ELOXATIN 5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione
1 ml di concentrato per soluzione per infusione contiene 5 mg di oxaliplatino 10 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 50 mg di oxaliplatino 20 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 100 mg di oxaliplatino 40 ml di concentrato per soluzione per infusione contengono 200 mg di oxaliplatino Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1
Concentrato per soluzione per infusione Liquido limpido, incolore.
Oxaliplatino in associazione con 5.fluorouracile (5.FU) e acido folinico (AF) è indicato per: trattamento adiuvante del cancro al colon di stadio III (C di Duke) dopo resezione completa del tumore primario trattamento del cancro colorettale metastatico.
Posologia USO RISERVATO AGLI ADULTI La dose di oxaliplatino raccomandata per la terapia adiuvante è 85 mg/m2, per infusione endovenosa ripetuta ogni 2 settimane per 12 cicli (6 mesi).
La dose consigliata di oxaliplatino nel trattamento del cancro colorettale metastatico è 85 mg/m² ripetuta ogni due settimane, per infusione endovenosa.
La dose deve essere modificata in funzione della tollerabilità (vedere paragrafo 4.4).
La somministrazione di oxaliplatino deve sempre precedere quella delle fluoropirimidine – cioè il 5.
fluorouracile.
Oxaliplatino deve essere somministrato in infusione endovenosa della durata di 2 - 6 ore, in 250-500 ml di una soluzione glucosata al 5% in modo da avere una concentrazione compresa tra 0,2 mg/ml e 0,70 mg/ml; nella pratica clinica 0,70 mg/ml è la concentrazione più alta per una dose di oxaliplatino di 85 mg/m2.
Oxaliplatino è stato utilizzato in prevalenza in associazione ad un’infusione continua di 5.fluorouracile.
Per il trattamento ogni due settimane, sono stati usati schemi di trattamento di 5.fluorouracile che hanno associato bolo e infusione continua.
Popolazioni speciali Soggetti con funzionalità renale compromessa:
Oxaliplatino non è stato studiato in pazienti con grave alterazione della funzionalità renale (vedere paragrafo
Nei pazienti con alterazione della funzionalità renale moderata si deve iniziare il trattamento con la dose consigliata normalmente (vedere paragrafo 4.4).
Non è necessario modificare la dose nei pazienti con alterazione della funzionalità renale lieve.
Soggetti con insufficienza epatica:
In uno studio di fase I che comprendeva pazienti con diversi gradi di insufficienza epatica, la frequenza e la gravità dei disturbi epatobiliari sembravano essere correlate alla progressione della malattia e ai test di funzionalità epatica alterati al basale.
Durante lo sviluppo clinico, non è stato fatto nessun aggiustamento specifico della dose per i pazienti con test della funzionalità epatica anormale.
Pazienti anziani:
Non si è osservato nessun aumento di tossicità grave quando oxaliplatino è stato usato, da solo o in associazione a 5.fluorouracile, nei pazienti con più di 65 anni di età.
Di conseguenza non è richiesto nessun adattamento specifico della dose per i pazienti anziani.
Modo di somministrazione Oxaliplatino deve essere somministrato per infusione endovenosa.
La somministrazione di oxaliplatino non richiede iperidratazione.
Oxaliplatino, diluito in 250-500 ml di soluzione glucosata al 5% in modo da ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml, deve essere infuso tramite una linea venosa centrale o una vena periferica in un tempo di 2.6 ore.
L’infusione di oxaliplatino deve sempre precedere la somministrazione di 5.fluorouracile.
In caso di travaso, la somministrazione deve essere interrotta immediatamente.
Istruzioni per l’uso:
1/12 Oxaliplatino deve essere diluito prima dell’uso.
Per diluire il concentrato per soluzione per infusione si deve utilizzare solo glucosio al 5% (vedere paragrafo 6.6).
4.3 Controindicazioni Oxaliplatino è controindicato nei pazienti che:
- hanno un’anamnesi di ipersensibilità a oxaliplatino;
- stanno allattando al seno;
- presentano mielosoppressione antecedente all’inizio del primo ciclo, come evidenziato in condizioni di conta basale da neutrofili
<2x109/l e/o conta piastrinica <100x109/l;
- soffrono di una neuropatia sensoriale periferica con alterazione funzionale antecedente al primo ciclo;
- hanno una funzionalità renale gravemente compromessa (clearance della creatinina inferiore a 30 ml/min).
Oxaliplatino deve essere utilizzato esclusivamente dai reparti specializzati di oncologia e deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico oncologo qualificato.
A causa delle limitate informazioni sulla sicurezza nei pazienti con funzionalità renale moderatamente compromessa, la sua somministrazione deve essere considerata dopo una valutazione del rapporto beneficio/rischio per il paziente.
In questa situazione si deve monitorare molto attentamente la funzionalità renale e la dose deve essere aggiustata in base alla tossicità.
I pazienti con anamnesi di manifestazioni allergiche a prodotti contenenti platino devono essere osservati per l’eventuale comparsa di sintomi allergici.
In caso di comparsa di manifestazioni di tipo anafilattico all’oxaliplatino, l’infusione deve essere immediatamente interrotta e deve essere iniziato un trattamento sintomatico appropriato.
In questi pazienti una nuova somministrazione di oxaliplatino è controindicata.
In caso di travaso di oxaliplatino, l’infusione deve essere interrotta immediatamente e si deve iniziare un trattamento sintomatico locale.
La tossicità neurologica di oxaliplatino deve essere monitorata attentamente, in particolare nel caso di associazione con altri medicinali che presentano una tossicità neurologica particolare.
Un esame neurologico deve essere effettuato prima di ogni somministrazione e periodicamente in seguito.
Nei pazienti che presentano delle disestesie faringolaringee acute (vedere paragrafo 4.8), durante o nelle ore che seguono l’infusione di due ore, la successiva infusione di oxaliplatino deve essere effettuata in sei ore.
In caso di comparsa di sintomi neurologici (parestesie, disestesie), la dose di oxaliplatino deve essere aggiustata in funzione della durata e della gravità di questi sintomi, con le seguenti raccomandazioni:
- nel caso in cui i sintomi durino più di 7 giorni e siano dolorosi, la dose di oxaliplatino per il trattamento seguente deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (nel metastatico) o 75 mg/m2 (nella terapia adiuvante)
- se le parestesie, senza disturbo funzionale, persistono fino all’inizio del ciclo seguente, la dose di oxaliplatino successiva deve essere ridotta da 85 a 65 mg/m2 (nel metastatico) o 75 mg/m2 (nella terapia adiuvante)
- nel caso in cui le parestesie con disturbo funzionale persistano fino all’inizio del ciclo seguente il trattamento deve essere interrotto;
- nel caso in cui si constati un miglioramento dei sintomi dopo l’interruzione del trattamento con oxaliplatino, la ripresa della terapia può essere considerata.
Si devono informare i pazienti della possibilità di sintomi persistenti di neuropatia sensoriale periferica dopo la fine del trattamento.
Parestesie moderate localizzate o parestesie che possono interferire con le attività funzionali possono persistere fino a 3 anni dopo la fine del trattamento nell’adiuvante.
Le manifestazioni di tossicità gastrointestinale di oxaliplatino, quali nausea e vomito, giustificano un trattamento antiemetico profilattico e/o terapeutico (vedere paragrafo 4.8).
Diarrea/vomito gravi possono causare disidratazione, ileo paralitico, ostruzione intestinale, ipokalemia, acidosi metabolica e insufficienza renale, in particolare in caso di somministrazione concomitante di oxaliplatino e 5.fluorouracile.
In caso di tossicità di tipo ematologico (neutrofili <1,5x109/l o piastrine <50x109/l), deve essere ritardato il ciclo seguente di terapia fino al ritorno dei valori ematologici a valori accettabili.
Deve essere effettuata una completa conta del sangue con formula leucocitaria prima di iniziare il trattamento con oxaliplatino e prima di ogni nuovo ciclo.
I pazienti devono essere informati in modo adeguato riguardo il rischio di diarrea/vomito, mucosite/stomatite e neutropenia dopo somministrazione di oxaliplatino/5.fluorouracile in modo da poter contattare con urgenza il medico che li ha in cura, per un adeguato trattamento.
Se si presenta mucosite/stomatite con o senza neutropenia, il trattamento seguente deve essere rimandato fino a che la mucosite/stomatite è di grado 1 o inferiore e/o fino a che la conta dei neutrofili è ≥1,5x109/l.
Per oxaliplatino somministrato in associazione a 5.fluorouracile (con o senza acido folinico), bisogna comunque effettuare l’usuale aggiustamento di dose per il 5.fluorouracile in relazione alla tossicità di quest’ultimo.
In caso di comparsa di diarrea di grado 4, di neutropenia di grado 3 o 4 (neutrofili
<1,0x109/l) o di 2/12 trombocitopenia di grado 3 o 4 (piastrine <50x109/l), bisogna ridurre da 85 a 65 mg/m² (nel metastatico) o 75 mg/m2 (nella terapia adiuvante) la dose di oxaliplatino e in aggiunta adattare quella di 5.fluorouracile.
In caso di sintomi respiratori inspiegati, quali tosse non produttiva, dispnea, crepitii o infiltrati polmonari radiologici, si deve interrompere il trattamento con oxaliplatino, fino a quando ulteriori indagini polmonari escludano una malattia polmonare interstiziale (vedere paragrafo 4.8).
In caso di alterazione dei test di funzionalità epatica o di ipertensione portale, che non deriva ovviamente da metastasi epatiche, si deve pensare a casi molto rari di alterazioni vascolari epatiche indotte dal farmaco.Per l’utilizzo in donne in gravidanza vedere paragrafo 4.6.
Negli studi preclinici con oxaliplatino sono stati osservati effetti genotossici.
Quindi si devono informare i pazienti maschi trattati con oxaliplatino di non concepire un figlio durante il trattamento e fino a sei mesi dopo la fine del trattamento e di chiedere un parere riguardo alla conservazione di liquido seminale prima del trattamento poiché oxaliplatino può portare a sterilità che può essere irreversibile.
Le donne devono evitare la gravidanza durante il trattamento con oxaliplatino e devono usare un efficace metodo contraccettivo (vedere paragrafo 4.6).
Non si è osservata nessuna modifica del livello di esposizione al 5.
fluorouracile nei pazienti che hanno ricevuto un’unica dose di 85 mg/m² di oxaliplatino immediatamente prima della somministrazione di 5.
fluorouracile.
In vitro non si è osservato alcuno spiazzamento significativo del legame di oxaliplatino alle proteine plasmatiche con i seguenti farmaci:
eritromicina, salicilati, granisetron, paclitaxel e sodio valproato.
Non sono finora disponibili informazioni sulla sicurezza di impiego di oxaliplatino in gravidanza.
In studi sugli animali si è osservata tossicità riproduttiva.
Di conseguenza oxaliplatino non è raccomandato durante la gravidanza e nelle donne in età fertile che non utilizzano metodi contraccettivi.
L’uso di oxaliplatino deve essere preso in considerazione solo con il consenso della paziente e dopo averla informata in modo adeguato sul rischio per il feto.
Devono essere utilizzati metodi contraccettivi appropriati durante e dopo la fine della terapia, per le donne fino a 4 mesi dopo la fine della terapia e fino a 6 mesi per gli uomini.
Non è stata studiata l’escrezione nel latte materno.
L’allattamento al seno è controindicato durante la terapia con oxaliplatino.
Oxaliplatino può dare sterilità (vedere paragrafo 4.4).
Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
Comunque, poiché il trattamento con oxaliplatino causa un aumento del rischio di capogiri, nausea e vomito e altri sintomi neurologici che influiscono su andatura ed equilibrio, questo può portare ad una leggera o moderata influenza sulla capacità di guidare e sull’uso di macchinari.
Gli eventi avversi più frequenti di oxaliplatino in associazione a 5-fluorouracile/acido folinico sono stati di tipo gastrointestinale (diarrea, nausea, vomito e mucositi), ematologico (neutropenia, trombocitopenia) e neurologico (neuropatia sensoriale periferica acuta e che aumenta con il dosaggio). In generale questi eventi avversi sono stati più frequenti e gravi con oxaliplatino in associazione a 5-FU/AF che con i soli 5- FU/AF.Le frequenze segnalate nella tabella sottostante derivano da studi clinici effettuati nel metastatico e nella terapia adiuvante (che comprendevano rispettivamente 416 e 1108 pazienti nel gruppo di trattamentooxaliplatino più 5-FU/AF) e dall’esperienza post-marketing.In questa tabella le frequenze sono definite utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, ≤1/100), raro (≥1/10000, ≤1/1000), molto raro (≤1/10000) non note e la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili. Ulteriori dettagli sono forniti dopo la tabella.
| MedDRA classificazione organico-sistemica | molto comune | comune | non comune | raro |
| Infezioni e infesta- zioni* | - Infezioni | - Rinite- Infezioni del tratto respiratoriosuperiore- Neutropenia feb- brile/sepsi neutropenica |
3/12
| Patologie del sistema emolinfopoietico* | - Anemia- Neutropenia- Trombocitopenia- Leucopenia- Linfopenia | -Trombocitopenia immunoallergica- Anemia emolitica | ||
| Disturbi del si- stema immunitario* | - Allergia/reazione allergica+ | |||
| Disturbi del me- tabolismo e della nutrizione | - Anoressia- Anomalie della glicemia- Ipokalemia- Natriemia anormale | - Disidratazione | - Acidosi meta- bolica | |
| Disturbi psichiatrici | - Depressione- Insonnia | - Nervosismo | ||
| Disturbi del sistema nervoso* | - Neuropatia sen- soriale periferica- Disturbi sensoriali- Disgeusia- Cefalea | - Vertigini- Nevrite motoria- Meningismo | - Disartria | |
| Patologie dell’occhio | - Congiuntivite- Disturbi visivi | - Ridotta acuità visiva transitoria- Difetti al campo visivo- Neurite ottica | ||
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | - Ototossicità | - Sordità | ||
| Patologie vascolari | - Epistassi | - Emorragia- Vampate - Trombosi venosa profonda- Embolia polmonare | ||
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | - Dispnea- Tosse | - Singhiozzi | - Malattia inter- stiziale al polmone- Fibrosi polmonare** | |
| Patologie gastrointestinali* | -Nausea-Diarrea-Vomito-Stomatite/Mucosite-Dolore addominale-Costipazione | -Dispepsia-Reflusso gastroesofageo-Emoragia rettale | -Ileo-Ostruzione intestinale | -Colite compresa diarrea da Clostridium difficile |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | -Alterazioni della cute-Alopecia | -Esfoliazione della cute (cioè sindrome mano e piede)-Rash eritematoso-Rash-Iperidrosi-Alterazioni delle unghie | ||
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | -Dolore alla schiena | -Artralgia-Dolore osseo | ||
| Patologie renali ed urinarie | -Ematuria-Disuria-Frequenza della minzione anormale |
4/12
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | -Affaticamento-Febbre++-Astenia-Dolore-Reazioni al sito di iniezione+++ | |||
| Esami diagnostici | -Aumento degli enzimi epatici-Aumento della fosfatasi alcalinanel sangue-Aumento della bilirubina nel sangue-Aumento della lattato deidrogenasinel sangue-Aumento di peso(adiuvante) | -Aumento della creatinina nel sangue-Diminuzione di peso (metastatico) |
* Vedere la sezione dettagliata sotto** Vedere paragrafo 4-4+ Reazioni allergiche comuni come rash cutaneo (in particolare orticaria), congiuntiviti, riniti Reazioni anafilattiche comuni, compreso broncospasmo, sensazione di dolore al torace, angioedema, ipotensione e shock anafilattico++ Febbre molto comune, brividi febbrili (tremori) sia da infezione (con o senza neutropenia febbrile)che forse da meccanismi immunologici+++ Sono state segnalate reazioni al sito di iniezione che includono dolore locale, rossore, gonfiore e trombosi.Travaso può anche dare luogo a dolore locale e infiammazione che può essere grave e portare acomplicazioni che includono necrosi, specialmente quando oxaliplatino è infuso attraverso una vena periferica (vedere paragrafo 4-4) PATOLOGIE EPATOBILIARI Molto raro (< 1/10000):Sindrome da ostruzione sinusoidale epatica, nota anche come malattia veno-occlusiva del fegato, o manifestazioni patologiche correlate a tale alterazione epatica, che comprendono peliosi epatica, iperplasianodulare rigenerativa, fibrosi perisinusoidale. Le manifestazioni cliniche possono essere ipertensioneportale e/o aumento delle transaminasi. PATOLOGIE RENALI ED URINARIE Molto raro (< 1/10000):Nefropatia tubulo-interstiziale acuta che conduce ad insufficienza renale acuta.TOSSICITÀ EMATOLOGICA Incidenza per paziente (%), per grado
| Oxaliplatino e 5-FU/AF85mg/m² ogni 2settimane | settingMetastatico | settingAdiuvante | ||||
| Tutti i gradi | Grado 3 | Grado 4 | Tutti i gradi | Grado 3 | Grado 4 | |
| Anemia | 82,2 | 3 | <1 | 75,6 | 0,7 | 0,1 |
| Neutropenia | 71,4 | 28 | 14 | 78,9 | 28,8 | 12,3 |
| Trombocitopenia | 71,6 | 4 | <1 | 77,4 | 1,5 | 0,2 |
| Neutropenia febbrile | 5,0 | 3,6 | 1,4 | 0,7 | 0,7 | 0,0 |
| Sepsi neutropenica | 1,1 | 0,7 | 0,4 | 1,1 | 0,6 | 0,4 |
TOSSICITÀ GASTROINTESTINALE Oxaliplatino e 5-FU/AF85
mg/m² ogni 2settimane
Incidenza
per paziente
(%), per gradosettingMetastatico
settingAdiuvante 5/12
| Tutti i gradi | Grado 3 | Grado 4 | Tutti i gradi | Grado 3 | Grado 4 | |
| Nausea | 69,9 | 8 | <1 | 73,7 | 4,8 | 0,3 |
| Diarrea | 60,8 | 9 | 2 | 56,3 | 8,3 | 2,5 |
| Vomito | 49,0 | 6 | 1 | 47,2 | 5,3 | 0,5 |
| Mucosite/Stomatite | 39,9 | 4 | <1 | 42,1 | 2,8 | 0,1 |
Sono
indicati
profilassi e/o trattamento con agenti
antiemetici
potenti. Diarrea/vomito
gravi
possono
causare
disidratazione,
ileo
paralitico,
ostruzione
intestinale,
ipokalemia,
acidosi
metabolica
e
insufficienza
renale,
in
particolare
in
caso
di
somministrazione
concomitante
di oxaliplatino e 5-fluorouracile
(vedere
paragrafo
4-4). SISTEMA NERVOSOLa
tossicità
dose
limitante
di
oxaliplatino
è
di
tipo
neurologico.
Comprende
una
neuropatia
sensoriale
periferica
caratterizzata
da
disestesie
e/o
parestesie
delle
estremità
accompagnate
o
meno
da
crampi,spesso scatenate dal freddo.
Questi sintomi si verificano fino al 95% dei pazienti trattati.
La durata di questisintomi, che usualmente regrediscono tra un ciclo e l’altro di trattamento, aumenta con il numero dei cicli di trattamento.La comparsa di dolore e/o di un disturbo funzionale e la loro durata danno delle indicazioni per aggiustare la dose o anche
per interrompere
il trattamento (vedere
paragrafo
4-4).Il disturbo funzionale comprende difficoltà nell’esecuzione di movimenti fini ed è una possibile conseguenza
della diminuzione sensoriale.
Il rischio di comparsa di sintomi persistenti per una dose complessiva di 850mg/m²
(cioè
10
cicli)
è
circa
10%
e
20%
per
una
dose
complessiva
di
1020
mg/m²
(12
cicli).
Nella
maggioranza
dei
casi
i
segni
e
i
sintomi
neurologici
migliorano
o
scompaiono
completamente
conl’interruzione
del
trattamento.
Nel
trattamento
adiuvante
del
tumore
al
colon
sei
mesi
dopo
la
fine
del
trattamento l’87% dei pazienti non aveva nessun sintomo o aveva sintomi lievi.
Nel follow up fino a 3 annidopo, circa il
3% dei pazienti presentava parestesie localizzate persistenti di intensità moderata (2,3%) o parestesie che
possono
interferire
con le attività
funzionali
(0,5%).Sono state segnalate reazioni neurosensoriali acute (vedere paragrafo 5-3).
Queste reazioni iniziano entro l’ora di somministrazione e spesso si verificano con l’esposizione al freddo.
Di solito si manifestano comeparestesia transitoria, disestesia e ipoestesia.
Una sindrome acuta di disestesia faringolaringea si manifesta nei
pazienti
con
una
incidenza
dell’1%-2%,
ed
è
caratterizzata
da
sensazioni
soggettive
di
disfagia
odispnea/sensazione
di
soffocamento,
senza
evidenze
oggettive
di
turbe
respiratorie
(nessuna
cianosi
o ipossia) o di laringospasmo o broncospasmo (nessuno stridore o sibilo).
Sebbene in questi casi siano statisomministrati
antistaminici
e
broncodilatatori,
anche
senza
trattamento
i
sintomi
sono
rapidamente
reversibili.
Il
prolungamento
dell’infusione
aiuta
a
ridurre
l’incidenza
di
queste
sindromi
(vedere
paragrafo4.4).
Sono
stati
occasionalmente
osservati
altri
sintomi
come
spasmo
della
mandibola/crampimuscolari/contrazioni
muscolari
involontarie/spasmi
muscolari/mioclono,
coordinazione
anormale/andatura
anormale/atassia/alterazioni
dell’equilibrio,
oppressione
alla
gola
o
al
petto/
pressione/
disagio/dolore.
In aggiunta, possono essere associate disfunzioni del nervo cranico anche come evento isolato come ptosi,
diplopia,
afonia/disfonia/raucedine,
qualche
volta
descritta
come
paralisi
delle
corde
vocali,
sensazione
di lingua anormale o disartria, qualche volta descritta come afasia, nevralgia trigeminale/dolore facciale/dolore
agli occhi, diminuzione della
vista, alterazioni del campo visivo. Durante
la
terapia
con
oxaliplatino
sono
stati
segnalati
altri
sintomi
neurologici
come
disartria,
perdita del
riflesso
tendineo
profondo
e
segno
di
Lhermittes.
Sono
stati
segnalati
casi
isolati
di neurite
ottica. REAZIONI ALLERGICHE Incidenza
per paziente
(%), per grado
| Oxaliplatino e 5-FU/AF85 mg/m² ogni 2 settimane | setting Metastatico | setting Adiuvante | ||||
| Tutti i gradi | Grado 3 | Grado 4 | Tutti i gradi | Grado 3 | Grado 4 | |
| Reazioni allergiche / Allergie | 9,1 | 1 | <1 | 10,3 | 2,3 | 0,6 |
Non esistono antidoti noti per oxaliplatino.
In caso di sovradosaggio ci si può aspettare un’esacerbazione degli effetti indesiderati.
Si deve iniziare il monitoraggio dei parametri ematologici e somministrare un trattamento sintomatico.
6/12
Categoria
farmacoterapeutica: altri antineoplastici, composti del platino
- Codice
ATC: L01XA03Oxaliplatino è un principio attivo antineoplastico, appartenente ad una nuova classe di composti del platinoin cui l’atomo di platino forma un complesso con l’1,2-diaminocicloesano (“ DACH ”) e un gruppo ossalato.
Oxaliplatino è un unico enantiomero, (SP-4-2)-[(1R,2R)-cicloesano-1,2-diamino-kN, kN’] [etandioato(2-)-kO1,
kO2]
platino.Oxaliplatino presenta un ampio spettro sia di citotossicità in vitro che di attività antitumorale in vivo in diversi
sistemi di modelli
tumorali,
compresi i modelli
di cancro colorettale
umano.Oxaliplatino inoltre dimostra attività,
in vitro e in vivo,
in vari modelli
resistenti al cisplatino.In vitro
e
in
vivo
è
stata
messa
in
evidenza
un’azione
citotossica
sinergica
in
combinazione
con
5- fluorouracile.Gli
studi
sul
meccanismo
d’azione
di
oxaliplatino,
anche
se
non
completamente
chiarito,
mostrano
che
i derivati
idrati ottenuti dalla biotrasformazione di oxaliplatino, interagiscono
con il
DNA per formare dei
legamiintra-
e
inter-catene
che
portano
ad
una
interruzione
della
sintesi
del
DNA,
con
conseguente
effetto citotossico e antitumorale.In
pazienti
con
cancro
colorettale
metastatico,
l’efficacia
di
oxaliplatino
(85
mg/m2
ogni
due
settimane)
in
associazione
con 5-fluorouracile/acido
folinico
(5-FU/AF) è riportata in tre studi clinici:−
nel trattamento
front-line,
lo
studio
EFC2962,
di
fase
III,
con
due
gruppi
di
comparazione,
ha randomizzato 420 pazienti, nel gruppo con i soli 5-FU/AF (LV5FU2, N="2"10) e nel gruppo di oxaliplatinoin associazione
a 5-FU/AF (FOLFOX4, N="2"10)−
nei pazienti pretrattati, lo studio EFC4584, di fase III e tre gruppi di comparazione, ha randomizzato 821pazienti
refrattari
all’associazione
di
irinotecan
(CPT-11)
+
5-FU/AF,
nel
gruppo
con
i
soli
5-FU/AF(LV5FU2, N="2"75), nel gruppo con oxaliplatino da solo (N="2"75) e nel gruppo oxaliplatino in associazionea
5-FU/AF (FOLFOX4, N="2"71)−
lo studio EFC 2964, di fase II e non controllato ha incluso i pazienti refrattari ai soli 5-FU/AF, che sono stati trattati con oxaliplatino
in associazione
a 5-FU/AF (FOLFOX4, N="5"7).I due studi clinici randomizzati, EFC2962 terapia front-line e EFC4584 pazienti pretrattati, hanno dimostratoun tasso
di risposta
significativamente
più
alto
e
una
maggiore
sopravvivenza
libera
da
progressione(PFS)/tempo
di
progressione
(TTP)
in
relazione
al
trattamento
con
i
soli
5-FU/AF.
Nello
studio
EFC4584effettuato
nei
pazienti
pretrattati
refrattari,
la
differenza
nella
mediana
della
sopravvivenza
totale
(OS)
tra l’associazione
con oxaliplatino
e 5-FU/AF non raggiunge
una significatività
statistica. Tasso di risposta con FOLFOX4 contro LV5FU2
| Tasso di risposta (%)(95% IC) da parere radiologico indipendenteanalisi ITT | LV5FU2 | FOLFOX4 | Oxaliplatino agente singolo |
| Trattamento Front-lineEFC2962Valutazione della risposta ogni 8settimane | 22(16-27) | 49(42-46) | NA* |
| P=0,0001 | |||
| Pazienti pretrattatiEFC4584(refrattari a CPT-11 + 5-FU/AF)Valutazione della risposta ogni 6settimane | 0,7(0,0-2,7) | 11,1(7,6-15,5) | 1,1(0,2-3,2) |
| P <0,0001 | |||
| Pazienti pretrattatiEFC2964(refrattari a 5-FU/AF)Valutazione della risposta ogni 12settimane | NA* | 23(13-36) | NA* |
* NA: Non applicabile Mediana della sopravvivenza libera da progressione (PFS)/mediana del tempo di progressione (TTP)FOLFOX4 contro LV5FU2
| Mediana PFS/TTP, mesi(95% IC) da parere radiologico indipendenteanalisi ITT | LV5FU2 | FOLFOX4 | Oxaliplatino agente singolo |
| Trattamento Front-lineEFC2962 (PFS) | 6,0(5,5-6,5) | 8,2(7,2-8,8) | NA* |
| P log-rank = 0,0003 | |||
7/12
| Pazienti pretrattatiEFC4584 (TTP)(refrattari a CPT-11 + 5-FU/AF) | 2,6(1,8-2,9) | 5,3(4,7-6,1) | 2,1(1,6-2,7) |
| P log-rank <0,0001 | |||
| Pazienti pretrattatiEFC2964(refrattari a 5-FU/AF) | NA* | 5,1(3,1-5,7) | NA* |
* NA:Non applicabile Mediana della sopravvivenza totale (OS) con FOLFOX4 contro LV5FU2
| Mediana della sopravvivenza totale (OS), mesi(95% IC)analisi ITT | LV5FU2 | FOLFOX4 | Oxaliplatino agente singolo |
| Trattamento Front-lineEFC2962 | 14,7(13,0-18,2) | 16,2(14,7-18,2) | NA* |
| P log-rank = 0,12 | |||
| Pazienti pretrattatiEFC4584(refrattari a CPT-11 + 5-FU/AF) | 8,8(7,3-9,3) | 9,9(9,1-10,5) | 8,1(7,2-8,7) |
| P log-rank = 0,09 | |||
| Pazienti pretrattatiEFC2964(refrattari a 5-FU/AF) | NA* | 10,8(9,3-12,8) | NA* |
* NA:Non applicabile Nei pazienti pretrattati (EFC4584), sintomatici al basale, una percentuale più alta dei pazienti trattati con oxaliplatino/5-fluorouracile/acido folinico ha avuto un miglioramento significativo dei sintomi correlati alla malattia in confronto a quelli trattati solo con 5- fluorouracile/acido folinico (27,7% vs 14,6% p=0,0033).Nei pazienti non pretrattati (EFC2962), non è stata trovata differenza statistica tra i due gruppi di trattamento per nessun aspetto riguardante la qualità della vita. Tuttavia, i punteggi della qualità della vita sono statigeneralmente migliori nel gruppo di controllo per quanto riguarda lo stato complessivo di salute e di dolore epeggiori nel gruppo oxaliplatino per quanto riguarda nausea e vomito.Nella terapia adiuvante, lo studio comparativo di Fase III MOSAIC (EFC3313) ha randomizzato 2-246pazienti (899 stadio II/Duke’s B2 e 1347 stadio III/Duke’s C) trattati o con i soli 5-FU/AF (LV5FU2, N=1123B2/C = 448/675) o con oxaliplatino in associazione a 5–FU/AF (FOLFOX4, N=1123 B2/C = 451/672), dopo resezione completa del tumore primario al colon. EFC 3313 sopravvivenza libera da malattia a 3 anni (analisi ITT)* nella popolazione totale
| Gruppo di trattamento | LV5FU2 | FOLFOX4 |
| Percentuale di sopravvivenza libera da malattia a 3 anni(95% IC) | 73,3(70,6-75,9) | 78,7(76,2-81,1) |
| Hazard ratio (95% IC) | 0,76(0,64-0,89) | |
| log-rank test - stratificato | P= 0,0008 | |
* mediana del follow up a 44,2 mesi (tutti i pazienti sono stati seguiti per almeno 3 anni) Lo studio ha dimostrato un vantaggio totale significativo nella sopravvivenza libera da malattia a 3 anni con oxaliplatino in associazione a 5-FU/AF (FOLFOX4) rispetto ai soli 5-FU/AF (LV5FU2). EFC 3313 sopravvivenza libera da malattia a 3 anni (analisi ITT)* secondo lo stadio della malattia
| Stadio del paziente | Stadio II(Duke’s B2) | Stadio III(Duke’s C) | ||
| Gruppo di trattamento | LV5FU2 | FOLFOX4 | LV5FU2 | FOLFOX4 |
| Percentuale di sopravvivenza libera da malattia a 3 anni(95% IC) | 84,3(80,9-87,7) | 87,4(84,3-90,5) | 65,8(62,2-69,5) | 72,8(69,4-76,2) |
| Hazard ratio (95% IC) | 0,79(0,57-1,09) | 0,75(0,62-0,90) | ||
| Log-rank test | P= 0,151 | P= 0,002 | ||
8/12* mediana del follow up a 44,2 mesi (tutti i pazienti sono stati seguiti per almeno 3 anni) Sopravvivenza totale (ITT analisi):Al momento dell’analisi della sopravvivenza libera dalla malattia a 3 anni, che era l’endpoint primario dello studio MOSAIC, l’85,1% dei pazienti era ancora in vita nel gruppo FOLFOX4 rispetto all’83% del gruppo LV5FU2- Questo si traduce in una riduzione generale del rischio di mortalità del 10% a favore di FOLFOX4 pur non raggiungendo una significatività statistica (hazard ratio =0,90).I valori sono stati 92,2% vs 92,4% nella sottopopolazione di stadio II (Duke’s B2) (hazard ratio =1,01) e80,4% vs 78,1% nella sottopopolazione di stadio III (Duke’s C) (hazard ratio =0,87) rispettivamente perFOLFOX4 e LV5FU2-
Non sono stati determinati i parametri farmacocinetici dei singoli composti attivi.
Qui di seguito sono riportati i parametri farmacocinetici del platino ultrafiltrabile, costituito da un insieme di tutte le specie di platino attive e inattive non legate, dopo infusione di 2 ore di 130 mg/m2 di oxaliplatino, ogni 3 settimane per 1.5 cicli e oxaliplatino a 85 mg/m2 ogni due settimane per 1 fino a 3 cicli:
Riassunto dei parametri di farmacocinetica del platino stimati nell’ultrafiltrato in seguito a dosi multiple di oxaliplatino a 85 mg/m2 ogni due settimane o 130 mg/m2 ogni tre settimane Valori medi di AUC0-48, e Cmax sono stati determinati nel Ciclo 3 (85 mg/m2) o nel Ciclo 5 (130 mg/m2) Valori medi di AUC, Vss, CL, and CLR0-48 sono stati determinati Nel Ciclo 1 Valori di Cend, Cmax, AUC, AUC0-48, Vss and CL sono stati determinati tramite analisi non-compartimentale t1/2, t1/2, and t1/2 sono stati determinati tramite analisi compartimentale (Cicli 1.3 combinati) Al termine di un’infusione di 2 ore, nella circolazione sistemica si ritrova il 15% del platino somministrato, mentre il restante 85% si distribuisce rapidamente nei tessuti o viene eliminato con le urine.
Il legame irreversibile con le emazie ed il plasma determina in questi ambienti un’emivita vicina al tempo di ricambio naturale delle emazie e dell’albumina sierica.
Non si è osservato accumulo nell’ultrafiltrato plasmatico dopo dosaggi di 85 mg/m² ogni 2 settimane o 130 mg/m² ogni 3 settimane e lo “steady-state” è stato raggiunto al primo ciclo in questa matrice.
La variabilità inter- e intra-individuale è in genere bassa.
In vitro, i metaboliti derivano da una degradazione non enzimatica e non si osserva nessuna biotrasformazione dell’anello diaminocicloesanico (DACH), tramite il citocromo P450.
Nei pazienti oxaliplatino è soggetto ad un’estesa biotrasformazione e, nell’ultrafiltrato plasmatico alla fine di un’infusione di 2 ore, non si rileva traccia della sostanza attiva immodificata.
Nella circolazione sistemica sono stati identificati parecchi prodotti citotossici di biotrasformazione comprendenti il monocloro, il dicloro e la specie diaquo DACH platino insieme, nei successivi prelievi, a coniugati inattivi.
Il platino viene eliminato prevalentemente per via urinaria con il massimo della clearance nelle 48 ore dopo la somministrazione.
Al quinto giorno, circa il 54% della dose viene eliminata con le urine e meno del 3% con le feci.
È stata osservata una diminuzione significativa della clearance da 17,6 ± 2,18 l/h a 9,95 ± 1,91 l/h nei soggetti con alterazione della funzionalità renale, associata ad una diminuzione statisticamente significativa del volume di distribuzione da 330±40,9 a 241±36,1 litri.
Non è stato studiato l’effetto sulla clearance del platino nei soggetti con alterazione della funzionalità renale grave.
Gli organi bersaglio identificati nelle specie precliniche (topi, ratti, cani e/o scimmie), in studi con dose singola e con dosi ripetute, includono:
midollo osseo, sistema gastrointestinale, reni, testicoli, sistema nervoso e cuore.
La tossicità degli organi bersaglio osservata negli animali è coerente con quella causata da altri medicinali a base di platino e DNA-lesivi, medicinali citotossici utilizzati nel trattamento antitumorale nell’uomo, ad eccezione degli effetti prodotti sul cuore.
Gli effetti sul cuore sono stati osservati soltanto nel cane e comprendevano disturbi elettrofisiologici con fibrillazione ventricolare letale.
La cardiotossicità è considerata specifica per il cane, non solo perché è stata osservata solo nel cane, ma anche perché dosi simili a quelle che producono nel cane una cardiotossicità letale (150 mg/m²) sono state ben tollerate nell’uomo.
Studi preclinici sui neuroni sensoriali del ratto suggeriscono che i sintomi neurosensoriali acuti correlati con oxaliplatino possono comprendere una interazione con i canali Na+ voltaggio-dipendenti.
9/12 In sistemi di test sui mammiferi, oxaliplatino è risultato mutageno e clastogeno e ha prodotto tossicità embriofetale nei ratti.
Oxaliplatino è considerato un probabile cancerogeno, sebbene non siano stati condotti studi di cancerogenesi.
Acqua per preparazioni iniettabili.
Il medicinale diluito non deve essere miscelato con altri farmaci nella stessa sacca di infusione o linea di infusione.
Secondo le istruzioni per l’uso descritte nel paragrafo 6.6, oxaliplatino può essere somministrato con acido folinico attraverso una linea ad Y.
- NON miscelare con medicinali o soluzioni alcalini, in particolare il 5.fluorouracile, preparazioni a base di acido folinico contenenti trometamolo come eccipiente e sali di trometamolo di altri farmaci.
Soluzioni o farmaci alcalini influiscono sfavorevolmente sulla stabilità di oxaliplatino (vedere paragrafo 6.6).
- NON diluire oxaliplatino con soluzione fisiologica o altre soluzioni contenenti ioni cloruro (compresi cloruri di calcio, potassio e sodio).
- NON miscelare con altri medicinali nella stessa sacca o nella stessa linea di infusione (vedere paragrafo 6.6 per le istruzioni concernenti la somministrazione simultanea con l’acido folinico).
- NON utilizzare materiali per iniezione contenenti alluminio.
3 anni Dopo diluizione in glucosio 5%, si è dimostrato che la stabilità chimica e fisica, nelle correnti condizioni di utilizzo, è di 48 ore a 2.8°C e di 24 ore a 25°C. Dal punto di vista microbiologico la soluzione per infusione deve essere usata immediatamente. Se non viene utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione della soluzione diluita prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non devono superare le 24 ore a 2.8°C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni controllate e validate di asepsi.
Conservare il flaconcino nella confezione originale, in modo da proteggerlo dalla luce.
Non congelare.
Per le condizioni di conservazione del medicinale diluito vedere paragrafo 6.3.
1 flaconcino contenente 10 ml di concentrato (vetro chiaro Tipo I) con tappo in gomma bromobutilica. 1 flaconcino contenente 20 ml di concentrato (vetro chiaro Tipo I) con tappo in gomma bromobutilica 1 flaconcino contenente 40 ml di concentrato (vetro chiaro Tipo I) con tappo in gomma bromobutilica Confezione: 1 flaconcino per scatola
Come per ogni agente potenzialmente tossico, oxaliplatino deve essere preparato e maneggiato con precauzione.
Istruzioni per la manipolazione La manipolazione di questo agente citotossico da parte del personale sanitario richiede un insieme di precauzioni per assicurare la protezione di chi compie la manipolazione e dell’ambiente in cui lavora.
La preparazione di soluzioni iniettabili di citotossici deve essere effettuata da personale specializzato e appositamente addestrato, che conosca i farmaci utilizzati e che operi in condizioni tali da garantire l’integrità del prodotto, la protezione dell’ambiente e, in particolare, la protezione del personale addetto alla manipolazione, in accordo con le procedure dell’ospedale.
Tutto ciò richiede un locale di preparazione riservato a questo scopo.
In questo locale è proibito fumare, mangiare o bere.
Il personale deve disporre di materiale appropriato per la manipolazione, in particolare camici a maniche lunghe, maschere di protezione, copricapi, occhiali di protezione, guanti sterili monouso, tappetini di protezione per l’area di lavoro, contenitori e sacchetti di raccolta per i rifiuti.
Gli escrementi e il vomito devono essere maneggiati con precauzione.
Le donne in gravidanza devono essere avvertite di evitare di maneggiare gli agenti citotossici.
Tutti i contenitori rotti devono essere trattati con le stesse precauzioni e considerati come rifiuti contaminati.
I rifiuti contaminati devono essere inceneriti in contenitori rigidi predisposti all’uso.
Vedere oltre il sottoparagrafo “Smaltimento dei rifiuti” In caso di contatto accidentale della cute con il concentrato o con la soluzione per infusione, sciacquare, immediatamente e accuratamente, con acqua la cute.
In caso di contatto accidentale delle membrane mucose con il concentrato o con la soluzione per infusione sciacquare, immediatamente e abbondantemente, con acqua le mucose.
Speciali precauzioni per la somministrazione 10/12
- NON utilizzare MAI dispositivi per iniezione contenenti alluminio;
- NON somministrare MAI il prodotto non diluito;
- Come diluente utilizzare soltanto soluzione per infusione di glucosio 5%.
NON diluire per l’infusione con soluzioni di sodio cloruro o contenenti ioni cloruro;
- NON miscelare con qualsiasi altro medicinale nella stessa sacca di infusione e non somministrare MAI contemporaneamente ad altri farmaci nella stessa linea di infusione.
- NON miscelare con farmaci o soluzioni alcalini, in particolare 5.fluorouracile, preparazioni a base di acido folinico contenenti trometamolo come eccipiente e sali di trometamolo di altri farmaci.
Soluzioni o farmaci alcalini influiscono sfavorevolmente sulla stabilità di oxaliplatino.
Istruzioni per l’utilizzo con acido folinico (come calcio folinato o disodio folinato) L’infusione endovenosa di oxaliplatino 85 mg/m2 in 250 –500 ml di soluzione glucosata al 5% è praticata nello stesso momento dell’infusione endovenosa di acido folinico in soluzione glucosata al 5%, in 2.6 ore, utilizzando una linea a Y posta immediatamente prima del sito di infusione.
Queste due specialità medicinali non devono essere messe insieme nella stessa sacca di infusione.
L’acido folinico non deve contenere trometamolo come eccipiente e deve essere diluito utilizzando soltanto soluzioni isotoniche di glucosio 5%, mai soluzioni alcaline o soluzioni contenenti sodio cloruro o cloruri.
Istruzioni per l’utilizzo con il 5.fluorouracile La somministrazione di oxaliplatino deve sempre precedere quella delle fluoropirimidine – cioè il 5.
fluorouracile.
Dopo somministrazione di oxaliplatino, lavare la linea di infusione e poi somministrare il 5.fluorouracile.
Per ulteriori informazioni riguardanti i farmaci da utilizzare con oxaliplatino, vedere i corrispondenti Riassunti delle Caratteristiche del Prodotto.
Concentrato per soluzione per infusione Esaminare visivamente prima dell’uso.
Devono essere utilizzate soltanto le soluzioni limpide, senza particelle.
Il prodotto medicinale è da usarsi una sola volta.
Qualsiasi parte di concentrato non utilizzato deve essere eliminata.
Diluizione per l’infusione endovenosa Prelevare dal(i) flaconcino(i) la quantità richiesta di concentrato e poi diluire con 250-500 ml di una soluzione glucosata al 5% in modo da ottenere una concentrazione di oxaliplatino compresa tra 0,2 mg/ml e 2 mg/ml; intervallo di concentrazione per il quale è stata dimostrata la stabilità fisico-chimica di oxaliplatino.
Somministrare per infusione endovenosa.
Dopo diluizione in glucosio 5%, si è dimostrato che la stabilità chimica e fisica, nelle correnti condizioni di utilizzo, è di 48 ore a 2.8°C e di 24 ore a 25°C in sacche da infusione PVC.
Dal punto di vista microbiologico la preparazione per infusione deve essere usata immediatamente.
Se non viene utilizzata immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione della soluzione diluita prima dell’uso sono responsabilità dell’utilizzatore e normalmente non devono superare le 24 ore a 2.8°C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni controllate e validate di asepsi.
Esaminare visivamente prima dell’uso.
Devono essere utilizzate soltanto le soluzioni limpide, senza particelle.
Il prodotto medicinale è da usarsi una sola volta.
Qualsiasi parte di soluzione per infusione non utilizzata deve essere eliminata (vedere paragrafo “Smaltimento dei rifiuti”).
NON utilizzare MAI soluzioni contenenti sodio cloruro o cloruri per la diluizione.
La compatibilità della soluzione per infusione di oxaliplatino è stata testata con dispositivi di somministrazione rappresentativi a base di PVC.
Infusione La somministrazione di oxaliplatino non richiede pre-idratazione.
Oxaliplatino diluito in 250-500 ml di soluzione glucosata al 5%, in modo da ottenere una concentrazione non inferiore a 0,2 mg/ml, deve essere infuso o per via venosa periferica, o per via venosa centrale in un arco di tempo compreso tra le 2 e le 6 ore.
Quando oxaliplatino è somministrato con 5.fluorouracile, l’infusione di oxaliplatino deve precedere la somministrazione di 5.fluorouracile.
Smaltimento dei rifiuti I residui del prodotto medicinale e qualsiasi materiale utilizzato per la diluizione e la somministrazione devono essere distrutti conformemente alle procedure standard ospedaliere di smaltimento dei rifiuti citotossici e in osservanza ai requisiti locali riguardanti lo smaltimento dei rifiuti pericolosi.
sanofi-aventis S.p.A.
– Viale L.
Bodio, 37/B - Milano
AIC 034411037/M “5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione” 1 flaconcino in vetro da 10 ml AIC 034411049/M “5 mg/ml concentrato per soluzione per infusione” 1 flaconcino in vetro da 20 ml
Data di prima autorizzazione: 18.09.2006 11/12
12/12
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