DIAZEPAM 10 mg/2ml soluzione iniettabile
Una fiala contiene:
Principio attivo:
Diazepam 10 mg Per gli eccipienti, vedere 6.1.
Soluzione iniettabile.
Uso intramuscolare ed endovenoso.
Stati di agitazione.
Nel campo della neurologia e della psichiatria, la somministrazione intramuscolare o endovenosa di DIAZEPAM è indicata soprattutto negli stati di eccitazione motoria di eziologia diversa e nei quadri clinici paranoici-allucinatori.
Stato di male epilettico.
Spasmi muscolari.
In caso di spasmi muscolari gravi, di origine centrale o periferica (reumatica) e di tetano, si ottiene una rapida spasmolisi con la prima somministrazione parenterale di DIAZEPAM.
Tetano.
Convulsioni febbrili del lattante e del bambino.
Ostetricia.
Facilitazione del parto.
Attraverso meccanismi tra i quali la sedazione centrale ha una funzione determinante, DIAZEPAM facilita il parto rendendo la partoriente più calma e cooperante.
Minaccia di parto prematuro.
Somministrato tempestivamente in caso di minaccia di parto prematuro, ossia immediatamente all’inizio della dilatazione del collo, DIAZEPAM può permettere la continuazione della gravidanza per settimane o sino al temine.
Placenta previa.
I risultati corrispondono a quelli ottenuti nella minaccia di parto prematuro.
Le dosi elevate necessarie in questa indicazione determinano una sedazione opportuna in quanto facilitano il rigoroso riposo a letto che va prescritto alle pazienti.
Stati di agitazione:
1.2 fiale (10.20 mg) di DIAZEPAM 3 volte al giorno per via intramuscolare o endovenosa, fino a scomparsa dei sintomi acuti.
Stato di male epilettico:
dose iniziale 1.2 fiale (10.20 mg) per via endovenosa; nelle ore successive, a seconda della necessità, 2 fiale (20 mg) per via intramuscolare.
Spasmi muscolari:
una fiala (10 mg) 1.2 volte per via intramuscolare.
1 Tetano:
una fiala (10 mg) di DIAZEPAM per via endovenosa annulla lo stato spastico per circa 8 ore.
Convulsioni febbrili del lattante e del bambino:
0,5 mg /kg fino ad un massimo di 10 mg (1 fiala) per clisma rettale; una sola somministrazione è in genere sufficiente.
Ostreticia Facilitazione del parto:
2 fiale (20 mg) per via intramuscolare quando la dilatazione raggiunge 2.
3 dita.
Minaccia di parto prematuro:
dose iniziale di 2 fiale (20 mg) per via intramuscolare da ripetere un’ora più tardi.
Dose di mantenimento:
da 10 mg di diazepam 4 volte al giorno a 20 mg di diazepam 3 volte al giorno, per via orale o intramuscolare.
Ridurre a poco a poco la dose, in base alle regressione dei sintomi.
Placenta previa:
la posologia è quella indicata per la minaccia di parto prematuro.
Il trattamento deve essere proseguito sistematicamente sino a maturità del feto.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti; miastenia grave.
Soggetti predisposti, se trattati con diazepam a dosi elevate e per periodi prolungati, possono presentare dipendenza, così come avviene con gli altri farmaci ad attività ipnotica, sedativa ed atarassica.
L’iniezione endovenosa deve essere praticata lentamente (ml 1= mg 5/minuto) e in un vaso di grosso calibro, di preferenza in una vena della piega del gomito.
L’iniezione eccessivamente rapida o l’utilizzazione di un vaso di lume troppo piccolo comporta il rischio di tromboflebite.
L’iniezione endoarteriosa deve essere assolutamente evitata a causa del pericolo di necrosi.
Nella maggior parte dei casi che richiedono una terapia parenterale con DIAZEPAM, è sufficiente iniettare il prodotto per via intramuscolare.
In queste circostanze bisogna tener presente che, al pari di molti farmaci, DIAZEPAM può aumentare l’attività della creatinfosfochinasi serica (al più tardi 12.24 ore dopo l’iniezione) quando somministrato per via intramuscolare.
Bisogna tener conto di ciò nella diagnosi differenziale di infarto del miocardio.
Nei malati anziani ed in quelli con labilità cardio-circolatoria, è necessario ricorrere con prudenza alla somministrazione parenterale di DIAZEPAM, soprattutto per via endovenosa.
I pazienti trattati ambulatoriamente con DIAZEPAM per via parenterale, e soprattutto per via e.v.
debbono essere attentamente controllati per almeno un’ora dopo l’iniezione e, se possibile, non debbono essere dimessi se non accompagnati.
Occorre anche informarli di non guidare un veicolo durante la giornata (cioè per lo meno nelle 12 ore successive).
Al pari di qualsiasi psicofarmaco, la posologia di DIAZEPAM deve essere stabilita in funzione della tolleranza molto variabile da soggetto a soggetto nei pazienti con modificazioni organiche cerebrali (specie arteriosclerotiche) o con insufficienza cardio-respiratoria.
In questi malati si dovrebbe come regola generale rinunciare per i trattamento ambulatoriali alla somministrazione parenterale (fanno eccezione i casi d’urgenza, per esempio infarto del miocardio, iniezione i.m.; stati convulsivi; iniezione e.v.).
In ambiente ospedaliero, tali pazienti possono invece essere trattati per via parenterale; in caso di iniezione endovenosa, le dosi dovranno essere ridotte e l’iniezione praticata; in caso di iniezione endovenosa, le dosi dovranno essere ridotte e l’iniezione praticata lentamente.
Poiché DIAZEPAM può provocare una lieve caduta della pressione arteriosa – o in circostanze occasionali una transitoria compromissione respiratoria – dovrebbero essere disponibili misure per sostenere il circolo o il respiro.
In caso di trattamento prolungato è consigliabile procedere a controlli del quadro ematologico e della funzione epatica.
2 Una fiala (10 mg) di DIAZEPAM contiene 30 mg di alcol benzilico.
Non deve essere somministrato ai bambini prematuri o ai neonati.
Può causare reazioni tossiche e allergiche nei bambini al di sotto dei 3 anni di età.
Una fiala (10 mg) di DIAZEPAM contiene il 10% di etanolo.
Pertanto va utilizzato con cautela in soggetti alcolisti, nelle donne in gravidanza e che allattano, nei bambini e nei soggetti ad alto rischio come ad esempio pazienti con patologie epatiche o epilessia.
Una fiala (10 mg) di DIAZEPAM contiene acido benzoico e sodio benzoato.
Potrebbe aumentare il rischio di itterizia nei neonati.
Per chi svolge attività sportiva, l’uso di medicinali contenenti alcool etilico può determinare positività ai test antidoping in rapporto ai limiti di concentrazione alcolemica indicata da alcune federazioni sportive.
Si raccomanda di conservare il farmaco fuori dalla portata dei bambini.
I pazienti sotto trattamento con DIAZEPAM, così come con qualsiasi altro farmaco psicotropo, dovrebbero astenersi dal consumare bevande alcoliche mentre si trovano sotto l’effetto del medicamento, essendo imprevedibili le reazioni individuali.
Se associato a farmaci ad attività centrale come neurolettici, antidepressivi, ipnotici, analgesici e anestetici, DIAZEPAM può rinforzare l’azione sedativa.
Questo potenziamento è talvolta utilizzabile a scopi terapeutici.
L’associazione con altri psicofarmaci richiede particolare cautela e vigilanza da parte del medico ad evitare inattesi effetti indesiderabili da interazione.
Come altri farmaci con attività depressiva sul sistema nervoso centrale, DIAZEPAM può provocare nel feto modificazioni caratteristiche della frequenza cardiaca (scomparsa delle variazioni brevi di questa frequenza) allorchè sia somministrato alla madre.
Ciò non è dannoso per il feto.
Occorre tuttavia tener conto di questo fatto per interpretare la registrazione dei battiti del cuore fetale in quanto le variazioni brevi della frequenza cardiaca – utilizzate come criterio per valutare lo stato del feto – spariscono sotto l’effetto del DIAZEPAM.
Non somministrare nel primo trimestre di gravidanza.
Nell’ulteriore periodo, il farmaco deve essere somministrato soltanto in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.
Poiché il principio attivo del DIAZEPAM passa nel latte materno, è opportuno interrompere l’allattamento al seno se il prodotto deve essere preso regolarmente.
In base alle modalità d’impiego, alla dose ed alla sensibilità individuale DIAZEPAM, come gli altri farmaci del medesimo tipo di azione, può influenzare la capacità di reazione (per esempio nell’attitudine alla guida di un veicolo, nel comportamento nella circolazione stradale, nell’operare su macchinari che richiedono particolare attenzione).
DIAZEPAM è ben tollerato.
Se la posologia non viene adattata alle esigenze individuali, possono comparire tuttavia effetti secondari, dovuti ad una eccessiva sedazione e a rilassamento muscolare (sonnolenza, senso di fatica, vertigini e debolezza muscolare).
Per via parenterale DIAZEPAM non provoca in genere modificazioni significative della pressione arteriosa, del polso e del respiro.
Tuttavia sono stati segnalati leggeri abbassamenti della pressione, che solo raramente hanno superato i 20 mm Hg per i valori sistolici e i 10 mm Hg per quelli diastolici.
Molto rare sono le segnalazioni di compromissione della funzione respiratoria:
queste manifestazioni sono risultate in genere di breve durata e si sono riscontrate soprattutto dopo iniezione endovenosa, in particolare in pazienti arteriosclerotici o in malati che presentavano già una insufficienza respiratoria.
Nella maggior parte di questi casi, si trattava di pazienti ai quali erano state somministrate dosi troppo elevate o nei quali l’iniezione era stata praticata troppo rapidamente.
L’iniezione endovenosa può provocare occasionalmente singhiozzo.
3 Ipotonia e ipotermia sono state osservate in neonati la cui madre aveva ricevuto le più alte dosi indicate nella tossiemia preclampsica e nell’eclampsia.
In soggetti predisposti possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità.
In caso di surdosaggio relativo, possono raramente osservarsi sintomi più rilevanti, che di norma scompaiono in pochi giorni spontaneamente o per aggiustamento della posologia: atassia, confusione, stipsi, depressione, diplopia, disartria, ipotensione, ritenzione urinaria, nausea, vertigini, tremori, eruzioni cutanee, alterazioni della libido. La terapia consiste nella somministrazione di flumazenil, antagonista specifico.
Categoria farmacoterapeutica:
ansiolitico, codice ATC:
N05BA01 Gli effetti del diazepam al pari delle altre benzodiazepine sono mediati da recettori specifici localizzati sulle membrane dei neuroni in numerose aree del S.N.C..
Le benzodiazepine si legano a tali recettori che fanno parte di un complesso sovramolecolare costituito anche dal recettore del GABA che, interagendo con il canale per l’anione cloro, determina i più importanti e diffusi processi di inibizione sinaptica nel S.N.C..
Questa interazione fra benzodiazepine e GABA si manifesta come un potenziamento dell’azione inibitoria di questo neurotrasmettitore.
Da un punto di vista farmacologico ciò si traduce, per il diazepam nei seguenti effetti:
effetto “anti-conflitto”, “anti-punizione”, “anti-frustrazione”, “disinibizione del comportamento”; effetto anticonvulsivante; riduzione della veglia e della vigilanza; facilitazione del sonno; attenuazione delle risposte vegetative ed endocrine, centralmente mediate, ad emozioni e ad eccessivi stimoli afferenti; effetto miorilassante centrale; potenziamento dell’attività di agenti depressivi centrali; amnesia anterograda.
Assorbimento In seguito a somministrazione i.m.
l’assorbimento del diazepam è rapido e completo.
Generalmente il tempo di emi-assorbimento è di 30 minuti e corrisponde all’inizio dell’azione clinica.
La concentrazione plasmatica di picco viene raggiunta in media una ora e mezzo dopo l’iniezione.
Occorre tuttavia tenere presente che la velocità di assorbimento ed il corrispondente picco plasmatico possono subire delle variazioni in funzione della sede e della profondità della iniezione, della quantità di tessuto adiposo e della possibile precipitazione del farmaco a livello del sito di iniezione.
La disponibilità è compresa tra il 90 ed il 100%.
In seguito a somministrazione i.v.
il diazepam raggiunge la concentrazione plasmatica di picco nei minuti immediatamente successivi alla iniezione.
Successivamente la caduta dei livelli plasmatici segue due fasi:
una fase di distribuzione rapida (da 30 a 60 minuti) in cui le concentrazioni raggiungono dei valori sovrapponibili a quelli ottenuti dopo somministrazione orale, seguita da una fase di eliminazione più lenta.
La somministrazione per via rettale della soluzione iniettabile di diazepam nel bambino e nel lattante è seguita da un assorbimento molto rapido:
la concentrazione plasmatica efficace viene infatti raggiunta in meno di 4 minuti.
Metabolismo ed eliminazione 4 Il diazepam viene estesamente metabolizzate nell’organismo e solo lo 0,1% viene escreto come tale nelle urine.
La principale via metabolica è rappresentata dalla demetilazione a N-demetildiazepam; meno importante è la via metabolica che porta, mediante idrossilazione, alla formazione di 3.
idrossidiazepam vengono ulteriormente metabolizzati ad oxazepam.
Quest’ultimo va incontro a glicuronazione epatica ed è quindi eliminato con le urine.
L’emivita di eliminazione (ß) del diazepam è di circa 32 ore.
In condizioni di steady-state la clearance plasmatica è di circa 23 ml/min.
Legame con le proteine plasmatiche e distribuzione Il legame con le proteine plasmatiche del diazepam è pari al 98,6.
In condizioni di steady-state il volume di distribuzione è di circa 55 litri.
Il diazepam, sostanza altamente liposolubile attraversa rapidamente la barriera emato- meningea, la sua concentrazione nel liquor evolve parallelamente a quella della frazione libera plasmatica.
Immediatamente dopo la somministrazione endovenosa di diazepam e per circa un’ora, si osservano sedazione ed amnesia a differenza di quanto si verifica in seguito alla somministrazione di dosi sovrapponibili, ma per via orale.
Tali osservazioni riflettono la rapida distribuzione nel S.N.C.
del diazepam somministrato i.v.
e la sua successiva ridistribuzione.
Durante questo intervallo di tempo, in seguito alla somministrazione endovenosa le concentrazioni plasmatiche si riducono a circa metà dei valori massimi, mentre in seguito alla somministrazione orale le concentrazioni plasmatiche aumentano in conseguenza dell’assorbimento.
Il diazepam oltrepassa la barriere placentare.
E’ stato inoltre ritrovato nel latte materno.
Tossicità acuta
| SPECIE | VIE DI SOMMINISTRAZIONE | LD50 (mg/kg) |
| Topo | o.s. | 720 |
| Topo | i.v. | 220 |
| Topo | s.c. | 800 |
| Topo | i.v. | 100 |
| Ratto | p.o. | 1800 |
| Ratto | i.v. | 32 |
Tossicità cronicaIn prove di tossicità cronica condotte per periodi fino a 88 settimane con dosi elevate (nel cane10.40 mg/kg/die, nella scimmia 5-40 mg/kg/die, nel ratto 320 mg/kg/die) il diazepam non ha dato luogo a manifestazioni patologiche a carico delle fondamentali funzioni biologiche di organied apparati, né ad alterazioni istologiche. TeratogenicitàLe prove di teratogenicità non hanno evidenziato un’azione in questo senso del diazepam. 5
Alcol benzilico, etanolo, glicole propilenico, sodio benzoato, acido benzoico, acqua per preparazioni iniettabili.
In linea di principio DIAZEPAM deve essere iniettato da solo, poiché di solito è difficilmente compatibile con la maggior parte dei medicamenti.
3 anni.
Non conservare a temperatura superiore a 30°C. Conservare nella confezione originale per tenerlo al riparo dalla luce.
Fiale di vetro ambrato. DIAZEPAM 10 mg/2 ml soluzione iniettabile - 3 fiale da 2 ml
Nessuna istruzione particolare.
ITALFARMACO S.p.A.
- Viale Fulvio Testi, 330 - 20126 MILANO
DIAZEPAM 10 mg/2 ml soluzione iniettabile - 3 fiale da 2 ml AIC n.
030153023
08/11/1993 - 05/09/2003
Settembre 2005 6
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