DIFOSFONAL M05BA02 disodio clodronato.
DIFOSFONAL 400 mg capsule rigide Ogni capsula contiene: Principio attivo: Disodio clodronato [disodio (diclorometilene) difosfonato anidro] mg 400 (sotto forma di 500 mg di disodio clodronato tetraidrato) DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile Ogni fiala per uso intramuscolare contiene: Principio attivo: Disodio clodronato [disodio (diclorometilene) difosfonato anidro] mg 100 (sotto forma di mg 125 di disodio clodronato tetraidrato) DIFOSFONAL 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione Ogni fiala per uso endovenoso contiene: Principio attivo: Disodio clodronato [disodio (diclorometilene) difosfonato anidro] mg 300 (sotto forma di mg 375 di disodio clodronato tetraidrato)
Capsule rigide, soluzione iniettabile per uso intramuscolare, concentrato per soluzione per infusione.
Prevenzione e trattamento dell'osteoporosi post menopausale. Osteolisi tumorale - Mieloma multiplo - Iperparatiroidismo primario.
Prevenzione e trattamento dell'osteoporosi post menopausale.
La posologia in funzione del quadro clinico e dei valori mineralometrici può variare come di seguito riportato:
Terapia orale:
da 1 capsula/die per 30 giorni, seguita da 60 giorni di sospensione (per più cicli), fino ad una capsula/die ininterrottamente per 1 anno o più a seconda delle condizioni del paziente.
Terapia parenterale:
per via intramuscolare 100 mg ogni 7.14 giorni o per infusione endovenosa 200 mg ogni 3.4 settimane, per 1 anno o più a seconda delle condizioni del paziente.
1 Osteolisi tumorale.
Mieloma multiplo.
Iperparatiroidismo primario.
Lo schema posologico seguente deve essere considerato orientativo e può quindi essere adattato alle necessità del singolo paziente.
a) Fase di attacco:
200-300 mg/die in unica somministrazione per via endovenosa lenta per 3.8 giorni in relazione all'andamento dei parametri clinici e di laboratorio (calcemia, idrossiprolinuria, ecc.).
b) Fase di mantenimento:
100 mg/die per via intramuscolare per 2.3 settimane o, in alternativa, 1.6 capsule/die, suddivise in 2.3 somministrazioni lontane dai pasti, per 3.4 settimane.
Tali cicli possono essere ripetuti ad intervalli variabili a seconda dell'evoluzione della malattia.
La valutazione periodica dei parametri di riassorbimento osseo può utilmente indirizzare i cicli terapeutici.
Ipersensibilità individuale accertata verso il prodotto o verso altri farmaci del gruppo dei difosfonati.
In caso di somministrazione orale è consigliabile assumere il farmaco almeno 1 ora prima di colazione o dei pasti principali con abbondante acqua.
L'ingestione di cibi particolarmente ricchi di calcio (latte, formaggio, ecc.) deve essere comunque effettuata ad una distanza di 2.3 ore dall'assunzione del farmaco.
Per la stessa ragione, a seguito di somministrazione orale, si deve evitare, negli stessi intervalli di tempo, l'assunzione di farmaci contenenti ioni bivalenti (quali Ca++, Mg++).
Poichè il farmaco è eliminato prevalentemente per via renale, si consiglia cautela nel trattamento di pazienti con insufficienza renale, particolarmente quando il farmaco venga somministrato per via endovenosa.
In tali casi l'uso del clodronato andrà effettuato solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio e monitorando frequentemente gli indici di funzionalità renale.
Nella fase iniziale del trattamento oncologico e comunque nelle forme più gravi, è consigliabile somministrare il prodotto in soluzione fisiologica o similari, per via endovenosa, mediante perfusione lenta (2.3 ore).
Per la presenza di alcool benzilico, DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare non deve essere somministrato ai bambini al di sotto dei tre anni.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
L'osteonecrosi della mandibola e/o mascella, generalmente associata ad estrazione dentale e/o ad infezione locale (osteomielite inclusa), è stata riportata in pazienti con cancro in trattamento con regimi comprendenti i bifosfonati somministrati principalmente per via endovenosa.
Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi.
L'osteonecrosi della mandibola e/o mascella è 2 stata anche riportata in pazienti con osteoporosi in trattamento con i bifosfonati orali.
Prima di iniziare il trattamento con i bifosfonati in pazienti con concomitanti fattori di rischio (come cancro, chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi, scarsa igiene orale) deve essere presa in considerazione la necessità di un esame odontoiatrico con le appropriate procedure dentistiche preventive.
Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive.
Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mascella durante la terapia con i bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione.
Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentale, non ci sono dati disponibili per suggerire che l'interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella.
Il giudizio clinico del medico deve guidare il programma di gestione di ciascun paziente, sulla base della valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio.
Il calcio ed altri cationi bivalenti possono interagire con il farmaco, formando complessi non biodisponibili.
Pertanto, in caso di somministrazione orale, l'assunzione di altri farmaci contenenti ioni bivalenti (quali calcio e magnesio) dovrà essere effettuata a distanza di 2.3 ore.
Non essendone stata accertata la sicurezza d'impiego, si sconsiglia l'uso del prodotto nelle donne in stato di gravidanza.
Il farmaco non altera lo stato di vigilanza.
L'uso di alti dosaggi per via orale può dare origine a lievi disturbi gastrointestinali.
Nonostante non vi siano esperienze di sovradosaggio, è tuttavia teoricamente possibile che elevate quantità di prodotto possano indurre ipocalcemia.
In tali evenienze il trattamento dovrà consistere nella correzione dell'ipocalcemia mediante supplemento alimentare adeguato o, in casi gravi, mediante somministrazione endovenosa di calcio.
Qualora dovessero verificarsi alterazioni della funzionalità renale per la formazione di aggregati di calcio a seguito di somministrazione intravenosa, la terapia dovrà mirare al ripristino della funzionalità stessa.
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Il disodio clodronato appartiene alla categoria dei difosfonati, farmaci in grado di inibire la formazione e la dissoluzione dei cristalli di idrossiapatite.
Le indagini farmacologiche e cliniche hanno dimostrato il rimarchevole effetto inibitorio del disodio clodronato sul riassorbimento osseo, inibendo l'attività osteoclastica in tutte le condizioni sperimentali e cliniche nelle quali questa risulti esageratamente aumentata.
Tra queste condizioni vanno annoverate affezioni di tipo neoplastico quali le metastasi ossee ed il mieloma multiplo, endocrinopatie quali l'iperparatiroidismo primario, nonchè le osteopatie metaboliche quali l'osteopenia da immobilizzazione ed, in particolar modo, l'osteoporosi post menopausale.
Di particolare rilievo è risultata inoltre l'efficacia del disodio clodronato nel trattamento delle crisi ipercalcemiche.
Recenti ricerche hanno infine dimostrato l'efficacia del farmaco nel ridurre la morbidità scheletrica secondaria a neoplasie maligne, in particolare al carcinoma mammario.
Rilevante è infine l'effetto antalgico del farmaco nel trattamento del dolore secondario a metastasi ossee, effetto che si instaura fin dai primi giorni di trattamento particolarmente per via endovenosa.
L'uso prolungato del farmaco non induce difetti di mineralizzazione ossea, come confermato da indagini bioptiche.
L'assorbimento del Difosfonal dopo somministrazione per via orale è molto basso, nell'uomo è dell'ordine del 2%.
Il disodiodiclorometilendifosfonato viene rapidamente allontanato dall'organismo; il 90% della dose assorbita si ritrova nelle urine in forma non metabolizzata nelle prime 24 ore dopo la somministrazione.
La tossicità acuta del disodio diclorometilendifosfonato è risultata essere notevolmente bassa.
Ratto:
DL50 1700 mg/kg os; 430 mg/kg e.p.; 65 mg/kg e.v.
Tossicità cronica:
per os nel ratto, fino a 200 mg/kg/die per oltre 6 mesi, nessun effetto tossico; per os nel cane, fino a 40 mg/kg/die per oltre 6 mesi, nessun effetto tossico.
DIFOSFONAL 400 mg capsule rigide: sodio carbossimetilamido, amido di mais, talco, magnesio stearato, gelatina, titanio biossido (E 171), indigotina (E 132). DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile: sodio bicarbonato, alcool benzilico, acqua per preparazioni iniettabili. 4 DIFOSFONAL 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione: sodio bicarbonato, acqua per preparazioni iniettabili.
DIFOSFONAL 400 mg capsule rigide:
niente da segnalare per l'uso previsto.
DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile e DIFOSFONAL 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione:
incompatibili con soluzioni alcaline o soluzioni ossidanti.
DIFOSFONAL 400 mg capsule rigide: 60 mesi (5 anni) DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile: 24 mesi (2 anni) DIFOSFONAL 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione: 36 mesi (3 anni).
Non sono previste indicazioni particolari.
Da conservare a temperatura ambiente.
DIFOSFONAL 400 mg capsule rigide:
10 capsule in blister alluminio PVC/PVDC DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile:
fiale in vetro neutro incolore.
DIFOSFONAL 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione:
fiale in vetro neutro incolore.
Nessuna.
SPA - Società Prodotti Antibiotici S.p.A.
- Via Biella, 8 - 20143 Milano.
DIFOSFONAL 400 mg capsule rigide 10 capsule AIC 026510053 DIFOSFONAL 100 mg/3,3 ml soluzione iniettabile: 6 fiale AIC 026510014 12 fiale AIC 026510026 DIFOSFONAL 300 mg/10 ml concentrato per soluzione per infusione: 6 fiale AIC 026510038 12 fiale AIC 026510040
Decreto AIC: 5/10/1987 Rinnovo: 1/6/2005. 5
Novembre 2006.
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