AROMASIN 25 mg compresse rivestite.
Ogni compressa rivestita contiene:
exemestane 25 mg.
Per gli eccipienti vedere 6.1.
Compresse rivestite. Compresse rivestite, biconvesse, di forma rotonda e colore biancastro, contrassegnate 7663 su un lato.
Aromasin è indicato nel trattamento adiuvante delle donne in post-menopausa con carcinoma mammario invasivo in fase iniziale e con recettori estrogenici positivi, dopo iniziale terapia adiuvante con tamoxifene per 2.3 anni. AROMASIN è indicato nel trattamento del carcinoma mammario in fase avanzata, in donne in stato di post-menopausa naturale o indotta, nelle quali la malattia è progredita dopo trattamento con terapia anti-estrogenica. L’efficacia non è stata dimostrata nelle pazienti con recettori estrogenici negativi.
Pazienti adulte e anziane La dose raccomandata di AROMASIN è di 1 compressa da 25 mg da assumere una volta al giorno, preferibilmente dopo un pasto. Nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale, il trattamento con Aromasin deve proseguire fino a completamento di una terapia ormonale adiuvante combinata sequenziale (tamoxifene seguito da Aromasin) di cinque anni o prima in caso di recidiva del tumore. In pazienti con carcinoma mammario in fase avanzata, il trattamento con AROMASIN deve proseguire fino a quando è evidente la progressione del tumore. Non sono richiesti aggiustamenti di dosaggio per pazienti con insufficienza epatica o renale (vedi sezione 5.2). Bambini L’uso nei bambini non è raccomandato.
1 L’uso di AROMASIN compresse è controindicato nelle pazienti con nota ipersensibilità al principio attivo o a qualcuno degli eccipienti, nelle donne in pre-menopausa, in quelle in gravidanza o durante l’allattamento.
AROMASIN non deve essere somministrato alle donne in stato endocrino di pre-menopausa.
Pertanto, se ritenuto appropriato da un punto di vista clinico, lo stato di post-menopausa dovrà essere verificato dosando i livelli di LH, di FSH e di estradiolo.
AROMASIN deve essere usato con cautela in pazienti con alterazione della funzionalità epatica o renale.
Le compresse di AROMASIN contengono saccarosio e non devono essere somministrate ai pazienti che presentano rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, un malassorbimento di glucosio- galattosio o deficit di saccarasi-isomaltasi.
Le compresse di AROMASIN contengono metil-p-idrossibenzoato e pertanto possono causare reazioni allergiche (probabilmente ritardate).
Poichè Aromasin è un potente agente che riduce il livello di estrogeni, si può prevedere una riduzione della densità minerale ossea.
L’effetto di Aromasin sul rischio di fratture a lungo termine resta non definito.
Durante il trattamento adiuvante con Aromasin le donne con osteoporosi o a rischio di osteoporosi devono essere sottoposte ad un controllo della densità minerale ossea valutata con densitometria ossea all’inizio del trattamento.
Sebbene non siano disponibili dati sufficienti a mostrare gli effetti di una terapia per il trattamento della riduzione della densità minerale ossea, causata da Aromasin, il trattamento dell’osteoporosi deve essere iniziato, se si ritiene opportuno.
Le pazienti trattate con Aromasin devono essere attentamente monitorate.
Studi condotti in vitro hanno mostrato che il farmaco viene metabolizzato dal citocromo P450 (CYP) 3A4 e dalle aldochetoreduttasi (vedi sezione 5.2) e non inibisce alcuno dei principali isoenzimi CYP.
In uno studio clinico di farmacocinetica, l’inibizione specifica del CYP 3A4 da parte del ketoconazolo, non ha mostrato effetti significativi sulla farmacocinetica dell’exemestane.
In uno studio di interazione con rifampicina, un potente induttore del CYP450, somministrata alla dose di 600 mg/die e una dose singola di 25 mg di exemestane, l’AUC dell’exemestane fu ridotta del 54% e la Cmax del 41%.
Poichè la rilevanza clinica di tale interazione non è stata valutata, la somministrazione concomitante di farmaci quali rifampicina, anticonvulsivanti (es.
fenitoina e carbamazepina) e preparati a base di erbe contenenti hypericum perforatum (St.
John’s Wort) noti per indurre il CYP3A4, può ridurre l’efficacia di AROMASIN.
AROMASIN deve essere usato con cautela con farmaci che vengono metabolizzati attraverso la via del CYP3A4 e che hanno una finestra terapeutica ristretta.
Non esiste esperienza clinica relativa all’uso concomitante di AROMASIN con altri farmaci antitumorali.
AROMASIN non deve essere somministrato in concomitanza con medicinali contenenti estrogeni poiché questi annullerebbero la sua azione farmacologica.
2 Non sono disponibili dati clinici su donne in stato di gravidanza esposte ad AROMASIN.
Studi sugli animali hanno dimostrato effetti tossici sulla riproduzione (vedi Sezione 5.3).
Pertanto AROMASIN è controindicato in gravidanza.
Non è noto se l’exemestane venga escreto nel latte umano.
AROMASIN non deve essere somministrato durante l’allattamento.
A seguito dell’uso del farmaco, sono stati riportati casi di sonnolenza, torpore, astenia e vertigini.
I pazienti devono essere informati che se insorgono tali effetti, le loro capacità fisiche e/o mentali necessarie per la guida di autoveicoli o l’impiego di macchinari possono essere diminuite.
Aromasin è stato
generalmente ben tollerato in tutti gli studi clinici; gli effetti
indesiderati
generalmente sono stati di gravità
da
lieve a
moderata.
L’incidenza
di
interruzioni a
causa
di
eventi
avversi è
stata
del6,3% nelle pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale sottoposte a
trattamento adiuvante con
Aromasin dopo terapia adiuvante iniziale con
tamoxifene e del 2,8% in tutta la
popolazione di pazienti
con carcinoma mammario in fase avanzata che aveva assunto la dose standard di 25 mg.
Nelle pazienti
con carcinoma mammario in fase iniziale le reazioni avverse segnalate con maggiore frequenza sono
state
vampate
di
calore
(22%),
artralgia
(17%)
e
stanchezza
(17%).
Nelle
pazienti
con
carcinoma
mammario in
fase
avanzata
le
reazioni
avverse
più
comuni
sono
state
vampate
di
calore
(14%)
e
nausea (12%). La
maggior
parte
delle
reazioni
avverse
possono
essere
attribuite
alle
normali
conseguenze
farmacologiche da deprivazione estrogenica (p.es.
vampate di calore). Le
reazioni
avverse
sotto
elencate
sono
suddivise
per
classe
sistemico
organica
e
frequenza.
La
frequenza è così definita: molto comuni (>10%), comuni (>1%, 10%), non comuni (>0.1%, 1%), rari(>0.01%,
0.1%). Alterazioni
del metabolismo e della nutrizione:Comuni
Anoressia Disturbi psichiatrici:Molto comuni
InsonniaComuni
Depressione Alterazioni del sistema nervoso:Molto comuni
CefaleaComuni
Capogiri,
sindrome del tunnel carpaleNon comuni
Sonnolenza Alterazioni del sistema vascolare:Molto comuni
Vampate di calore Alterazioni
dell’apparato
gastrointestinale:Molto comuni
NauseaComuni
Dolori
addominali, vomito, stipsi,
dispepsia, diarrea Alterazioni della cute e del
tessuto
sottocutaneo:Molto comuni
Aumento
della
sudorazioneComuni
Rash,
alopecia3Alterazioni
dell’apparato
muscoloscheletrico e delle ossa:Molto comuni
Dolori
muscoloscheletrici e delle articolazioni
(*) Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione:Molto comuni
StanchezzaComuni
Dolorabiltà, edema
perifericoNon comuni
Astenia (*)
Include:
artralgia, e con minore frequenza dolore agli arti,
osteoartrite, dolore dorsale, artrite, mialgiae rigidità delle
articolazioni Alterazioni del sangue e del sistema
linfatico:In
pazienti
con
carcinoma
mammario
in
fase
avanzata
raramente
sono
stati
segnalati
casi
di
trombocitopenia e leucopenia.Una diminuzione occasionale del numero dei linfociti è stata osservata in circa
il
20%
delle
pazienti
che
ricevevano
AROMASIN,
in
particolare
in
quelle
con
linfopenia
preesistente: tuttavia,
in
tali
pazienti
i
valori
medi
dei
linfociti
non
si
sono
modificati
in
un
modo
significativo
nel
tempo e
non è
stato
osservato
alcun
corrispondente
aumento
delle
infezioni
virali.Questi effetti non sono stati osservati in pazienti trattate negli studi relativi al carcinoma mammario in
fase iniziale . Alterazioni del sistema
epatobiliare:Molto
frequentemente è stata osservato un aumento moderato della fosfatasi alcalina, forse
correlato all’aumento
del
turnover
osseo.
E’
stato
frequentemente
segnalato
un
aumento
moderato
della
bilirubina, sebbene generalmente
non
associato
all’aumento
degli
enzimi
epatici. La tabella
sottostante mostra la frequenza degli eventi avversi e delle patologie sopra
specificati nello
studio di carcinoma mammario in fase iniziale (IES),
indipendentemente dalla
causalità, segnalati nelle
pazienti
che
ricevevano
il
farmaco
in
studio e
fino a
30
giorni
dalla
fine
della
terapia.
| Eventi avversi e patologie | Exemestane(N = 2252) | Tamoxifene(N = 2279) |
| Vampate di calore | 488 (21-7%) | 456 (20.0%) |
| Stanchezza | 372 (16-5%) | 345 (15-1%) |
| Cefalea | 303 (13-5%) | 255 (11-2%) |
| Insonnia | 279 (12-4%) | 199 (8-7%) |
| Aumento della sudorazione | 270 (12.0%) | 242 (10-6%) |
| Capogiri | 225 (10-0%) | 197 (8-6%) |
| Nausea | 199 (8-8%) | 205 (9-0%) |
| Osteoporosi | 116 (5-2%) | 65 (2-9%) |
| Emorragie vaginali | 87 (3-9%) | 109 (4-8%) |
| Ginecologici | 81 (3-6%) | 154 (6-8%) |
| Altro tumore primario | 56 (2-5%) | 84 (3-7%) |
| Vomito | 51 (2-3%) | 52 (2-3%) |
| Disturbi visivi | 44 (2-0%) | 48 (2-1%) |
| Alterazioni cardiovascolari | 21 (0.9%) | 39 (1-7%) |
| Fratture osteoporotiche | 17 (0.8%) | 13 (0.6%) |
| Tromboembolismo | 15 (0.7%) | 40 (1-8%) |
| Infarto del miocardio | 14 (0.6%) | 4 (0.2%) |
4
Gli studi clinici sono stati eseguiti con la somministrazione di AROMASIN fino alla dose di 800 mg come dose singola a volontari sani di sesso femminile e fino alla dose di 600 mg al giorno a donne in post-menopausa affette da carcinoma mammario in fase avanzata; tali dosaggi sono stati ben tollerati.
Non è nota quale sia la dose singola di AROMASIN che potrebbe causare sintomi che mettono in pericolo la vita della paziente.
Nei ratti e nei cani, la letalità è stata osservata dopo somministrazioni di dosi singole orali equivalenti rispettivamente a 2.000 e 4.000 volte la dose raccomandata nell’uomo, calcolata sulla base di mg/m2.
Non esiste alcun antidoto specifico al sovradosaggio e il trattamento deve essere sintomatico.
Sono indicate terapie generali di supporto, compreso il monitoraggio frequente dei segni vitali e la stretta osservazione della paziente.
Gruppo
farmacoterapeutico: inibitore steroideo
dell’aromatasi; agente
antineoplastico.
ATC: L02BG06.Exemestane è un inibitore steroideo
irreversibile
dell’aromatasi, correlato
strutturalmente al substrato
naturale
androstenedione.
Nelle donne in post-menopausa, gli estrogeni vengono prodotti
principalmente dalla
conversione
di
androgeni
in
estrogeni
attraverso
l’enzima
aromatasi
nei
tessuti
periferici.
La
deprivazione estrogenica attraverso l’inibizione dell’aromatasi è un trattamento efficace e selettivo peril
carcinoma
mammario
ormono-dipendente
nelle
donne
in
post-menopausa.
Nelle
donne
in
post-
menopausa,
AROMASIN
somministrato
per
via
orale
riduce
significativamente
le
concentrazioni
sieriche di estrogeni a partire da una dose da 5 mg, raggiungendo la soppressione massima ( 90%) conuna dose di 10-25 mg.
Nelle pazienti in post-menopausa affette da carcinoma mammario trattate con la dose
giornaliera di 25 mg, l’attività
aromatasica corporea è ridotta del 98%.Exemestane non possiede alcuna proprietà progestinica o
estrogenica.
E’ stata osservata una leggera
attività
androgenica
probabilmente dovuta al 17-idro derivato,
soprattutto ad alte dosi.
Nel corso di studi
condotti con dosi
giornaliere multiple, AROMASIN non ha
dimostrato effetti
rilevabili sulla biosintesi
surrenalica del cortisolo o
dell’aldosterone, misurata prima o dopo lo stimolo con ACTH,
dimostrandocosì la sua
selettività per quanto riguarda gli altri enzimi coinvolti nella sintesi di steroidi. Pertanto,
la
terapia
sostitutiva
con
glucocorticoidi
o
mineralcorticoidi
non
è
necessaria.
Un
leggero
aumento
non
dose-dipendente
nei
livelli
sierici
di
LH
e
FSH
è
stato
osservato
anche
a
basse
dosi:
tuttavia,
questo
effetto
è
atteso
vista
la
classe
farmacologica
d’appartenenza
ed
è
probabilmente
il
risultato di un feedback a livello ipofisario dovuto alla riduzione dei livelli di estrogeni che stimolano la secrezione
ipofisaria
delle
gonadotropine
anche
nelle
donne
in
post-menopausa. Trattamento del
carcinoma mammario in fase inizialeNel corso di uno studio
multicentrico,
randomizzato, in doppio cieco, condotto su 4724 pazienti in
post-
menopausa affette da carcinoma mammario primario con recettori estrogenici positivi o sconosciuti, le pazienti libere dalla malattia a seguito di una terapia adiuvante con tamoxifene per
2-3 anni sono state randomizzate ad un successivo
trattamento di 2-3 anni con Aromasin (25
mg/die) o con tamoxifene(20
o 30
mg/die)
per
completare
un
ciclo
di
terapia
ormonale
complessivo
di 5
anni. Dopo
una
durata
media
della
terapia
di
circa
27
mesi
ed
un
follow-up mediano di circa 35 mesi, i risultati
hanno
dimostrato
che
il
trattamento
sequenziale
con
Aromasin
dopo
2-3
anni
di
terapia
adiuvante
con
tamoxifene
è
stato
associato
ad
un
miglioramento
clinicamente
e
statisticamente 5significativo per la
sopravvivenza libera da malattia (DFS) rispetto al proseguimento della terapia con tamoxifene.
L’analisi effettuata ha dimostrato che nel periodo di studio Aromasin ha ridotto il rischio di recidiva
di
carcinoma
mammario
del
31%
rispetto
al
tamoxifene
(Hazard
Ratio
0.69,
p=0.00003).
L’effetto
benefico
di
exemestane
rispetto
al
tamoxifene
relativamente
alla
sopravvivenza
libera
da
malattia (DFS) è risultato evidente a prescindere dal coinvolgimento
linfonodale o da una precedente chemioterapia.
Inoltre,
Aromasin
ha
ridotto
significativamente
il
rischio
di
carcinoma
mammario
controlaterale (Hazard Ratio 0.32,
p=0.0034).Al
momento
dell’analisi,
la
sopravvivenza
globale
non
è
risultata
significativamente
diversa
nei
due
gruppi di trattamento con 116 decessi nel gruppo Aromasin e 137 nel gruppo tamoxifene (Hazard Ratio0.86,
p=0.23). I risultati
principali di efficacia in tutte le pazienti
(popolazione
“intention to treat”) e nelle pazienti con
recettori
estrogenici positivi sono riassunti nella tabella
sottostante: Endpoint
Exemestane
Tamoxifene
Hazard
Ratio
Valore di Popolazione
Eventi /N (%)
Eventi /N (%)
(95% CI)
p*Sopravvivenza libera da malattiaa
| Tutte le pazienti | 213 /2352 (9-1%) | 306 /2372 (12-9%) | 0.69 (0.58-0.82) | 0.00003 |
| Pazienti ER+ | 164 /2008 (8-2%) | 248 /2011 (12-3%) | 0.65 (0.53-0.79) | 0.00001 |
Carcinoma mammario controlaterale
| Tutte le pazienti | 8 /2352 (0.3%) | 25 /2372 (1-1%) | 0.32 (0.15-0.72) | 0.00340 |
| Pazienti ER+ | 5 /2008 (0.3%) | 23 /2011 (1-1%) | 0.22 (0.08.0.57) | 0.00069 |
Sopravvivenza libera da carcinoma mammario b
| Tutte le pazienti | 171 /2352 (7-3%) | 262 /2372 (11.0%) | 0.65 (0.54-0.79) | <0.00001 |
| Pazienti ER+ | 128 /2008 (6-4%) | 215 /2011 (10-7%) | 0.58 (0.47-0.73) | <0.00001 |
Sopravvivenza libera da metastasi a distanza c
| Tutte le pazienti | 142 /2352 (6-0%) | 204 /2372 (8-6%) | 0.70 (0.56-0.86) | 0.00083 |
| Pazienti ER+ | 107 /2008 (5-3%) | 163 /2011 (8-1%) | 0.65 (0.51-0.83) | 0.00048 |
Sopravvivenza globale d
| Tutte le pazienti | 116 /2352 (4-9%) | 137 /2372 (5-8%) | 0.86 (0.67-1-10) | 0.22962 |
| Pazienti ER+ | 90 /2008 (4-5%) | 104 /2011 (5-2%) | 0.87 (0.66-1-16) | 0.33671 |
*
Log-rank
test; Pazienti
ER+ = pazienti con recettori
estrogenici positivi;a
La
sopravvivenza
libera
da
malattia
è
definita
come
la
prima
comparsa
di
recidiva
locale
o
di
metastasi
a
distanza,
di
carcinoma
mammario controlaterale, o di
decesso per
qualsiasi causa;b
La
sopravvivenza
libera
da
carcinoma
mammario
è
definita
come
la
prima
comparsa
di
recidiva
locale
o
di
metastasi
a
distanza,
di carcinoma
mammario controlaterale, o di
decesso per
carcinoma
mammario;c
La sopravvivenza libera da metastasi a distanza è definita come la prima comparsa di metastasi a distanza o di decesso per carcinoma
mammario;d
La
sopravvivenza globale è definita
come la
comparsa di
decesso per
qualsiasi causa. Non
è
possibile
stabilire
se
le
differenze
in
sopravvivenza
libera
da
malattia
si
tradurranno
in
un
vantaggio nella sopravvivenza globale a favore dell’exemestane. I risultati
preliminari di un sottostudio osseo hanno dimostrato che nelle donne trattate per 1 anno
con Aromasin
dopo
2-3 anni di terapia
con tamoxifene si osserva un moderata
riduzione della
densità minerale ossea.
Nello studio complessivo, a 30 mesi di trattamento, l’incidenza di fratture non è stata significativamente diversa nelle pazienti
trattate con Aromasin rispetto a quelle trattate con tamoxifene(3-8% e 2-7%
rispettivamente). I
risultati
preliminari
di
un
sottostudio
sull’endometrio
indicano
che
dopo
2
anni
di
trattamento
si
è
verificata una riduzione mediana dello spessore dell’endometrio del 28-6% (n="5"2) nelle pazienti trattate con
Aromasin
rispetto
ad
un
incremento
del
5-3%
(n="5"1)
nelle
pazienti
trattate
con
tamoxifene.
L’ 6ispessimento
endometriale , rilevato all’inizio del
trattamento, si è
normalizzato (<5mm) nel 50% delle
pazienti trattate con
Aromasin. Trattamento del
carcinoma mammaria in fase avanzataIn uno studio clinico
controllato
randomizzato validato da un comitato revisore, si è
dimostrato come
AROMASIN
somministrato
alla
dose
quotidiana
di
25
mg,
prolunghi,
in
maniera statisticamente significativa
la
sopravvivenza,
il
Tempo
alla
Progressione
(TTP),
il
Tempo
alla
Ricaduta
(TTF)
se
comparato al
trattamento
ormonale
standard
con
megestrolo
acetato
in
pazienti
in
post-menopausa
affette da carcinoma mammario in fase avanzata
che
avevano
progredito
dopo o
durante
il
trattamento con tamoxifene somministrato come terapia adiuvante o come trattamento di prima linea per la malattiain
fase
avanzata.
Assorbimento:
A seguito della somministrazione orale di AROMASIN compresse, l’exemestane viene assorbito rapidamente.
La frazione della dose assorbita attraverso il tratto gastrointestinale, è elevata.
La biodisponibilità assoluta nell’uomo è sconosciuta, nonostante venga limitata da un ampio effetto di primo passaggio epatico.
Un effetto simile ha determinato una biodisponibilità assoluta del 5% nei ratti e nei cani.
Dopo una dose singola di 25 mg, livelli plasmatici massimi di 18 ng/ml sono stati raggiunti dopo 2 ore.
La concomitante assunzione di cibo aumenta la biodisponibilità del 40%.
Distribuzione:
Il volume di distribuzione dell’exemestane, non corretto per la biodisponibilità orale, è di circa 20000 l.
La cinetica è lineare e l’emivita terminale di eliminazione è di 24 ore.
Il legame con le proteine plasmatiche è del 90% ed è indipendente dalla concentrazione.
L’exemestane e i suoi metaboliti non si legano agli eritrociti.
Dopo somministrazioni ripetute, non si riscontra accumulo di exemestane secondo modalità inattese.
Metabolismo ed escrezione :
L’exemestane è metabolizzato mediante ossidazione del gruppo metilenico in posizione 6 ad opera dell’isoenzima CYP3A4 e/o riduzione del gruppo 17.cheto ad opera dell'aldochetoreduttasi seguita dalla coniugazione.
La clearance dell'exemestane, non corretta per la biodisponibilità orale, è di circa 500 l/ora.
I metaboliti sono inattivi o meno attivi del farmaco progenitore nell’inibire l’aromatasi.
La quantità di farmaco immodificato escreto con le urine è l’1% della dose.
Nelle feci e nelle urine, quantitativi uguali (40%) di exemestane C14.marcato venivano eliminati entro una settimana.
Particolari popolazioni di pazienti Età:
Non è stata osservata alcuna correlazione significativa tra l’esposizione sistemica di AROMASIN e l’età dei soggetti.
Insufficienza renale :
In pazienti con grave compromissione renale (CLcr < 30 ml/min), l’esposizione sistemica all’exemestane è stata di 2 volte superiore a quella riscontrata nei volontari sani.
In considerazione del profilo di sicurezza dell’exemestane, non si ritiene necessario alcun aggiustamento di dosaggio.
Insufficienza epatica:
7 In pazienti con compromissione epatica da moderata a grave, l’esposizione dell’exemestane è 2.3 volte più elevata rispetto a quella riscontrata nei volontari sani.
In considerazione del profilo di sicurezza dell’exemestane, non si ritiene necessario alcun aggiustamento di dosaggio.
Studi tossicologici:
I risultati degli studi di tossicità a dosi ripetute nei ratti e nei cani, quali gli effetti sugli organi della riproduzione ed annessi, erano in genere attribuibili all’attività farmacologica di exemestane.
Altri effetti tossicologici (su fegato, rene o sistema nervoso centrale) sono stati osservati solo a esposizioni considerate sufficientemente in eccesso rispetto all’esposizione massima nell’uomo, indicando scarsa rilevanza per l’uso clinico.
Mutagenicità :
L’exemestane non è stato genotossico nei batteri (test di Ames), nelle cellule V79 di criceti cinesi, negli epatociti dei ratti e nel test nel micronucleus nel topo.
Nonostante in vitro l’exemestane sia clastogenico nei linfociti, esso non è stato clastogenico in due studi in vivo.
Tossicologia sulla riproduzione:
Exemestane è risultato embriotossico nei ratti e nei conigli a livelli di esposizione sistemica simili a quelli ottenuti nell’uomo alla dose di 25 mg/die.
Non c’è stata evidenza di teratogenicità.
Cancerogenicità :
In uno studio di cancerogenesi a due anni nei ratti femmina, non sono stati osservati tumori correlati al trattamento.
Nei ratti maschi lo studio si è concluso dopo 92 settimane, a causa della morte prematura degli stessi per nefropatia cronica.
In uno studio di cancerogenesi a due anni nei topi, è stato osservato un aumento dell’incidenza di neoplasmi epatici in entrambi i sessi a dosi intermedie ed elevate (150 e 450 mg/kg/die).
Tale risultato è considerato correlato alla induzione degli enzimi epatici microsomiali, effetto osservato nei topi ma non negli studi clinici.
E’ stato inoltre notato un aumento dell’incidenza degli adenomi del tubulo renale nei topi maschi a dosi elevate (450 mg/kg/ die).
Questo cambiamento è considerato specie - e sesso-specifico e si è presentato con una esposizione al farmaco 63 volte maggiore della dose terapeutica nell’uomo.
Nessuno degli effetti osservati è considerato clinicamente correlato al trattamento con exemestane.
Nucleo della compressa: silice colloidale idrata, crospovidone, ipromellosio, magnesio stearato, mannitolo, cellulosa microcristallina, sodio amido glicollato (tipo A), polisorbato 80. Rivestimento: ipromellosio, alcool polivinilico, simeticone, macrogol 6000, saccarosio, magnesio carbonato leggero, titanio biossido, metile p-idrossibenzoato (E218), esteri cetilici della cera, talco, cera carnauba. Inchiostro per impressione: alcool etilico, lacca (Shellac), ossidi di ferro neri (E172) e titanio biossido (E171).
Non pertinente.
3 anni.
8 Blister di Alluminio-PVDC/PVC-PVDC. Scatole da 15, 20, 30, 90, 100 e 120 compresse rivestite. E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
Nessuna istruzione particolare.
Pharmacia Italia S.p.A., via Robert Koch 1.2 – 20152 Milano
AROMASIN, compresse rivestite da 25 mg.
Scatola da 15 compresse, AIC n.
034678019/M Scatola da 20 compresse, AIC n.
034678021/M Scatola da 30 compresse, AIC n.
034678033/M Scatola da 90 compresse, AIC n.
034678045/M Scatola da 100 compresse, AIC n.
034678058/M Scatola da 120 compresse, AIC n.
034678060/M
15 marzo 2000 / 16 dicembre 2003
ND
ND
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