CHEFIR
CHEFIR 1 g 500 mg Il flaconcino di polvere contiene: Principio attivo: Cefonicid bisodico 1,081 g 540,5 mg pari a cefonicid 1 g 500 mg
Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare.
Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da Gram- negativi "difficili" o da flora mista con presenza di Gram-negativi sensibili a CHEFIR e resistenti ai più comuni antibiotici. In particolare il prodotto trova indicazione nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o immunodepressi. Profilassi chirurgica: la somministrazione di un’unica dose di 1 g di CHEFIR prima dell’intervento chirurgico riduce l’incidenza di infezione postoperatorie da germi sensibili in pazienti sottoposti ad interventi chirurgici classificati come contaminati o potenzialmente contaminati, o in pazienti che presentino un reale rischio di infezione nella sede dell’intervento, fornendo una protezione dall’infezione durante tutto il periodo dell’intervento e per un periodo di circa 24 ore successive alla somministrazione. Dosi supplementari di CHEFIR possono essere somministrate per ulteriori due giorni ai pazienti sottoposti ad interventi di artroplastica con protesi. La somministrazione intraoperatoria (dopo la legatura del cordone ombelicale) di CHEFIR riduce l’incidenza di sepsi postoperatorie conseguenti al taglio cesareo.
Adulti: CHEFIR viene
somministrato
in una dose singola i.m.
giornaliera.
In genere il dosaggio per l’adultoè di 1 g di
CHEFIR
ogni 24 ore per via intramuscolare
profonda.
Dosi giornaliere superiori
a 1 g sono raramente necessarie. Comunque
in casi eccezionali dosi fino a 2 g in un’unica
somministrazione
sono state ben tollerate.
Dovendo somministrare 2 g i.m.
in un’unica dose giornaliera,
metà di questa dose dovrebbe essere
somministrata in una massa
muscolare diversa. Insufficienza renale: nei pazienti
con funzionalità renale ridotta è necessario
modificare la posologiadi CHEFIR.
Dopo una dose da carico
iniziale di 7,5
mg/kg i.m.
le dosi di
mantenimento
devono essere adattate seguendo la tabella sottostante.
Ulteriori somministrazioni
dovrebbero essere indicate dal
monitoraggio terapeutico, dalla gravità dell’infezione
e dalla sensibilità del microrganismo
responsabile dell’infezione. Posologia di CHEFIR in adulti con ridotta
funzionalità
renale:
| CLEARANCEDELLACREATININA ml / min x 1,73 m2 | DOSAGGIO Infezioni meno graviInfezioni ad alto rischio | |
| 79 - 60 | 10 mg / kg (ogni 24 ore) | 25 mg / kg (ogni 24 ore) |
| 59 - 40 | 8 mg / kg (ogni 24 ore) | 20 mg / kg (ogni 24 ore) |
| 39 - 20 | 4 mg / kg (ogni 24 ore) | 15 mg / kg (ogni 24 ore) |
| 19 - 10 | 4 mg / kg (ogni 48 ore) | 15 mg / kg (ogni 48 ore) |
| 9 - 5 | 4 mg / kg (ogni 3-5 giorni) | 15 mg / kg (ogni 3-5 giorni) |
| 5 | 3 mg / kg (ogni 3-5 giorni) | 4 mg / kg (ogni 3-5 giorni) |
Nota: in caso di dialisi non sono necessarie
somministrazioni supplementari.Bambini
di età pari o superiore a due anni: CHEFIR viene
somministrato
per via i.m.
alla dose singola giornaliera di 50 mg/kg.
Bambini
di età inferiore a due anni:L’efficacia e la tollerabilità
di CHEFIR non sono state accertate
in questa fascia di pazienti.
Anziani:La dose raccomandata
è di 0,5 g al giorno dal momento
che la clearance renale del farmaco
potrebbe essere diminuita
per effetto della riduzione età-dipendente della
funzionalità renale. Modo di somministrazione Preparazione della soluzione -Per iniezioni intramuscolari ricostituire la soluzione con
l’appositafiala, inserita nella confezione, riempita
con 2-2,5 ml di solvente, contenente
lidocaina HCL 1%.
La soluzione ricostituita per uso intramuscolare non deve mai essere impiegata
in caso di somministrazione endovenosa. Nota: i
prodotti
per uso parenterale dovrebbero essere
ispezionati visivamente, qualora la soluzioneed il contenitore lo permettano,
per eventuali impurità
o cambiamenti
di colore prima della
somministrazione.
Un lieve ingiallimento non influenza l’attività del prodotto.Somministrazione:
prima
della somministrazione si consiglia la disinfezione
della cute.
Somministrazione
intramuscolare
- Iniettare la soluzione profondamente
in una massa muscolare.L’aspirazione
è necessaria per evitare
di iniettare inavvertitamente
la soluzione
in un vaso sanguigno.
Quando si somministrano
2 g i.m.
in un’unica dose giornaliera, metà
dose dovrebbe essere somministrata in una massa muscolare
differente.
Ipersensibilità verso i componenti del prodotto, verso le altre cefalosporine, penicilline o altre sostanze correlate dal punto di vista chimico. CHEFIR è controindicato negli individui che hanno già manifestato fenomeni di ipersensibilità verso altre cefalosporine. Le preparazioni per l’uso intramuscolare, non devono essere somministrate a pazienti allergici alla lidocaina. Generalmente controindicato in gravidanza e allattamento.
Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso Prima di iniziare la terapia con CHEFIR , dovrebbe essere svolta una indagine per stabilire se il paziente ha manifestato in passato fenomeni di ipersensibilità alle cefalosporine, penicilline ed altri farmaci.
Il prodotto deve essere somministrate con cautela in pazienti allergici alla penicillina poiché sono descritti casi di ipersensibilità crociata tra penicilline e cefalosporine.
Come per altri antibiotici, l’impiego protratto può favorire lo sviluppo di batteri resistenti ed in caso di superinfezione occorre adottare le misure più appropriate.
La posologia di CHEFIR deve essere ridotta qualora il farmaco venga somministrato a pazienti con ridotta funzionalità renale.
Le beta-lattamine come le cefalosporine di III generazione possono indurre resistenza microbica e tale evenienza è maggiore verso organismi opportunisti specialmenteEnterobacteriaceeePseudomonas, in soggetti immunodepressi e, probabilmente, associando fra loro più beta-lattamine.
Reazioni acute di ipersensibilità impongono la sospensione del trattamento e possono richiedere l’uso di adrenalina e altre misure di emergenza.
Le preparazioni per uso intramuscolare contenenti lidocaina non devono essere somministrate ai pazienti allergici a questo anestetico locale.
Se si evidenziano segni di infezione, il microrganismo responsabile dovrebbe essere isolato ed un’opportuna terapia, basata sui test di sensibilità, dovrebbe venire adottata.
Analisi su campioni raccolti prima dell’inizio della terapia dovrebbero venire effettuate per determinare la sensibilità a CHEFIR del microrganismo responsabile.
La sensibilità a CHEFIR deve essere confermata con metodi standardizzati (dischi per antibiogramma contenenti 30 mcg di principio attivo - Test di Kirby Bauer).
La terapia con CHEFIR può comunque essere iniziata in attesa dei risultati di queste analisi.
Prima di impiegare CHEFIR in associazione con altri antibiotici, dovrebbero essere attentamente rilette le istruzioni per l’uso degli altri farmaci per conoscere eventuali controindicazioni, avvertenze, precauzioni e reazioni indesiderate.
La funzionalità renale dovrebbe essere controllata attentamente.
Coliti pseudomembranose sono state riportate a seguito dell’uso di cefalosporine ed altri antibiotici a largo spettro.
E’ importante considerare questa diagnosi, in pazienti che manifestano diarrea dopo l’uso di antibiotico.
Il trattamento con antibiotici a largo spettro altera la normale flora del colon e può permettere uno sviluppo eccessivo diClostridia.Studi mostrano che una tossina prodotta da Clostridiumdifficile è la causa primaria di colite dovuta ad antibiotico.
Lievi casi di colite possono guarire a seguito dell’interruzione della terapia.
Casi da moderati a gravi dovrebbero essere trattati con liquidi ed elettroliti.
Quando la colite non migliora con l’interruzione del farmaco e quando è grave, il trattamento di scelta è la vancomicina per via orale.
Sono state segnalate, in corso di trattamento con cefalosporine, positività dei test di Coombs (talora false).
TENERE FUORI DALLA PORTATA DEI BAMBINI.
A seguito di somministrazione contemporanea di altre cefalosporine o aminoglucosidi si possono verificare lievi fenomeni di nefrotossicità.
Il probenecid diminuisce la secrezione tubulare renale delle cefalosporine.
L’uso concomitante di probenecid e cefonicid può causare un aumento ed un prolungamento nel tempo dei livelli ematici di cefonicid.
Nelle donne in stato di gravidanza il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il controllo medico, valutando con attenzione i possibili vantaggi rispetto agli eventuali rischi. In caso di taglio cesareo CHEFIR può essere somministrato soltanto dopo la legatura del cordone ombelicale. Durante il periodo di allattamento la somministrazione di CHEFIR va effettuata sotto diretto controllo medico.
Non sono stati segnalati effetti negativi sulla capacità di guidare o sull’uso di macchine.
Il prodotto è normalmente ben tollerato.
Reazioni secondarie si sono verificate raramente e possono essere:
aumenti transitori degli eosinofili e delle piastrine.
Alterazioni dei test di funzionalità epatica; aumento della fosfatasi alcalina, SGOT, SGPT, GGTP, LDH.
Reazioni di ipersensibilità (febbre, rush cutaneo, prurito, eritema, mialgia e reazioni di tipo anafilattoide).
Alterazioni ematologiche (leucopenia, neutropenia).
Diarrea.
Fenomeni al sito di iniezione:
dolore al momento della iniezione.
Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a trattamento con cefalosporine.
Non sono noti sintomi da riferirsi a sovradosaggio del farmaco.
Si raccomanda di non superare i 2 g/die.
L’azione battericida di cefonicid deriva dall’inibizione della sintesi della parete della cellula batterica.
Tale effetto è dovuto al legame di cefonicid con le Proteine leganti le Penicilline, a livello di parete cellulare batterica, con successiva inibizione dei legami crociati di peptidoglicano.
Generalmente cefonicid resiste alla degradazione operata dalle più diffuse betalattamasi.
Cefonicid ha dimostrato eccellenti proprietà antibatteriche nei confronti di un ampio spettro di organismi Gram-positivi e Gram-negativi, aerobi ed anaerobi (vedere sotto).
Gram-positivi Peptococcus spp; Staphylococcus spp (sia produttori che non produttori di beta-lattamasi), inclusi S.
aureus e S.
epidermidis e con esclusione degli Staphylococci meticillino-resistenti; Streptococcus agalactiae (Gruppo B); Streptococcus Gruppo G e non-enterococchi Gruppo D; Streptococcus Pneumoniae; Streptococcus Pyogenes (Gruppo A beta-emolitico).
Gram-negativi Citrobacter spp; Enterobacter spp; Escherichia coli; Haemophilus influenzae (sia ampicillino-sensibile che ampicillino-resistente); Klebsiella spp inclusi K.
pneumoniae e K.
Oxytoca; Neysseria gonorrhea (sia penicillino-sensibile che penicillino-resistente); Proteus mirabilis; Providencia rettgeri; Morganella morganii.
La maggior parte dei ceppi Bacteroides fragilis e Pseudomonas spp.
sono resistenti al cefonicid.
Poiché cefonicid resiste alla degradazione da parte di molte beta-lattamasi, generalmente non è necessario usarlo in associazione con inibitori delle beta-lattamasi.
Assorbimento Cefonicid è assorbito rapidamente
dopo somministrazione i.m.
e ha un’emivita
sierica di 4,5 ore sia dopo somministrazione
i.m.
che e.v.
Le elevate e prolungate concentrazioni sieriche e tessutaliottenute dopo somministrazione intramuscolare ed endovenosa di CHEFIR consentono la somministrazione una
volta al giorno. Concentrazioni plasmatiche
dopo somministrazione di 1 g di
cefonicid per via e.v.
o i.m.
(mcg/ml):
| Via di somministrazion e | Picchi plasmatici mcg/ml | AUC mg h/l | t½ h | |||
| i.v. | 129-204 | 621-732 | 2,6-4,6 | |||
| i.m. | 67-126 | 586-830 | 4,5-7,2 |
Distribuzione Cefonicid si distribuisce bene nei tessuti e nei fluidi corporei.
Cefonicid ha mostrato
di raggiungere concentrazioni terapeutiche
nei seguenti tessuti:
cuore, ossa, via biliari, vie
respiratorie, pelli etessuti
molli, cistifellea, prostata, utero, tessuto adiposo; e nei seguenti fluidi: sangue, urine,
ferite purulente e chirurgiche, espettorato e bile. CHEFIR non è indicato nel trattamento
delle meningiti
poiché non attraversa la barriera ematoencefalica. Metabolismo Nell’uomo
non sono stati identificati metaboliti
di cefonicid.
EscrezioneCefonicid non viene
metabolizzato; in
media il 77% è eliminato in forma
immodificata nelle urinein 24 ore dopo la somministrazione
di una dose da 1 g per via i.m., e
l’83% dopo somministrazione della
stessa dose per via e.v.
Una dose di
500 mg i.m.
produce elevate concentrazioni urinarie, con valori di picco fino a 1000
mcg/ml e con una concentrazione
di 384 mcg/ml
ancora presente dopo6.8
ore. Probenecid, somministrato in concomitanza
con cefonicid, ne rallenta,
l’escrezione renale, e, pertanto, ne determina
livelli sierici di picco più elevati
e un incremento
significativo dell’emivitadi eliminazione. Nota: benché cefonicid raggiunga
livelli terapeutici nella bile, questi livelli sono più bassi di quelli rilevati con altre cefalosporine e le quantità di cefonicid rilasciate nel tratto gastrointestinale sono minime. Questa piccola quantità di cefonicid
nel tratto gastrointestinale
è una delle ragioni della bassa incidenza di reazioni gastrointestinali
dovute a terapia con CHEFIR. Legame
con le proteine plasmatiche Cefonicid si lega
alle proteine
plasmatiche
in misura elevata
(più del 90%)
e reversibile.
La DL50 nel topo è 7000 mg/kg dopo somministrazione intraperitoneale e circa 3000 mg/kg dopo somministrazione endovenosa.
Tali dosi corrispondono rispettivamente a circa 500 e 200 volte la dose terapeutica nell’uomo (1 g/die pari a circa 15 mg/kg).
Le prove di mutagenesi pubblicate non hanno evidenziato alcun effetto genotossico.
In studi pubblicati non sono riportati casi di reazioni disulfiram-simile, anche in soggetti trattati con cefonicid e alcool.
Lidocaina cloridrato 25 mg 20 mg Acqua p.p.i.
q.b.
a 2,5 ml 2 ml
Non note.
Per il prodotto integro conservato nelle ordinarie condizioni ambientali (20-25°C):
18 mesi.
Le soluzioni ricostituite con la fiala solvente devono essere utilizzate immediatamente.
Un lieve ingiallimento non influenza l’attività del prodotto.
Nessuna.
1 flaconcino da 1 g + 1 fiala di solvente da 2,5 ml per uso i.m. 1 flaconcino da 500 mg + 1 fiala solvente da 2 ml per uso i.m.
Come descritto in posologia e modo di somministrazione.
D.R.
DRUG RESEARCH S.r.l.
Via Turati, 3 - 22036 ERBA (CO) Concessionario esclusivo per la vendita in Italia PHARMACIA ITALIA S.p.A.
- MILANO
CHEFIR i.m.
flacone 1 g + fiala solvente A.I.C.
031832025 CHEFIR i.m.
flacone 500 mg + fiala solvente A.I.C.
031832013
Data rinnovo AIC: 26.10.2000
26-10-2000.
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