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CITALOPRAM ALMUS 40 mg compresse rivestite con film 2) COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA CITALOPRAM ALMUS 20 mg compresse rivestite con film - Ogni compressa contiene:
Principio attivo:
citalopram bromidrato mg 24,98 (pari a citalopram 20,00 mg).
CITALOPRAM ALMUS 40 mg compresse rivestite con film - Ogni compressa contiene:
Principio attivo:
citalopram bromidrato mg 49,96 (pari a citalopram 40,00 mg).
Per gli eccipienti vedere 6.1.
3) FORMA FARMACEUTICA Compresse rivestite con film divisibili.
4) INFORMAZIONI CLINICHE
Sindromi depressive endogene e prevenzione delle ricadute e delle ricorrenze.
Disturbi d'ansia con crisi di pa- nico con o senza agorafobia.
Adulti:
CITALOPRAM ALMUS viene somministrato in un'unica dose giornaliera.
La dose iniziale è di 20 mg al giorno, la sera.
Sulla base della risposta clinica individuale, questa può essere aumentata fino a 40 mg/die.
Solo se necessario, la dose potrà essere ulteriormente aumentata fino a 60 mg/die (dose massima).
L'effetto antidepressivo si manifesta generalmente in 2.4 settimane dall'inizio della terapia; è opportuno che il paziente venga seguito dal medico fino a remissione dello stato depressivo.
Poiché il trattamento con antide- pressivi è sintomatico, esso deve essere continuato per un appropriato periodo di tempo, in genere 4.6 mesi nelle malattie maniaco-depressive.
In pazienti con depressione unipolare ricorrente può essere necessario con- tinuare la terapia di mantenimento per lungo tempo al fine di prevenire nuovi episodi depressivi.
Disturbi d'ansia con crisi di panico con o senza agorafobia La dose iniziale è di 10 mg al giorno.
Dopo una settimana la dose può essere aumentata a 20 mg al giorno.
Il dosaggio giornaliero ottimale è di norma di 20-30 mg.
In caso di risposta insufficiente la dose può essere au- mentata fino ad un massimo di 60 mg al giorno.
La massima efficacia viene raggiunta dopo circa 3 mesi di trattamento.
Nei disturbi con crisi di panico il trattamento è a lungo termine.
Il mantenimento della risposta clinica è stato dimostrato durante trattamento prolungato (1 anno).
In caso di insonnia o di forte irrequietezza si raccomanda un trattamento addizionale con sedativi in fase acuta.
Insufficienza epatica:
nei pazienti con insufficienza epatica è consigliabile una dose giornaliera non superiore a 20-30 mg.
Insufficienza renale :
in questi pazienti è consigliabile attenersi al dosaggio minimo consigliato.
1 Anziani Ai pazienti al di sopra dei 65 anni di età deve essere somministrata metà della dose raccomandata a causa di un rallentato metabolismo.
Quando si decide di interrompere il trattamento le dosi devono essere ridotte in modo graduale per minimiz- zare l'entità dei sintomi di astinenza.
Bambini Assunzione da parte dei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni CITALOPRAM ALMUS non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Età inferiore a 14 anni.
La somministrazione contemporanea di SSRI e MAO-inibitori può causare gravi reazioni vverse, a volte leta- li.
Pertanto citalopram non deve essere somministrato a pazienti in trattamento con MAO-inibitori e comun- que non prima di almeno 14 giorni dopo la loro sospensione.
Un trattamento a base di MAO-inibitori può es- sere iniziato 7 giorni dopo la sospensaione di Citalopram ( vedere anche 4.4 e 4.5).
Generalmente controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.
(vedere anche 4.6)
La somministrazione contemporanea di citalopram e MAO-inibitori può causare crisi ipertensive.
Pertanto citalopram non deve essere somministrato a pazienti in trattamento con MAO-inibitori e comunque non prima di almeno 14 giorni dopo la loro sospensione; un trattamento a base di MAO-inibitori può essere iniziato 7 giorni dopo la sospensione del citalopram (vedere anche 4.3 e 4.5).
Non somministrare a pazienti di età inferiore a 14 anni.
Qualora il paziente entrasse in una fase maniacale, il trattamento deve essere sospeso e si deve istituire un trattamento appropriato con neurolettici.
Il rischio di suicidio nei pazienti depressi persiste fino a quando non si ottiene una significativa remissione, poiché il blocco inibitorio può venire meno prima che si stabilisca una efficace azione antidepressiva.
E’ im- portante monitorare assiduamente il paziente durante il periodo iniziale.
Alcuni pazienti con disturbi d'ansia con crisi di panico possono riferire un'accentuazione dei sintomi d'ansia all'inizio della terapia con antidepressivi.
Tale aumento paradosso dei sintomi d'ansia è più marcato durante i primi giorni di terapia e scompare con il proseguire del trattamento (in genere entro due settimane).
E’ stata segnalata iponatremia, probabilmente dovuta ad una secrezione inappropriata di ormone antidiureti- co, come reazione avversa rara all’uso di SSRI.
Sembra che le donne anziane costituiscano un gruppo parti- colarmente a rischio.
E’ stata raramente segnalata una “sindrome serotoninica” nei pazienti in trattamento con SSRI.
La comparsa di una serie di sintomi, tra cui agitazione, confusione, tremore, mioclonie ed ipertermia, possono costituire i pro- dromi della sindrome.
Quando si interrompe bruscamente il trattamento con SSRI possono comparire:
insonnia, vertigini, sudora- zione, palpitazioni, nausea, ansia, irritabilità, parestesie e cefalea.
Pertanto quando si decide di interrompere il trattamento le dosi devono essere diminuite in modo graduale per ridurre al minimo l'entità di tali sintomi.
Porre attenzione a non interpretare tali sintomi Porre attenzione a non interpretare tali sintomi attribuendoli ad un peggioramento della malattia psichiatrica trattata.
Gli effetti indesiderati possono essere più frequenti durante l'uso contemporaneo di inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI), nefazodone, trazodone, triptani e preparazioni a base di Hypericum perforatum.
I farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina vanno som- ministrati con cautela in pazienti che ricevano in concomitanza anticoagulanti, farmaci che influenzano l' ag- 2 gregazione piastrinica (FANS, acido acetilsalicilico, ticlopidina, ecc.) o altri farmaci che possono accrescere il rischio di sanguinamento.
Inoltre, tali farmaci vanno somministrati con cautela nei pazienti con precedenti di disordini della coagulazione.
Sebbene gli studi sugli animali non abbiano mostrato per citalopram potenziali effetti epilettogenici come per gli altri antidepressivi, citalopram deve essere usato con cautela in pazienti con una storia di convulsioni.
Il farmaco deve essere sospeso qualora si osservi un incremento della frequenza degli attacchi convulsivi.
Nei pazienti con diabete, una terapia a base di SSRI può alterare il controllo glicemico; questo potrebbe esse- re una conseguenza del miglioramento della depressione.
E’ possibile che sia necessario aggiustare il dosag- gio dell’insulina e/o di antidiabetici orali.
Il medicinale non è adatto per soggetti con deficit di lattasi galattosemia o sindrome di malassorbimento di glucosio/galattosio.
Assunzione da parte dei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni CITALOPRAM ALMUS non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.
Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggres- sività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clini- ci effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo.
Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari.
Per di più, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.
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La biotrasformazione di citalopram a demetilcitalopram viene mediata dagli isoenzimi CYP2C19 (circa il 60%), CYP3A4 (circa il 30%) e CYP2D6 (circa il 10%) del sistema citocromo P450.
L’inibizione degli iso- enzimi CYP2C9, CYP2E1 e CYP3A4 da parte di citalopram e demetilcitalopram è trascurabile ed i due composti sono solo inibitori deboli degli isoenzimi CYP1A2, CYP2C19 e CYP2D6 rispetto ad altri SSRI, con cui è stata dimostrata una inibizione significativa.
Pertanto, è improbabile che citalopram inibisca il me- tabolismo di farmaci mediato da P450 a dosi terapeutiche.
La somministrazione contemporanea di MAO-inibitori, ivi compresi i MAO-inibitori reversibili (RIMA), qua- li la moclobamide, può causare gravi reazioni avverse, a volte letali, quali crisi ipertensive o una sindrome se- rotoninergica (vedere anche 4.3 e 4.4 ).
Non sono state riportate interazioni legate alla assunzione contemporanea dell'alcool.
La cimetidina determina un modesto aumento dei livelli medi di citalopram allo stato stazionario.
Si consiglia pertanto di procedere con cautela quando vengono somministrati i dosaggi terapeutici più elevati di citalo- pram in associazione a dosaggi elevati di cimetidina (potente inibitore di CYP2D6, 3A4).
Vi sono state segnalazioni di un potenziamento degli effetti quando gli SSRI vengono somministrati assieme al litio od al triptofano; pertanto, è necessario procedere con cautela quando questi farmaci vengono usati contemporaneamente.
I farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) pos- sono accrescere il rischio di sanguinamento quando sono somministrati in concomitanza con anticoagulanti o con farmaci che influenzano l'aggregazione piastrinica (FANS, acido acetilsalicilico, ticlopidina, ecc.
– vede- re 4.4.
La somministrazione concomitante di altri farmaci serotoninergici, quali il tramadolo ed il sumatriptan, può potenziare gli effetti 5–HT associati.
Sono stati effettuati studi sull’interazione farmacocinetica con la levomepromazina (un inibitore dell’isoenzima CYP2D6 e prototipo delle fenotiazine) e con l’imipramina (un inibitore parziale di CYP2D6, un prototipo degli antidepressivi triciclici).
Non sono state rilevate interazioni di natura farmacocinetica a- venti importanza clinica.
L'innocuità di citalopram in gravidanza non è stata stabilita.
Sebbene gli studi effettuati sugli animali da espe- rimento non abbiano evidenziato segni di potenziale teratogenicità né effetti sulla riproduzione o sulle condi- zioni perinatali, poiché il citalopram con i suoi metaboliti passa la barriera placentare e viene secreto anche se in piccolissima quantità nel latte materno, se ne sconsiglia l'uso durante la gravidanza e l'allattamento.
Citalopram ha scarsi effetti sulla performance psicomotoria.
Tuttavia, data la possibile insorgenza di sonno- lenza, è opportuna una dovuta cautela da parte di chi si appresti a guidare o a manovrare macchinari.
Le reazioni secondarie osservate sono in generale di lieve entità e di tipo transitorio.
Esse si manifestano so- prattutto nella prima o seconda settimana di terapia, per poi gradatamente sparire con il miglioramento dello stato depressivo.
Gli effetti indesiderati frequenti (1% - 10%) sono:
- disturbi del metabolismo e nutrizione:
riduzione dell’appetito
- disturbi psichiatrici:
riduzione della libido ed anormalità dell’orgasmo (donne)
- disturbi del sistema nervoso:
agitazione, insonnia, sonnolenza, capogiro
- disturbi dell’apparato respiratorio:
sbadigli
- disturbi gastrointestinali:
nausea, secchezza delle fauci, diarrea, stipsi
- affezioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
aumento della sudorazione
- disturbi a carico dell’apparato riproduttivo:
disturbi della eiaculazione, impotenza
- compromissione delle condizioni generali:
affaticamento.
4 Effetti indesiderati molto rari (1/10.000) sono:
- disturbi dell’apparato endocrino:
secrezione inappropriata di ADH (specie nelle donne anziane)
- disturbi del metabolismo e nutrizione:
iponatremia
- disturbi dell’apparato nervoso:
convulsioni, disturbi extrapiramidali
- affezioni della cute e del tessuto sottocutaneo:
ecchimosi, porpora
- compromissione delle condizioni generali:
reazioni da ipersensibilità, sindrome serotoninergica, sin- tomi da astinenza (capogiro, nausea e parestesie) Raramente, in seguito alla somministrazione di SSRI si possono verificare manifestazioni emorragiche quali ecchimosi, emorragie ginecologiche, manifestazioni emorragiche a carico del tratto gastrointestina- le, delle mucose o anche di altri distretti dell' organismo.
Quando si interrompere bruscamente il trattamento possono comparire sintomi di astinenza.
Tali sintomi sono in genere lievi e di completa risoluzione e comprendono, ad esempio:
insonnia, vertigi- ni, sudorazione, palpitazioni, nausea, ansia, irritabilità, parestesie e cefalea.
Quando si decide di interrompere il trattamento le dosi devono essere ridotte in modo graduale per mini- mizzare l’ entità di tali sintomi.
Altri effetti indesiderati che sono stati osservati con farmaci SRI sono:
- apparato cardiovascolare:
ipotensione posturale,
- disturbi dell’occhio:
anormalità della vista,
- disturbi gastrointestinali:
vomito,
- disturbi epatobiliari:
alterazioni degli esami di funzionalità epatica,
- disturbi muscolo-scheletrici:
artralgia, mialgia,
- disturbi psichiatrici:
allucinazioni, mania, confusione, ansia, depersonalizzazione, attacchi di panico, nervosismo,
- disturbi dell’apparato urinario:
ritenzione urinaria,
- disturbi dell’apparato riproduttivo:
galattorrea,
- affezioni della cute e dei tessuti sottocutanei:
prurito.
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I sintomi possibili con una dose fino a 600 mg sono:
stanchezza, debolezza, sedazione, capogiri, tremore, nau- sea e tachicardia.
Con dosi superiori a 600 mg si possono verificare convulsioni entro poche ore dall’assunzione.
Possono veri- ficarsi anche alterazioni dell’ECG e, raramente, rabdomiolisi.
È raro che il sovradosaggio sia fatale.
Un paziente adulto è sopravvissuto dopo aver ingerito 5.200 mg di cita- lopram.
Il trattamento del sovradosaggio è sintomatico e di supporto in quanto non esiste un antidoto specifico.
Dopo l'ingestione orale dovrebbe essere effettuata non appena possibile una lavanda gastrica; deve essere inoltre mantenuta la pervietà delle vie aeree, ricorrendo, se necessario, alla intubazione.
Somministrare ossigeno in caso di ipossia e diazepam in caso di convulsioni.
È consigliabile la sorveglianza del medico per circa 24 ore, nonché un monitoraggio ECG se è noto o si suppone che la dose ingerita sia su- periore a 600 mg.
Un allargamento del complesso QRS può essere normalizzato da un’infusione ipertonica di NaCl.
5) PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE Categoria farmacoterapeutica:
Antidepressivi, Inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRRI), codice ATC:
N06AB04
Citalopram è un derivato bicliclico ftalenico con effetto antidepressivo.
Studi biochimici e comportamentali hanno dimostrato che l'effetto farmacodinamico del citalopram è stretta- mente correlato a una potente inibizione dell'uptake della 5.HT (5.
idrossitriptamina = serotonina).
Citalo- pram non ha effetto sull'uptake della NA (Noradrenalina) ed è quindi l'inibitore più selettivo dell'uptake della serotonina finora descritto, come dimostrato dal rapporto pari a 5000 tra le concentrazioni inibenti l'uptake della NA e della serotonina.
Citalopram non presenta alcuna influenza sull'uptake della DA (dopamina) o del GABA (acido gamma- aminobutirrico).
Inoltre, né citalopram né i suoi metaboliti hanno proprietà antidopaminergiche, antiadrener- giche, antiserotoninergiche, antiistaminergiche o anticolinergiche e non inibiscono le MAO (monoaminossi- dasi).
Citalopram non si lega ai recettori delle benzodiazepine, del GABA o degli oppioidi.
Dopo trattamento prolungato, l'efficacia inibitoria sull'uptake della 5.HT è invariata; inoltre citalopram non induce variazioni nella densità dei neurorecettori come accade con la maggior parte degli antidepressivi triciclici e con i più re- centi antidepressivi atipici.
Sono assenti gli effetti sui recettori colinergici muscarinici, sui recettori istaminici e sugli alfa-adrenorecettori, con conseguente mancata insorgenza degli effetti collaterali legati alla inibizione di questi recettori:
secchezza delle fauci, sedazione, ipotensione ortostatica, presenti dopo trattamento con molti farmaci antidepressivi.
Citalopram è quindi unico per la sua estrema selettività di blocco dell'uptake e per l'assenza di attività agonista o antagonista sui recettori.
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Assorbimento Citalopram è rapidamente assorbito dopo somministrazione orale (Tmax media di 2 ore dopo assunzione di gocce e Tmax media di 3 ore dopo assunzione di compresse).
La biodisponibilità della formulazione in com- presse è dell'80%.
La biodisponibilità relativa alla formulazione in gocce è approssimativamente il 25% più elevata della formulazione in compresse.
Distribuzione Il volume apparente di distribuzione è circa 14 l/kg (range 12.16 l/kg).
Il legame alle proteine plasmatiche è inferiore all'80%.
Come altri farmaci psicotropi, citalopram si distribuisce nell'organismo; le concentrazioni più elevate di far- maco e di metaboliti desmetilati si trovano nei polmoni, nel fegato, nei reni, concentrazioni inferiori nella milza, nel cuore e nel cervello.
Il farmaco e i suoi metaboliti passano la barriera placentare e si distribuiscono nel feto in modo simile a quanto visto nella madre.
Una piccolissima quantità di citalopram e dei suoi metabo- liti sono secreti nel latte materno.
Biotrasformazione Citalopram è metabolizzato a demetilcitalopram, didemetilcitalopram, citalopram-N-ossido e, per deamina- zione, a un derivato deaminato dell'acido propionico.
Mentre il derivato dell'acido propionico è inattivo, de- metilcitalopram, didemetilcitalopram e citalopram-N-ossido sono pure inibitori selettivi dell'uptake della sero- tonina sebbene più deboli del composto di origine.
Nei pazienti, il citalopram non metabolizzato è il composto predominante nel plasma..Il rapporto di concentrazione citalopram/demetilcitalopram nel plasma, allo stato stazionario, è mediamente di 3,4 dopo 15 ore e di 2 dopo 24 ore dalla somministrazione.
I livelli plasmatici di didemetilcitalopram e citalopram-N-ossido sono generalmente molto più bassi.
Eliminazione L'emivita biologica è di circa un giorno e mezzo.
La clearance plasmatica sistemica è pari a circa 0,4 l/min.
L'escrezione avviene con le urine e con le feci.
Linearità È stata dimostrata una relazione lineare fra le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario e la dose somministrata, con concentrazioni medie di circa 250 nM per una dose giornaliera pari a 40 mg e nella mag- gior parte dei pazienti lo stato stazionario è raggiunto entro la prima settimana di terapia.
Nella maggior parte dei pazienti i livelli dello stato stazionario sono compresi nel range di 100-400 nM per una dose giornaliera di 40 mg.
Pazienti anziani Nei pazienti anziani, in seguito alla riduzione della velocità di metabolizzazione, la emi-vita si allunga (1,5.
3,75 giorni) ed i valori di clearance si riducono (0,08.0,3 l/min); le concentrazioni plasmatiche allo stato sta- zionario sono due volte più elevate che nei pazienti giovani trattati con la medesima dose.
Funzionalità epatica ridotta Nei pazienti con compromissione della funzionalità epatica citalopram viene eliminato più lentamente; la emi- vita biologica raddoppia e ele concentrazioni plasmatiche nello stato stazionario sono circa due volte più ele- vate che nei pazienti con funzionalità epatica normale.
Funzionalità renale ridotta Citalopram viene eliminato più lentamente nei pazienti con compromissione della funzionalità renale da lieve a moderata, ma il fenomeno non ha alcuna influenza importante sulla farmacocinetica del farmaco.
Attual- mente non vi sono informazioni sulla farmacocinetica del citalopram nell’isifficienza renale grave (clereance della creatinina
<20 ml/min).
7 Rapporto Farmacocinetica/Farmacodinamica Non è stata effettuata una valutazione tra concentrazione plasmatica ed effetto; nemmeno gli effetti collaterali sembrano correlati alle concentrazioni plasmatiche del farmaco.
Il fattore di conversione da nM a ng/ml (rife- rito alla base) è 0,32 per il citalopram e 0,31 per demetilcitalopram.
Il farmaco non ha potere teratogeno e non influisce sulla riproduzione o sulle condizioni perinatali, non ha ef- fetto mutageno né carcinogenetico. 8 6) INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
Amido di mais, lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, polivinilpirrolidone vinilacetato, glicerina, croscarmellosa sodica, magnesio stearato. Film di rivestimento: titanio diossido, idrossipropilmetilcellulosa, polietilenglicole 400.
Nessuna.
3 anni.
Nessuna speciale precauzione per la conservazione.
Astuccio di cartone contenente in blister PVC/alluminio bianco opaco CITALOPRAM ALMUS 20 mg compresse rivestite con film: 28 compresse CITALOPRAM ALMUS 20 mg compresse rivestite con film 14 compresse
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8) NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO C
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