Enbrel 25 mg polvere e solvente per soluzione iniettabile.
Ciascun flaconcino contiene 25 mg di etanercept.
Etanercept è una proteina di fusione del recettore umano p75 del fattore di necrosi tumorale con l’Fc, ottenuta tramite tecniche di DNA ricombinante attraverso un sistema di espressione mammifero di cellule ovariche di criceto Cinese (CHO).
Etanercept è un dimero di una proteina chimerica geneticamente preparata tramite fusione del dominio extracellulare del recettore-2 del fattore di necrosi tumorale umano (TNFR2/p75) responsabile del legame con il ligando, con la frazione Fc dell’immunoglobulina umana IgG1.
Questa frazione Fc contiene la regione cerniera, la regione CH2 e CH3 ma non la regione CH1 dell’IgG1.Etanercept contiene 934 aminoacidi ed ha un peso molecolare apparente di circa 150 kilodalton.
L’attività viene determinata misurando la capacità di etanercept di neutralizzare l’inibizione della crescita mediata dal TNF della linea cellulare A375.
L’attività specifica di etanercept è di 1,7 x 106 unità/mg.
Per gli eccipienti, vedere sezione 6.1
Polvere e solvente per soluzione iniettabile.
La polvere bianca è fornita in un flaconcino di vetro chiaro con un tappo in gomma, un sigillo in alluminio e un cappuccio di plastica rosa.
Il solvente è un liquido chiaro, incolore fornito in una siringa di vetro pre- riempita (vedere sezione 6.5).
Enbrel può essere utilizzato da solo o in combinazione con metotressato per il trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva negli adulti, quando la risposta ai farmaci antireumatici modificanti la malattia, metotressato incluso (a meno che controindicato), è risultata inadeguata.
Enbrel è anche indicato nel trattamento dell’artrite reumatoide grave, attiva e progressiva negli adulti precedentemente non trattati con metotressato.
Nei pazienti con artrite reumatoide Enbrel utilizzato solo o in combinazione con metotressato ha dimostrato di rallentare la progressione del danno strutturale correlato alla patologia come misurato ai raggi X Trattamento dell’artrite cronica giovanile poliarticolare in fase attiva in bambini di età comprese tra i 4 ed i 17 anni che hanno mostrato una risposta inadeguata, o che sono risultati intolleranti al metotressato.
Enbrel non è stato studiato su bambini di età inferiore ai 4 anni.
Trattamento dell’artrite psoriasica in fase attiva e progressiva negli adulti, quando la risposta ai farmaci antireumatici modificanti la malattia è risultata inadeguata Trattamento della spondilite anchilosante severa in fase attiva negli adulti che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia convenzionale.
2 Trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa negli adulti che non hanno risposto, o presentano una controindicazione, o sono intolleranti ad altre terapie sistemiche, inclusi ciclosporina.
metotressato o PUVA (vedi paragrafo 5.1)
Il trattamento con Enbrel deve essere iniziato e seguito da un medico specialista che ha esperienza nella diagnosi e nel trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite psoriasica, della spondilite anchilosante o della psoriasi.
Ogni fiala di Enbrel 25 mg prima dell’uso deve essere ricostituita con 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili e somministrata per via sottocutanea Adulti (18.64 anni) Artrite Reumatoide La dose raccomandata è di 25 mg di Enbrel, da somministrare due volte a settimana,alternativamente 50 mg somministrati una volta a settimana (come due iniezioni somministrate approssivativamente allo stesso tempo) hanno dimostrato di essere sicure ed efficaci (vedi paragrafo 5.1).
Artrite Psoriasica e spondilite anchilosante La dose raccomandata è di 25 mg di Enbrel somministrati due volte a settimana.
Dosi differenti da 25 mg somministrate due volte alla settimana non sono state studiate.
Psoriasi a placche La dose raccomandata di Enbrel è di 25 mg somministrati due volte a settimana.
In alternativa, possono essere utilizzati 50 mg due volte a settimana per 12 settimane, seguiti, se necessario, da una dose di 25 mg due volte a settimana.
Il trattamento con Enbrel deve continuare fino al raggiungimento della remissione, per un massimo di 24 settimane.
Il trattamento deve essere sospeso nei pazienti che non mostrano risposta dopo 12 settimane.
Nel caso in cui sia indicato un nuovo trattamento con Enbrel, devono essere seguite le istruzioni sulla durata del trattamento sopra riportate.
La dose deve essere di 25 mg due volte a settimana.
Pazienti anziani ( > 65 anni) Non è necessario alcun adattamento di dosaggio.
La posologia ed il modo di somministrazione sono uguali a quelli per gli adulti di età compresa tra i 18 ed i 64 anni.
Bambini ed adolescenti ( > 4 fino a < 18 anni) 0,4 mg/Kg (fino ad un massimo di 25 mg per dose) dopo ricostituzione di 25 mg di Enbrel in 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili, somministrati due volte a settimana per iniezione sottocutanea con un intervallo di 3.4 giorni tra le dosi.
Insufficienza renale ed epatica Non è necessario alcun adattamento di dosaggio.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Sepsi o rischio di sepsi.
Il trattamento con Enbrel non deve essere iniziato nei pazienti con infezione attiva, comprese le infezioni croniche o localizzate.
3 Infezioni Sono state riportate, con l’uso di Enbrel, sepsi e gravi infezioni (letali, pericolose per la vita, o richiedenti ospedalizzazione o antibiotici per via endovenosa) (vedere paragrafo 4.8).
Molti di questi eventi gravi si sono verificati in pazienti con malattie di base che, in aggiunta alla loro artrite reumatoide, potevano predisporli alle infezioni.
I pazienti che sviluppano una nuova infezione mentre sono sottoposti al trattamento con Enbrel devono essere attentamente monitorati.
Se il paziente sviluppa un’infezione grave, la somministrazione di Enbrel deve essere interrotta.
I medici devono essere cauti quando valutano l’uso di Enbrel in pazienti con un’anamnesi di infezioni ricorrenti o croniche, o con condizioni di base che possono predisporre i pazienti alle infezioni, così come in caso di diabete avanzato o scarsamente controllato.
Trattamento contemporaneo con Enbrel ed anakinra La somministrazione contemporanea di Enbrel ed anakinra è stata associata ad un aumentato rischio di infezioni gravi e di neutropenia rispetto all’uso del solo Enbrel.
Questa combinazione non ha dimostrato un aumento dei benefici clinici.
Pertanto, l’uso combinato di Enbrel ed anakinra non è raccomandato ( vedere paragrafi 4.5 e 4.8).
Reazioni allergiche Il cappuccio dell’ago della siringa con il diluente contiene lattice (gomma naturale essiccata) che può causare reazioni di ipersensibilità quando maneggiato o assunto da persone con nota o possibile sensibilità al lattice.
Reazioni allergiche associate alla somministrazione di Enbrel sono state comunemente riportate.
Nell’esperienza post-marketing, le reazioni allergiche hanno incluso angioedema e orticaria; ci sono state reazioni gravi.
Se si verifica una qualsiasi reazione grave allergica o anafilattica, la terapia con Enbrel deve essere interrotta immediatamente ed iniziata una terapia appropriata.
Immunosoppressione Esiste la possibilità che le terapie anti-TNF, incluso Enbrel, pregiudichino le difese dell’ospite contro le infezioni ed i tumori maligni, poiché il TNF media l’infiammazione e modula le risposte immunitarie cellulari.
Durante il periodo post-marketing sono state ricevute segnalazioni riguardanti vari tumori maligni (inclusi carcinoma della mammella e del polmone, e linfoma) (vedere paragrafo 4.8).
In uno studio su 49 pazienti affetti da artrite reumatoide trattati con Enbrel, non c’è stata nessuna prova di depressione della ipersensibilità di tipo ritardato, diminuzione dei livelli di immunoglobuline, o modifica del numero delle popolazioni delle cellule effettrici.
Non è noto se il trattamento con Enbrel possa influenzare lo sviluppo ed il decorso di tumori maligni ed infezioni attive e/o croniche.
Non sono state valutate la sicurezza e l’efficacia di Enbrel in pazienti immunosoppressi o con infezioni croniche.
Due pazienti affetti da artrite cronica giovanile hanno sviluppato infezione da varicella e segni e sintomi di meningite asettica, che si sono risolti senza postumi.
I pazienti con una esposizione significativa al virus della varicella, devono interrompere temporaneamente la terapia con Enbrel e deve essere preso in considerazione un trattamento profilattico con immunoglobuline anti Varicella Zoster.
Vaccinazioni I vaccini vivi non devono essere somministrati in concomitanza con Enbrel.
Non sono disponibili dati sulla trasmissione secondaria di infezione da vaccini vivi in pazienti che ricevono Enbrel.
Si raccomanda che i pazienti affetti da artrite cronica giovanile, prima di iniziare la terapia con Enbrel abbiano, se possibile, completato tutte le immunizzazioni in accordo con le vigenti linee guida sull’immunizzazione.
In uno studio clinico, randomizzato ,in doppio cieco controllato con placebo in pazienti con artrite psoriasica, 184 pazienti hanno anche ricevuto un vaccino multivalente polisaccaridico pneumococcico alla settimana 4.
In questo studio, la maggior parte dei pazienti con artrite psoriasica che ricevevano Enbrel erano in grado produrre una risposta immunitaria efficace delle cellule B al vaccino polisaccaridico pneumococcico, ma il titolo nell’aggregato era moderatamente più basso e pochi pazienti mostravano un aumento doppio nel titolo rispetto ai pazienti che non ricevevano Enbrel.
Il significato clinico di questo è sconosciuto.
4 Formazione di autoanticorpi Il trattamento con Enbrel può causare la formazione di anticorpi autoimmuni (vedere paragrafo 4.8).
Reazioni ematologiche Rari casi di pancitopenia e rarissimi casi di anemia aplastica, alcuni dei quali con esito fatale, sono stati riportati in pazienti trattati con Enbrel.
Deve essere prestata attenzione nei pazienti in trattamento con Enbrel che hanno un’anamnesi di discrasie ematiche.
Tutti i pazienti devono essere avvertiti che qualora sviluppassero segni e sintomi indicativi di discrasie ematiche o infezioni (es.
febbre persistente, mal di gola, lividi, sanguinamento, pallore) mentre stanno assumendo Enbrel, devono richiedere un immediato intervento medico.
Tali pazienti devono essere visitati immediatamente, includendo una conta ematica completa; se le discrasie ematiche vengono confermate, il trattamento con Enbrel deve essere interrotto.
Disturbi del SNC Esistono rare segnalazioni di malattie demielinizzanti del SNC nei pazienti trattati con Enbrel (vedere paragrafo 4.8).
Sebbene non siano stati realizzati studi clinici finalizzati a valutare la terapia con Enbrel in pazienti con sclerosi multipla, studi clinici in pazienti con sclerosi multipla trattati con altri antagonisti del TNF hanno mostrato un aumento dell’attività della malattia.
E’ raccomandata una attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio, incluso un accertamento neurologico, quando si prescrive Enbrel a pazienti con malattia demielinizzante del SNC, pre-esistente o di recente insorgenza, o per quei pazienti che sono considerati ad alto rischio di sviluppo di malattie demielinizzanti.
Terapia combinata In uno studio clinico controllato della durata di un anno in pazienti con artrite reumatoide, la combinazione di Enbrel e metotressato non ha dato risultati inattesi relativi alla sicurezza ed inoltre il profilo di sicurezza di Enbrel, quando somministrato in combinazione con metotressato è risultato simile al profilo negli studi di Enbrel e metotressato somministrati in monoterapia.
Studi a lungo termine finalizzati alla terapia di combinazione sono in corso.
Non è stata valutata la sicurezza a lungo termine di Enbrel in associazione con altri farmaci antireumatici modificanti la malattia.
Nel trattamento della psoriasi, l’uso di Enbrel in combinazione con altre terapie sistemiche o con la fototerapia non è stato studiato Insufficienza renale ed epatica Basandosi sui dati di farmacocinetica (vedere paragrafo 5.2) non è richiesta una modifica del dosaggio in pazienti con insufficienza renale o epatica; i dati clinici su tali pazienti sono limitati.
Insufficienza cardiaca congestizia I medici devono essere cauti nell’impiego di Enbrel in pazienti che presentino insufficienza cardiaca congestizia (CHF).
Esistono segnalazioni post-marketing di peggioramento della CHF, con e senza fattori precipitanti identificabili, nei pazienti trattati con Enbrel.
Due estesi studi clinici che valutavano l’uso di Enbrel nel trattamento della CHF sono stati interrotti in anticipo per mancanza di efficacia.
Sebbene non conclusivi, alcuni dati di uno di questi studi suggeriscono una possibile tendenza al peggioramento della CHF in quei pazienti assegnati al trattamento con Enbrel.
Non sono state valutate, in studi formali, le interazioni tra Enbrel ed altri farmaci.
Durante gli studi clinici, non sono state osservate interazioni quando Enbrel è stato somministrato con glucocorticoidi, salicilati (ad eccezione della sulfasalazina), farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), analgesici o metotressato.
Vedere paragrafo 4.4 per le avvertenze sulle vaccinazioni.
5 In uno studio clinico su pazienti che ricevevano dosi stabilite di sulfasalazina, a cui è stato aggiunto Enbrel, i pazienti nel gruppo trattato con l’associazione hanno mostrato una diminuzione statisticamente significativa nella conta media dei globuli bianchi rispetto ai gruppi trattati solo con Enbrel o solo con sulfasalazina.Il significato clinico di questa interazione è sconosciuto.
Trattamento contemporaneo con Enbrel ed anakinra Nei pazienti trattati con Enbrel ed anakinra si è osservata una maggiore incidenza di infezioni gravi rispetto a pazienti trattati separatamente o con Enbrel o con anakinra (dati storici).
Inoltre, in uno studio clinico in doppio cieco placebo-controllato effettuato su pazienti già in trattamento con methotrexate, i pazienti trattati con Enbrel ed anakinra mostravano una maggiore incidenza di infezioni gravi (7 %) e di neutropenia rispetto a pazienti trattati con Enbrel (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
La combinazione di Enbrel ed anakinra non ha dimostrato un aumentato beneficio clinico e pertanto non è raccomandata.
Non ci sono studi con Enbrel su donne in stato di gravidanza.
Studi di tossicità dello sviluppo su ratti e conigli non hanno rivelato alcuna prova di danno dovuto ad etanercept sul feto o sul ratto neonato.
Non sono disponibili dati preclinici riguardanti la tossicità peri- e postnatale di etanercept e sugli effetti dell’etanercept sulla fertilità e sulla funzione riproduttiva generale.
Perciò l’uso di Enbrel non è raccomandato nelle donne in stato di gravidanza e le donne in età fertile devono essere avvertite di evitare una gravidanza durante la terapia con Enbrel.
Uso durante l’allattamento Non è noto se Enbrel venga secreto nel latte materno.
Poiché le immunoglobuline, così come molti altri medicinali, possono essere secreti nel latte materno, si deve decidere se interrompere l’allattamento o interrompere la somministrazione di Enbrel durante l’allattamento.
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchine.
Enbrel è stato studiato su 2680 pazienti affetti da artrite reumatoide in studi in doppio cieco ed in aperto.
Questa esperienza include 2 studi placebo-controllati (349 pazienti trattati con Enbrel e 152 con placebo) e due studi clinici con controllo attivo ,uno studio clinico con controllo attivo che ha confrontato Enbrel al metotressato (415 pazienti trattati con Enbrel e 217 pazienti trattati con metotressato) ed un ulteriore studio clinico con controllo attivo che ha confrontato Enbrel (223 pazienti) metotressato (228 pazienti) ed Enbrel in combinazione con metotressato (231 pazienti) La percentuale dei pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi è stata la stessa in entrambi i gruppi, trattati con Enbrel o con placebo; nel primo studio clinico con controllo attivo, il tasso di interruzioni è stato significativamente più alto per il metotressato (10%) che per Enbrel (5%).
Nel secondo studio clinico con controllo attivo il tasso di interruzione per eventi avversi è stato simile nei tre i gruppi di trattamento, Enbrel (11%), Metotressato (14%), Embrel in combinazione con metotressato (10%).
Inoltre, Enbrel è stato studiato su 131 pazienti affetti da artrite psoriasica, i quali hanno partecipato a due studi placebo-controllati in doppio cieco e ad uno studio di proseguimento in aperto.
Duecentotre (203) pazienti affetti da spondilite anchilosante sono stati trattati con Enbrel in 3 studi placebo- controllati in doppio cieco.
Enbrel è stato studiato anche in 1084 pazienti con psoriasi a placche per un periodo di 6 mesi in tre studi in doppio cieco, placebo-controllati.
In studi clinici in doppio cieco che hanno confrontato Enbrel con placebo, le reazioni al sito di iniezione sono stati gli eventi avversi più frequenti tra i pazienti trattati con Enbrel.
Tra i pazienti affetti da artrite reumatoide, trattati in studi placebo controllati, si sono verificati eventi avversi gravi, con una frequenza 6 del 4% nei 349 pazienti trattati con Enbrel, contro il 5% dei 152 pazienti trattati con placebo.
Nel primo studio clinico con controllo attivo, gli eventi avversi gravi si sono verificati con una frequenza del 6% nei 415 pazienti trattati con Enbrel rispetto all’8% nei 217 pazienti trattati con metotressato.
Nel secondo studio clinico con controllo attivo il tasso di eventi avversi seri è stato simile tra i tre gruppi trattati (Enbrel 11%, Metotressato 12%, ed Enbrel in combinazione con metotressato 8%).
Nei pazienti con psoriasi a placche trattati negli studi placebo-controllati, la frequenza di eventi avversi gravi è stata di circa l’1% nei 933 pazienti trattati con Enbrel rispetto all’1% nei 414 pazienti trattati con placebo.
La seguente lista di reazioni avverse si basa sulla esperienza derivata dagli studi clinici negli adulti e sulle esperienze di post-marketing.
All’interno dei diversi sistemi e apparati, le reazioni avverse sono elencate secondo classi di frequenza (numero presunto di pazienti con quella reazione), utilizzando le seguenti categorie:
molto comuni (>1/10); comuni (>1/100, <1/10); non comuni (>1/1000, <1/100); rare (>1/10.000,
<1/1000); molto rare (<1/10.000).
Infezioni ed infestazioni:
Molto comuni:
Infezioni (incluse infezioni alle alte vie respiratorie, bronchiti, cistiti, infezioni della pelle)* Non comuni:
Infezioni gravi (inclusa polmonite, cellulite, artrite settica, sepsi)* Rare:
Tubercolosi.
Alterazioni del sistema ematico e linfatico:
Non comuni:
Trombocitopenia Rare:
Anemia, leucopenia, neutropenia, pancitopenia* Molto rare:
Anemia aplastica* Alterazioni del sistema immunitario:
Comuni:
Reazioni allergiche (vedere Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo), formazione di autoanticorpi* Rare:
Gravi reazioni allergiche ed anafilattiche (inclusi angioedema e broncospasmo) Alterazioni del sistema nervoso:
Rare:
Convulsioni, Episodi di demielinizzazione del SNC indicativi di sclerosi multipla oppure di situazioni localizzate di demielinizzazione quali neurite ottica e mielite transversa (vedere paragrafo 4.4) Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
Comuni:
Prurito Non comuni:
Angioedema, orticaria, rash cutaneo Rare:
Vasculite cutanea (inclusa vasculite leucocitoclastica) Alterazioni muscolo-scheletriche, del tessuto connettivo e osseo:
Rare:
Lupus eritematoso cutaneo subacuto, lupus eritematoso discoide, sindrome lupus- simile Alterazioni generali e legate al sito di iniezione 7 Molto comuni:
Reazioni al sito di iniezione (inclusi sanguinamento, ecchimosi, eritema, prurito, dolore, gonfiore)* Comuni:
Febbre Alterazioni cardiologiche:
Vi sono state segnalazioni di peggioramento della insufficienza cardiaca congestizia (vedere paragrafo 4.4) *vedere le Informazioni aggiuntive sottostanti.
Informazioni aggiuntive Eventi avversi gravi riportati durante gli studi clinici Tra i pazienti affetti da artrite reumatoide, da artrite psoriasica, da spondilite anchilosante e da psoriasi a placche trattati negli studi clinici placebo-controllati, controllati verso trattamento attivo e studi condotti in aperto con Enbrel, gli eventi avversi gravi riportati hanno incluso tumori maligni (vedere sotto), asma, infezioni, insufficienza cardiaca, infarto miocardico, ischemia miocardica, dolore toracico, sincope, ischemia cerebrale, ipertensione, ipotensione, colecistite, pancreatite, emorragia gastrointestinale, borsite, confusione, depressione, dispnea, difetti di cicatrizzazione, insufficienza renale, calcoli renali, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, glomerulonefropatia membranosa, polimiosite, tromboflebite, danni epatici, leucopenia, paresi, parestesia, vertigini, alveolite allergica, angioedema, sclerite, fratture ossee, linfoadenopatia, colite ulcerosa, e occlusione intestinale.
Tumori maligni Durante gli studi clinici condotti con Enbrel fino a 48 mesi su 2.680 pazienti affetti da artrite reumatoide, inclusi 231 pazienti trattati con Enbrel in combinazione con metotressato, in uno studio con controllo attivo di un anno sono stati osservati trentotto nuovi tumori maligni di vario tipo.
La frequenza e l’incidenza osservate in questi studi clinici sono state simili a quelle attese per la popolazione studiata.
Nessun paziente affetto da artrite psoriasica ha sviluppato tumori maligni durante gli studi placebo-controllati in doppio cieco durati fino a 6 mesi e che hanno coinvolto 131 pazienti trattati con Enbrel.
Segnalazioni di vari tumori maligni (incluso carcinoma della mammella e del polmone, e linfoma) sono stati ricevuti anche nel periodo post-marketing (vedere paragrafo 4.4).
Ventitre tumori maligni sono stati riportati in pazienti con psoriasi a placche trattati fino a 15 mesi con Enbrel in studi in doppio cieco e in aperto che hanno coinvolto 1261 pazienti trattati con Enbrel.
Reazioni nel sito di iniezione Rispetto al placebo, i pazienti con malattie reumatiche trattati con Enbrel hanno mostrato un’incidenza significativamente più alta di reazioni nel sito di iniezione (36% contro 9%).
Le reazioni nel sito di iniezione si sono di solito verificate durante il primo mese.
La durata media variava approssimativamente da 3 a 5 giorni.
La maggior parte delle reazioni nel sito di iniezione verificatesi nei gruppi che hanno ricevuto Enbrel non sono state trattate mentre la maggior parte dei pazienti che sono stati sottoposti a terapia, ha ricevuto preparazioni topiche come corticosteroidi, o antistaminici orali.
Inoltre, alcuni pazienti hanno sviluppato reazioni di richiamo nel sito di iniezione caratterizzate da una reazione cutanea nel punto di iniezione più recente, insieme ad una comparsa simultanea di reazioni nel sito di iniezione dei precedenti punti di iniezione.
Di solito, queste reazioni sono state transitorie e non si sono ripresentate durante il trattamento.
Durante le prime 12 settimane di trattamento degli studi clinici controllati in pazienti con psoriasi a placche, circa il 14% dei pazienti trattati con Enbrel ha sviluppato reazioni nel sito di iniezione rispetto al 6% dei pazienti trattati con placebo.
Infezioni Durante gli studi clinici condotti sulle malattie reumatiche, le infezioni riportate con maggiore frequenza nei pazienti che hanno ricevuto Enbrel o il placebo, sono state le infezioni delle alte vie respiratorie 8 (“raffreddori”) e sinusiti.
In studi placebo-controllati, l’incidenza delle infezioni delle alte vie respiratorie è stata del 17% nel gruppo trattato con placebo e del 22% nel gruppo trattato con Enbrel.
Quando i pazienti trattati con Enbrel sono stati osservati per un periodo di tempo più lungo, nei pazienti affetti da artrite reumatoide che partecipavano agli studi placebo-controllati, ci sono stati 0,68 eventi per paziente/anno nel gruppo placebo e di 0,82 eventi per paziente/anno nel gruppo trattato con Enbrel.
In studi placebo-controllati con Enbrel, non è stato osservato alcun aumento dell’incidenza delle infezioni gravi (letali, pericolose per la vita o richiedenti ospedalizzazione o antibiotici per via endovenosa).
Tra i 2680pazienti affetti da artrite reumatoide trattati con Enbrel fino a 48 mesi, inclusi i 231 pazienti trattati con Enbrel in combinazione con metotressato nello studio con controllo attivo di un anno, sono state osservate 170 infezioni gravi.
Tali infezioni gravi includono ascesso (in vari siti), batteriemia, bronchite, borsite, celluliti, colecistite, diarrea, diverticolite, endocardite (sospetta), gastroenterite, epatite B herpes zoster, ulcera della gamba, infezione della bocca, osteomielite, otite peritonite, polmonite, pielonefrite, sepsi, artrite settica, sinusite, infezioni cutanee, ulcera cutanea, infezione del tratto urinario, vasculite ed infezione della ferita.
Nello studio clinico con controllo attivo di un anno in cui i pazienti sono stati trattati con Enbrel da solo o con metotressato da solo o con Enbrel in combinazione con metotresato il tasso di infezioni serie è risultato essere simile tra i gruppi trattati.
Comunque non può essere escluso che la combinazione di Enbrel con metotressato potrebbe essere associata ad un aumento del tasso di infezioni.
Negli studi placebo-controllati per l’artrite psoriasica e negli studi sulla psoriasi a placche non ci sono state differenze nell’incidenza delle infezioni tra i pazienti trattati con Enbrel e quelli trattati con placebo.
Negli studi sull’artrite psoriasica, non si è avuta alcuna infezione grave nei pazienti trattati con Enbrel.
Negli studi in doppio cieco e in aperto sulla psoriasi a placche condotti fino a 15 mesi, sono state riscontrate infezioni gravi comprese celluliti, gastroenteriti, polmoniti, colecistiti, osteomieliti e ascessi nei pazienti trattati con Enbrel.
Durante l’uso di Enbrel sono state riportate infezioni gravi e fatali; i patogeni riscontrati includono batteri, micobatteri (incluso quello tubercolare), virus e funghi.
Alcune si sono verificate entro poche settimane dall’inizio del trattamento con Enbrel in pazienti che avevano condizioni predisponenti di base (es.
diabete, insufficienza cardiaca congestizia, anamnesi di infezioni in atto o croniche) in aggiunta alla loro artrite reumatoide (vedere paragrafo 4.4).
I dati ottenuti da uno studio clinico sulla sepsi in pazienti non specificatamente affetti da artrite reumatoide, suggeriscono che il trattamento con Enbrel può far aumentare la mortalità in pazienti con sepsi diagnosticata.
Autoanticorpi Campioni di siero dei pazienti sono stati testati per gli autoanticorpi in diversi momenti.
Tra i pazienti affetti da artrite reumatoide sottoposti al test per gli anticorpi antinucleari (ANA), la percentuale dei pazienti che ha sviluppato una nuova positività agli ANA (1:
40) è risultata più alta tra i pazienti trattati con Enbrel (11%) rispetto ai pazienti trattati con placebo (5%).
La percentuale dei pazienti che hanno sviluppato una nuova positività agli anticorpi anti DNA-doppia elica bloccato è risultata ancora più elevata mediante il test radioimmunologico (15% dei pazienti trattati con Enbrel contro il 4% dei pazienti trattati con placebo) e mediante il test Crithidia luciliae (3% dei pazienti trattati con Enbrel contro nessuno dei pazienti trattati con placebo).
La percentuale dei pazienti trattati con Enbrel che hanno sviluppato anticorpi anticardiolipina ha subito un incremento simile a quello osservato in pazienti trattati con placebo.
L’impatto del trattamento a lungo termine con Enbrel sullo sviluppo di malattie autoimmunitarie è sconosciuto.
Raramente è stato segnalato, in alcuni pazienti, inclusi quelli con fattore reumatoide positivo, lo sviluppo di altri autoanticorpi in associazione con una sindrome lupus-simile o reazioni cutanee compatibili da un punto di vista clinico e bioptico con un lupus cutaneo subacuto o con un lupus discoide.
Pancitopenia e anemia aplastica Vi sono state segnalazioni post-marketing di pancitopenia e anemia aplastica, alcune delle quali ad esito fatale (vedere paragrafo 4.4).
9 Esami di laboratorio Basandosi sui risultati degli studi clinici, normalmente non sono necessari particolari esami di laboratorio in aggiunta ad un’attenta cura e supervisione del paziente da parte del medico.
Trattamento contemporaneo con Enbrel ed anakinra In studi in cui i pazienti sono stati trattati contemporaneamente con Enbrel più anakinra, è stata osservata un’incidenza maggiore di infezioni gravi rispetto ad Enbrel da solo ed il 2% dei pazienti (3/139) hanno sviluppato neutropenia (conta assoluta dei neutrofili
< 1000/mm3).
Un paziente neutropenico ha sviluppato cellulite che si è risolta dopo ospedalizzazione (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).
Effetti indesiderati in pazienti pediatrici affetti da artrite cronica giovanile Generalmente, gli eventi avversi in pazienti pediatrici sono stati simili per frequenza e tipologia a quelli osservati in pazienti adulti.
Le differenze rispetto agli adulti ed altre considerazioni particolari sono discusse nei paragrafi successivi.
Gli eventi avversi gravi riportati in uno studio clinico su 69 pazienti affetti da artrite cronica giovanile di età compresa tra i 4 ed i 17 anni, comprendevano varicella con segni e sintomi di meningite asettica risoltasi senza postumi (vedere anche 4.4), gastroenterite, depressione/alterazioni della personalità, ulcera cutanea, esofagite/gastrite, shock settico da streptococco di gruppo A, diabete mellito di tipo I, infezione del tessuto molle ed infezione di ferite chirurgiche Quarantatré bambini affetti da artrite giovanile cronica su 69 (62%) hanno sviluppato una infezione mentre ricevevano Enbrel durante i 3 mesi dello studio (parte 1 in aperto) e la frequenza e la gravità delle infezioni è stata simile in 58 pazienti che hanno completato la terapia in aperto per 12 mesi.
Le infezioni riportate in pazienti affetti da artrite cronica giovanile sono state generalmente di tipo lieve e simili a quelle comunemente osservate in una popolazione pediatrica ambulatoriale.
La tipologia e la proporzione di eventi avversi in pazienti affetti da artrite cronica giovanile sono state simili a quelle osservate negli studi con Enbrel su pazienti adulti affetti da artrite reumatoide e sono state per la maggior parte lievi.
Molti eventi avversi sono stati riportati più comunemente nei 69 pazienti affetti da artrite cronica giovanile che assumevano Enbrel per 3 mesi in confronto ai 349 adulti affetti da artrite reumatoide.
Questi comprendevano cefalea (19% dei pazienti, 1,7 eventi per paziente/anno), nausea (9%, 1,0 evento per paziente/anno), dolore addominale (19%, 0,74 eventi per paziente/anno) e vomito (13%, 0,74 eventi per paziente/anno).
Durante gli studi clinici su pazienti affetti da artrite reumatoide non sono state osservate dosi-limite di tossicità.
La più alta dose valutata è stata una dose di carico endovenosa di 32 mg/m2 seguita da una dose sottocutanea di 16 mg/m2 somministrata due volte a settimana.
Un paziente affetto da artrite reumatoide si è erroneamente auto-somministrato 62 mg di Enbrel per via sottocutanea due volte a settimana per 3 settimane, senza sperimentare effetti indesiderati.
Non si conosce l’antidoto per Enbrel.
Categoria farmacoterapeutica: agenti ad azione immunosoppressiva selettiva.Codice ATC: L04AA11 Il fattore di necrosi tumorale (TNF) è una citochina predominante
nel processo
infiammatorio
dell’artrite
reumatoide.
Elevati livelli di TNF sono stati anche trovati nella sinovia e nelle placche psoriasiche di
pazienti con
artrite
psoriasicae
nel siero
e nel tessuto
sinoviale di pazienti con
spondilite anchilosante.
Nella psoriasi a placche, l’infiltrazione
di cellule infiammatorie, comprese le cellule T, porta ad un 10aumento
dei livelli di TNF nelle lesioni psoriasiche rispetto
ai livelli presenti nella cute non
affetta.
Etanercept è un
inibitore competitivo
del legame del TNF ai propri recettori cellulari superficiali e perciò
inibisce l’attività
biologica del TNF.Il
TNF e la linfotossina sono
citochine pro-infiammatorie che si legano
a due
distinti recettori cellulari
superficiali: i recettori del fattore
di necrosi tumorale (TNFRs) da
55 kilodalton
(p55) e da
75 kilodalton(p75).
Entrambi i TNFRs esistono
naturalmente
nelle forme legata alla membrana e solubile.
Si pensache i TNFRs nella forma solubile regolino
l’attività biologica del TNF. Il
TNF e la linfotossina esistono
prevalentemente come
omotrimeri con
la loro
attività biologica che
dipende dal legame crociato
ai TNFRs superficiali cellulari.
I recettori solubili dimerici, come
l’etanercept, possiedono
una affinità di legame
per il TNF più alta di quella dei
recettori monomerici e sono
inibitori competitivi notevolmente più potenti del legame del TNF con
i propri recettori cellulari.Inoltre, l’utilizzo
di una regione Fc immunoglobulinica come elemento
di fusione nella costruzione di un
recettore
dimerico, conferisce una più lunga emivita plasmatica. Meccanismo d’azioneLa maggior parte della patologia articolare
nell’artrite reumatoide e
nella spondilite anchilosante e
della
patologia cutanea nella psoriasi a placche, è mediata da molecole
pro-infiammatorie che sono
collegatein
un network
controllato
dal TNF.
Si pensa che il meccanismo
d’azione
dell’etanercept consista in unainibizione competitiva del legame del TNF ai recettori superficiali TNFR, che
previene le rispostecellulari mediate
dal TNF rendendo
il TNF biologicamente inattivo.
L’etanercept può anche modulare le risposte
biologiche controllate
da molecole addizionali a cascata (es., citochine, molecole
di adesione o proteinasi) che sono indotte o regolate
dal TNF. Studi cliniciIn
questa sezione vengono
presentati dati da quattro
studi clinici randomizzati controllati sull’artrite
reumatoide randomizzati, uno
studio
sull’artrite cronica giovanile poliarticolare, uno
studio
sulla artrite
psoriasica ed
uno
studio
sulla spondilite anchilosante e tre studi sulla psoriasi a placche. Artrite ReumatoideL’efficacia di Enbrel è stata valutata in
uno
studio
randomizzato, in doppio-cieco, placebo-controllato.
Lo studio
ha valutato
234 pazienti adulti affetti da artrite reumatoide in fase attiva, che
non avevanorisposto alla terapia con
almeno
uno, ma non
più di quattro
farmaci antireumatici modificanti la malattia(DMARDs).
Dosi di 10 mg
o 25 mg
di Enbrel o placebo
sono
state somministrate per via sottocutanea
due
volte a settimana per 6 mesi consecutivi.
I risultati di questo studio
clinico
controllato
sono
stati espressi in
percentuale di miglioramento dell’artrite reumatoide utilizzando
il criterio
di
risposta
dell’American
College of Rheumatology (ACR) Le risposte ACR 20 e 50 sono
state maggiori in pazienti trattati con
Enbrel a 3 ed a 6 mesi, che inpazienti trattati con
placebo
(ACR 20: Enbrel 62% e 59%, placebo 23% e 11% rispettivamente a tre e 6
mesi: ACR 50: Enbrel 41% e 40%, placebo
8% e 5% rispettivamente a tre e sei mesi; p<0,01 Enbrel
versus placebo
a
tutti gli intervalli di tempo
sia
per le risposte ACR 20 che ACR 50.Circa il 15% dei pazienti che hanno
ricevuto
Enbrel hanno
raggiunto
una risposta ACR 70 al 3° mese edal 6° mese, rispetto
a
meno
del 5% dei soggetti del braccio
placebo.
Tra i pazienti che
hanno
ricevutoEnbrel, le risposte cliniche sono
state generalmente
osservate tra 1 e 2 settimane successive all’iniziodella terapia e quasi tutte si sono
verificate entro
3 mesi.
E’ stata osservata una dose risposta: i risultati
ottenuti con
10 mg sono
stati intermedi tra il placebo
e 25 mg.
Enbrel è risultato
significativamente
migliore
del placebo
in tutti i parametri dei criteri ACR, così come
nelle altre valutazioni dell’attività
della malattia dell’artrite reumatoide non
comprese
nei criteri di risposta ACR come, per esempio, la rigidità mattutina.
Durante lo studio
è stato somministrato, ogni 3 mesi, un
“Health
AssessmentQuestionnaire” (HAQ), che comprendeva invalidità, vitalità, salute mentale, condizioni di salute
generalie sotto-paragrafi riguardanti le condizioni di salute artrite-correlate.
Tutti i sotto-paragrafi del HAQmigliorarono
nei pazienti trattati con Enbrel, confrontati con
i controlli a 3 ed a 6 mesi.
Dopo
l’interruzione
di Enbrel i sintomi dell’artrite generalmente ritornano
entro
un
mese.11Il
ripristino
del trattamento
con
Enbrel dopo
una interruzione fino
a 24 mesi porta alla medesima entitàdi risposte che nei pazienti che
hanno
ricevuto
Enbrel senza interruzione
della terapia
basandosi sui
risultati degli studi in aperto.
Sono
stati osservate risposte
durature mantenute fino
a
48 mesi
nell’estensione
della terapia negli studi clinici in aperto
nel caso
in cui i pazienti hanno
ricevuto
Enbrel
senza interruzione; esperienze a più lungo
termine
non
sono
disponibili. L’efficacia di Enbrel è stata comparata al metotressato
in un
studio
randomizzato, con
controllo
attivo,
avente come
obiettivo
primario
la valutazione radiografica in cieco, in
632 pazienti adulti con
artrite
reumatoide in fase attiva (presente
da < 3 anni) che
non
avevano
mai ricevuto
il trattamento
con
metotressato.
Dosi di 10 mg o
25 mg
di Enbrel sono state somministrate
per via sottocutanea (SC) due
volte a settimana fino
a
24 mesi.
Le
dosi di metotressato
sono
state aumentate
da 7,5 mg/settimana finoad
un massimo
di 20 mg/settimana nel corso
delle prime 8 settimane
dello studio
e proseguite fino
a
24mesi.
Il miglioramento
clinico
con
Enbrel 25 mg, compreso
l’inizio
dell’effetto
entro
2 settimane,
èstato
simile a quello
osservato
negli studi precedenti, ed è stato
mantenuto
fino
a 24 mesi.
All’inizio
i pazienti avevano
un
moderato
grado
di inabilità, con
un
punteggio
medio
di HAQ compreso
tra
1,4 e1,5- Il trattamento
con
Enbrel 25 mg
ha determinato
un
sostanziale miglioramento
a 12 mesi, con
il 44%circa dei pazienti che
hanno
raggiunto
un
punteggio
HAQ normale (inferiore a 0,5).
Tale miglioramentoè stato
mantenuto
durante il 2° anno
di questo
studio. In
questo
studio, il danno
strutturale
dell’articolazione è stato
valutato
con
metodo
radiografico
ed
espresso
come cambiamento
nel Total Sharp
Score (TSS) che comprende il tasso
di erosione ed il tassodi riduzione
dello
spazio articolare (JSN).Le radiografie
di mani/polsi e piedi sono
state lette all’inizio
dello studio
ed a 6, 12 e 24
mesi.
La dosedi 10 mg di Enbrel ha avuto
un effetto
consistentemente minore sul danno
strutturale rispetto
alla doseda 25 mg.
La dose
di 25 mg
di Enbrel ha avuto
un
effetto
significativamente superiore sul tasso
di erosione sia a 12 che a 24 mesi.
Le
differenze
nel TSS e nel JSN non
sono
risultate statisticamente
significative tra MTX ed
Enbrel 25 mg.
I risultati sono
mostrati nella seguente figura: PROGRESSIONE RADIOGRAFICA
CONFRONTO di ENBREL versus METOTRESSATO IN PAZIENTI
CON
RA DELLA DURATA < 3 ANNI 2.5
2-5 2 2 1.5
1-5 1 1 0.5
0.5 0 0TSS
Erosione
JSN
TSS
Erosione
JSN MTXEnbrel
25 mg * p < 0.05
MTXEnbrel
25 mg * p < 0.05 In
un
ulteriore studio
clinico randomizzato
in doppio
cieco
con
controllo
attivo, l’efficacia clinica, lasicurezza e la progressione radiografica in
pazienti con
artrite reumatoide trattati con
il solo
Enbrel (25mg
due
volte a settimana), con
il solo
metotressato
(da 7,5 a 20 mg a settimana,dose media 20 mg) e conla combinazione
di Enbrel e metotressato, iniziati contemporaneamente, sono
state comparate in 682pazienti adulti affetti da artrite reumatoide attiva in
pazienti affetti da artrite reumatoide attiva da un12periodo
compreso
tra i 6 mesi a 20 anni (media 5 anni) che avevano
mostrato
una risposta inadeguata ad
almeno
un
farmaco
antireumatico
modificante la malattia diverso
da metotressatoPazienti nel gruppo
terapeutico di Enbrel in combinazione con
metotressato hanno
avuto
una rispostaACR 20, ACR 50, ACR 70 e
un
miglioramento
dei
punteggi
DAS e HAQ ,sia a 24 che a 52 settimane
significativamente più alta rispetto
ai pazienti di entrambi i gruppi trattati in monoterapia.
(I risultatisono
mostrati nella tavola sotto
riportata)RISULTATI SULL’EFFICACIA CLINICA: PARAGONE ENBREL vs METOTRESSATOvs ENBREL IN
COMBINAZIONE CON METOTRESSATO IN PAZIENTI
CON ARTRITE
REUMATOIDE DA UN PERIODO COMPRESO TRA I 6 MESI
E I 20 ANNIEnbrel +Obiettivo
Methotrexate
Enbrel
Methotrexate
(n
= 228)
(n
= 223)
(n
= 231)
ACR
Risultati
alla
52°settimana
| ACR 20 | 75-0% | 75-8% | 84-8% †, |
| ACR 50 | 42-5% | 48-4% | 69-3% †, |
| ACR 70 | 18-9% | 24-2% | 42-9% †, |
DASPunteggio
basale a
5-5
5-7
5-5Punteggio
settimana
52°a
3-0
3-0
2-3†,Remissione b
14%
18%
37%†, HAQ
| Basale | 1-7 | 1-7 |
| Settimana 52° | 1-1 | 1-0 |
a:
I valori per DAS sono
significativi.b:
La remissione è definita come DAS <1-6
1.80.8†,Comparazione
di coppie
di valori: † = p < 0.05 per il confronto
di Enbrel + methotrexate
vs methotrexate
e = p < 0.05 per il confronto di Enbrel + methotrexate vs Enbrel
La
progressione radiografica alla 52° settimana è stata significativamente inferiore
nel gruppo
trattatocon
Enbrel
rispetto
al gruppo
trattato
con
metotressato, mentre la combinazione
dei due è risultata
significativamente migliore di entrambe le monoterapie
nel rallentare la progressione radiografica (vedi
figura
sotto
riportata)13PROGRESSIONE RADIOGRAFICA: PARAGONE TRA ENBREL vs METOTRESSATO vs
ENBREL IN COMBINAZIONE CON METOTRESSATO IN PAZIENTI CON ARTRITE
REUMATOIDE DA UN PERIODO
COMPRESO TRA I 6 MESI
E I 20 ANNI (RISULTATI ALLA52° SETTIMANA) 3.0 2.5
2-80
MethotrexateEnbrelEnbrel + Methotrexate 2.0
1.68 1.5 1.0 0.5
0.52*
0.21*
1.12
0.32 0.0 -0.5 -1-0
-0.54†,
-0.30†
-0.23†,
TSS
Erosions
JSN Comparazione
di
coppie
di
valori:
*
=
p
<
0.05
per
il
confronto
diEnbrel
vs
methotrexate,
†
=
p
<
0.05,
per
il
confronto
di
Enbrel
+
methotrexate
vs
methotrexate
e
=
p
<
0.05
,
per
il
confronto
di
Enbrel + methotrexate
vs Enbrel La
percentuale
di pazienti senza progressione (cambiamento
di
TSS = 0,5) è stata maggiore
nel gruppo
trattato
con
Enbrel in combinazione con
metotressato
e in
quello
con
il solo
Enbrel rispetto
al gruppo
trattato
con
metotressato
alla 24° settimana (74%, 68% e 56% rispettivamente; p< 0,05) e alla 52°
settimana (80%, 68%, e 57% rispettivamente: p< 0,05) La sicurezza e l’efficacia di 50 mg
di Enbrel (due iniezioni da
25 mg) somministrate
una volta a settimana sono
stati valutati in a in
uno studio
controllato
in doppio
cieco
di 420 pazienti con
ArtriteReumatoide attiva In
questo
studio, 53 patients hanno
ricevuto
placebo, 214 patients hanno
ricevuto
50mg
di Enbrel una volta a settimana e 153 pazienti hanno
ricevuto
25 mg
di
Enbrel due
volte a settimana.Il
profilo
di sicurezza e l’efficacia dei due regimi di trattamento
con
Enbrel sono risultati comparabili
all’8° settimana, per i loro
effetti sui segni e sintomi dell’Artrite reumatoide; I dati alla 16° settimana
non
hanno
mostrato
comparabilità (non-inferiorità) tra i due regimi. Artrite cronica
giovanile poliarticolareLa sicurezza e l’efficacia di
Enbrel sono
state
valutate in uno
studio
in due
parti condotto
su
69 bambini
affetti da artrite cronica giovanile poliarticolare che avevano
avuto
diversi tipi di esordio
dell’artrite
cronica giovanile.
Sono stati arruolati
pazienti di età compresa tra i 4 ed i 17 anni affetti da artritecronica giovanile
poliarticolare in fase attiva da moderata a grave, refrattari od intolleranti almetotressato; i pazienti rimanevano
su
una
dose stabile
di un
singolo
farmaco
anti-infiammatorio
non-
steroideo
e/o
prednisone (< 0,2 mg/Kg/giorno
o massimo
10 mg).
Durante la parte 1, tutti i pazienti
ricevevano
0,4 mg/Kg
(massimo
25 mg
per dose) di Enbrel per via sottocutanea, due volte a settimana.
Durante la parte
2, i pazienti che mostravano
una risposta clinica al giorno 90°, venivano
randomizzati
per continuare Enbrel o per ricevere il placebo
per quattro
mesi e valutati per la riesacerbazione
dellamalattia.
Le risposte sono
state valutate
utilizzando
il “JRA Definition
of Improvement (DOI)”, definitocome miglioramento
≥ 30% in almeno
tre
di sei e un
peggioramento
≥ 30% in non
più di uno
di sei 14criteri fondamentali JRA, includendo
la conta delle articolazioni attive, limitazione del movimento,
valutazione globale
del medico
e paziente/genitore, valutazione funzionale e velocità di eritrosedimentazione (VES).
La riacutizzazione della malattia è stata definita come peggioramento ≥30% in tre di sei criteri fondamentali JRA, un
miglioramento ≥ 30% in non
più di uno
di sei criteri
fondamentali JRA ed
un
minimo
di due articolazioni attive. Nella
parte 1 dello
studio, 51
pazienti su
69 (74%) manifestavano
una risposta clinica ed
entravano
nella
parte
2- Nella
parte 2, 6 pazienti su
25 (24%) che continuavano
con
Enbrel manifestavano
la riacutizzazione
della malattia, contro
i 20 pazienti dei 26 (77%) riceventi il placebo
(p=0,007).Dall’inizio
della parte 2, il tempo
medio
alla riacutizzazione è stato ≥ 116 giorni per i pazienti che
ricevevano
Enbrel e 28 giorni per i pazienti che ricevevano
il placebo.
Dei pazienti che
mostravano
una
risposta clinica al 90° giorno
e che entravano
nella
parte 2 dello
studio, alcuni di quelli che rimanevano
con
Enbrel continuavano
a
migliorare dal 3° mese fino
7°, mentre quelli che ricevevano
il placebo, non
miglioravano. Non
sono
stati eseguiti studi in
pazienti affetti da artrite cronica giovanile poliarticolare
né per valutare
gli effetti di una terapia continuativa con
Enbrel in
pazienti che
non
rispondevano
entro
3 mesidall’inizio
della terapia con
Enbrel, né per valutare l’associazione
di Enbrel con
metotressato. Adulti con artrite psoriasicaL’efficacia di Enbrel è stata valutata in
uno
studio
randomizzato, in doppio-cieco, placebo-controllato
su205 pazienti affetti da artrite psoriasica.
I pazienti avevano
un’età compresa tra i 18 e i 70 anni e presentavano
artrite
psoriasica in forma attiva (≥ 3 articolazioni tumefatte e ≥ 3 articolazioni dolenti) in almeno
una delle seguenti forme: (1) coinvolgimento
delle interfalangee distali (DIP); (2) artrite
poliarticolare (assenza di noduli reumatoidi e presenza di psoriasi); (3) artrite mutilante; (4) atrite
psoriasica asimmetrica; o (5) anchilosi spodilitico-simile.
I pazienti presentavano
anche placche
psoriasiche con
un indice
di lesione ≥ 2
cm
di diametro.
I pazienti erano
stati precedentemente trattaticon
FANSs (86%), DMARDs (80%), e corticosteroidi (24%).
I pazienti in terapia con
MTX (stabile
per≥ 2
mesi) potevano
continuare ad
una dose stabile
di MTX ≤ 25 mg/settimana.
Dosi di 25 mg
di Enbrel(basate sugli studi di “dose-finding” nei pazienti affetti da artrite reumatoide) o
di placebo
sono
state somministrate SC due
volte a settimana
per 6 mesi.I risultati sono
stati espressi come percentuale
di pazienti che
hanno
raggiunto
una risposta ACR 20, 50e 70 e come percentuale
di miglioramento
secondo
i Criteri di Risposta per l’Artrite Psoriasica(PsARC).
I risultati sono
elencati nella Tabella seguente.RISPOSTE DEI PAZIENTI AFFETTI DA ARTRITE PSORIASICA
IN UNO STUDIO PLACEBO-CONTROLLATO Risposta
Percentuale di PazientiPlacebo
n = 104
Enbrelan = 101 ACR 20
| 3° Mese | 15 | 59b |
| 6° Mese | 13 | 50b |
ACR 50
| 3° Mese | 4 | 38b |
| 6° Mese | 4 | 37b |
ACR 70 153° Mese 0 11b6° Mese 1 9c PsARC
| 3° Mese | 31 | 72b |
| 6° Mese | 23 | 70b |
a: 25 mg
di Enbrel SC due
volte a settimana
b: p < 0.001, Enbrel contro placeboc: p < 0.01, Enbrel contro
placebo Nei pazienti affetti da artrite psoriasica che
hanno
ricevuto
Enbrel, le risposte cliniche sono
state
evidenti alla prima visita (4 settimane) e si sono
mantenute
durante i 6 mesi di terapia.
Enbrel è statosignificativamente migliore rispetto
al placebo
per tutti gli indici di attività della malattia (p < 0.001), ele risposte sono
state simili con
o senza una terapia concomitante con
metotressato.
La qualità della vita
nei pazienti affetti da artrite psoriasica è stata valutata ad
ogni visita usando
l’indice
di disabilità HAQ.Il punteggio
dell’indice
di disabilità era significativamente migliorato
a tutte le visite
nei pazienti affettida artrite psoriasica trattati con
Enbrel, rispetto
a quelli trattati con
placebo
(p < 0.001).
Non
esistono
sufficienti evidenze
dell’efficacia di Enbrel in pazienti con
artropatia
psoriasica anchilosante simil-
spondilitica, a causa del basso
numero
di pazienti studiati. Adulti con spondilite anchilosanteL’efficacia di Enbrel è stata valutata in 3 studi randomizzati, in
doppio-cieco, placebo-controllati su
401pazienti affetti da spondilite anchilosante di cui 203 trattati con
Enbrel.
Il più ampio
di questi studi(n="2"77) ha arruolato
pazienti che avevano un’età compresa tra i 18 e i
70 anni e presentavano
spondilite
anchilosante in forma attiva definita come
un punteggio 30 su
scala visuo-analogica (VAS)
per lamedia della durata e intensità della rigidità mattutina più un
punteggio
VAS 30 per almeno
2 deiseguenti 3 parametri: valutazione
globale del paziente; media dei valori VAS per il dolore lombosacrale
notturno
e complessivo; media di 10 domande
del “Bath
Ankylosing
Spondylits Functional Index”(BASFI).
I pazienti che ricevevano
DMARDs, FANS, o corticosteroidi potevano
continuarli a dosi
stabili.
Nello studio
non
erano
inclusi pazienti con
anchilosi della spina dorsale.
Dosi di 25 mg
diEnbrel (basate su
studi per determinare la dose in pazienti con
artrite reumatoide) o placebo
sono
stati
somministrati per via sottocutanea due
volte la settimana per 6 mesi in 138 pazienti. La misura
primaria di efficacia (ASAS 20) è risultata essere
un
miglioramento 20% in
almeno
3 dei 4 domini del “Assessment in Ankylosing
Spondylitis” (ASAS) (valutazione globale
del paziente, dolore
lombosacrale, BASFI e infiammazione).
Anche le risposte ASAS 50 e ASAS 70 sono
stati basati sugli
stessi criteri con
un
50% o un
70% di miglioramento, rispettivamente.Rispetto
al placebo, il trattamento
con
Enbrel ha comportato
miglioramenti significativi nel ASAS 20,
ASAS 50 e ASAS 70 già a partire
da 2 settimane dopo
l’inizio
della terapia.16RISPOSTE IN PAZIENTI
CON SPONDILITE
ANCHILOSANTEIN UNO STUDIO PLACEBO-CONTROLLATOPercentuale di Pazienti RispostaASAS 202 settimane3 mesi6 mesiASAS 502 settimane3 mesi
PlaceboN = 139 222723 713
EnbrelN = 138 46a60a58a 24a45a6 mesiASAS 70 :
10
42a2 settimane3 mesi6 mesi
2
12b7
29b5
28ba: p<0.001, Enbrel vs.
Placebob: p = 0.002, Enbrel vs.
placebo Tra i pazienti con
spondilite anchilosante che
hanno
ricevuto
Enbrel, le risposte cliniche erano
evidentigià dalla prima visita (2 settimane) e si sono
mantenute
nei 6 mesi di terapia.Le risposte erano
simili nei pazienti che stavano
o non
stavano
assumendo
terapie concomitanti al baseline. Risultati simili sono
stati ottenuti in due studi sulla spondilite anchilosante
di minori dimensioni. Adulti con psoriasi a placcheL’uso
di Enbrel nei pazienti è raccomandato
secondo
quanto
descritto
nel paragrafo
4-1- Nella
popolazione studiata,
i pazienti che “non
hanno
risposto
a” erano
definiti da una risposta insufficiente(PASI<50 o PGA inferiore a buono), o da un
peggioramento
della malattia durante il trattamento
e cheerano
stati adeguatamente trattati per un
periodo
di tempo
sufficientemente lungo
da valutare la rispostaad
almeno
ognuna delle tre principali terapie sistemiche secondo
la disponibilità. L’efficacia di Enbrel nei confronti di altre terapie sistemiche in
pazienti con
psoriasi da moderata asevera (responsiva ad altre terapie sistemiche) non
è stata valutata in studi di confronto
diretto tra Enbreled
altre terapie sistemiche.
Invece, la sicurezza e l’efficacia di
Enbrel sono
state
valutate in tre studi
randomizzati, in
doppio
cieco, placebo-controllati.L’endpoint primario
di efficacia
in tutti e tre
gli studi è stata la percentuale di pazienti che in ciascun
gruppo
di trattamento
ha raggiunto
alla 12a
settimana il PASI 75 (cioè un
miglioramento
di almeno
il75% rispetto
al basale
nel punteggio
dell’Indice
di Estensione e Gravità della Psoriasi). Lo
Studio
1 è stato
uno
studio
di fase 2 in
pazienti di età ai 18 anni con
psoriasi a placche attiva ma
clinicamente stabile che interessava un’area di superficie corporea 10%.
Centododici pazienti (112)
sono
stati randomizzati a ricevere
una dose di 25
mg
di Enbrel (n="5"7) o di placebo
(n= 55) due
volte a settimana per 24 settimane. Lo
studio
2 ha valutato
652 pazienti con
psoriasi a placche cronica usando
gli stessi criteri di inclusione
dello
studio 1 con
l’aggiunta di un
Indice di Estensione e Gravità della Psoriasi
(PASI) di almeno
10allo
screening.
Enbrel è stato
somministrato
al dosaggio
di 25 mg
una volta a settimana, 25 mg
due voltea settimana o
50 mg
due volte a settimana per 6 mesi consecutivi.
Durante le prime 12 settimane del
periodo
di trattamento
in doppio
cieco, i pazienti hanno
ricevuto
placebo
o uno
dei tre
dosaggi di Enbrel
sopra menzionati.
Dopo
12 settimane di trattamento, i pazienti del gruppo
trattato
con
placebo
hanno 17iniziato
il trattamento
con
Enbrel in cieco
(25 mg
due
volte a settimana); i pazienti dei gruppi in trattamento
attivo
hanno
continuato
fino
alla settimana
24 con
il dosaggio
al quale erano
stati
originariamente randomizzati. Lo
studio
3 ha valutato
583 pazienti ed
ha avuto
gli stessi criteri di inclusione
dello
studio
2- I pazientiin questo
studio
hanno
ricevuto
una dose
di 25 mg o
50 mg
di
Enbrel o placebo
due
volte a settimana per12 settimane, dopodiché tutti i pazienti hanno
ricevuto
25 mg
di Enbrel in aperto
due
volte a settimana
per ulteriori 24 settimane. Nello
studio
1, il gruppo
trattato
con
Enbrel ha avuto
una
percentuale significativamente maggiore
di pazienti con
una risposta PASI 75 alla settimana
12 (30 %) rispetto
al gruppo
trattato
con
placebo
(
2%) (p<0.0001).
A 24 settimane, il 56 % dei pazienti del gruppo
trattato
con
Enbrel ha raggiunto
il PASI75 rispetto al 5 % dei pazienti trattati con
placebo.
I risultati principali degli studi 2 e 3 sono
mostrati
qui di seguito. RISPOSTE DEI PAZIENTI
CON PSORIASI NEGLI STUDI 2 E 3
| -------------------------Studio 2--------------------------------------------Enbrel------------------- Placebo 25 mg bisett. 50 mg bisett.n = 166 n =162 n =162 n = n =sett.12 sett.12 sett.24a 164 164Risposta sett.12 sett.24a | ------------Studio 3------------ -------Enbrel------- 25 mg 50 mgPlacebo bisett. bisett.n = 193 n = 196 n = 196sett.12 sett.12 sett.12 |
| PASI 50, % 14 58* 70 74* 77PASI 75, % 4 34* 44 49* 59 DSGA b, “Clear” o“Almost clear”, % 5 34* 39 49* 55 | 9 64* 77*3 34* 49*4 39* 57* |
*p 0.0001 rispetto
al placeboa.
Non è stata effettuata alcuna comparazione statistica
verso
il placebo alla settimana 24 nello
studio 2
poiché il gruppo
originale trattato
con
placebo
ha iniziato
a
ricevere
Enbrel 25
mg
BIW dalla settimana
13 alla settimana
24-b.
Dermatologist Static Global Assessment.
“Clear” o “Almost clear” definito
come 0 o 1
su
una scala da0 a
5-Tra i pazienti con psoriasi a placche che hanno ricevuto Enbrel, risposte significative rispetto
al placebosi sono evidenziate al momento della prima visita (2 settimane) e si sono mantenute per le 24 settimanedi terapia. Lo
studio
2 prevedeva anche
un periodo
di sospensione del trattamento
durante il quale i pazienti che
raggiungevano
un
miglioramento
PASI di almeno
il 50 % alla settimana
24 interrompevano
il trattamento.Durante il periodo
di sospensione, i pazienti sono
stati tenuti sotto
osservazione
per il verificarsi di eventi “rebound” (PASI 150% del basale) e per il tempo
di ricaduta
(definito
come
una perdita di
almeno
metà del miglioramento
ottenuto
tra il basale e la settimana 24).
Durante il periodo
di sospensione, i sintomi della
psoriasi si sono
gradualmente ripresentati con
un tempo
mediano
alla
ricaduta di malattia di 3 mesi.
Non
sono
state
osservate ricadute caratterizzate
da “rebound” e nessun18evento
avverso
grave correlato
alla psoriasi.
Ci sono
state alcune evidenze a supporto
del vantaggio
di un nuovo
trattamento
con
Enbrel nei pazienti che erano
inizialmente responsivi al trattamento.Nello
studio 3 la maggior parte
dei pazienti ( 77%) che all’ inizio
erano
stati randomizzati a 50 mg
due
volte a settimana e che hanno
ricevuto
alla settimana
12 una dose ridotta a 25
mg
di Enbrel due
voltealla settimana, hanno
mantenuto
una risposta PASI 75 fino
alla settimana 36- Per i pazienti che
hanno
ricevuto
25 mg 2 volte a settimana durante tutto
lo
studio, la risposta PASI 75
ha continuato
a migliorare tra le settimane
12 e 36- Anticorpi anti EnbrelIn
uno
studio
clinico
placebo-controllato
sono
stati rilevati anticorpi anti Enbrel, tutti non
neutralizzanti,in 4 pazienti su
96 affetti da artrite reumatoide che hanno
ricevuto
Enbrel alla dose di 25mg
due volte a settimana fino
a 3 mesi.
Nello
studio
clinico
con
controllo
attivo, 11 (2,8 %) dei 400 pazienti trattati con
etanercept ha avuto
almeno
un
risultato
positivo, ma nessuno
di questi pazienti ha mostrato
positività altest degli anticorpi neutralizzanti.
I risultati relativi a pazienti con
artrite cronica giovanile (JCA) sono
stati simili a quelli osservati in
pazienti adulti affetti da artrite reumatoide trattati con
Enbrel.
Dei 98pazienti affetti da artrite psoriasica che sono
stati studiati, nessun
paziente
ha sviluppato
anticorpi versoEnbrel dopo
24 settimane.
Su 175 pazienti con
spondilite anchilosante trattati con
Enbrel, sono
stati riportati 3 pazienti con
anticorpi anti Enbrel, nessuno
neutralizzante.Negli studi in
doppio
cieco
di durata fino
a 6 mesi nella
psoriasi a placche, circa l’1 % dei 1-084pazienti ha sviluppato
anticorpi verso
Enbrel, nessuno
neutralizzante. Anche se la pratica non
esclude la possibilità che si possa verificare
un effetto
clinicamente rilevante,non
è
stata osservata alcuna apparente correlazione tra lo
sviluppo
di anticorpi e la risposta clinica o le reazioni avverse.
I valori sierici di etanercept sono stati valutati con il metodo ELISA, che può rilevare sia i prodotti di degradazione che reagiscono con l’ELISA, sia il composto progenitore.
L’etanercept viene lentamente assorbito dal sito di iniezione sottocutaneo, raggiungendo la massima concentrazione approssimativamente 48 ore dopo una singola dose.
La biodisponibiltà assoluta è del 76%.
Con due dosi settimanali si prevede che le concentrazioni allo steady-state siano approssimativamente due volte maggiori rispetto a quelle osservate dopo dosi singole.
Dopo una singola dose sottocutanea di 25 mg di Enbrel, la concentrazione sierica massima media osservata in volontari sani è stata di 1,65 0,66 g/ml e l’area sotto la curva è stata di 235 96,6 gh/ml.
Non è stata formalmente valutata la proporzionalità di dose, ma non c’è una evidente saturazione della clearance lungo il range di dosaggio.
Per descrivere la curva concentrazione-tempo di etanercept è richiesta una curva biesponenziale.
Il volume di distribuzione centrale dell’etanercept è di 7,6 litri, mentre il volume di distribuzione allo steady-state è di 10,4 litri.
L’etanercept viene eliminato lentamente dall’organismo.
Ha una lunga emivita, di circa 70 ore.
La clearance è approssimativamente di 0,066 litri/h in pazienti affetti da artrite reumatoide, un po' più bassa del valore di 0,11 litri/h osservato in volontari sani.
Inoltre, la farmacocinetica di Enbrel in pazienti affetti da artrite reumatoide e spondilite anchilosante e psoriasi a placche è simile.
Nei pazienti con artrite reumatoide trattati i profili della concentrazione media sierica allo steady state sono stati Cmax of 2.4 mg/l vs 2.6 mg/l, Cmin of 1.2 mg/l vs 1.4 mg/l, e l’ AUC parziale di 297 mgh/l vs 316 mgh/l rispettivamente per 50 mg 1 volta a settimana (n="2"1) vs 25 mg Enbrel due volte a settimana (n=16).
Sebbene ci sia una eliminazione di radioattività nelle urine dopo somministrazione di etanercept radiomarcato in pazienti e in volontari, non è stato osservato un aumento delle concentrazioni di etanercept in pazienti con insufficienza renale o epatica acuta.
La presenza di insufficienza renale o 19 epatica non dovrebbe richiedere alcuna modifica del dosaggio.
Non c’è apparente differenza di farmacocinetica tra uomini e donne.
Il metotressato non modifica la farmacocinetica dell’etanercept.
Non è stato valutato l’effetto di Enbrel sulla farmacocinetica umana del metotressato.
Pazienti anziani L’influenza dell’età avanzata è stata studiata tramite un’analisi farmacocinetica delle concentrazioni plasmatiche di etanercept nell’ambito di una popolazione di tale fascia di età.
La clearance ed il volume valutati in pazienti di età compresa tra i 65 e gli 87 anni sono risultati simili a quelle stimate in pazienti con meno di 65 anni.
Pazienti affetti da artrite cronica giovanile poliarticolare In uno studio con Enbrel sulla artrite giovanile cronica poliarticolare, 69 pazienti (età comprese tra i 4 ed i 17 anni) hanno ricevuto 0,4 mg pro chilo di Enbrel, due volte a settimana per tre mesi.
L’andamento delle concentrazioni sieriche fu simile a quello osservato in pazienti adulti affetti da artrite reumatoide.
I bambini più giovani (4 anni di età), avevano una clearance ridotta (clearance aumentata quando normalizzata per il peso) in confronto con bambini più grandi (12 anni di età) ed adulti.
Una simulazione di dosaggio suggerisce che mentre i bambini più grandi (10.17 anni di età) avrebbero livelli sierici vicini a quelli osservati negli adulti, bambini più piccoli avrebbero livelli apprezzabilmente più bassi.
Durante gli studi tossicologici condotti con Enbrel, non si è manifestata una tossicità dose-limite od organo bersaglio.
Enbrel è risultato essere non-genotossico in una serie di studi in vitro ed in vivo.
A causa della comparsa di anticorpi neutralizzanti nei roditori, non sono stati condotti con Enbrel studi di carcinogenicità e di valutazione standard della fertilità e della tossicità postnatale.
Enbrel non ha causato mortalità o segni di tossicità rilevabili in topi o ratti a seguito di un singola dose sottocutanea di 2000 mg/Kg o di una singola dose endovenosa di 1000 mg/Kg.
Enbrel non ha provocato una tossicità dose-limite o organo bersaglio in scimmie cynomolgus a seguito di una somministrazione sottocutanea due volte a settimana per 4 o 26 settimane consecutive ad una dose (15 mg/Kg) risultante in concentrazioni sieriche del farmaco basate sull’AUC che erano più di 27 volte maggiori rispetto a quelle ottenute negli uomini alla dose raccomandata di 25 mg.
Polvere:
mannitolo, saccarosio e trometamolo.
Solvente:
Acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di compatibilità, il medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti.
3 anni E’ raccomandato l’uso immediato dopo ricostituzione.
La stabilità in uso, chimica e fisica, è stata dimostrata per 48 ore a 2C - 8C.
Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immeditamente.
Se non è usato immediatamente, i tempi di conservazione in uso sono responsabilità 20 dell’utilizzatore e non dovrebbero essere normalmente più lunghi di 6 ore a 2C - 8C, a meno che la ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate
Conservare in frigorifero (tra 2°C e 8°C).
Non congelare.
Flaconcini di vetro chiaro (4 ml, vetro di tipo I) con tappi in gomma, sigilli in alluminio e cappucci in plastica rimovibili.
Enbrel è dotato di siringhe preriempite che contengono acqua per preparazioni iniettabili.
Le siringhe sono di vetro-composto di tipo I, con aghi di acciaio inossidabile.
Le confezioni contengono 4 flaconcini di Enbrel con 4 siringhe preriempite ed 8 tamponi con alcool.
Enbrel 25 mg viene ricostituito in 1 ml di acqua per preparazioni iniettabili.
Enbrel non contiene conservante antibatterico e pertanto le soluzioni preparate con acqua per preparazioni iniettabili, devono essere somministrate prima possibile e comunque entro sei ore dalla ricostituzione.
La soluzione deve essere trasparente e priva di colore senza grumi, flocculati o particelle Alcune bolle bianche possono rimanere nella fiala – ciò è normale.
Non utilizzare Enbrel se tutta la polvere nella fiale non si discioglie entro 10 minuti dalla ricostituzione.
Ripetete l’operazione con un’altra fiala.
Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità ai requisiti locali di legge.
Wyeth Europa Ltd.
Huntercombe Lane South Taplow, Maidenhead Berkshire, SL6 0PH Regno Unito
EU/1/99/126/001
Data della prima autorizzazione : 3 Febbraio 2000 Data dell’ultimo rinnovo: 3 Febbraio 2005
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