è stata riportata, poco frequentemente, sonnolenza.
Femara è stato generalmente ben tollerato nel corso di tutti gli studi clinici come trattamento di prima e seconda linea del carcinoma mammario in fase avanzata e come trattamento adiuvante del carcinoma mammario in fase precoce.
Fino a circa un terzo delle pazienti trattate con Femara nella fase metastatica, fino a circa il 70-75% delle pazienti trattate nella fase adiuvante (entrambi i gruppi di trattamento Femara e tamoxifene), e fino a circa il 40% delle pazienti trattate nella fase adiuvante dopo trattamento standard con tamoxifene (entrambi i gruppi di trattamento Femara e placebo) hanno manifestato delle reazioni avverse.
Generalmente le reazioni avverse osservate sono principalmente di natura lieve o moderata.
La maggior parte delle reazioni avverse possono essere attribuite alle normali conseguenze fisiologiche della deprivazione estrogenica (es.
vampate).
Negli studi clinici condotti nella fase metastatica le reazioni avverse più frequentemente riportate sono state vampate di calore (10,8%), nausea (6,9%) e affaticamento (5,0%).
Molte reazioni avverse possono essere attribuite alle normali conseguenze della deprivazione estrogenica (per es.
vampate di calore, alopecia e sanguinamento vaginale).
Nel trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene, i seguenti eventi avversi, indipendentemente dal rapporto di causalità, sono stati riportati con una frequenza significativamente maggiore nel gruppo trattato con Femara rispetto al gruppo trattato con placebo – vampate di calore (50,7% vs 44,3%), artralgia/artrite (28,5% vs 23,2%) e mialgia (10,2% vs 7,0%).
La maggioranza di tali eventi è stata osservata durante il primo anno di trattamento.
C’è stata una maggiore ma non significativa incidenza di osteoporosi e di fratture ossee nelle pazienti trattate con Femara rispetto a quelle trattate con placebo (rispettivamente 7,5% vs 6,3% e 6,7% vs 5,9%).
Nel trattamento adiuvante, indipendentemente dal rapporto di causalità, i seguenti eventi avversi si sono manifestati in qualsiasi momento dopo la randomizzazione rispettivamente nel gruppo Femara e nel gruppo tamoxifene:
eventi tromboembolici (1,5% vs 3,2%, P<0,001), angina pectoris (0,8% vs 0,8%), infarto del miocardio (0,7% vs 0,4%) ed insufficienza cardiaca (0,9% vs 0,4%, P=0,006).
Dagli studi clinici e dall’esperienza successiva alla commercializzazione di Femara , sono state raccolte le seguenti reazioni avverse, riportate in Tabella 1:
FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 4.
Tabella 1 Le reazioni avverse sono raggruppate in base alla frequenza, partendo da quelle più frequenti , utilizzando la seguente convenzione:
molto comune ≥ 10%, comune ≥ 1% e 10%, non comune ≥ 0,1% e 1%, raro ≥ 0,01% e 0,1%, molto raro 0,01%, inclusi casi isolati.
Infezioni e infestazioni Non comune:
Infezione del tratto urinario Neoplasie benigne, maligne e non specificate (inclusi cisti e polipi) Non comune:
Dolore tumorale (non applicabile per il trattamento adiuvante e per il trattamento adiuvante dopo terapia standard con tamoxifene) Alterazioni del sangue e sistema linfatico Non comune:
Leucopenia.
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione Comune:
Anoressia, aumento dell'appetito, ipercolesterolemia.
Non comune:
Edema generalizzato.
Disturbi psichiatrici Comune Depressione Non comune:
Ansia inclusi nervosismo, irritabilità.
Alterazioni del sistema nervoso Comune Cefalea, capogiri.
Non comune:
Sonnolenza, insonnia, deficit di memoria, disestesia incluso parestesia, ipoestesia, alterazione del gusto, accidente cerebrovascolare.
Disturbi agli occhi Non comune Cataratta, irritazione agli occhi, vista offuscata.
Alterazioni cardiache Non comune:
Palpitazioni, tachicardia.
Alterazioni del sistema vascolare Non comune:
Tromboflebite inclusi tromboflebite superficiale e profonda, ipertensione, eventi cardiaci ischemici.
Raro:
Embolia polmonare, trombosi arteriosa, infarto cerebrovascolare.
Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino Non comune Dispnea Alterazioni dell’apparato gastrointestinale Comune:
Nausea, vomito, dispepsia, costipazione, diarrea.
Non comune:
Dolori addominali, stomatite, secchezza delle fauci.
Alterazioni del sistema epatobiliare Non comune Aumento degli enzimi epatici Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Aumento della sudorazione Comune:
Alopecia, eruzione cutanea inclusi eruzione eritematosa, maculopapulare, psoriasiforme e vescicolare.
Non comune:
Prurito, secchezza della pelle, orticaria.
Alterazione dell’apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 5.
Molto comune Artralgia Comune:
Mialgia, dolore alle ossa, osteoporosi, fratture ossee.
Non comune Artrite Alterazioni renali e delle vie urinarie Non comune Aumento della frequenza urinaria.
Disordini del sistema riproduttivo e della mammella Non comune Sanguinamento vaginale, leucorrea, secchezza vaginale, dolore al seno Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione Molto comune:
Vampate di calore, affaticamento incluso astenia Comune Malessere, edema periferico Non comune:
Piressia, secchezza della mucosa, sete Indagini diagnostiche Comune:
Aumento di peso Non comune:
Perdita di peso
Sono stati segnalati isolati casi di sovradosaggio con Femara. Non è noto alcun trattamento specifico per il sovradosaggio; il trattamento deve essere sintomatico e di supporto.
Inibitore
non
steroideo
dell’aromatasi
(inibitore
della
biosintesi
di
estrogeni);
agente antineoplastico. Effetti farmacodinamiciL’eliminazione dell’effetto proliferativo cellulare mediato da estrogeni è un prerequisito per la
successiva
risposta
tumorale
nei
casi
in
cui
la
crescita
del
tessuto
tumorale
dipenda dalla presenza di estrogeni e sia utilizzata la terapia endocrina.
Nelle donne in postmenopausa gli estrogeni derivano principalmente dall’azione dell’enzima aromatasi che
converte
gli
androgeni
surrenali
-
principalmente
l’androstenedione
ed
il testosterone - in estrone ed estradiolo.
La soppressione della biosintesi di estrogeni nei tessuti periferici e nel tessuto neoplastico stesso può pertanto essere ottenuta mediante l’inibizione
specifica dell’enzima aromatasi.Il letrozolo è un inibitore non steroideo dell’aromatasi.
Esso inibisce l’enzima aromatasi legandosi competitivamente
all’eme del citocromo
P450 dell’aromatasi, con
conseguente riduzione della biosintesi estrogenica in tutti i tessuti dove è
presente.Nelle donne sane in postmenopausa la somministrazione di dosi singole di 0,1, 0,5 e 2,5mg di letrozolo sopprimono i livelli sierici di estrone e di estradiolo rispettivamente del75-78% e del 78% rispetto ai valori iniziali.
La soppressione massima viene raggiunta entro 48-78 h.Nelle
pazienti
in
postmenopausa
con
carcinoma
mammario
in
fase
avanzata somministrazioni
giornaliere
di
0,1-5
mg
sopprimono
le
concentrazioni
plasmaticheFEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 6- basali di estradiolo, estrone ed estrone solfato del 75-95% in tutte le pazienti trattate.
Adosi pari a 0,5 mg e oltre, molti valori di estrone ed estrone solfato risultano inferiori alla soglia di sensibilità della metodica del saggio; il che significa che, a queste dosi, si ottiene una
maggiore
soppressione
della
produzione
estrogenica.
Tale
soppressione
è stata
mantenuta per tutta la durata del
trattamento in tutte le pazienti.L'inibizione dell'attività dell'aromatasi da parte del letrozolo è altamente specifica.
Nonè stata rilevata alcuna compromissione della steroidogenesi surrenalica.
Non sono state rilevate alterazioni clinicamente rilevanti delle concentrazioni plasmatiche di cortisolo, aldosterone, 11-deossicortisolo,
17-idrossi-progesterone e ACTH, nonché della attività della renina plasmatica nelle pazienti in postmenopausa trattate alla dose giornaliera di0,1-5 mg di letrozolo.
Il test di stimolazione con ACTH, eseguito dopo 6 e 12 settimanedi trattamento con somministrazioni giornaliere di 0,1 - 0,25 - 0,5 - 1 - 2,5 e 5 mg, nonha
documentato
alcuna
riduzione
della
produzione
di
aldosterone
o
di
cortisolo.
Conseguentemente,
non
è
stato
necessario
somministrare
integratori
a
base
di glucocorticoidi e
mineralcorticoidi.Non è stata osservata alcuna variazione delle concentrazioni plasmatiche di androgeni(androstenedione
e
testosterone)
in
donne
sane
in
postmenopausa
dopo
un'unica
somministrazione
di
0,1
-
0,5
e
2,5
mg
di
letrozolo,
nonché
delle
concentrazioni plasmatiche
di androstenedione nelle pazienti in postmenopausa
trattate con somministrazioni giornaliere di 0,1-5 mg; questo indica che il blocco della biosintesi di estrogeni non determina accumulo di precursori androgenici.
Né i livelli plasmatici di LH ed FSH, né la funzione tiroidea, valutata in base al TSH ed all’uptake di T3 e T4, vengono influenzati dal
letrozolo. Trattamento adiuvanteUno
studio multicentrico,
in
doppio
cieco
ha
randomizzato
più
di
8000
donne
in postmenopausa
con
carcinoma
della
mammella
in
fase
precoce
dopo
intervento chirurgico con
recettori positivi ad una delle seguenti opzioni:Opzione 1:A.
tamoxifene
per 5 anniB.
Femara
per 5 anniC.
tamoxifene
per 2 anni seguito da Femara
per 3 anniD.
Femara
per 2 anni seguito da tamoxifene per
3 anniOpzione 2:A.
tamoxifene
per 5 anniB.
Femara
per 5 anni I risultati riportati nella Tabella 2
riflettono i dati dei gruppi in monoterapia
di ciascuna opzione di randomizzazione
e i dati dei due gruppi di terapie sequenziali fino a 30giorni dopo la data dello “switch”.
L’analisi di confronto tra monoterapia
e sequenza dei trattamenti ormonali
sarà effettuata al raggiungimento del
numero di eventi necessario. Le pazienti erano state seguite per un periodo mediano di 26 mesi, il 76% delle pazienti per più di 2
anni ed il 16% delle pazienti (pari a 1252 pazienti) per 5 anni o più. L’obiettivo primario dello studio era la sopravvivenza libera da malattia (DFS), valutata come
il
tempo
tra
la
randomizzazione
ed
il
primo
evento
di
recidiva
della
malattia
primaria
a
livello
loco-regionale
o
a
distanza
(metastasi),
sviluppo
di
carcinoma
invasivo controlaterale
della
mammella,
comparsa
di
un
secondo
tumore
primario
inFEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 7- sede diversa dalla mammella o decesso per qualsiasi motivo.
Femara ha ridotto del 19%il
rischio di
recidiva
rispetto
a
tamoxifene
(hazard
ratio
0,81;
P=0,003).
Il
tasso
di sopravvivenza libera da malattia a 5 anni è stato dell’84,0% per Femara e dell’81,4% per tamoxifene.
Il miglioramento della sopravvivenza libera da malattia con Femara è evidente a
12
mesi
e
si
mantiene
per
oltre
5
anni.
Femara
ha
inoltre
ridotto significativamente
il
rischio
di
recidiva
rispetto
a
tamoxifene,
sia
quando
era
stata somministrata
chemioterapia
(hazard
ratio
0,72;
P=0,018)
sia
senza
chemioterapia(hazard ratio 0,84; P=0,044). Per
la
sopravvivenza
globale,
obiettivo
secondario
dello
studio,
è
stato
riportato
un totale di 358 decessi (166 nel gruppo Femara e 192 nel gruppo tamoxifene).
Non è stata osservata una
differenza
significativa
tra
i
trattamenti
in
termini
di
sopravvivenza globale
(hazard
ratio
0,86;
P=0,15).
La
sopravvivenza
libera
da
malattia
a
distanza(metastasi a distanza), un parametro surrogato per valutare la sopravvivenza globale, è risultata differente
sia
complessivamente
(hazard
ratio
0,73;
P=0,001)
sia
nei sottogruppi
pre-specificati.
Femara
ha
ridotto significativamente
del
17%
il
rischio
di fallimento
sistemico rispetto a tamoxifene
(hazard ratio 0,83; P=0,02). Tuttavia, sia pure in favore di letrozolo non è stata ottenuta una differenza significativa nel carcinoma
mammario
controlaterale
(hazard
ratio
0,61;
P=0,09).
Un’analisi esploratoria della sopravvivenza libera da malattia sulla base dello stato linfonodale ha
mostrato che letrozolo è risultato significativamente superiore a tamoxifene nel ridurreil
rischio di
recidiva
in
pazienti
con
linfonodi
positivi
(HR
0,71;
IC
95%
0,59,
0,85; P=0,0002)
mentre
nelle
pazienti
con
linfonodi
negativi
non
si
è evidenziata
una significativa differenza tra i trattamenti (HR 0,98; IC 95% 0,77, 1,25; P=0,89).
Questo ridotto
beneficio
osservato
in
pazienti
con
linfonodi
negativi
è
stato
confermato
da un’analisi esplorativa di
interazione (p=0,03). Le pazienti in trattamento con Femara hanno avuto un minor numero di secondi tumori rispetto
a
quelle
in
trattamento
con
tamoxifene
(1,9%
vs
2,4%).
In
particolare l’incidenza
del
carcinoma
dell’endometrio
è
stata inferiore
con
Femara
rispetto
a tamoxifene
(0,2% vs 0,4%). I risultati sono stati riassunti nelle Tabelle 2 e 3: Le analisi riassuntive riportate nella Tabella
4
non
riportano
i
due
gruppi
di
terapie
sequenziali
previsti
dall’opzione
di randomizzazione
1 e considerano solo i gruppi in monoterapia: Tabella 2
Sopravvivenza libera da malattia e
sopravvivenza globale (ITT
population) Sopravvivenza
libera da malattia
FemaraN="4"003
TamoxifeneN="4"007
Hazard Ratio P1(95 % IC)(endpoint primario)-eventi (definizione da protocollo,
totale)Sopravvivenza
libera da malattia a distanza
(endpoint secondario)Sopravvivenza
globale(endpoint secondario)- numero dei decessi (totale)Sopravvivenza libera da malattia
351 428 0,81 (0,70 - 0,93) 0,0030 184 249 0,73 (0,60 - 0,88) 0,0012166 192 0,86 (0,70 - 1,06)
0,1546sistemica
(endpoint secondario)
323 383 0,83 (0,72 - 0,97) 0,0172FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 8- FemaraN="4"003
TamoxifeneN="4"007
Hazard
Ratio P1(95 % IC)Carcinoma mammario controlaterale(invasivo)
(endpoint secondario)IC = intervallo di confidenza,
19 31 0,61 (0,35 - 1,08)
0,09101
Logrank
test, stratificato per l’opzione randomizzazione
e per l’uso della chemioterapia adiuvanteTabella 3 Sopravvivenza
libera da malattia
e sopravvivenza globale per stato
linfonodale e perprecedente chemioterapia adiuvante(ITT
population) Hazard Ratio, IC 95% per hazard ratio p1Sopravvivenza
libera da malattiaStato linfonodale- Positivo- Negativo Precedente chemioterapia adiuvante- Si- NoSopravvivenza
globaleStato linfonodale- Positivo- NegativoPrecedente chemioterapia adiuvante- Si- NoSopravvivenza
libera da malattia a distanzaStato linfonodale- Positivo- NegativoPrecedente chemioterapia adiuvante- Si- NoIC = intervallo di confidenza1
livello
di significatività
–modello Cox
0,71 (0,59 - 0,85)0,98 (0,77 - 1,25)0,72 (0,55 - 0,95)0,84 (0,71 - 1,00)0,81 (0,63 - 1,05)0,88 (0,59 - 1,30)0,76 (0,51 - 1,14)0,90 (0,71 - 1,15) 0,67 (0,54 - 0,84)0,90 (0,60 - 1,34)0,69 (0,50 - 0,95)0,75 (0,60 - 0,95)
0,00020,88750,01780,04350,11270,50700,18480,3951 0,00050,59730,02420,0184FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 9- Tabella 4 Analisi “primary core”:
endpoints di efficacia secondo l’opzione
dirandomizzazione
ai gruppi in monoterapia (ITT population) Endpoint Opzione Statistica
Letrozolo TamoxifeneSopravvivenza libera da
malattia(Endpoint primario,definizione da protocollo)
1 Eventi / n 100 / 1546 137
/ 1548 HR (IC 95%),
P 0,73 (0,56 - 0,94), 0,01592 Eventi / n 177 / 917 202
/ 911HR (IC 95%),
P 0,85 (0,69 – 1,04), 0,1128Globale Eventi / n 277 / 2463
339 / 2459HR (IC 95%),
P 0,80 (0,68 - 0,94), 0,0061 Sopravvivenza libera damalattia (con esclusione di tumori
secondari)
1 Eventi / n 80 / 1546 110
/ 1548HR (IC 95%),
P 0,73 (0,54 – 0,97), 0,02852 Eventi / n 159 / 917 187
/ 911HR (IC 95%),
P 0,82 (0,67 - 1,02), 0,0753Globale Eventi / n 239 / 2463
297 / 2459HR (IC 95%),
P 0,79 (0,66 – 0,93), 0,0063 Sopravvivenza
libera damalattia
a distanza(endpoint secondario)
1 Eventi / n 57 / 1546 72
/ 1548HR (IC 95%),
P 0,79 (0,56 - 1,12), 0,19132 Eventi / n 98 / 917 124
/ 911HR (IC 95%),
P 0,77 (0,59 - 1-00), 0,0532Globale Eventi / n 155 /
2463 196 / 2459HR (IC 95%),
P 0,78 (0,63 - 0,96), 0,0195 Sopravvivenza
globale(endpoint secondario)
1 Eventi / n 41 / 1546 48
/ 1548 HR (IC 95%),
P 0,86 (0,56 – 1,30), 0,46172 Eventi / n 98 / 917 116
/ 911HR (IC 95%),
P 0,84 (0,64 - 1,10), 0,1907Globale Eventi / n 139 /
2463 164 / 2459HR (IC 95%),
P 0,84 (0,67 - 1,06), 0,1340P-value
si basa su logrank test, stratificato per ciascuna opzione di randomizzazione per l’uso della chemioterapia
adiuvante e per l’analisi globale per
l’opzione randomizzazione e per l’uso della chemioterapia adiuvante La
durata mediana
del
trattamento
(popolazione
valutata
per
la
sicurezza)
era
di
25mesi, il 73% delle pazienti è stato trattato per più di 2 anni, il 22% delle pazienti per piùdi
4 anni.
La
durata
mediana
del
follow
up
era
di
30
mesi
sia
per
letrozolo
sia
per tamoxifene.FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 10- Eventi avversi che potrebbero essere correlabili al farmaco in studio sono stati riportatinel 78% delle pazienti trattate con letrozolo rispetto al 73% delle pazienti trattate con tamoxifene.
Gli eventi avversi più comuni che si sono manifestati con Femara sono stati vampate di calore, sudorazione notturna, artralgia, aumento di peso corporeo e nausea.Di questi solo l’artralgia si manifestava significativamente con una frequenza maggiore nel braccio Femara rispetto a tamoxifene (20% vs 13% per tamoxifene).
Il trattamento
con Femara è stato associato ad un più alto rischio di osteoporosi (2,2% vs 1,2% con tamoxifene).
Complessivamente, indipendentemente dalla causalità, sono stati riportati,in qualsiasi momento dopo la randomizzazione, eventi
cardiovascolari/cerebrovascolari per proporzioni
analoghe
di
pazienti
in
entrambi
i
gruppi
di
trattamento
(10,8%
per letrozolo, 12,2% per tamoxifene).
Tra questi, sono stati riportati eventi tromboemboliciin misura significativamente meno frequente con Femara (1,5%) rispetto a tamoxifene(3,2%) (P<0,001)
mentre l’insufficienza
cardiaca è stata riportata in
misura significativamente
più
frequente
con
Femara
(0,9%)
rispetto
a
tamoxifene
(0,4%)(P=0,006).
Tra
le
pazienti con
valori
basali
di
colesterolo totale
sierico
compresi
nell’intervallo di
normalità,
si
è
osservato
un
aumento
del
colesterolo
totale
sierico superiore
a
1,5
volte
il
limite
superiore
normale
nel
5,4%
delle
pazienti
nel
braccio Femara
rispetto all’1,1% nel braccio tamoxifene. Trattamento adiuvante dopo terapia
standard con tamoxifeneIn
uno
studio
multicentrico,
in
doppio
cieco,
randomizzato,
controllato
verso
placebo che ha coinvolto più di 5100 pazienti in postmenopausa con carcinoma della mammella
con recettori positivi o sconosciuti, pazienti libere da malattia dopo il completamento
della terapia
adiuvante
con
tamoxifene
(da
4-5
a
6
anni)
sono
state
randomizzate
al trattamento
con Femara o a placebo.Un’analisi aggiornata effettuata ad un follow-up mediano di circa 39 mesi (il 70% delle pazienti era stato seguito per almeno 3 anni) ha evidenziato che Femara riduce del 44%il
rischio di
recidiva
rispetto
a
placebo
(hazard
ratio
0,56;
P<0,00001).
Il
beneficio statisticamente
significativo
a
favore
di
letrozolo
nel
DFS,
è
stato
osservato indipendentemente
dallo
stato
linfonodale
(linfonodi
negativi:
hazard
ratio
0,49; P=0,0004; linfonodi
positivi: hazard ratio 0,58, P=0,00007).Per
la
sopravvivenza
globale,
obiettivo
secondario
dello
studio,
è
stato
riportato
un totale di 224 decessi (109 nel gruppo Femara, 100 nel gruppo placebo e 15 nel gruppo che ha fatto lo “switch” da placebo a Femara).
Complessivamente non è stata rilevata una differenza significativa tra i trattamenti in termini di sopravvivenza globale (hazard ratio 0,80;
P=0,10).In
questo
aggiornamento,
(durata
mediana
del
follow
up
era
di
3
anni)
i
risultati
del sottostudio
per
la
valutazione
della
densità
minerale
ossea
(BMD)
(222
pazienti arruolate) hanno rilevato che, a 3 anni, rispetto al basale, le pazienti in trattamento con letrozolo avevano
maggiori
diminuzioni
della
densità
minerale
ossea
(BDM)
totale dell’anca (diminuzione mediana del 4% nella densità minerale ossea (BMD) rispetto ad una diminuzione mediana del 1,7% nel gruppo placebo (P=0,131, corretto per l’uso di bifosfonati, P=0,645).
Le
pazienti
in
trattamento
con
letrozolo
avevano
una diminuzione maggiore della densità minerale ossea della colonna lombare anche se non significativamente
diversa.
Nel
sottostudio
per
la
valutazione
della
densità
minerale
ossea (BMD) è stata obbligatoria l’assunzione concomitante di supplementi di calcio edi vitamina
D.FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 11- Nello stesso aggiornamento, (durata mediana del follow up era di 47 mesi) i risultati delsottostudio
per
la
valutazione
dei
lipidi
(310
pazienti
arruolate)
non
hanno
mostrato
alcuna differenza
significativa
tra
il
gruppo
Femara
e
il
gruppo
placebo
nei
valori
di colesterolo
totale
o
in
alcuna
frazione
lipidica.
Nell’analisi aggiornata, nel braccio Femara
il
7,7%
delle
pazienti
aveva
riportato
durante
il
trattamento
eventi
avversi cardiovascolari rispetto al 6,1% nel braccio placebo.
Tali eventi comprendono infarto del miocardio
(Femara
0,8%,
vs
placebo
0,6%);
angina
che
necessita
di
intervento chirurgico (0,6% in entrambi i bracci di trattamento); peggioramento o angina di nuova insorgenza
(Femara
1,3%
vs
placebo
1,0%);
eventi
tromboembolici
(Femara
0,6%
vs placebo 0,3%) e accidente
cerebrovascolare (Femara 1,0% vs
placebo 0,7%).Non
sono
state
osservate
differenze
significative
nei
punteggi
riassuntivi
relativi
agli aspetti fisici e mentali suggerendo che complessivamente, il trattamento con letrozolo non ha peggiorato la qualità di vita rispetto al placebo.
Nella valutazione delle pazienti sono state
osservate
differenze
in
favore
di
placebo
in
particolare
per
la
funzionalità
fisica,
il dolore corporeo, la vitalità e gli aspetti sessuali e vasomotori.Anche
se
statisticamente
significative
queste
differenze
non
sono
state
considerate clinicamente
rilevanti. Trattamento di prima linea:In
donne in
post-menopausa
con
carcinoma
mammario
avanzato
è
stata
condotta
una sperimentazione clinica, controllata e in doppio cieco, confrontando Femara (letrozolo)2,5
mg
e
tamoxifene
20
mg
come
terapia
di
prima
linea.
Su
una
popolazione
di
907 pazienti, letrozolo è risultato superiore a tamoxifene per quanto riguarda il tempo alla progressione (end-point primario) e le risposte obiettive globali, il tempo al fallimento
del trattamento ed il beneficio
clinico.I risultati ottenuti sono riassunti
nella Tabella 5: Tabella 5 - Risultati (follow-up
mediano = 32 mesi)
| Variabile | Statistica | Femara TamoxifeneN="4"53 N = 454 |
| Tempo alla progressione | Mediana(IC 95%) Hazard ratio(IC 95%)p | 9-4 mesi 6-0 mesi(8-9 – 11-6 mesi) (5-4 – 6-3 mesi) 0.78(0.62 – 0.83)<0.0001 |
| Risposta obiettiva al tumore | RC+RP(IC 95%) Odds ratio(IC 95%)p | 145 (32%) 95% (21%)(28 - 36%) (17 – 25%)1.78(1-32 – 2-40)0.0002 |
| Beneficio clinico | RC+RR+NC>24settimaneOdds ratio(IC 95%)p | 226 (50%) 173 (38%) 1.62(1-24 – 2-11)0.0004 |
FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 12- Tempo
al
fallimento
deltrattamento
Mediana(IC 95%) Hazard ratio(IC 95%)
9-1 mesi(8-6 – 9-7 mesi)
0.73(0.64 – 0.84)
5-7 mesi(3-7 – 6-1 mesi) p
<0.0001 Il tempo alla progressione di malattia è stato significativamente maggiore così come lapercentuale di risposte è stata più elevata per il gruppo di pazienti trattate con letrozolo rispetto
a
quelle
trattate
con
tamoxifene
sia
nel
caso
di
tumori
con
stato
recettoriale positivo
sia
nel
caso
di
stato
recettoriale
sconosciuto.
Similmente,
il
tempo
alla progressione di malattia è stato significativamente maggiore e la percentuale di risposte significativamente più elevata per letrozolo indipendentemente dal fatto che fosse stata somministrata
una
terapia
adiuvante
antiestrogenica.
Il
tempo
alla
progressione
di
malattia
è
stato
significativamente
maggiore
per
letrozolo
indipendentemente
dal
sito dominante di malattia.
Il tempo mediano alla progressione di malattia è stato di quasi due volte maggiore nelle pazienti con sede di malattia solo ai tessuti molli (mediana di12.1 mesi per Femara rispetto a 6-4 mesi per tamoxifene) e nelle pazienti con metastasi viscerali (mediana
di 8-3 mesi per Femara
rispetto a 4-6 mesi per tamoxifene).La percentuale di risposte è stata significativamente maggiore per Femara nelle pazienti con
sede
di
malattia
solo
ai
tessuti
molli
(50%
per
Femara
e
34%
per
tamoxifene)
e nelle pazienti con
metastasi viscerali (28% per Femara
e 17% per tamoxifene).Il disegno
dello
studio
permetteva
alle
pazienti
di
effettuare alla
progressione
di
malattia il
cross-over all'altro trattamento
o l'interruzione
dello studio.
Approssimativamente il 50% delle pazienti ha eseguito il cross-over che è stato di fatto completato entro 36 mesi.
Il tempo mediano al cross-over è stato di 17 mesi (da Femaraa tamoxifene)
e di 13 mesi (da tamoxifene
a Femara).La
sopravvivenza globale
mediana
per
Femara
come
trattamento
di
prima
linea
del carcinoma
mammario
in
stadio
avanzato
è
risultata
di
34
mesi
rispetto
a
30
mesi
per tamoxifene (logrank P=0,53, non significativo).
Femara ha dimostrato un vantaggio in sopravvivenza fino
ad
almeno
24
mesi.
La
percentuale
di
sopravvivenza
a
24
mesi
è stata
del
64%
nel
gruppo
trattato
con
Femara
e
del 58%
nel
gruppo
trattato
con tamoxifene.
La mancanza di un vantaggio per Femara sulla sopravvivenza globale può essere spiegata con
il disegno cross-over dello studio.La durata totale della
terapia endocrina (tempo
alla chemioterapia)
è stata significativamente
maggiore
per
Femara
(mediana
di
16,3
mesi,
IC
95%:
15-18
mesi)
rispetto a tamoxifene (mediana
di 9,3 mesi, IC 95%: 8-12
mesi) (logrank P=0,0047). Trattamento di seconda linea:In pazienti in postmenopausa
con carcinoma
mammario
in fase avanzata, precedentemente
trattate
con
antiestrogeni,
sono
state
condotte
due
sperimentazioni
cliniche, controllate,
di
confronto
tra
due
dosi
di
letrozolo
(0,5
mg
e
2,5
mg)
e, rispettivamente,
megestrolo acetato e aminoglutetimide.Per quanto riguarda il tempo di progressione della malattia, non è emersa una differenza statisticamente
significativa
tra
letrozolo
(2,5
mg)
e
megestrolo
acetato
(P=0,07).
Complessivamente si sono osservate differenze statisticamente significative a favore del letrozolo (2,5 mg) rispetto al megestrolo acetato per quanto riguarda il grado di rispostaFEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE
DEL PRODOTTO 13- obiettiva
del
tumore
(24%
versus
16%;
P=0,04)
e
la
durata
dell’effetto
terapeutico(P=0,04).
La sopravvivenza globale non è risultata statisticamente significativa tra i due gruppi (P=0,2).Nel secondo studio, il grado di risposta non è risultato statisticamente significativo tra letrozolo
(2,5
mg)
e
aminoglutetimide
(P=0,06).
Il
letrozolo
(2,5
mg)
è
risultato statisticamente
superiore
all’aminoglutetimide
per
quanto
riguarda
il
tempo
alla progressione (P=0,008), la durata dell’effetto terapeutico (P=0,003) e la sopravvivenza globale (P=0,002).
Assorbimento Il letrozolo viene assorbito rapidamente e completamente dal tratto gastroenterico (biodisponibilità media assoluta:
99,9%).
Il cibo riduce lievemente la velocità di assorbimento (tmax mediano:
1 ora a digiuno rispetto a 2 ore dopo il pasto; e Cmax:
129 20,3 nmol/l a digiuno rispetto a 98,7 18,6 nmol/l dopo il pasto), ma l’entità dell’assorbimento (AUC) non varia.
Si ritiene che tale modesto effetto sulla velocità di assorbimento non abbia rilevanza clinica e pertanto il letrozolo può essere assunto indipendentemente dai pasti.
Distribuzione Il legame del letrozolo alle proteine plasmatiche è di circa 60%, di cui la maggior parte (55%) è legata all’albumina.
La concentrazione negli eritrociti è pari a circa l’80% del livello plasmatico.
Dopo la somministrazione di 2,5 mg di letrozolo marcato con 14C circa l’82% della radioattività plasmatica è rappresentato dal composto immodificato; pertanto, l'esposizione sistemica ai metaboliti è bassa.
Il letrozolo si distribuisce rapidamente e diffusamente nei tessuti.
Il suo volume di distribuzione apparente allo steady-state è di circa 1,87 0,47 l/kg.
Metabolismo ed eliminazione La principale via di escrezione del letrozolo è rappresentata dalla clearance metabolica con formazione di un metabolita farmacologicamente inattivo, il carbinolo (CLm = 2,1 l/h).
Tale clearance è tuttavia relativamente lenta rispetto al flusso sanguigno epatico (circa 90 l/h).
E’ stato documentato che gli isoenzimi 3A4 e 2A6 del citocromo P450 sono in grado di convertire il letrozolo in questo metabolita.
La formazione di metaboliti minori e l'escrezione diretta per via renale e fecale hanno un ruolo di secondo piano nell’ambito della escrezione globale del letrozolo.
Dopo la somministrazione di 2,5 mg di letrozolo marcato con 14C a volontarie sane in postmenopausa, l’88,2 7,6% della radioattività è stata recuperata nelle urine ed il 3,8% 0,9% nelle feci entro 2 settimane.
Almeno il 75% della radioattività recuperata nelle urine fino a 216 ore (84,7 7,8% della dose) è stato attribuito al glucuronide del metabolita carbinolo, circa il 9% a due metaboliti non identificati ed il 6% a letrozolo immodificato.
L’apparente emivita plasmatica di eliminazione terminale è di circa 2 giorni.
Dopo la somministrazione giornaliera di 2,5 mg lo steady-state è stato raggiunto entro 2.6 settimane.
Le concentrazioni plasmatiche allo steady-state sono circa 7 volte più elevate delle concentrazioni rilevate dopo una singola somministrazione di 2,5 mg, mentre sono da 1,5 a 2 volte più alte rispetto ai valori allo steady-state previsti in base alle concentrazioni rilevate dopo una dose unica; questo suggerisce che vi è una lieve mancanza di linearità della farmacocinetica del letrozolo dopo la somministrazione FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 14.
giornaliera di 2,5 mg.
Dato che i livelli allo steady-state vengono mantenuti nel tempo, si può concludere che non vi è accumulo continuo di letrozolo.
L’età non ha avuto alcuna influenza sulla farmacocinetica del letrozolo.
Popolazioni speciali Nell’ambito di uno studio in 19 volontarie con vari gradi di funzionalità renale (clearance della creatinina delle 24 h 9.116 ml/min) non sono state rilevate modificazioni della farmacocinetica del letrozolo dopo una singola somministrazione di 2,5 mg.
In uno studio simile su soggetti con vari gradi di funzionalità epatica, i valori medi di AUC, nelle volontarie con una moderata compromissione della funzionalità epatica (classe B secondo la scala Child-Pugh) sono stati superiori del 37% rispetto a quelli dei soggetti normali, ma ancora entro i limiti osservati in soggetti senza compromissione della funzionalità epatica.
La farmacocinetica di letrozolo è stata valutata in uno studio di confronto in cui, dopo somministrazione di una dose singola orale in 8 soggetti di sesso maschile con cirrosi epatica e insufficienza epatica grave (classe C secondo la scala Child-Pugh) e in volontari sani (N=8), l'area sotto la curva (AUC) e l'emivita (t½) sono aumentate rispettivamente del 95 e 187%.
Pertanto, Femara deve essere somministrato in queste pazienti con cautela e dopo attenta considerazione del potenziale rapporto rischio/beneficio
Nell’ambito di una serie di studi tossicologici preclinici condotti con specie animali standard non vi è stata alcuna evidenza di tossicità sistemica o a carico di organi bersaglio.
La tossicità acuta del letrozolo è stata bassa nei roditori esposti a dosi fino a 2000 mg/kg.
Nel cane il letrozolo ha indotto segni di tossicità moderata a dosi fino a 100 mg/kg.
Nell’ambito di studi tossicologici per somministrazione ripetuta nel ratto e nel cane, aventi una durata fino a 12 mesi, i principali reperti osservati possono essere attribuiti all'attività farmacologica del composto.
La dose priva di effetti avversi è risultata pari a 0,3 mg/kg in entrambe le specie.
Studi sul potenziale mutageno del letrozolo condotti sia in vitro che in vivo non hanno documentato alcuna evidenza di genotossicità In uno studio di carcinogenesi nel ratto della durata di 104 settimane non sono stati rilevati tumori correlati al trattamento nei ratti maschi.
Nelle ratte è stata riscontrata una riduzione dell'incidenza di tumori mammari di natura sia benigna che maligna a tutte le dosi impiegate di letrozolo.
La somministrazione orale del letrozolo a ratte gravide, ha provocato un leggero aumento dell'incidenza delle malformazioni fetali negli animali trattati.
Tuttavia, non si è potuto dimostrare se si tratta di una conseguenza indiretta delle proprietà farmacologiche (inibitore della biosintesi degli estrogeni) o di un effetto proprio del letrozolo.
Le osservazioni emerse dagli studi preclinici sono limitate a quelle associate ad azioni farmacologiche note, è questo l’unico problema derivante dall’estrapolazione di dati derivanti da studi effettuati sull’animale alla specie umana.
Questo rinforza le controindicazioni proposte al paragrafo 4.3 “Controindicazioni” e 4.6 “Gravidanza e allattamento”.
FEMARA - RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 15.
Silice colloidale anidra, cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, magnesio stearato, amido di mais, amido glicolato sodico, ipromellosa, macrogol 8000, talco, titanio diossido (E171), ferro ossido giallo (E172).
Non pertinente.
5 anni
Conservare a temperatura non superiore a 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall'umidità.
Blister di PVC/PE/PVDC/alluminio - Astuccio da 30 compresse Blister di PVC/PE/PVDC/alluminio - Astuccio da 100 compresse -. E' possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Nessuna istruzione particolare.
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Femara® 30 compresse A.I.C.
n.
033242013/M Femara® 100 compresse A.I.C.
n.
033242025/M
Prima autorizzazione: 21 marzo 1997 Rinnovo: 24 luglio 2001
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