Poiché la vitamina E riduce il fabbisogno di digitale, nei trattamenti contemporanei si dovrà porre attenzione ad una eventuale iperdigitalizzazione.
I dosaggi di insulina nei diabetici trattati con vitamina E debbono essere accuratamente controllati poiché questa vitamina può ridurre in misura considerevole il fabbisogno insulinico.
Tenere fuori della portata dei bambini.
Interazioni - [Vedi Indice]In pazienti in trattamento con anticoagulanti la vitamina E può provocare un allungamento del tempo di protrombina.
La vitamina E svolge la sua principale attività come antiossidante fisiologico delle strutture lipidiche e come stabilizzante delle membrane cellulari; è quindi un farmaco coadiuvante nel trattamento di varie manifestazioni cliniche correlate a vulnerabilità tossico-ossidativa delle membrane (anemie emolitiche da difetto enzimatico, fibroplasia retrolenticolare; displasie broncopolmonari. La vitamina E, quale antiossidante biologico, protegge dalla inattivazione ossidativa altre sostanze come la vitamina A.
La vitamina E viene assorbita a livello intestinale seguendo gli stessi meccanismi delle sostanze liposolubili. Conseguentemente in soggetti con malassorbimento si sono riscontrati valori della tocoferolemia al di sotto della norma.
La vitamina E viene assorbita nel tratto gastro-intestinale e quindi completamente distribuita in tutti i tessuti. L'eliminazione avviene per lo più per via biliare. Una piccola parte viene eliminata con le urine come glucuronide dell'acido tocoferonico.
La DL50 nel ratto è di 5000 mg/kg per os e 200 mg/kg per via s.c.; nel coniglio è di 2000 mg/kg per os, 200 mg/kg s.c. o i.m. o i.p.; nel cane è di 320 mg/kg per os; 200 mg/kg per via s.c., i.m., i.p.
Tossicità subacuta e tossicità cronica: non si sono evidenziate alterazioni patologiche alle dosi massime raggiungibili.