DEPAKIN 100 mg granulato a rilascio modificato DEPAKIN 250 mg granulato a rilascio modificato DEPAKIN 500 mg granulato a rilascio modificato DEPAKIN 750 mg granulato a rilascio modificato DEPAKIN 1000 mg granulato a rilascio modificato
Ogni bustina contiene: DEPAKIN 100 mg granulato a rilascio modificato principio attivo sodio valproato 66,66 mg; acido valproico 29,03 mg equivalenti a 100 mg di sodio valproato DEPAKIN 250 mg granulato a rilascio modificato principio attivo sodio valproato 166,76 mg; acido valproico 72,61 mg equivalenti a 250 mg di sodio valproato DEPAKIN 500 mg granulato a rilascio modificato principio attivo sodio valproato 333,30 mg; acido valproico 145,14 mg equivalenti a 500 mg di sodio valproato DEPAKIN 750 mg granulato a rilascio modificato principio attivo sodio valproato 500,06 mg; acido valproico 217,75 mg equivalenti a 750 mg di sodio valproato DEPAKIN 1000 mg granulato a rilascio modificato principio attivo sodio valproato 666,60 mg; acido valproico 290,27 mg equivalenti a 1000 mg di sodio valproato Per gli eccipienti, vedere 6.1
Granulato a rilascio modificato.
Nel trattamento dell'epilessia generalizzata, in particolare in attacchi di tipo: - assenza - mioclonico - tonico-clonico - atonico - misto e nell'epilessia parziale: - semplice o complessa - secondariamente generalizzata Nel trattamento di sindromi specifiche (West, Lennox-Gastaut) Nel trattamento e nella prevenzione della mania correlata ai disturbi bipolari
Trattamento dell’epilessia DEPAKIN granulato a rilascio modificato è una forma farmaceutica adatta a tutti, in particolare ai bambini (se sono in grado di deglutire cibi molli), agli adulti con difficoltà di deglutizione e agli anziani.
Sulla base della quantità del principio attivo, le bustine da 50 mg e da 100 mg sono riservate ai bambini.
DEPAKIN granulato a rilascio modificato è una formulazione a rilascio controllato di Depakin che riduce il picco di concentrazione e assicura una concentrazione plasmatica più regolare durante l’arco della giornata.
DEPAKIN granulato a rilascio modificato può essere somministrato una o due volte al giorno.
Il dosaggio giornaliero deve essere stabilito in base all’età e al peso corporeo; tuttavia deve anche essere presa in considerazione l’ampia sensibilità individuale al valproato.
Non è stata stabilita una correlazione certa tra la dose giornaliera, la concentrazione sierica e l’effetto terapeutico, e la dose ottimale deve essere determinata essenzialmente secondo la risposta clinica; si può prendere in considerazione la determinazione dei livelli plasmatici di acido valproico in aggiunta al monitoraggio clinico, quando non si raggiunge un adeguato controllo degli attacchi o quando si sospettano eventi avversi.
Il range terapeutico in genere è compreso tra 40-100 mg/L (300-700 mol/L).
Inizio della terapia con DEPAKIN granulato a rilascio modificato (somministrazione orale)
- In pazienti non trattati con altri farmaci antiepilettici, il dosaggio va preferibilmente aumentato per livelli di dose successivi, ad intervalli di 2.3 giorni, per raggiungere quello ottimale in una settimana circa.
- In pazienti già in trattamento con farmaci antiepilettici, la sostituzione con DEPAKIN deve essere graduale, raggiungendo il dosaggio ottimale in circa due settimane, riducendo e poi interrompendo gli altri trattamenti.
- L'aggiunta di un altro farmaco antiepilettico va fatta gradualmente, quando è necessario (vedere 4.5 ).
Somministrazione orale di DEPAKIN granulato a rilascio modificato:
considerazioni pratiche Dosaggio Il dosaggio giornaliero iniziale è generalmente 10.15 mg/kg, in seguito le dosi vengono titolate fino al dosaggio ottimale (vedere 4.2 “Inizio della terapia con DEPAKIN granulato a rilascio modificato “) Questo è generalmente compreso tra 20-30 mg/kg.
Ciò nonostante, se non si raggiunge il controllo degli attacchi con questa posologia, è possibile aumentare ulteriormente la dose, in modo adeguato; i pazienti devono essere attentamente monitorati quando ricevono dosi giornaliere superiori a 50 mg/kg (vedere 4.4 ).
- Nei bambini il dosaggio usuale di mantenimento è circa 30 mg/kg al giorno.
- Negli adulti il dosaggio usuale di mantenimento è tra 20-30 mg/kg al giorno.
- Negli anziani, sebbene la farmacocinetica di DEPAKIN granulato a rilascio modificato sia modificata, il significato clinico è limitato e il dosaggio deve essere determinato sulla base del controllo degli attacchi.
Trattamento e prevenzione della mania correlata ai disturbi bipolari La dose iniziale consigliata è 1000 mg/die.
La dose deve essere incrementata il più rapidamente possibile in modo da raggiungere la dose terapeutica più bassa con cui si ottiene l’effetto clinico desiderato.
Il dosaggio di mantenimento consigliato per il trattamento dei disturbi bipolari è compreso tra 1000 e 2000 mg al giorno.
In casi eccezionali la dose può essere aumentata fino, e non oltre, a 3000 mg al giorno.
Le dosi devono essere aggiustate in accordo alla risposta clinica individuale.
La profilassi deve essere stabilita su base individuale, alla dose efficace più bassa.
Somministrazione La dose stabilita deve essere ripartita in 2 somministrazioni giornaliere.
DEPAKIN granulato a rilascio modificato è in granuli sferici insapori e preferibilmente deve essere somministrato distribuito su cibi molli (yogurt, frutta cotta, formaggi freschi, etc.) o bevande (succo d’arancia, etc.) freddi o a temperatura ambiente.
DEPAKIN granulato a rilascio modificato non deve essere somministrato con cibi o bevande tiepidi o caldi (minestre, caffè, tè, etc.).
DEPAKIN granulato a rilascio modificato non deve essere somministrato nel biberon perché può bloccare la tettarella.
Quando viene assunto con liquidi, si consiglia di sciacquare il bicchiere con una piccola quantità di acqua perché alcuni granuli possono rimanere attaccati al bicchiere.
Il preparato deve essere deglutito immediatamente e non deve essere masticato.
Non deve essere conservato per usi successivi.
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Avvertenze speciali Epatopatie
- Condizioni di insorgenza E' stato eccezionalmente riportato un grave danno epatico che talvolta si è rivelato fatale.
L’esperienza nell’epilessia ha indicato che i pazienti più a rischio, soprattutto in casi di terapia anticonvulsiva multipla, sono i neonati e i bambini sotto i 3 anni con gravi forme di epilessia, in particolare quelli con danno cerebrale, ritardo psichico e (o) con malattia metabolica o degenerativa congenita.
Nel caso il Medico ritenesse indispensabile somministrare il farmaco a bambini al di sotto dei tre anni di età per il trattamento di un tipo di epilessia responsiva al valproato, nonostante il rischio di epatopatia, l’utilizzo di Depakin deve avvenire in monoterapia per ridurre tale rischio.
Dopo il compimento dei 3 anni l'incidenza si riduce significativamente e diminuisce progressivamente con l'età.
Nella maggior parte dei casi il danno epatico si è verificato durante i primi 6 mesi di terapia.
- Sintomatologia I sintomi clinici sono essenziali per una diagnosi precoce.
In particolare devono essere prese in considerazione due tipi di manifestazioni che possono precedere l'ittero, soprattutto nei pazienti a rischio (vedere “condizioni di insorgenza”):
- nei pazienti epilettici la ricomparsa degli attacchi
- sintomi non specifici, generalmente a rapida insorgenza, quali astenia, anoressia, letargia, sonnolenza, a volte associati a vomito ripetuto e dolore addominale.
I pazienti (o i loro genitori, se si tratta di bambini) devono essere avvertiti di informare immediatamente il proprio medico qualora si verifichi uno qualsiasi dei segni soprariportati.
Oltre ai controlli clinici dovrà essere intrapreso il controllo ematochimico immediato della funzionalità epatica.
- Rilevazione La funzionalità epatica deve essere controllata prima dell’inizio della terapia e periodicamente durante i primi 6 mesi.
Tra le analisi abituali, le più pertinenti sono quelle che riflettono la sintesi proteica, soprattutto il tempo di protrombina.
La conferma di una percentuale di attività protrombinica particolarmente bassa, soprattutto se associata ad altri rilievi biologici anormali (significativa diminuzione del fibrinogeno e dei fattori della coagulazione; aumento dei livelli di bilirubina e delle transaminasi) richiede l’interruzione della terapia con valproato.
Come precauzione in caso essi siano assunti contemporaneamente, devono essere interrotti anche i salicilati, poiché metabolizzati per la stessa via.
Pancreatiti Sono state segnalate molto raramente pancreatiti gravi che possono avere esito fatale.
I bambini più piccoli sono particolarmente a rischio.
Il rischio diminuisce con l'aumentare dell'età.
Attacchi gravi, disturbi neurologici o politerapia anticonvulsivante possono essere fattori di rischio.
L’insufficienza epatica concomitante a pancreatite aumenta il rischio di esito fatale.
- Donne in età fertile (vedere 4.6) La decisione di usare DEPAKIN in donne in età fertile deve essere presa solo dopo una valutazione molto attenta volta a stabilire se i benefici derivati dal suo utilizzo superino i rischi di anomalie congenite al feto.
Questa decisione deve essere presa prima che DEPAKIN sia prescritto per la prima volta come pure prima che la paziente già trattata con valproato pianifichi una gravidanza.
Precauzioni d’impiego
- Test di funzionalità epatica devono essere eseguiti prima dell'inizio della terapia (vedere 4.3), e ripetuti periodicamente durante i primi 6 mesi, soprattutto nei pazienti a rischio (vedere "Avvertenze speciali").
Come per la maggior parte dei farmaci antiepilettici si possono notare aumenti degli enzimi epatici, particolarmente all'inizio della terapia; essi sono transitori e isolati, non accompagnati da segni clinici.
In questi pazienti si raccomandano indagini di laboratorio più approfondite (compresa il tempo di protrombina), si può inoltre prendere in considerazione un aggiustamento della posologia e, se necessario, si devono ripetere le analisi.
- Nei bambini di età inferiore ai 3 anni la somministrazione di Depakin deve avvenire in monoterapia anche se il suo beneficio potenziale deve essere valutato prima dell'inizio del trattamento, in confronto al rischio di danno epatico o di pancreatite in questi pazienti (vedere Avvertenze speciali).
L'uso concomitante di salicilati deve essere evitato nei bambini al di sotto dei 3 anni per il rischio di epatotossicità.
- Si raccomanda di eseguire le analisi del sangue (emocromo completo con conta delle piastrine, tempo di sanguinamento e prove di coagulazione) prima dell'inizio della terapia o prima di un intervento chirurgico e nel caso di ematomi o sanguinamenti spontanei (vedere 4.8).
- Nei pazienti con insufficienza renale è necessario diminuire la posologia.
Poiché il monitoraggio delle concentrazioni plasmatiche può indurre in errore, il dosaggio deve essere adattato in accordo al monitoraggio clinico (vedere 5.2).
- Sebbene solo eccezionalmente siano state riscontrate malattie immunitarie durante l'uso di valproato, è bene considerare il potenziale beneficio del valproato rispetto al potenziale rischio in pazienti con lupus erythematosus sistemico.
- Poiché sono stati riportati dei casi eccezionali di pancreatite, pazienti con dolore addominale acuto devono venire immediatamente sottoposti a esame medico.
In caso di pancreatite si deve interrompere la terapia con valproato.
- Qualora si sospetti un ciclo dell’urea alterato, prima del trattamento si deve valutare l’iperammoniemia, poiché con valproato è possibile un peggioramento (vedere 4.8).
- I pazienti devono essere informati del rischio di aumento di peso all’inizio della terapia; per minimizzarlo devono essere adottate misure appropriate (vedere 4.8).
- Donne in età fertile (vedere 4.6) Tutte le donne con epilessia e in età fertile devono essere informate in modo adeguato riguardo ai rischi associati alla gravidanza.
Effetti del valproato su altri farmaci
- Neurolettici, anti-MAO, antidepressivi e benzodiazepine Il valproato può potenziare l'effetto di altri farmaci psicotropi come neurolettici, anti-MAO, antidepressivi e benzodiazepine; quindi si consiglia di eseguire un monitoraggio clinico e, quando necessario, un aggiustamento del dosaggio.
- Fenobarbital Poiché il valproato aumenta le concentrazioni plasmatiche di fenobarbital (per inibizione del catabolismo epatico) può verificarsi sedazione soprattutto nei bambini.
Si raccomanda quindi un monitoraggio clinico per i primi 15 giorni del trattamento combinato, con immediata riduzione delle dosi di fenobarbital in caso di sedazione, e eventuale controllo dei livelli plasmatici di fenobarbital.
- Primidone Il valproato aumenta i livelli plasmatici di primidone con potenziamento dei suoi effetti indesiderati (quali sedazione); questa interazione cessa con il trattamento a lungo termine.
Si raccomanda il monitoraggio clinico specialmente all'inizio della terapia combinata con un aggiustamento del dosaggio del primidone quando necessario.
- Fenitoina Inizialmente il valproato diminuisce la concentrazione plasmatica totale della fenitoina aumentandone però la frazione libera, con possibili sintomi di sovradosaggio (l’acido valproico sposta la fenitoina dai suoi siti di legame proteico e rallenta il suo catabolismo epatico).
Si raccomanda pertanto il monitoraggio clinico; in caso di dosaggio plasmatico della fenitoina si deve tenere in considerazione soprattutto la frazione libera.
Successivamente, in seguito a trattamento cronico, le concentrazioni di fenitoina tornano ai valori iniziali pre- valproato.
- Carbamazepina E’ stata segnalata tossicità a livello clinico quando il valproato viene somministrato con carbamazepina, in quanto il valproato può potenziare l’effetto tossico della carbamazepina.
Si raccomanda un monitoraggio clinico specialmente all’inizio della terapia di associazione con adattamento del dosaggio, quando necessario.
- Lamotrigina Il rischio di rash può essere aumentato dalla somministrazione contemporanea di lamotrigina e acido valproico, quando lamotrigina è aggiunta all’acido valproico.
Il valproato può ridurre il metabolismo della lamotrigina e aumentarne l’emivita media, quindi quando necessario è opportuno diminuire il dosaggio di quest’ultima.
- Etosuccimide Il valproato può causare aumento delle concentrazioni plasmatiche della etosuccimide.
- Zidovudina Il valproato può aumentare la concentrazione plasmatica di zidovudina portando ad un incremento della tossicità di zidovudina.
Effetti di altri farmaci sul valproato Gli antiepilettici con effetto di induzione enzimatica (in particolare fenitoina, fenobarbital e carbamazepina) diminuiscono le concentrazioni sieriche del valproato.
In caso di terapia combinata i dosaggi vanno aggiustati in base ai livelli ematici.
D’altra parte l’associazione di felbamato e valproato può aumentare la concentrazione sierica di valproato.
Si deve quindi monitorare il tasso plasmatico del valproato.
La meflochina aumenta il metabolismo dell'acido valproico ed ha effetto convulsivante; quindi nei casi di terapia combinata possono verificarsi attacchi epilettici.
In caso di uso concomitante di valproato e di sostanze che si legano altamente alle proteine (acido acetilsalicilico), possono aumentare i livelli sierici liberi di valproato.
Un attento monitoraggio del tempo di protrombina deve essere effettuato in caso di uso concomitante di fattori anticoagulanti vitamina K dipendenti.
I livelli sierici di valproato possono aumentare (per effetto di un metabolismo epatico ridotto) in caso di uso concomitante di cimetidina o eritromicina.
Carbapenem (panipenem, meropenem, imipenem…):
si è osservata una diminuzione dei livelli ematici di acido valproico, talvolta associata a convulsioni.
Se si devono somministrare questi antibiotici si raccomanda un attento monitoraggio dei livelli ematici di acido valproico.
Altre interazioni Il valproato generalmente non ha un effetto di induzione enzimatica; di conseguenza non riduce l'efficacia degli estroprogestinici in caso di contraccezione ormonale.
L’assunzione concomitante di cibo non influenza in modo significativo la biodisponibilità di sodio valproato quando viene somministrato come Depakin granulato a rilascio modificato.
Donne in età fertile Le donne con epilessia di qualsiasi tipo e in età fertile devono ricevere un parere specialistico prima che sia loro prescritto il valproato.
A causa dei rischi potenziali per il feto, si devono valutare i benefici dell’utilizzo di valproato rispetto ai rischi.
Quando si ritiene necessario il trattamento con valproato si devono mettere in atto precauzioni per minimizzare il potenziale rischio teratogeno (vedere di seguito “In considerazione dei dati soprariportati”).
In caso di disturbi bipolari, se si pianifica una gravidanza, si deve prendere in considerazione l’interruzione della profilassi con valproato.
Gravidanza Dall’esperienza derivante dal trattamento di madri epilettiche, il rischio associato all’uso di valproato durante la gravidanza è stato descritto nel modo seguente:
- Rischio associato all'epilessia e agli antiepilettici Nei figli di madri epilettiche trattate con antiepilettici durante la gravidanza, il tasso globale di malformazioni risulta 2.3 volte superiore rispetto al tasso normale (circa 3%).
E’ stato riportato un aumento del numero di bambini con malformazioni nel caso di terapie con più farmaci.
Le malformazioni riscontrate più frequentemente sono cheiloschisi e malformazioni cardiovascolari.
Molto raramente sono stati riportati ritardi nello sviluppo di bambini nati da madri epilettiche.
Non è possibile distinguere quanto dipenda da fattori genetici, sociali, ambientali, dal fatto che la madre sia epilettica o dai trattamenti antiepilettici.
Nonostante questi potenziali rischi, non si deve decidere l'interruzione improvvisa della terapia antiepilettica che può condurre ad un notevole aumento degli attacchi epilettici con serie conseguenze sia per la madre che per il feto.
- Rischio associato a crisi epilettiche Durante la gravidanza, attacchi tonico-clonici e lo stato di male epilettico con ipossia nella madre sono associati ad un particolare rischio di morte per la madre e per il feto.
- Rischio associato al sodio valproato Il valproato è l’antiepilettico di scelta in pazienti con alcuni tipi di epilessia come quella generalizzata con o senza mioclono o fotosensibilità.
Per l’epilessia parziale il valproato dovrebbe essere usato solo in casi resistenti ad altri trattamenti.
Nell'animale:
nel topo, nel ratto e nel coniglio sono stati dimostrati effetti teratogeni.
Nell'uomo:
l’assunzione di valproato in gravidanza, in particolare nei primi 3 mesi, può causare un aumento del rischio di malformazioni al nascituro.
Rispetto al trattamento con altri farmaci antiepilettici, nei figli nati da madri con epilessia e trattate con valproato i dati disponibili suggeriscono un aumento nell’incidenza di malformazioni minori o maggiori che comprendono difetti del tubo neurale, difetti craniofacciali, malformazioni agli arti, malformazioni cardiovascolari e anomalie multiple che coinvolgono diversi sistemi corporei (comprese ipospadia e dismorfia facciale).
L’uso del valproato è associato con difetti del tubo neurale con incidenza dall’1% al 2%.
Alcuni dati suggeriscono che una politerapia antiepilettica comprendente DEPAKIN è associata ad un rischio di teratogenicità maggiore rispetto a una monoterapia con il solo valproato.
Alcuni dati suggeriscono un’associazione tra l’esposizione al valproato in utero e il rischio di ritardo nello sviluppo, in particolare del QI verbale, nei bambini nati da madri con epilessia e trattate con valproato.
Il ritardo dello sviluppo è frequentemente associato a malformazioni e/o fisionomie dismorfiche.
E’ comunque difficile stabilire la relazione causale con possibili fattori confondenti come QI materno o paterno basso, altri fattori genetici, sociali, ambientali e scarso controllo delle crisi epilettiche materne durante la gravidanza..
Il valproato durante la gravidanza dovrebbe essere prescritto come monoterapia alla più bassa dose efficace, in dosi frazionate e se possibile in forme a rilascio prolungato.
Esiti anomali della gravidanza tendono ad essere associati con dosi giornaliere più alte e con elevate dosi per ogni somministrazione.
E’ stato dimostrato che valori elevati di picco plasmatico ed elevate quantità per ciascuna somministrazione sono associate con difetti del tubo neurale.
L’incidenza dei difetti del tubo neurale aumenta con l’incremento del dosaggio, specialmente al di sopra di 1000 mg/die.
L’integrazione dietetica con acido folico prima della gravidanza, può ridurre l’incidenza dei difetti del tubo neurale nei neonati di donne ad alto rischio.
Le pazienti dovrebbero prendere in considerazione di assumere 5 mg di acido folico al giorno quando pianificano una gravidanza.
Nelle donne che diventano gravide devono essere condotte indagini diagnostiche durante la gravidanza come ad esempio ecografie o altre tecniche appropriate.
- In considerazione dei dati soprariportati
- Le donne in età fertile devono essere informate dei rischi e dei benefici derivanti dall’uso di DEPAKIN durante la gravidanza.
- E’ necessario un parere specialistico e i medici sono vivamente incoraggiati a discutere gli aspetti relativi alla riproduzione con le loro pazienti prima di prescrivere DEPAKIN per la prima volta o con la paziente già trattata con DEPAKIN che sta pianificando una gravidanza.
- Se una donna pianifica una gravidanza, la terapia con DEPAKIN deve essere rivalutata per qualsiasi indicazione.
- Nell’indicazione dei disturbi bipolari, bisogna prendere in considerazione l’interruzione della profilassi con DEPAKIN.
Per tutte le indicazioni, se dopo un’attenta valutazione dei rischi/benefici, si continua il trattamento con DEPAKIN durante la gravidanza, si raccomanda di ricorrere alla monoterapia alla dose giornaliera minima efficace.
È preferibile la somministrazione in diverse dosi durante la giornata.
L’uso di una formulazione a rilascio prolungato può essere preferibile a ogni altra forma di trattamento.
- Il ricorso ad un supplemento di folato deve iniziare prima della gravidanza e a idonei dosaggi (5 mg/die) che possono minimizzare il rischio di malformazioni a livello di tubo neurale.
- Durante la gravidanza il trattamento antiepilettico con valproato non deve essere interrotto senza aver rivalutato il rischio/beneficio.
- Deve essere istituito un monitoraggio specialistico prenatale per rilevare l'eventuale presenza di anomalie nella chiusura del tubo neurale o di un’altra malformazione.
- Rischio nel neonato Sono stati riportati casi molto rari di sindrome emorragica in neonati le cui madri hanno assunto valproato durante la gravidanza.
Questa sindrome emorragica è correlata alla ipofibrinogenemia.
Sono stati riportati anche casi di afibrinogenemia che possono essere fatali.
Questi casi di ipofibrinogenemia sono probabilmente associati ad una diminuzione dei fattori della coagulazione.
Tuttavia questa sindrome deve essere distinta da quella legata alla diminuzione dei fattori vitamina K dipendenti indotta dal fenobarbital e dagli induttori enzimatici.
Pertanto nei neonati devono essere controllati:
conta piastrinica, livello plasmatico del fibrinogeno, test di coagulazione e fattori della coagulazione.
Allattamento Il valproato è escreto nel latte materno.
L’uso di valproato da parte della madre può causare effetti indesiderati nel lattante; pertanto è necessario decidere se interrompere l’allattamento o il trattamento con il medicinale, tenendo in considerazione l’importanza del farmaco per la madre.
In caso di somministrazione contemporanea con barbiturici o altri farmaci ad attività depressiva del sistema nervoso centrale si possono riscontrare, in alcuni soggetti, manifestazioni di astenia e sonnolenza.
Le stesse manifestazioni si possono osservare dopo assunzione di bevande alcoliche.
Di ciò devono essere avvertiti quei soggetti che durante il trattamento potrebbero condurre veicoli o attendere a operazioni richiedenti integrità del grado di vigilanza.
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I segni di massivo sovradosaggio acuto generalmente comprendono coma con ipotonia muscolare, iporeflessia, miosi, compromissione della funzione respiratoria, acidosi metabolica.
I sintomi comunque possono essere variabili e attacchi epilettici sono stati riportati in presenza di livelli plasmatici molto elevati.
Sono stati segnalati casi di ipertensione intracranica collegata a edema cerebrale.
Le misure da intraprendere a livello ospedaliero devono essere sintomatiche:
lavanda gastrica, che è utile fino a 10.12 ore dopo l'ingestione; diuresi osmotica; monitoraggio cardiaco e respiratorio.
In casi molto gravi si può effettuare una dialisi o una exsanguino-trasfusione.
Il naloxone è stato utilizzato con successo in pochi casi isolati.
In seguito a sovradosaggio massivo si sono verificati dei decessi, tuttavia la prognosi delle intossicazioni è generalmente favorevole.
Categoria farmacoterapeutica: antiepilettici derivati degli acidi grassi; codice ATC: N03AG01 Il valproato esercita il suo effetto soprattutto sul sistema nervoso centrale. Studi farmacologici sugli animali hanno dimostrato che ha proprietà anticonvulsivanti in vari modelli di epilessia sperimentale (attacchi generalizzati e parziali). Anche nell'uomo ha dimostrato un'attività antiepilettica in vari tipi di epilessia e antimaniacale. Il suo principale meccanismo d'azione sembra collegato ad un rafforzamento della via gabaergica. Si è evidenziato che il valproato di sodio è in grado di stimolare la replicazione del virus HIV-1 in alcuni studi effettuati in vitro; tuttavia questo effetto è modesto, incostante, non correlato con la dose e non segnalato nei pazienti.
Sodio valproato
- La biodisponibilità del sodio valproato è prossima al 100% dopo somministrazione orale o e.v.
- Il volume di distribuzione si limita soprattutto al sangue e al liquido extracellulare di rapido scambio.
La concentrazione di acido valproico nel liquido cerebrospinale è vicina alla concentrazione plasmatica libera.
L’acido valproico passa attraverso la placenta.
Somministrato durante l'allattamento il valproato viene escreto nel latte materno a concentrazioni molto basse (tra l'1 e il 10% della concentrazione sierica totale).
- Lo steady-state della concentrazione plasmatica si raggiunge rapidamente (3.4 giorni) dopo somministrazione orale; con la forma e.v.
lo steady-state della concentrazione plasmatica si può raggiungere in pochi minuti e mantenere con un'infusione e.v.
- Il legame proteico è molto elevato, è dose dipendente e saturabile.
- La molecola di valproato può essere dializzata, ma viene escreta soltanto la forma libera (circa il 10%).
- Diversamente dalla maggior parte degli altri antiepilettici il sodio valproato non accelera la propria degradazione, né quella di altri agenti quali gli estroprogestinici.
Ciò è dovuto all'assenza dell'effetto enzima- induttore che coinvolge il citocromo P 450.
- L'emivita è di circa 8 - 20 ore.
Nei bambini è generalmente più breve.
- Il sodio valproato è soprattutto escreto nelle urine in seguito a metabolizzazione per glucurono-coniugazione e beta-ossidazione DEPAKIN granulato a rilascio modificato DEPAKIN granulato a rilascio modificato è la forma a rilascio modificato di DEPAKIN.
Confrontato con la forma a rilascio immediato di DEPAKIN è caratterizzato a dosi equivalenti da:
- biodisponibilità simile
- Cmax più bassa (diminuzione di circa il 25%),
- un plateau relativamente stabile tra 4 e 14 ore dopo la somministrazione.
Come risultato di questo livellamento dei picchi, le concentrazioni di acido valproico sono più regolari e hanno una distribuzione nictemerale più omogenea:
dopo somministrazione due volte al giorno di una stessa dose, il range delle fluttuazioni plasmatiche si riduce approssimativamente della metà.
Il picco plasmatico si raggiunge circa 7 ore dopo la somministrazione, con un’emivita di eliminazione tra 13 e 16 ore.
Il profilo farmacocinetico non è influenzato dall’assunzione del farmaco con il cibo.
Tossicità acuta: La DL50 per via orale nel topo è di 1700 mg/kg, nel ratto di 1530 mg/kg e nella cavia di 824 mg/kg, mentre per via intraperitoneale nel coniglio la DL50 è di 1200 mg/kg. Tossicità cronica: Nel topo alla dose di 50 mg/kg per via orale non sono stati rilevati fenomeni tossici dopo trattamento per 325 giorni consecutivi.
Paraffina solida, glicerolo dibeenato, silice colloidale idrata.
Il prodotto medicinale non deve essere somministrato con cibi o bevande caldi.
2 anni
Non conservare a temperatura superiore a 25°C.
Conservare nel contenitore originale per riparare il prodotto dall’umidità.
Non conservare in frigorifero, nel congelatore o vicino a caloriferi o altre fonti di calore.
DEPAKIN 100 mg granulato a rilascio modificato è contenuto in bustine di carta/alluminio/resina complessa ionomer (303 mg equivalenti a 100 mg di sodio valproato) DEPAKIN 250 mg granulato a rilascio modificato è contenuto in bustine di carta/alluminio/resina complessa ionomer (758 mg equivalenti a 250 mg di sodio valproato) DEPAKIN 500 mg granulato a rilascio modificato è contenuto in bustine di carta/alluminio/resina complessa ionomer (1515 mg equivalenti a 500 mg di sodio valproato) DEPAKIN 750 mg granulato a rilascio modificato è contenuto in bustine di carta/alluminio/resina complessa ionomer (2273 mg equivalenti a 750 mg di sodio valproato) DEPAKIN 1000 mg granulato a rilascio modificato è contenuto in bustine di carta/alluminio/resina complessa ionomer (3030 mg equivalenti a 1000 mg di sodio valproato) Ciascun dosaggio di DEPAKIN è disponibile in confezioni da 30 e da 50 bustine.
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Quando viene assunto con liquidi, si consiglia di sciacquare il bicchiere con una piccola quantità di acqua perché alcuni granuli possono rimanere attaccati al bicchiere.
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