Dynepo 1.000 UI/0,5 ml soluzione iniettabile in siringa pre-riempita.
Siringa pre-riempita contenente 1.000 UI in 0,5 ml (2.000 UI/ml) di principio attivo epoetina delta.
Epoetina delta viene prodotta da cellule umane (HT-1080) mediante tecnologia di attivazione genica.
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
Soluzione iniettabile in siringa pre-riempita.
Limpida, incolore e di apparenza acquosa.
Dynepo è indicato nel trattamento dell’anemia in pazienti con insufficienza renale cronica.
Può essere
usato sia in pazienti in dialisi che in pazienti non in dialisi.
Il trattamento con Dynepo deve essere iniziato da medici aventi esperienza nell’indicazione proposta.
Il dosaggio di Dynepo deve essere adattato individualmente per mantenere i livelli di emoglobina entro
l’intervallo di riferimento di 10-12 g/dl.
La dose iniziale, per somministrazione endovenosa, è 50 UI/kg tre volte alla settimana.
Se somministrata per via sottocutanea la dose iniziale è 50 UI/kg due volte alla settimana.
Non è necessario usare eritropoetina durante i primi tre mesi dopo l’inizio della dialisi peritoneale
poiché spesso durante questo periodo si verifica un incremento dell’emoglobina.
Adattamento della dose
La dose deve essere ridotta del 25% se:
-L’emoglobina raggiunge il valore di 12 g/dl
-L’incremento del valore di emoglobina supera i 2,5 g/dl ogni 4 settimane.
La dose deve essere aumentata del 50% se:
-L’emoglobina scende sotto il valore di 10 g/dl
-L’incremento del valore di emoglobina ogni 4 settimane è inferiore a 0,7 g/dl.
Prima di adattare la dose, occorre attendere per un periodo sufficiente a stabilire la reattività del
paziente al dosaggio di Dynepo.
A causa del tempo richiesto per l’eritropoiesi, possono trascorrere circa 4 settimane tra
l’aggiustamento di una dose (inizio, aumento, decremento o sospensione) e una variazione
significativa dei valori di emoglobina.
Di conseguenza, l’aggiustamento della dose non va effettuato
più di una volta al mese, se non indicato clinicamente.
Somministrazione
Dynepo può essere somministrato per via endovenosa o sottocutanea.
È possibile optare per
l’auto-somministrazione sottocutanea dopo opportuna istruzione del paziente da parte di un
professionista medico.
In pazienti non sottoposti a dialisi la via sottocutanea è da preferirsi alla via endovenosa.
La dose settimanale di Dynepo è inferiore nel caso della somministrazione sottocutanea.
Nel caso di iniezioni sottocutanee, inserire l’ago fino in fondo, perpendicolarmente in una piega di pelle
afferrata tra il pollice e l’indice, mantenendo la pelle tra le dita per tutta la durata dell’iniezione.
Gettare la siringa dopo l’iniziale uso singolo.
Popolazioni speciali
Dynepo non è indicato per la gestione dell’anemia associata al cancro (vedere paragrafo 4.4).
Nessun aggiustamento di dose è richiesto nei pazienti anziani.
I pazienti affetti da sindrome falciforme e insufficienza renale, dove possibile, dovrebbero essere mantenuti
ad una concentrazione totale di emoglobina tra 7 e 9 g/dl.
L’esperienza in ambito pediatrico è limitata.
A causa di una limitata esperienza con il medicinale, non è stato possibile stabilire efficacia e sicurezza di
Dynepo in pazienti con insufficienza epatica.
Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
Ipertensione non controllata.
Ipertensione:
La maggior parte dei pazienti con insufficienza renale cronica ha in corso una storia di ipertensione.
I
pazienti in trattamento con Dynepo possono manifestare aumento della pressione arteriosa o
peggioramento della ipertensione esistente.
Pertanto, nei pazienti trattati con Dynepo, deve essere posta una attenzione particolare al frequente
monitoraggio e controllo della pressione arteriosa.
La pressione arteriosa deve essere adeguatamente controllata all’inizio e durante la terapia per evitare
complicanze gravi come encefalopatia ipertensiva e complicanze correlate (crisi epilettiche, ictus).
Se dovessero presentarsi, queste reazioni richiedono l’immediata attenzione di un medico e cure
mediche intensive.
Si presti particolare attenzione a mal di testa improvvisi, tipo emicrania, che
possono costituirne un preavviso.
Aumenti della pressione arteriosa possono richiedere trattamento con antiipertensivi o aumenti di dosaggio
in terapie antiipertensive pre-esistenti.
Inoltre, si può considerare una riduzione della dose di Dynepo.
Se i
valori di pressione arteriosa rimangono elevati, può essere richiesta una sospensione temporanea della
terapia con Dynepo.
Non appena l’ipertensione sarà tornata sotto controllo con una terapia più intensa, il trattamento con
Dynepo potrà essere ripreso ad un dosaggio ridotto.
Monitoraggio del ferro:
Durante una terapia con Dynepo, si può sviluppare carenza di ferro, funzionale o assoluta.
Questa
rappresenta la causa più comune di risposta incompleta a una terapia con eritropoietina, pertanto,
prima e durante la terapia con Dynepo, devono essere valutate le riserve di ferro del paziente,
compresa la saturazione di transferrina e i valori di ferritina sierica.
La saturazione di transferrina deve essere almeno del 20% e il valore di ferritina almeno 100 ng/ml.
Se la saturazione di transferrina diminuisce sotto il 20%, o se la ferritina diminuisce sotto i 100 ng/ml
occorre somministrare ferro.
In linea teorica quasi tutti i pazienti richiederebbero ferro supplementare
per aumentare o mantenere la saturazione di transferrina e la ferritina a livelli che possano supportare
adeguatamente l’eritropoiesi stimolata da Dynepo.
Deve essere controllata l’anemia, incluso un consulto da un ematologo, nei pazienti resistenti alla
epoetina o in quelli con una risposta non adeguata al trattamento con 20.000 UI/settimana.
Nel caso di un paziente con ferro nella norma e risposta inadeguata alla terapia con Dynepo occorrerà
valutare e, se del caso, trattare una o più delle situazioni seguenti:
•
Infezioni/Infiammazioni
•
Perdita di sangue occulta
•
Iperparatiroidismo/Osteite fibrosa cistica
•
Intossicazione da alluminio
•
Emoglobinopatie come talassemia o anemia a cellule falciformi
•
Carenze vitaminiche per esempio acido folico o vit.
B12
•
Emolisi
•
Manifestazioni maligne come mieloma multiplo e sindrome mielodisplasica
•
Malnutrizione.
Monitoraggio dei parametri di laboratorio:
Si raccomanda di effettuare regolarmente una conta completa del sangue e delle piastrine.
I valori di emoglobina devono essere determinati una volta alla settimana fino a che si stabilizzino
nell’intervallo di riferimento e sia stata definita la dose di mantenimento.
Dopo ogni aggiustamento della dose, anche l’emoglobina deve essere monitorata una volta alla
settimana, fino a stabilizzazione nell’intervallo di riferimento.
In seguito i livelli di emoglobina devono essere monitorati a intervalli regolari.
I parametri chimici nel siero, inclusi creatinina e potassio, devono essere monitorati regolarmente
durante la terapia con Dynepo.
Pazienti con cancro:
Le epoetine sono fattori di crescita che stimolano principalmente la produzione di eritrociti.
I recettori
dell’eritropoietina possono essere espressi sulla superficie di varie cellule tumorali.
Analogamente a
tutti i fattori di crescita, si ritiene che l’epoetina possa stimolare la crescita di qualunque tipo di
neoplasia maligna.
In due studi clinici controllati in cui l’epoetina veniva somministrata a pazienti con
vari tipi di cancro, tra cui cancro della testa e del collo e carcinoma mammario, è stata evidenziata
un’eccessiva mortalità inesplicabile (vedere paragrafo 5.1).
Altri:
Sebbene non osservati con Dynepo, ma poiché si possono sviluppare reazioni anafilattiche con
eritropoietina, si raccomanda che la prima dose sia somministrata con la supervisione di un medico.
L’impiego di Dynepo in pazienti nefrosclerotici non ancora in dialisi deve essere deciso caso per caso, dato
che un potenziale aggravarsi dell’insufficienza renale non può essere attribuita con certezza.
Durante l’emodialisi, può accadere che i pazienti trattati con Dynepo richiedano un trattamento
anticoagulante potenziato per evitare la formazione di trombi nella deviazione artero-venosa.
L’utilizzo improprio di epoetina da parte di soggetti sani, può condurre ad un eccessivo aumento di
emoglobina ed ematocrito.
Questo può manifestarsi in associazione a complicazioni cardiovascolari con
pericolo di vita.
Non sono stati condotti studi di interazione.
Non sono stati riportati casi di interazioni durante il trattamento con Dynepo nel corso di studi clinici.
Gli studi condotti su animali non sono sufficienti a trarre conclusioni in merito agli effetti
sulla gravidanza (vedere paragrafo 5.3).
Il possibile rischio per l’uomo non è noto.
Esercitare cautela
quando si prescrive il farmaco a donne in gravidanza.
Dovrebbe essere presa in considerazione la
somministrazione di un apporto supplementare di ferro nella madre, in caso di uso in gravidanza.
Allattamento: non si conosce se Dynepo viene escreto nel latte materno.
Poiché molti composti
vengono escreti nel latte materno, cautela deve essere adottata quando si somministra Dynepo alle
donne che allattano.
Dynepo non ha, o solo in modo trascurabile, influenza sulla capacità di guidare e sull’uso di macchine.
Si prevede che circa il 10% dei pazienti potrà manifestare una reazione avversa al medicinale.
Le più
comuni sono ipertensione, trombosi e mal di testa.
L’esperienza clinica con le epoetine suggerisce che
il rischio di ipertensione e trombosi può essere ridotto mediante titolazione della dose in modo da
mantenere i livelli di emoglobina fra 10 e 12 g/dl.
La frequenza di eventi avversi riportata durante il trattamento con Dynepo viene illustrata nella
seguente tabella.
All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in
ordine decrescente di gravità.
Sistema organico Comune
( >1/100, <1/10)
Non comune
( >1/1,000, <1/100)
Raro
( >1/10,000, <1/1000)
Altrerazioni del sangue e
dell’apparato linfatico:
Policitemia
Trombocitosi
Disturbi del sistema
nervoso:
Mal di testa Convulsioni
Disturbi vascolari: Ipertensione
Disturbi gastrointestinali: Diarrea
Nausea
Alterazioni della pelle e
del tessuto sottocutaneo:
Prurito
Disturbi generali e
condizioni del sito di
iniezione:
Trombosi correlata
ad ascesso
Dolore
Reazione nel sito di
iniezione (es.
dolore,
emorragia)
Sindrome
influenzale
Durante la terapia con Dynepo raramente si verifica un incremento dei parametri chimici del siero,
inclusi creatinina e potassio (vedere paragrafo 4.4).
Non è stata determinata la massima dose di epoetina delta che può essere somministrata senza danno in
dose singola o multipla.
Il trattamento può determinare policitemia se emoglobina ed ematocrito non sono monitorati con cura
e la dose non viene adattata correttamente.
Se si supera l’intervallo di riferimento consigliato, il trattamento con epoetina delta deve essere
temporaneamente sospeso fino al rientro dei valori di emoglobina/ematocrito entro l’intervallo di
riferimento.
Epoetina delta può in seguito essere somministrata nuovamente a dosaggio inferiore (vedere paragrafo
4.2).
Se si dovesse verificare policitemia grave, si possono utilizzare i metodi convenzionali per la riduzione
dell’emoglobina (flebotomia).
Categoria Farmacoterapeutica: Antianemico, codice ATC: B03XA.
L’eritropoietina è una glicoproteina che stimola la formazione di eritrociti da precursori di cellule
staminali.
Agisce come fattore stimolante la mitosi e ormone di differenziazione.
L’efficacia biologica di eritropoietina è stata dimostrata dopo somministrazione endovenosa e sottocutanea
in vari modelli animali in vivo (ratti e cani).
Dopo somministrazione di epoetina delta il numero di
eritrociti, i valori di emoglobina e il numero di reticolociti aumentano così come il grado di incorporazione
di 59Fe.
Durante gli studi clinici non vi sono state indicazioni dello sviluppo di anticorpi neutralizzanti l’epoetina
delta nell’uomo sulla base delle risposte cliniche.
Quando la somministrazione viene interrotta, i parametri eritropoietici tornano ai valori basali in un
periodo da 1 a 3 mesi.
La somministrazione sottocutanea determina un quadro di stimolazione
eritropoietica simile a quello della somministrazione endovenosa.
Le epoetine sono fattori di crescita che stimolano principalmente la produzione di eritrociti.
I recettori
dell’eritropoietina possono essere espressi sulla superficie di varie cellule tumorali.
Non sono disponibili
informazioni sufficienti a stabilire se l’uso di prodotti a base di epoetina comporti effetti negativi sul tempo
alla progressione del tumore o sulla sopravvivenza senza progressione del tumore.
Due studi hanno esaminato l’effetto dell’epoetina sulla sopravvivenza e/o la progressione del tumore con
valori bersaglio più elevati di emoglobina.
In uno studio randomizzato controllato contro placebo che prevedeva l’uso di epoetina alfa in 939 pazienti
con carcinoma mammario, si somministrava il farmaco in studio per tentare di mantenere i livelli di
emoglobina tra 12 e 14 g/dl.
A quattro mesi i decessi attribuiti alla progressione della malattia erano
superiori (6% vs 3%) nelle pazienti trattate con epoetina alfa.
La mortalità totale era significativamente
superiore nel braccio di trattamento con epoetina alfa.
In un secondo studio controllato contro placebo in cui si utilizzava epoetina beta in 351 pazienti con cancro
della testa e del collo, si somministrava il farmaco in studio per mantenere i livelli di emoglobina a 14 g/dl
nelle donne e 15 g/dl negli uomini.
La sopravvivenza senza progressione locoregionale risultava di durata
significativamente inferiore nei pazienti che ricevevano epoetina beta.
I risultati dello studio erano confusi
da squilibri nel trattamento e nei gruppi, in particolare per quanto riguarda la localizzazione del tumore, lo
stato di fumatore dei pazienti e l’eterogeneità della popolazione in studio.
Vari altri studi hanno inoltre evidenziato una tendenza a una miglior sopravvivenza, suggerendo che
l’epoetina non possiede effetti negativi sulla progressione del tumore.
La farmacocinetica dell’eritropoietina, dopo somministrazione di epoetina delta, è stata studiata sia in
volontari sani che in pazienti con insufficienza renale cronica.
Dopo somministrazione endovenosa, il volume di distribuzione uguaglia il volume ematico totale e i
range vanno da 0,063 a 0,097 l/kg.
L’emivita di eliminazione varia da 4,7 a 13,2 ore nei pazienti.
L’emivita è aprossimativamente del 50% più breve nei soggetti sani.
Concentrazioni misurabili di eritropoietina sono mantenute nel siero per almeno 24 h dopo la
somministrazione di dosi variabili da 50 UI/kg a 300 UI/kg.
L’esposizione all’eritropoietina dopo
somministrazione di epoetina delta aumenta proporzionalmente in pazienti che ricevono dosi
endovenose da 50 UI/kg a 300 UI/kg.
Non è stato osservato accumulo di epoetina delta dopo
somministrazioni ripetute tre volte a settimana per via endovenosa.
Il picco di concentrazione sierica per epoetina delta, somministrata sottocute, si ottiene tra le 8 e le 36
ore successive alla somministrazione.
L’emivita di epoetina delta somministrata sottocute è prolungata
se confrontata alla somministrazione endovenosa e varia tra le 27 e le 33 ore nei pazienti.
La biodisponibilità dell’epoetina delta somministrata sottocute varia tra il 26 e il 36%.
Studi su animali condotti sia con Dynepo che epoetina alfa in femmine gravide di ratto e coniglio non
hanno evidenziato alcun effetto teratogeno, ma indicano effetti reversibili, correlati alla classe, sulla
crescita e sull’ematopoiesi della prole.
Gli effetti in studi non clinici si osservavano solo a esposizioni considerate sufficientemente in eccesso
rispetto all’esposizione umana massima, conseguentemente sono di scarsa rilevanza per l’uso clinico.
Sodio fosfato monobasico monoidrato Sodio fosfato bibasico eptaidrato Polisorbato 20 Sodio cloruro Acqua per preparazioni iniettabili
In assenza di studi di incompatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri prodotti.
2 anni.
Conservare in frigorifero (2°C – 8°C).
Non congelare.
Conservare le siringhe nell’imballaggio esterno per
tenerle al riparo dalla luce.
Le siringhe pre-riempite non aperte possono essere conservate fuori dal frigorifero, ma a temperatura
inferiore a 25ºC, per un singolo periodo massimo di 5 giorni.
La data di scadenza modificata per la
conservazione a temperatura inferiore a 25ºC non deve superare la data di scadenza indicata ai sensi
del periodo di validità di 24 mesi.
Dopo 5 giorni di conservazione a temperatura inferiore a 25ºC le
siringhe pre-riempite devono essere eliminate.
Siringa pre-riempita di vetro di tipo I con tappo in gomma bromobutile, ago in acciaio inox calibro 27
con cappuccio per l’ago in gomma naturale rigida e polistirene, pistone in polistirene e una protezione
per l’ago.
Sono disponibili confezioni da 6 siringhe pre-riempite.
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità
alla normativa locale vigente.
Nella somministrazione sottocutanea, il sito di iniezione deve essere variato di volta in volta.
Ispezionare la siringa pre-riempita prima dell’uso.
Usarla esclusivamente se la soluzione si presenta
limpida, incolore e priva di particelle solide visibili, e inoltre se ha una consistenza acquosa.
Non agitare la siringa.
Agitandola vigorosamente in modo prolungato si rischia di denaturare il principio
attivo.
La siringa è pre-assemblata ed è dotata di una protezione per l’ago, per prevenire lesioni a causa dello
stesso.
Ciò non pregiudica il normale uso della siringa, che può essere ruotata all’interno del dispositivo.
Somministrare il volume necessario.
Dopo aver iniettato il volume necessario di soluzione dalla siringa
pre-riempita, eliminare il contenuto rimanente.
La protezione per l’ago ricopre quest’ultimo quando viene
rilasciato lo stantuffo.
Lasciar risalire la siringa in modo che l’ago sia completamente protetto
Shire Pharmaceutical Contracts Ltd Hampshire International Business Park Chineham, Basingstoke Hampshire RG24 8EP Regno Unito
EU/1/02/211/001
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18 marzo 2002
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Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web della Agenzia Europa dei Medicinali (EMEA): http://www.emea.europa.eu/.
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