Euticlavir 80 mg/ml + 11, 4 mg/ml polvere per sospensione orale
1 ml di sospensione ricostituita (pari a 0,160 g di polvere) contiene: Amoxicillina 80 mg corrispondente a 91,8 mg di amoxicillina triidrato Acido clavulanico 11,4 mg corrispondente a 13,6 mg di potassio clavulanato Per gli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Polvere per sospensione orale: polvere color crema
Trattamento delle infezioni batteriche indotte da microorganismi Gram-negativi e Gram-positivi resistenti all’amoxicillina la cui resistenza è causata da beta-lattamasi, comunque sensibili all’associazione di amoxicillina e acido clavulanico.
Se sussistono buone ragioni di sospettare che i microrganismi menzionati sopra siano la causa di una particolare infezione, è possibile iniziare la terapia con questa combinazione prima che i risultati delle prove di sensibilità siano disponibili.
Euticlavir è adatto per il trattamento delle seguenti indicazioni:
Infezioni del tratto respiratorio superiore (comprendente orecchio-naso-gola), in particolare sinusite, otite media, tonsillite ricorrente Infezioni del tratto respiratorio inferiore, in particolare esacerbazioni acute della bronchite cronica e broncopolmonite Infezioni genitali e del tratto urinario Infezioni della cute e dei tessuti molli Si deve prestare attenzione alle linee guida ufficiali locali (per es.
raccomandazioni nazionali) sulla resistenza batterica e sull’appropriato uso e la prescrizione di antibatterici.
La
dose di
Euticlavir
dipende
dall’età,
dal
peso
e
dalla
funzionalità
renale
del
singolo
paziente, dalla gravità e dal sito dell’infezione
e dagli agenti responsabili sospetti o accertati.Le
singole dosi
devono
essere
assunte
ad
intervalli
regolari
nell’
arco
della
giornata,
l’ideale
sarebbe ad intervalli di
12 ore.La dose giornaliera abituale raccomandata per bambini
d’età compresa tra 2 mesi e
12 anni è:25/3,6 mg/kg/die nelle infezioni da lievi a moderate (infezioni della cute e dei tessuti molli, tonsillite
ricorrente)45/6,4
mg/kg/die
nelle
infezioni
più
gravi
(otite
media,
sinusite,
infezioni
del
tratto
respiratorio inferiore
ed
infezioni
delle
vie
urinarie).
Nell’otite
media
la
dose
può
essere
aumentata,
in
casi gravi, fino a 70 mg/kg/die.Non
vi
sono
informazioni
cliniche
su
pazienti
di
età
inferiore
ai
2
mesi.
Non
è
possibile
fornire
raccomandazioni posologiche
per questo gruppo di pazienti. Raccomandazioni
posologiche secondo
il peso corporeo:80 mg/ml + 11,4 mg/ml sospensione orale (1 ml di sospensione orale = 80 mg amoxicillina + 11,4mg acido clavulanico)Peso
25/3,6
mg/kg/die
45/6,4
mg/kg/die(kg)
(ml
due volte al (ml
due volte al giorno* giorno*
| 2 | 0,3 | 0,6 |
| 3 | 0,5 | 0,8 |
| 4 | 0,6 | 1,1 |
| 5 | 0,8 | 1,4 |
| 6 | 0,9 | 1,7 |
| 7 | 1,1 | 2,0 |
| 8 | 1,3 | 2,3 |
| 9 | 1,4 | 2,5 |
| 10 | 1,6 | 2,8 |
| 11 | 1,7 | 3,1 |
| 12 | 1,9 | 3,4 |
| 13 | 2,0 | 3,7 |
| 14 | 2,2 | 3,9 |
| 15 | 2,3 | 4,2 |
16 2,5 4,5
| 17-21 | 2,5 | 5,0 |
| 22-29 | 4,0 | 7,5 |
30-40 5,0
10,0 * la confezione
35 ml è dotata di siringa dosatrice. La dose giornaliera
abituale raccomandata
per gli adulti è:1760 mg al giorno (11,0 ml due volte al giorno) Dose in caso di compromissione della
funzionalità
renale La dose deve essere ridotta nei pazienti con insufficienza renale, in base alla gravità del dannorenale e del peso del paziente.Euticlavir si deve utilizzare
esclusivamente in pazienti con GFR >
30 ml/min. Dose in caso di compromissione della
funzionalità
epatica Somministrare
con
cautela.
La
funzionalità
epatica
deve
essere
monitorata
a
intervalli
regolari.L’esperienza nell’uso del prodotto in caso di insufficienza epatica non è adeguata da poter fornire
raccomandazioni posologiche. Modo di somministrazioneSi raccomanda l’ assunzione di amoxicillina/acido clavulanico all’inizio dei pasti, per ridurre ogni possibile disturbo
gastrointestinale. Durata del trattamentoDi
norma,
Euticlavir
viene
somministrato
per
ulteriori
3-4
giorni
dopo
il
miglioramento/la regressione dei sintomi e comunque il trattamento deve essere continuato per almeno il periodo di trattamento minimo
generalmente
raccomandato.
Il
trattamento
non
deve
superare
i
14
giorni
senza un ulteriore controllo. Come misura cautelare, è indicata una terapia della durata di almeno 10 giorni nel trattamento di
infezioni da streptococchi beta-emolitici al fine di difendersi da successive complicazioni (per es.
febbre reumatica, glomerulonefrite).
Ipersensibilità all’amoxicillina, all’acido clavulanico, ai beta-lattamici (ad es.
penicilline, cefalosporine) a causa del pericolo di shock anafilattico, o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Euticlavir non deve essere somministrato a pazienti nei quali si sia verificata insufficienza epatica durante i precedenti trattamenti con amoxicillina/acido clavulanico.
Le infezioni miste causate da organismi sensibili all’ amoxicillina e da organismi produttori di beta- lattamasi sensibili ad amoxicillina/acido clavulanico non richiedono in genere l’aggiunta di un altro antibiotico beta-lattamico.
I pazienti affetti da mononucleosi infettiva (febbre ghiandolare) e i pazienti con leucemia linfatica presentano un rischio significativamente maggiore di sviluppare esantema a seguito della somministrazione di amoxicillina e l’uso di Euticlavir deve essere evitato in questi pazienti.
La terapia deve essere somministrata con cautela nei pazienti con insufficienza epatica preesistente.
Una particolare attenzione è richiesta per il trattamento di pazienti con insufficienza epatica di grado elevato e nei pazienti anziani (60 anni e oltre):
per i quali sono indicati i test di funzionalità epatica (vedere "Effetti indesiderati").
I pazienti con gravi disturbi gastrointestinali con vomito e/o diarrea non devono essere trattati con Euticlavir poiché non può essere garantito un adeguato assorbimento.
In caso di diarrea grave e persistente, deve essere considerata la possibilità di colite pseudomembranosa causata dal Clostridium difficile e la terapia con amoxicillina/acido clavulanico deve essere interrotta.
L’uso di antiperistaltici è controindicato.
Euticlavir deve essere somministrato con cautela in pazienti affetti da gravi forme allergiche o asma, in quanto questi pazienti sono più predisposti a sviluppare una reazione allergica.
Prima di iniziare la terapia, deve essere eseguito un attento esame riguardante eventuali precedenti reazioni di ipersensibilità a penicilline, cefalosporine o altre sostanze.
Sono stati riferiti per pazienti con ipersensibilità nota alla penicillina casi di reazioni di ipersensibilità gravi e talvolta fatali.
Se presente nell’urina a concentrazioni elevate a temperatura ambiente, l’amoxicillina può precipitare nel catetere vescicale, perciò in tali casi, il catetere deve essere controllato ad intervalli regolari.
Come per altri antibiotici ad ampio spettro, nell’uso a lungo termine, sono possibili superinfezioni causate da batteri resistenti o lieviti.
Durante i trattamenti a lungo termine sono raccomandabili controlli regolari della funzionalità epatica e renale e della crasi ematica.
La somministrazione di sospensioni orali ai bambini con fenilchetonuria richiede speciale attenzione:
in caso di fenilchetonuria deve essere tenuto in considerazione che Euticlavir contiene il dolcificante aspartame.
I pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio o cattivo assorbimento di glucosio- galattosio non devono assumere questo farmaco.
Amoxicillina/acido clavulanico/altri antibiotici o chemioterapici Euticlavir non deve essere somministrato in concomitanza con batteriostatici/antibiotici/chemioterapici (come tetracicline, macrolidi, sulfamidici o cloramfenicolo) a causa dell’effetto antagonista osservato in vitro.
Amoxicillina/acido clavulanico/probenecid La somministrazione concomitante di probenecid porta ad un aumento ed al prolungamento delle concentrazioni di amoxicillina nel siero e nella bile dovuti all’ inibizione dell’escrezione renale.
Ciò tuttavia non compromette l’escrezione dell’ acido clavulanico.
Amoxicillina/acido clavulanico / allopurinolo La somministrazione concomitante di allopurinolo durante la terapia con Euticlavir può causare l’insorgenza di reazioni allergiche cutanee (esantema).
Amoxicillina/acido clavulanico/sulfasalazina:
L’aminopenicillina può ridurre la concentrazione plasmatica di sulfasalazina.
Amoxicillina/acido clavulanico /metotrexato:
E’ stata riferita un’interazione fra amoxicillina e metotrexato che ha portato a tossicità da metotrexato.
Nei pazienti che ricevono trattamento concomitante con amoxicillina i livelli sierici di metotrexato devono essere attentamente monitorati.
L’amoxicillina diminuisce la clearance renale del metotrexato, probabilmente per competizione del comune sistema di secrezione tubulare.
Amoxicillina/acido clavulanico/digossina Con la somministrazione concomitante di Euticlavir è possibile un aumento di assorbimento della digossina Amoxicillina/acido clavulanico/disulfiram Euticlavir non deve essere somministrato in concomitanza con disulfiram.
Amoxicillina/acido clavulanico/anticoagulanti La somministrazione concomitante di Euticlavir ed anticoagulanti della classe dei cumarinici può potenziare la tendenza al sanguinamento.
Amoxicillina/acido clavulanico/contraccettivi ormonali In rari casi l’amoxicillina può influire negativamente sull’efficacia dei contraccettivi ormonali.
E’ necessario pertanto l’uso di ulteriori misure anticoncezionali di tipo non-ormonale.
Influenza sui risultati degli esami diagnostici di laboratorio I metodi non enzimatici per la determinazione di zucchero nelle urine possono dare falsi risultati positivi.
Allo stesso modo, anche il test dell’urobilinogeno può risultare influenzato.
I dati raccolti su circa 560 gravidanze esposte non indicano alcun effetto avverso dell’amoxicillina/acido clavulanico sulla gravidanza o sulla salute del feto o del neonato.
Tuttavia, in uno studio singolo in donne con rottura prematura dell’amnios è stato riportato che il trattamento profilattico con amoxicillina/acido clavulanico può essere associato ad un aumento del rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati.
A titolo precauzionale, Euticlavir deve essere assunto in gravidanza solo qualora il medico ritenga che i potenziali benefici superino i possibili rischi.
Entrambe le sostanze passano nell’embrione/feto attraverso la placenta e sono escrete nel latte materno (non si conoscono gli effetti dell’acido clavulanico sul neonato allattato al seno).
Di conseguenza, è possibile osservare nel neonato allattato al seno diarrea e colonizzazione delle mucose da parte dei lieviti, tanto che in alcuni casi è necessario lo svezzamento del neonato.
E’ necessario considerare la possibilità di sensibilizzazione.
Amoxicillina/acido clavulanico influiscono minimamente o moderatamente sulla capacità di guidare e di usare macchinari. Amoxicillina/acido clavulanico possono essere talvolta associati a reazioni avverse quali confusione mentale, raramente capogiri e anche meno frequentemente convulsioni che possono pregiudicare la capacità di guidare veicoli, di usare macchinari e/o lavorare in condizioni di sicurezza (vedi paragrafo 4.8)
Si può prevedere il manifestarsi di reazioni avverse in circa il 5% dei pazienti.
Disturbi gastrointestinali con feci molli, nausea e vomito si verificano con maggiore frequenza alle dosi più elevate e sono stati segnalati più spesso rispetto al trattamento con amoxicillina da sola.
Comuni (>1/100 a <1/10) Non comuni (>1/1000 a <1/100) Rari (>1/10.000 a <1/1000) Molto rari (<1/10.000) Infezioni ed infestazioni Non comuni L’uso prolungato e ripetuto della preparazione può causare superinfezioni e la colonizzazione con organismi resistenti o lieviti.
Disturbi ematici e del sistema linfatico Rari Trombocitosi, anemia emolitica.
Molto rari Anomalie del conteggio delle cellule ematiche sotto forma di leucopenia, agranulocitosi, granulocitopenia, trombocitopenia, pancitopenia, anemia o mielosoppressione e prolungamento del tempo di coagulazione e di protrombina sono stati osservati in casi isolati.
Queste manifestazioni sono reversibili dopo la sospensione della terapia.
Disturbi del sistema immunitario Rari Meno frequentemente possono verificarsi tipiche reazioni allergiche del tipo I (come orticaria, porpora), angioedema e anafilassi .
Raramente si verificano eritema multiforme, sindrome di Lyell, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi eritematosa generalizzata acuta, dermatite esfoliativa bollosa, malattia da siero e vasculite associate a ipersensibilità.
Febbre da farmaci.
Disturbi psichiatrici Molto rari Iperattività, ansia, insonnia, confusione mentale e aggressività.
Disturbi del sistema nervoso Rari Capogiri, cefalea e convulsioni sono rari.
Le convulsioni possono verificarsi in caso di funzionalità renale compromessa o nei soggetti che ricevono dosi elevate.
Disturbi gastrointestinali Comuni Sono stati osservati disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito e diarrea e prurito anale.
Questi effetti collaterali sono in genere di natura lieve e transitoria.
Rari Colite pseudomembranosa, colite emorragica, candidosi mucocutanea, alterazione superficiale del colore dei denti.
Molto rari Può svilupparsi lingua nera.
Uno studio singolo su donne con rottura prematura del sacco amniotico ha segnalato che il trattamento profilattico con amoxicillina/acido clavulanico può essere associato ad un aumento del rischio di enterocolite necrotizzante nei neonati.
Disturbi del sistema epato-biliare Rari In rari casi è stato segnalato un moderato aumento dei valori AST e/o ALT .
Molto rari.
Raramente sono stati riferiti epatite e ittero colestatico.
Gli eventi epatici si verificano principalmente nei maschi e nei pazienti anziani, in particolare in quelli di età superiore a 60 anni.
Il rischio che si verifichino questi eventi aumenta in caso di trattamento superiore a 14 giorni.
Questi effetti collaterali sono stati segnalati molto raramente nei bambini.
Segnali e sintomi si verificano in genere durante o subito dopo il trattamento, ma in alcuni casi essi possono non essere manifesti fino ad alcune settimane dopo la cessazione del trattamento.
Le manifestazioni di tipo epatico sono solitamente transitorie.
Esse possono però essere gravi ed in casi molto rari è stato segnalato un esito fatale.
Questi si sono verificati principalmente nei pazienti con malattia sottostante grave oppure in pazienti che assumono agenti potenzialmente epatotossici in aggiunta ad amoxicillina/acido clavulanico.
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneo Comuni Reazioni allergiche cutanee si verificano significativamente più spesso che con altre penicilline e in genere sono di natura maculopapulare.
In alcuni casi è segnalato “rash del quinto giorno” (un esantema morbilliforme), ciò dipende dall’entità della dose e dalle condizioni del paziente.
Disturbi renali e delle vie urinarie Molto rari Nefrite interstiziale si è verificata in un’unica occasione.
E’ stata segnalata cristalluria.
Disturbi del sistema riproduttivo e della mammella Non Comuni Prurito e perdite vaginali
a) Sintomi di intossicazione In caso di sovradosaggio, è possibile l’insorgenza di sintomi gastrointestinali, quali nausea, vomito e diarrea, nonché alterazioni dell’equilibrio idro-elettrolitico.
Possono anche verificarsi convulsioni.
Sono possibili riduzione del livello di coscienza, fascicolazioni muscolari, spasmi mioclonici, coma, reazioni emolitiche, insufficienza renale e acidosi.
In circostanze eccezionali uno shock può verificarsi entro 20-40 minuti.
b) Gestione dell’intossicazione Non esiste un antidoto specifico per il sovradosaggio.
Il trattamento consiste in misure di emodialisi e sintomatiche con particolare attenzione all’equilibrio idro-elettrolitico.
La somministrazione di carbone attivo e una lavanda gastrica sono utili solo in caso di sovradosaggio molto elevato.
Codice ATC:
J01CR02 Gruppo farmacoterapeutico:
antibatterici beta-lattamici; associazione di penicilline e inibitori della beta-lattamasi.
Amoxicillina:
L’amoxicillina è una penicillina semisintetica battericida aminobenzilica (p-idrossi ampicillina).
Essa inibisce il legame crociato delle strutture della parete cellulare attraverso un legame con le transpeptidasi.
L’instabilità risultante porta a morte cellulare per lisi.
Acido clavulanico:
L’acido clavulanico è un prodotto naturale dello Streptomyces clavuligerus e la sua struttura assomiglia a quella del nucleo delle penicilline.
Esso possiede solo una leggera attività antibatterica, ma inibisce in modo irreversibile le beta-lattamasi cromosomiche delle classi II, IV e VI di Richmond e le beta-lattamasi plasmidiche delle classi III e V di Richmond.
Con la somministrazione contemporanea di acido clavulanico ed amoxicillina, quest’ultima viene protetta dall’azione demolitrice delle beta-lattamasi.
Di conseguenza, l’associazione di amoxicillina ed acido clavulanico è attiva contro numerosi ceppi batterici resistenti all’amoxicillina.
Valori soglia I valori soglia della MIC sono espressi come la concentrazione di amoxicillina.
I batteri vengono solitamente considerati sensibili a
< 4 µg/ml e resistenti a > 8 µg/ml, mentre la M.
catarrhalis - lattamasi-negativa è considerata sensibile a
<0,25 µg/ml e resistente a > 0,5 µg/ml e l’H.influenzae -lattamasi-negativo è considerato sensibile a
< 2 µg/ml.
Lo Str.
pneumoniae è considerato sensibile all’associazione A/C ad una MIC
< 2 µg/ml e resistente a > 8 µg/ml.
Spettro d’azione dell’amoxicillina/acido clavulanico:
La prevalenza di resistenza acquisita può variare in base all’area geografica ed in base al tempo per le specie scelte ed è pertanto desiderabile avere informazioni locali sulla resistenza, soprattutto quando si trattano infezioni gravi.
Queste informazioni rappresentano solo una guida approssimativa delle probabilità che un microrganismo sia sensibile ad Euticlavir oppure no.
Per quanto applicabile le informazioni relative all’intervallo europeo di resistenza acquisita per i singoli microrganismi sono indicate tra parentesi.
Sensibili Intervallo europeo di resistenza acquisita Aerobi gram positivi Bacillus anthracis Corynebacterium species Listeria monocytogenes Nocardia asteroides Staphylococcus aureus* (1 - 43%) Stafilococchi coagulasi-negativi (anche Staphylococcus epidermidis) (<10%) Streptococcus pneumoniae* (0 - 26%) Streptococcus pyogenes* Streptococcus species Streptococcus viridans Aerobi gram negativi Bordetella pertussis Brucella species Gardnerella vaginalis Haemophilus influenzae* (0 - 0.3%) Moraxella catarrhalis* Neisseria gonorrhoeae Neisseria meningitidis Pasteurella multocida Proteus mirabilis Vibrio cholerae Anaerobi Bacteroides species, anche Bacteroides fragilis * (1%) Fusobacterium species Peptococcus species Peptostreptococcus species Sensibilità intermedia Aerobi gram positivi Enterococcus faecalis* Aerobi gram negativi Escherichia coli* (5 - 20%) Klebsiella species* (7%) Proteus vulgaris Salmonella species (ceppi resistenti all’amoxicillina ) Shigella species (ceppi resistenti all’amoxicillina) Yersinia enterocolitica (ceppi resistenti all’amoxicillina) Organismi resistenti Aerobi gram positivi Meti-R-Staphylococci Aerobi gram negativi Acinetobacter Citrobacter Enterobacter Serratia Proteus rettgeri Morganella morganii Providencia Pseudomonas aeruginosa Altri Chlamydia Legionellae Mycoplasma Rickettsia Per queste specie batteriche non sono stati finora riferiti produttori di beta-lattamasi.
* E’ stata dimostrata efficacia clinica per isolati sensibili in indicazioni cliniche approvate.
Amoxicillina:
La biodisponibilità assoluta dell’amoxicillina dipende dalla dose e sta approssimativamente fra il 72 ed il 94%.
L’assorbimento non viene influenzato dall’assunzione di cibo.
Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte 1.2 ore dopo somministrazione dell’amoxicillina.
Il volume di distribuzione apparente va approssimativamente da 0,3 a 0,4 l/kg ed il legame con le proteine sieriche è del 17 - 20% circa.
L’amoxicillina attraversa la barriera placentare ed una piccola frazione viene escreta nel latte materno.
L’amoxicillina viene prevalentemente eliminata per via renale (52 ± 15% di una dose in forma invariata entro 7 ore) ed in piccola parte per via biliare.
La clearance totale va da 250 a 370 ml/min approssimativamente.
Il tempo di dimezzamento nel siero dell’amoxicillina in soggetti con funzionalità renale normale è di circa 1 ora (0,9 – 1,2 h), nei pazienti con clearance della creatinina compresa fra i 10 ed i 30 ml/min è di 6 ore circa, mentre nei pazienti con anuria raggiunge le 10.15 ore.
Acido clavulanico:
La biodisponibilità assoluta dell’acido clavulanico del 60% circa varia enormemente da individuo ad individuo.
Le concentrazioni di picco dell’acido clavulanico vengono raggiunte dopo 1.2 ore circa.
Il volume di distribuzione apparente è di circa 0,2 l/kg ed il legame con le proteine plasmatiche è del 22% circa.
L’acido clavulanico attraversa la barriera placentare.
Non sono al momento disponibili dati precisi sull’escrezione nel latte materno.
La sostanza viene in parte metabolizzata (50 - 70% circa) ed in parte eliminata (40% circa) per via renale (18 - 38% della dose in forma inalterata).
La clearance totale è di circa 260 ml/min.
Il tempo di dimezzamento plasmatico dell’acido clavulanico in soggetti con funzionalità renale normale è di circa 1 ora, nei pazienti con clearance della creatinina compresa fra i 20 ed i 70 ml/min è di circa 2,6 ore, mentre nei pazienti con anuria varia tra 3 e 4 ore.
Sino ad oggi non si sono osservate interazioni farmacocinetiche rilevanti dal punto di vista farmacologico fra amoxicillina ed acido clavulanico.
Sia l’amoxicillina che l’acido clavulanico sono emodializzabili.
a) Tossicità acuta La DL50 dell’acido clavulanico (sale di potassio) è determinata dal contenuto di potassio.
La somministrazione di acido clavulanico (sale di potassio) e amoxicillina non sembra causare tossicità inaspettata o sinergica.
b) Tossicità cronica /subcronica Gli studi di tossicità cronica hanno contemplato l’utilizzo di ratti e cani.
Sono stati osservati lievi cambiamenti ematologici e della chimica del sangue solo dopo somministrazione di dosi elevate (corrispondenti a 20-50 volte la dose massima umana), che sono regrediti completamente dopo l’interruzione della terapia.
c) Potenziale mutageno ed oncogeno Studi in-vivo ed in-vitro non hanno evidenziato segni di effetti mutageni dell’associazione amoxicillina/acido clavulanico.
d) Tossicità riproduttiva Studi sulla tossicità riproduttiva nei ratti non hanno evidenziato effetti avversi dell’associazione sulla fertilità, né si sono manifestati effetti teratogeni.
Studi effettuati su cavie hanno dimostrato che la somministrazione endovenosa di ampicillina comporta una diminuzione del tono uterino, della frequenza delle contrazioni, nonché della loro intensità e durata.
Non è nota la rilevanza di questi risultati nell’uomo.
Acido citrico, Trisodio citrato, Aspartame (E951), Talco, Guar galattomannano, Diossido di silicio, Aroma limone (aromatizzanti naturali, aromatizzanti simili ai naturali, destrosio, maltodestrina, butilidrossianisolo E320; sorbitolo sciroppo E420), Aroma pesca-albicocca (aromatizzanti naturali, aromatizzanti simili ai naturali, maltodestrina, butilidrossianisolo E320; sorbitolo sciroppo E420), Aroma arancia.
Non applicabile
2 anni La sospensione ricostituita resta stabile per 7 giorni quando conservata a 2 – 8°C
La sospensione una volta ricostituita deve essere conservata in frigorifero (2 – 8°C) ed utilizzata entro 7 giorni.
Flacone di vetro ambrato (tipo III), 60 ml, 120 ml - 150 ml Chiusura a vite completa di membrana sigillante Siringa graduata (5 ml) per i flaconi da 60 ml (per confezioni con sospensione da 35 ml, 50 ml e 60 ml) Cucchiaio dosatore (5 ml) per i flaconi da 120 ml (per confezioni con sospensione da 70 ml, 75 ml, 100 ml ) e da 150 ml (per confezione con sospensione da 140 ml) Confezioni originali per la preparazione di sospensioni da 35, 50, 60, 70, 75, 100 e 140 ml Non tutte le confezioni potrebbero essere in commercio.
Al momento della dispensazione la polvere deve essere ricostituita per formare una sospensione orale come indicato nel dettaglio di seguito.
Dopo l’apertura del flacone, rimuovere completamente e con cura la membrana e gettarla prima di ricostituire il prodotto.
Riempire il flacone con l’acqua fino a poco prima della tacca sull’etichetta e immediatamente agitare bene.
Dopo aggiungere acqua fino a raggiungere la tacca e agitare nuovamente con vigore Prima di ogni prelievo agitare bene il flacone.
Aggiungere 31,9 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 35 ml Aggiungere 45,5 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 50 ml Aggiungere 54,6 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 60 ml Aggiungere 63,7 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 70 ml Aggiungere 68,3 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 75 ml Aggiungere 89,3 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 100 ml Aggiungere 125,0 ml di acqua per ottenere una sospensione orale da 140 ml Dopo la ricostituzione la sospensione pronta per l’uso è di colore biancastro.
ratiopharm GmbH – Graf-Arco Strasse, 3 - 89079 Ulm (Germania)
80 mg/ml + 11.4 mg/ml polvere per sospensione orale AIC N.
037526011/M flacone da 35 ml AIC N.
037526023/M flacone da 50 ml AIC N.
037526035/M flacone da 60 ml AIC N.
037526047/M flacone da 70 ml AIC N.
037526050/M flacone da 75 ml AIC N.
037526062/M flacone da 100 ml AIC N.
037526074/M flacone da 140 ml
Determinazione AIFA AIC/N 468 del 07.05.2007 – GU n.
113 del 17.05.2007
Revisione del foglietto illustrativo da parte dell’ Agenzia Italiana del Farmaco: Gennaio 2007
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